Cimetta di Codognè. Il circuito del TERMEN non deve fermarsi mai.

Nel 1948 le strade erano bianche e un gruppo di cicloamatori di Cimetta, una attivissima frazione di Codognè, mentre volava il carico a briscola, decisero  di  far partire un’avventura che loro malgrado sarebbe durata per settant’anni , il circuito del TERMEN.

E’ un circuito di poco più di due chilometri che visto dall’alto potrebbe sembrare la cinghia di trasmissione di un’auto. Due rotonde, e due rettilinei da percorrere quarantatrè volte. Nessun dosso o salita. Una passeggiata di novantotto chilometri che però è diventata una delle corse classiche del Veneto più longeve e di prestigio

UNA GARA CHE DEVE CONTINUARE

Ieri, domenica delle Palme pioveva e i settanta corridori hanno disputato l’edizione numero SETTANTA che però, a causa di problemi organizzativi e di sponsor, rischia di diventare l’ultima. Non deve essere così perchè come dice uno dei nostri proverbi Veneti “Pittost che perder na tradizion l’è mejo brusar un paese” E la gente di Cimetta orgogliosamente si batterà perché la tradizione venga rispettata e portata avanti ancora per molto tempo negli anni a venire. Anche il sindaco di Codognè, AVV. Roberto Bet, intervenuto alla corsa per darne l’inizio e consegnare i premi ai vincitori (in particolare alcune medaglie ) ha messol’accento su :”L’importanza che hanno queste corse, nate nell’immediato dooguerra per rendere più piacevoli le giornate primaverili, è grande. La corsa del TERMEN può e deve continuare per salvaguardare la tradizione di una corsa che ha visto migliaia di corridori cimentarsi in questo circuito “magico” per il fascino che ha sempre suscitato in campioni e dilettanti e comunque sicuramente tra gli appassionati di questo sport che vanta radici profonde nel nostro territorio. Assieme alla società sportiva che ha gestito la corsa abbiamo inaugurato un piccolo sito, al centro della rotonda del TERMEN dove è stata posata una BICICLETTA d’epoca e una targa a ricordo di questoimportante traguardo dei SETTANTA ANNI di corsequi disputate. Faccio appello all l’amministrazione comunale che andrà a governare il paese nei prossimi anni affinché metta tutto l’impegno necessario per assistere l’organizzazione e far si che la gara non venga cancellata “

Una “piccola” storia, di un piccolo paese e la sua frazione che deve essere tutelata, ma non solo, rivalutata nel suo contenuto storico culturale ,di salvaguardia delle cose importanti,, sia pure “minime”, rispetto a problemi più grandi del Paese, che tuttavia meritano di un’attenzione paricolare, e servono a conservare nella memoria popolare il ricordo dello sforzo organizzativo che è partito dal lontano dopoguerra per arrivare intatto, se no migliorato, fino ai tempi nostri.

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