Iroso. Finisce la storia terrena. Continua quella del cuore.

Se durante i festeggiamenti per il suo quarantesimo compleanno, l’anno scorso era prevalsa oltre che alla gioia per un tale traguardo, la commozione, il sentimento di ieri 19 luglio 2019, presso il monumento degli alpini a Vittorio Veneto era la consapevolezza. Certo non è mancata qualche lacrima, specie dal suo “papà” e salvatore Antonio De Luca, ma la consapevolezza che il percorso terreno di Iroso, finito con la tumulazione delle ceneri di ieri, ha aperto le porte al percorso del cuore. Come si fa per una persona cara che viene a mancare, Iroso è entrato nel cuore di tutte le persone ieri presenti, ma anche di milioni di alpini sparsi in tutto il mondo che hanno seguito con amore e interesse le vicende di DUE UNO DUE (nome attribuitogli nel canto creato appositamente per ricordarlo che richiama il numero di matricola stampigliato sul suo zoccolo destro). Iroso, il Mulo che con la sua indole è riuscito a farci capire ancora una volta che gli animali svolgono nella vita dell’ Uomo un ruolo ben specifico, disegnato dal Creatore, quello di insegnanti. Con il loro silenzio riescono a comunicare meglio dei migliori mai esistiti, con la loro empatia fanno arrivare al cuore messaggi d’amore e di compassione dei quali noi “umani” ( a volte solo di nome) non siamo più capaci. A coloro che potrebbero cinicamente obiettare “Ma à solo un mulo” basterà ricordare la storia del piccolo Giacomo, un bambino di Bologna che letta la storia del Generale Iroso ha voluto conoscerlo. Dopo averlo fatto, è stato così alto l’impatto emotivo e l’amicizia che si era creata tra i due che Giacomo è ritornato, fermandosi per due giornate intere per poter star assieme al suo nuovo amico. Alla cerimonia erano presenti le autorità civili militari e religiose degne di un saluto dato ad un alto graduato, un generale appunto. L’Euro deputato Tony Da Re, l’onorevole Angela Collmellere, l’assessore al turismo della regione Veneto,Federico Caner (in rappresentanza del presidente Luca Zaia che ha fatto pervenire un messaggio di saluto e di vicinanza vista l’impossibilità a partecipare ieri) e una schiera di sindaci del territorio . Poi, naturalmente moltissimi alpini, loro, gli amici di sempre con i quali Iroso, ma tutti i muli d’Italia assieme a lui, hanno condiviso gioie e dolori, fatiche e risate, imprecazioni e a volte le pallottole. A loro, gli alpini, rimane nel cuore il ricordo di un Grande Amico “andato avanti” in quelle Montagne Celesti dove tutti gli Alpini sono arrivati prima di lui. Tocca a loro lassu’ oggi fare festa al Mulo più amato di tutti (copyright pio dal cin – riproduzione riservata)

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