Lettera aperta a Samuel Artale.

Signor Artale (ometto il  “caro” che trovo inutile),

Siamo uomini, fragili, molto spesso facciamo degli errori. Quelli che inevitabilmente ci capita di fare nel breve percorso terreno che spetta a ognuno di noi in quantita’ diverse a volte ci costringono a pagare un prezzo, altre no. Normalmente impariamo proprio le lezioni piu’ belle proprio dagli errori e loro ci ricordano la nostra fragile natura umana. Distinguerei comunque due tipologie di errore: nella prima metterei quegli errori che facciamo e ci causano qualche danno, piccolo o grande, fisico o morale. Nella seconda metterei quegli errori in cui, volontariamente o no, coinvolgiamo altre persone, o gruppi di persone. In questo caso l’errore inevitabilmente si riversa su di loro e oltre a noi devono pagare altri che non hanno colpa alcuna . Per questo secondo tipo di errore diventa difficile, quasi impossibile fare ammenda e anche chiedendo scusa non si riesce a rimediare. Leggendo i giornali in questi giorni e’ quello che mi viene in mente di scrivere. Il suo errore, quello di spacciarsi come sedicente sopravvissuto di Auschwitz, per quindici anni, nelle scuole e negli incontri pubblici ai quali ha partecipato, ha toccato decine di migliaia di persone, la stragrande maggioranza dei quali giovani delle scuole medie e superiori. Noi, piu’ anziani riusciremo a elaborare la sua performance e archiviarla nella memoria. Loro, i ragazzi faranno molta piu’ fatica a capire il perche’di una tale mistificazione, il perche’ una persona possa inventarsi una storia cosi’ crudele e terribile (uccisero mia madre davanti ai miei occhi ) con tutte leconseguenze emotive che ne derivano. Avranno sicuramente un grande lavoro da svolgere gli insegnanti

nello spiegare cosa possa essere successo nella testa di questo “fragile vecchietto” che si e’ inventato tutto. Concludo astenendomi dal giudicare. Non spetta all’uomo giudicare l’uomo. E’ una prerogativa del Divino quella di giudicare, e lo fara’ coin me, con lei con tutti. Una riflessione matura e’ quello che bisognerebbe fare pero’ quando negli errori coinvolgiamo i sentimenti degli altri. Non dobbiamo far soffrire altre persone con i nostri errori e qui lei signor Artale (ammesso che sia il nome giusto) mi ha insegnato una grande lezione. Quella di stare piu’ attento ai mistificatori e di controllare e verificare non una ma dieci, cento volte la veridicita’ di una notizia e la genuinita’ di quello che ogni giiorno purtroppo ci viene propinato come verita’ . Gesu’ disse:” La verita’ vi rendera’ liberi” Quanto lo siamo oggi signor Artale?

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