Roberto Poletto muore a 65 anni di tumore- Colle Umberto

Ha lottato con tenacia fino all’ultimo contro la malattia che lo aveva colpito nel 2018 e si è spento attorniato dall’affetto dei suoi cari Roberto Poletto, 65 anni conosciuto e stimato in paese per la sua
attività di rivendita auto e officina. “Papà fin da piccolo sempre stato un grande appassionato d’auto. La Formula Drive e lo Slalom erano la sua vita- Ricorda Fabio il figlio- Dopo il matrimonio con Ornella, dalla quale oltre a Fabio ha avuto anche una figlia, Lara, Roberto si è completamente dedicato al lavoro e alla famiglia- Ha rinunciato alla sua sfrenata passione per i motori per dedicarsi a noi -Continua Fabio- E lo ha fatto veramente con dedizione. Le cose sono iniziate ad andar male il 9 marzo del 2018 quando il nonno Urbano è morto a 93 anni dopo che la sua abitazione era andata a fuoco. Papà e zio avevano cercato inutilmente di salvarlo. Dopo meno di un mese papà ha iniziato ad ammalarsi e non si è più ripreso dal mieloma multiplo che lo aveva colpito fino alla morte domenica mattina alle 6” Roberto durante la sua lotta combattuta contro la malattia era stato più volte in fin di vita, ma era sempre riuscito a cavarsela, anche quando, lo scorso dicembre aveva contratto il Covid: “Ha lasciato i medici a bocca aperta quando, nelle sue condizioni di malato oncologico era riuscito a superare anche il virus e a negativizzarsi- Ricorda Fabio- Aveva una fibra veramente forte.In questi due anni ha continuato a lavorare nonostante tutto, tra un ricovero e l’altro.Anche il sindaco di Colle Umberto Sebastiano Coletti lo ricorda con affetto:” Conoscevo bene Roberto e la notizia arrivata in paese mi ha veramente colpito. Era un uomo buono e disponibile con tutti. Una vera istituzione in paese sia per la sua professione che per il suo amore per la famiglia. A nome mio e dell’amministrazione sono vicino alla famiglia in questo triste momento desidero porgere a loro e a tutti quelli che lo hanno amato le mie più sentite condoglianze” Roberto aveva iniziato il suo percorso personale alla Fiat Zaia di Vittorio Veneto (poi diventata Fassina) “Mio marito aveva sempre espresso la volontà di farsi un’attività in proprio, una casa, una famiglia- Racconta la moglie Ornella- Ci è riuscito e dal 1988 quando ci siamo sposati ha dedicato tutto se stesso alla famiglia e al lavoro, rinunciando anche alla sua passione per le auto” Nel tempo che gli restava libero dal lavoro, assieme al fratello Ezio, Roberto si era ritagliato un incarico con il FAI seguendo le gare di Formula Drive e Slalom. Il rosario verrà recitato il 3 febbraio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Colle Umberto al quale seguiranno le esequie alle 15.30 (io dal cin)

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