Codognè perde l’ultima centenaria. Giuseppina Pessotto vittima del Covid.

Codogne’-  Il Covid si porta via un altro pezzo importante del puzzle che ha composto la storia del paese . Si sono svolti la scorsa settimana i funerali dell’ultima centenaria del paese. A 101 anni si e’ spenta Giuseppina Pessotto nata il primo ottobre del 1919. Storie, come quella di Giuseppina che appartengono ad un passato che sembra lontano anni luce ma che hanno un enorme valore umano e di saggezza su cui riflettere. Giuseppina era nata nel paese della mela cotogna dove nel 1947 aveva sposato Celestino Dal Magro. La sfortuna ha voluto che solo dopo sei anni Celestino le fosse portato via da un incidente stradale dopo che la coppia si era trasferita a Torino dove l’uomo aveva trovato lavoro. Con la forza e la tenacia tipica delle donne venete Giuseppina ha combattuto, ha tenuto duro grazie ad un lavoro di bidella in una scuola locale e a piccoli lavoretti di sartoria che svolgeva in casa la sera. le scuole serali che frequentava le hanno permesso di ottenere un diploma e un lavoro amministrativo presso municipio di Torino dove e’ rimasta fino alla pensione. “Mia zia e’ stata sempre inseguita dalla solitudine- Racconta Graziella, una dei 28 nipoti della centenaria che non ha avuto figli – La fortuna ha voluto che l’auto gli fosse stata rubata. il vigile urbano che la ritrovo’, Palmiro Merlone, vedovo e con una figlia in procinto di partire per gli Stati Uniti divenne il suo secondo marito. Quando anche lui morì’ dodici anni dopo GIuseppina rientro’ al suo paese natio nel 2003.” Una donna forte e tenace, simpatica con un gran senso dell’umorismo e generosa. Durante la festa per il suo centesimo compleanno nel 2019 disse ai nipoti radunati per festeggiare: “Bisogna saper accettare il bene ed il male con la stessa tranquillità’ d’animo. il segreto per arrivare a cento anni? Non arrabbiarsi e lasciar perdere, mangiare bene, di tutto un po’ e un bicchiere a pasto, mezzo di acqua e mezzo di vino” “Il Covid l’ha colpita poco piu’ di due settimane fa- Continua Graziella- La zia non si e’ piu’ ripresa. Godeva di una salute di ferro ed era riuscita nel 2003 a superare e sconfiggere an

che un tumore- Se non fosse stato per il Covid sarebbe rimasta con noi ancora qualche anno- Conclude- Lascia comunque un bellissimo ricordo e un esempio di come affrontare le difficoltà’ con tenacia, resilienza e con quel senso dell’umorismo che sapeva regalare a noi nipoti ma anche a tutte le persone che l’hanno conosciuta un sorriso. Quel sorriso che non mancava mai sul suo volto e che si e’ spento nella notte tra lunedi’ e martedi’” (pio dal cin)

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