Conegliano- Il primo discorso pubblico di Piero Garbellotto da candidato (video)

Foto testo video e trascrizione a cura di pio dal cin – copyright 2021- riproduzione vietata

Piero Garbellotto, bottaio, 41 anni imprenditore e anima stessa della IMOCO VOLLEY CONEGLIANO https://imocovolley.it/list/roster-imoco-volley-2020-21/ Abituato a vincere con le sue PANTERE ha accettato la SFIDA di candidarsi come sindaco di una citta’ che deve tornare ad essere la PERLA del VENETO. In questo VIDEO ( e nella sua trascrizione ) tutto il discorso e l’ entusiamo del candidato SINDACO che a fronte di una gaffe linguistica dimostra un “aplombe” da perfetto GENTLEMAN invidiabile e strappa una risata e un applauso al pubblico quando dice ” Accetto questa sfiga” salvo poi correggersi e continuare il suo accorato discorso. Chapeau e in bocca al lupo!

DISCORSO COMPLETO E SENZA TAGLI DELL”INTERVENTO DI PIERO GARBELLOTTO AL BISCIONE 9 luglio 2021

UNA MAGLIETTA PER NON SFIGURARE

“Buongiorno a tutti. Intanto grazie per la fiducia perché’ mi applaudite ancora prima che inizi a parlare, quindi questo e’ un bel incoraggiamento.Diciamo che io mi sento più in una botte di legno che in una di ferro. Sono Piero Garbellotto 41 anni, sono un bottaio e un ex allievo della scuola enologica e sono dirigente sportivo.Sono nato e cresciuto a Conegliano, in una Conegliano che era molto diversa rispetto a quella di oggi. Una Conegliano che era una città’ viva, una città’ sicura,una città’ in espansione economica, una città’ in cui noi ragazzetti che avevamo lo dice in dialetto Veneto-  “quindese sedese anni l’era quea de ver la majeta neta par vegner in centro”. ( quindici sedici anni,era quella di aver la maglietta pulita per venire in centro).

LA PERLA DEL VENETO – IL SALOTTO BUONO DEI TREVIGIANI

E quindi per non sfigurare in quello che era un salotto, una perla, della Marca Trevigiana. Era la citta’ riferimento della Sinistra Piave, e non solo, ed era un momento in cui anche i trevigiani venivano volentieri a Conegliano, non solo per andare a cena ma anche per i dopocena e tutta la vivacità’ che rappresentava Conegliano. E’ una citta’ che io in questi anni ho visto sfiorire, ho visto sfiorire anche a causa della congettura economica, sicuramente a causa di tanti, di tanti motivi, ma e’ altrettanto vero che tante altre citta’ non sono sfiorite. A me piange il cuore di aver visto Conegliano scendere e non rappresentare più’ il ruolo che rappresentava prima, e ho pensato a lungo, quando sono stato chiamato per scegliere o meno di raccogliere questa  “sfiga” sfida, ci ho pensato a lungo. Forse e’ una sfiga. (risate e applausi) e una persona dietro Garbellotto dice” Per qualcuno sì, forse”. Applausi… Ci ho pensato a lungo perché’ so che non e’ un impegno facile. Ho un impegno in famiglia, ho un impegno nello sport, pero’ e’ altrettanto vero che ho una famiglia dietro che mi sostiene a  trecentosessanta gradi, e quindi  sono riuscito a riorganizzarmi in questi mesi, per avere tutto il tempo libero necessario per raccogliere questa sfida e portarla al termine nel migliore dei modi.

LA DECISIONE SCATURITA DALL”EPISODIO DI PIAZZA CIMA

La cosa che mi ha fatto scattare la molla e’ stata quella rissa che ho visto in piazza Cima due mesi fa. La piazza Cima che era il salotto buono della città’, diventata un incontro di scontri tra bande. Lo vediamo anche qui allo stesso Biscione, che se non fosse per la buona volontà’ degli esercenti e di chi ci vive e’ in uno stato sicuramente non degno di com’era partito , di quelli che erano i progetti iniziali. Io mi ricordo negli anni Novanta, quando era stato inaugurato si prospettava essere , diremo, un nuovo luogo di aggregazione della città’, e oggi fa fatica a galleggiare e a sopravvivere.

SICUREZZA, LOTTA AL DEGRADO RILANCIO DELL”ECONOMIA LOCALE

Non occorre che vado anch’io ad elencare tutti quelli che sono i problemi: perché’  il tema della sicurezza, il tema del degrado, il tema dei negozi sfitti, dei problemi del posto di lavoro credo che siano sotto gli occhi di tutti. Sicuramente questa pandemia non ha aiutato nessuno, ma e’ altrettanto vero che questa citta’ ha bisogno di un rilancio. Il rilancio come può’ avvenire:sicuramente mettendola in sicurezza, perché’ se non c’è’ sicurezza non c’è’ economia, e quindi la prima cosa e’ puntare tutto sulla sicurezza, il primo passaggio e’ puntare sulla sicurezza, perché’ non accadano piu’ quegli episodi vergognosi che purtroppo oggi sono diventati virali nei social e che hanno rappresentato una Conegliano come un Bronx e non come la perla del Veneto. Un altro passaggio che credo sia fondamentale sia la ripartenza economica.La ripartenza economica come può’ avvenire: l’indice demografico oggi e’ in discesa, di conseguenza si fa fatica a vendere appartamenti, si fa fatica ad affittare negozi, perché’ e’ chiaro che se la popolazione diminuisce anche i consumi diminuiscono.Noi abbiamo una grandissima partita di fronte. Una partita che io ho già’ visto in altri territori.

IL TURISMO DEVE ESSERE IL VOLANO DELL”ECONOMIA

Io frequento molto le Langhe, Alba, provincia di Cuneo, che e’ una citta’ speculare  a Conegliano.Speculare perché’ ha trentaquattro trentacinque mila abitanti,ha la Ferrero,ha il Barolo, ed e’ inserita quindi in un contesto enologico importante, ed industriale importante.E’ una citta’ che io frequento da vent’anni, da quando ho iniziato a fare il bottaio, e fino a dodici, tredici anni fa mentre arrivavo dall’autostrada telefonavo in albergo e trovavo sempre posto da dormire.Poi e’ diventata a far parte del patrimonio dell’Unesco, io telefonavo, inizialmente dovevo chiamare cento chilometri prima, perche’ non trovavo mai posto. Adesso siamo arrivati al punto dove devo prenotare tre giorni prima, dove le strutture ricettive sono raddoppiate. La mattina mi sveglio in albergo e vedo corriere di turisti che partono a fare i tour nelle colline, magari riempiendo il bagagliaio dell’autobus di souvenir, di vino, di acquisti. Credo che la partita del turismo sia l’unica che possa far quindi ripartire Conegliano. Noi abbiamo avuto la fortuna, grazie al governatore di essere entrati nel patrimonio Unesco, E’ una chance , e’ un’opportunità’ incredibile. che va cavalcata senza se e senza ma, e va cavalcata con attenzione particolare generale perche’ e’ l’unico sistema, l’ultimo treno che Conegliano possa prendere per ripartire. Io domani mi immagino questo Biscione essere magari la Porta dell’Unesco, dove da qui possano partire, le auto, gli autobus e quant’altro per fare il tour delle nostre meravigliose colline. Ricordiamoci che l’autostrada e la ferrovia arrivano a Conegliano quindi e l’unico punto di accesso per l’Unesco  può’ essere questo, dev’essere valorizzato, deve essere concretizzato.

IL SOGNO DI RIVEDERE FIORIRE LA CITTA’

Credo altresì’ che in un momento come questo sia facile promettere tutto a tutti, sia facile dire sistemeremo anche l’ultimo geranio dell’ultimo balcone dell’ultimo palazzo municipale. Credo però’ che oggi i problemi di una città’  siano importanti, e bisogna partire da dei problemi concreti e grandi per poi avere le risorse, una volta che la citta’ e’ messa in sicurezza e puo’ ripartire dall’economia, si possono avere delle risorse per sistemare tutto il resto. Un’altro problema ce l’abbiamo qui alla mia sinistra. L’ex area Zanussi. Io ho quarantun anni e’ da trent’anni che sento parlare dell’ex area Zanussi. E’ trent’anni che si vede questo tumore al centro di una città’ come la nostra.E’ trent’anni che ci sono ancora i capannoni da demolire ed e’ credo dieci anni che e’ sottoposta a fallimenti e a quant’altro. Questo e’ un qualcosa che e’ diventato insostenibile, e’ un qualcosa che deve essere assolutamente riqualificato, e credo che sia una delle prime cose che dovremmo prendere per mano un domani che amministreremo la citta’. Io non voglio tirarla per le lunghe perché’ vista l’ora “ghe vol discorsi piccoli e bottiglie grande” visto che siamo sulla zona del Prosecco, però’ vi dico una cosa, io sogno una Conegliano che ritrovi il suo posto di prima, che torni ad essere la Capitale della Sinistra Piave, magari un domani la Capitale della zona dell’Unesco, sogno di rivedere Conegliano come l’ho vista quando ero ragazzo e chiedo la vostra fiducia per sognare insieme”

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