La vita è un viaggio in treno.

ENGLISH VERSION BELOW

Scrivere per me non è un hobby e nemmeno un lavoro ma uno stile di vita. Mi piace, amo scrivere. Non passa giorno che le mie dita non scorrano sulla vecchia tastiera (modello Jurassico) per raccontare emozioni, storie e sensazioni che variano ogni giorno, come la vita. Se nell’età giovanile ero aggressivo nello scrivere e nel fotografare avvenimenti a volte cruenti, altri tragici nel percorso di reporter di guerra.

Guerra Serbo-Croata. Prima linea Croata nei pressi di Varazdin(copyright pio dal cin)

Oggi preferisco scrivere del territorio, delle sue infinite bellezze che includono le persone che ci abitano. La cronaca (nera) riempie troppo spesso le nostre pagine dei quotidiani ma credo che il lettore oggi si sia in un certo modo “evoluto” cercando qualcosa di nuovo, che profumi di tradizioni più o meno recenti e meno di tristezza, di morte. Ieri, 20 agosto 2021 è stata una giornata particolarmente intensa e triste.

Al mattino il funerale di un amico, Elio Doro, 70 anni morto imrovvisamente in un fatale scontro tra la sua moto e un’auto che non gli ha dato la precedenza.

Elio era un vero Angelo. Amava la vita, il suo lavoro, la sua famiglia, il suo nipotino Giampietro, nato due anni fa da sua figlia Alice, che per molti anni lo ha affiancato nella conduzione del suo “gioiello” la Multirail; un’azienda leader nel settore catering dei treni ad alta velocità.

Durante la predica ho saputo che Elio ha fatto tanta carità. Lui non era un chiacchierone, parlava poco ma faceva molto. Erano solo due anni che ci conoscevamo ma il rapporto che si era instaurato era di reciproca fiducia e di grande rispetto. Insieme siamo andati un giorno, con altri due amici sulle colline patrimonio dell’Unesco, a trovare Cesare De Stefani, l’Oste dell’Osteria senz’Oste. Una bella giornata di sole in compagnia.

Ho pianto per Elio, ho pianto per l’uomo buono, per l’amico. Poi ho riflettuto e ho capito che quando le persone se ne vanno troppo in fretta siamo noi a soffrire. Loro, nella loro nuova dimensione, quale che sia, sono in pace, non soffrono più. I Nativi Americani paragonano il dolore a un cavallo selvaggio che corre sulla rena. Bisogna lasciarlo correre, senza redini, senza sella, con la criniera al vento, fino a quando non deciderà di fermarsi da solo.

Trattenerlo, trattenere le lacrime, le emozioni è inutile e controproducente. Il “cavallo” deve finire la sua corsa. Questo è uno dei modi per gestire una perdita, laperdita di una persona cara. Perdita forse non è la parola giusta. Coloro che si amano non si perono mai. La settimana scorsa, ho assistito ad un funerale, un’altro. Federica Scottà, 48 anni è morta in un’altro incidente stradale a Francenigo. Nell’omelia, don Federico, grande oratore ha ricordato le parole che la volpe dice al piccolo principe nell’omonimo libro diventatoun best seller mondiale:” L’essenziale non si vede con gli occhi, ma con il cuore” Per questo- Ha continuato il sacerdote- Federica rimarrà nei nostri cuori e resterà viva in questo modo fino a quando continueremo a ricordarla. La seconda parte della giornata l’ho passata a Vittorio Veneto. Altro funerale. Maurizio Casagrande, 44 anni, triatleta. Tornava a bordo della sua bicicletta verso Tambre, domenica scorsa e si è scontrato con un’auto. Morto sul colpo. Mi ha riempito il cuore di tristezza vedere i vecchi genitori che si stringevano la mano nel loro composto e silente dolore.

Alla fine della giornata ero distrutto. Pensavo che il lungo percorso della mia vita mi avesse forgiato, che ormai avevo visto di tutto, dal periodo trascorso come fotoreporter di guerra alla cronaca locale sempre, purtroppo, costellata di incidenti e di morte. L’omelia del parroco al funerale di Maurizio ha percorso un brano del Vangelo in cui si dice di essere sempre pronti. Non possiamo sapere ne il giorno ne l’ora, per cui dobbiamo essere più sereni nel vivere la nostra vita. Esprimiamo il nostro affetto e il nostro amore alle persone care, godiamo di questo percorso terreno che , come uno dei treni di Elio ci fa salire, inconsapevoli del viaggio che stiamo per intraprendere il giorno in cui veniamo al mondo grazie ad un atto d’amore tra due persone. Le fermate vanno di solito dal numero uno al numero cento, a volte, raramente arrivano alla centosei, centodieci. Non sappiamo quale sarà la nostra. Nel frattempo, mentre percorriamo le strade della vita con questo meraviglioso treno, nonperdiamo l’occasione di guardare fuori dal finestrino e gustare le bellezze di questo mondo. Soffermiamoci più a lungo a parlare con i nostri figli, le persone che amiamo, gli amici, i conoscenti e anche gli sconosciuti che “entrano” nel nostro scompartimento durante il viaggio, arriveremo alla meta più sereni e quando il nostro treno si fermerà, scenderemo per esplorare la stazione e il luogo che ci è stato assegnato in una nuova dimensione. Per coloro che non credono finirà tutto. A me piace pensare alle parole di San Paolo Apostolo che parlava della morte e dell’aldilà paragonandolo ad un seme. “Se il seme muore germoglia in un albero, in un fiore, in qualcosa di più bello e più grande”. Non è dato a sapere cosa ci aspetta dopo la morte. A me piace pensare che ci ritroveremo con i nostri cari, con gli amici, anche con quelli a quattro zampe, ma oggi, mentre riflettiamo consapevolmente sulla fugacità della vita e sulla fatto che sia effimera, nonostante la sua lunghezza, godiamoci il panorama da questo treno molto speciale e viviamo questo viaggio con amore.

ENGLISH VERSION

Writing for me is not a hobby or even a job but a lifestyle. I like it, I love to write. Not a day goes by that my fingers don’t slide on the old keyboard (Jurassic model) to tell emotions, stories and sensations that change every day, like life. If at a young age I was aggressive in writing and photographing events that were sometimes bloody, others tragic in the career of a war reporter.

Serbo-Croatian War. Croatian first line near Varazdin (copyright pio dal cin)
Today I prefer to write about the territory, its infinite beauties that include the people who live there. The news (black) fills our pages of newspapers too often but I believe that the reader opggi has in a certain way “evolved” looking for something new, which smells of more or less recent traditions and less of sadness, of death. Yesterday, August 20, 2021 was a particularly intense and sad day.

In the morning, the funeral of a friend, Elio Doro, 70, who died suddenly in a fatal collision between his motorcycle and a car that did not give him priority.

Elio was a true Angel. He loved life, his work, his family, his grandson Giampietro, born two years ago by his daughter Alice, who for many years supported him in the management of his “jewel” the Multirail; a leading company in the catering sector of high-speed trains.

During the sermon I learned that Elio gave a lot of charity. He was not a talker, he spoke little but did a lot. We had only known each other for two years but the relationship that was established was one of mutual trust and great respect. Together we went one day, with two other friends to the Unesco heritage hills, to visit Cesare De Stefani, the host of the Osteria senz’Oste. A beautiful sunny day with friends.

I wept for Elio, I wept for the good man, for the friend. Then I thought about it and realized that when people leave too quickly, we are the ones who suffer. They, in their new dimension, whatever it may be, are at peace, they no longer suffer. Native Americans compare pain to a wild horse running on the sand. We must let him run, without reins, without saddle, with the mane in the wind, until he decides to stop alone.

Holding it back, holding back the tears, the emotions is useless and counterproductive. The “horse” must finish its race. This is one of the ways to handle a loss, the loss of a loved one. Loss is perhaps not the right word. Those who love each other never perish. Last week, I attended a funeral, another. Federica Scottà, 48, died in another road accident in Francenigo. In his homily, Don Federico, the great orator, recalled the words that the fox said to the little prince in the book of the same name which became a world best seller: “The essential is not seen with the eyes, but with the heart”. the priest – Federica will remain in our hearts and will remain alive in this way as long as we continue to remember her. I spent the second part of the day in Vittorio Veneto. Another funeral. Maurizio Casagrande, 44, triathlete. He was returning aboard his bicycle to Tambre last Sunday and collided with a car. Dead instantly. He filled my heart with sadness to see the old parents shaking hands in their composed and silent pain.

At the end of the day I was devastated. I thought that the long path of my life had forged me, that I had seen everything by now, from the period spent as a war photojournalist to the local news, always, unfortunately, studded with accidents and death. The parish priest’s homily at Maurice’s funeral covered a passage from the Gospel in which it is said that we are always ready. We cannot know the day or the hour, so we must be more serene in living our life. We express our affection and our love to loved ones, we enjoy this earthly journey that, like one of Elio’s trains, makes us get on, unaware of the journey we are about to undertake the day we come into the world thanks to an act of love between two people. The stops usually range from number one to number one hundred, sometimes, they rarely arrive at one hundred and six, one hundred and ten. We don’t know what ours will be. In the meantime, as we travel the roads of life with this wonderful train, we do not miss the opportunity to look out the window and enjoy the beauties of this world. Let us pause longer to talk to our children, the people we love, friends, acquaintances and even strangers who “enter” our compartment during the journey, we will arrive at our destination more serene and when our train stops, we will get off to explore the station and the place assigned to us in a new dimension. For those who don’t believe it will all be over. I like to think of the words of St. Paul the Apostle who spoke of death and the afterlife comparing it it to a seed. “If the seed dies, it sprouts into a tree, into a flower, into something more beautiful and bigger”. He is not given to know what awaits us after death. I like to think that we will find ourselves with our loved ones, with friends, even with the four-legged ones, but today, while we consciously reflect on the transience of life and on the fact that it is ephemeral, despite its length, let’s enjoy the view from this very special train and we live this journey with love

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