Papa Luciani è l’emozione di un papa che tutti abbiamo conosciuto e amato. Sarà Beato.

Non solo il vescovo che ci ha battezzati. Sono nato nel 1956 e nel 1964 ho ricevuto lo “schiaffetto” della Cresima proprio da Lui, Papa Luciani ( a noi piace chiamarlo così). Era il vescovo di Vittorio Veneto allora e come me ha battezzato centinaia di altri ragazzini che oggi sono papà e nonni. Sentire al TG che sarà proclamato Beato presto mi ha suscitato un’enorme emozione. Non sono uno che frequenta tanto le sacrestie. Non sono nemmeno un “Buon Cristiano” secondo gli standars di oggi. Tuttavia l’affetto profondo che mi lega a Papa Luciani è innegabile perchè l’ho conosciuto ed incontrato in più occasioni. Mi piaceva la Sua voce rassicurante, calda e serena. Mi piaceva il modo che aveva di coinvolgere i bambini nelle sue prediche,chiamandoli vicino a se, sull’altare, chiedendo loro di “aiutarlo” a risolvere enigmi e svelare segreti. Quell’umiltà che lo avvicinava a tutti lo ha reso simpatico. Non era il vescovo che tuonava dal pulpito sermoni lunghissimi, era piuttosto l’amico della porta accanto che con grande e serena umiltà ti chiedeva di aiutarlo a capire le Sacre Scritture. Nel mio piccolo, l’ho sempre invocato e continuerò a farlo, visto il suo amore per la scrittura e il giornalismo, affinchè mi aiuti a scrivere sempre e comunque la verità. Non facile al giorno d’oggi ma sicuramente una sfida di ogni giorno. E’ facile scrivere stupidaggini e condire le proprie storie con particolari e racconnti che servano da attrazione al lettore, a scapito della VERITA’. Questa è quella che a 65 anni suonati considero la mia “missione”. Mi capita spesso di dover bussare a porte dove è entrato il dolore (incidenti stradali, morti improvvise per malori o malattie). Lo faccio sempre con enorme rispettio per chi mi sta davanti. Per me le persono sono PERSONE e non numeri per far vendere più giornali per la curiosità morbosa dei lettori di conoscere i particolari di una vicenda umana. Quando muore qualcuno ci sono tante persone che soffrono e io mi sento solidale con loro.Preferisco passare oltre, non raccontare la loro storia piuttosto che inventarmi particolari che non esistono o che iano frutto di invenzioni o congiutture strane e non vere. LO stesso per le storie belle e a buon fine. Quelle storie che coinvolgono le emoziioni, che fanno venire un groppo in gola per il coraggio e la forza dei protagonisti. Papa Luciani nella foto (coyright pio dal cin 2021- archivio di famiflia Dal Cin) lo siamo andati a trovare a Venezia grazie all’amicizia che da sempre lo legava alla bnostra famiglia. Mamma Maria Teresa gli scrisse una lettera e Lui con grande cortesia ci invitò al Patriarcato. Quando fu eletto Papa assumendo il nome di Giovanni Paolo Primo eravamo al settimo cielo. Così, come siamo oggi nell’apprendere della Sua Beatificazione.

Mio padre Narciso porge al vescovo Albino Luciani il calice durante l’Offertorio in una Messa celebrata a Codognè

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