Codogne’- Inaugurato lo storico ponte sul Ghebo

CODOGNE” 24 GIUGNO 2022 – Purtroppo sono più numerosi gli uomini che costruiscono muri di quelli che costruiscono ponti.
(Proverbio cinese)
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UNA RIFLESSIONE PERSONALE

L’importanza di qualsiasi cosa nella vita sembra essere piu’ evidente quando per qualche ragione viene a mancare o ci e’ tolta temporaneamente. Questo perche’ siamo abituati a dare per scontato tutto quello di cui ogni giorno possiamo usufruire in modo gratuito. La salute, L’udito, la vista, il tatto, il gusto, le mani, le gambe, la famiglia, un lavoro, una casa, gli amici e si potrebbe continuare con l’elenco all’infinito. Nei TRE mesi trascorsi nella costruzione del ponte sul GHEBO ci siamo accorti dell’importanza che aveva quel PICCOLO e insignificante PONTE. Quanti giri “DELLA PITONA” (come usiamo dire in VENETO) , quante sbuffate, quanti improperi alla (Presunta ma non reale) inefficienza di chi cercava in tutti i modi di sveltire i lavori in modo di ripristinare quanto prima la viabilita’ e poter tornare a superare quell’insignificante, piccolo ponte su quell’insignificante piccolo torrente o fiume che dir si voglia che si chiama CODOLO a San Fior e GHEBO a CODOGNE’ (forse uno dei rari esempi di un fiume che pur breve ha DUE NOMI prima di gettarsi nel MONTICANO e diventare altra cosa. Si sapeva che non sarebbe stato indolore, ma nessuno immaginava che il disagio sarebbe stato amplificato da imprevisti di ogni tipo, dai LEONI DELLA TASTIERA che si divertivano a prendere di mira chi stava cercando in tutti i modi di fare il proprio lavoro. Alla fine eccolo il PONTE, capace di una PORTATA di TRENTADUE METRI CUBI D’ACQUA al SECOONDO, il DOPPIO di quel vecchio piccolo ponte che ormai era diventato obsoleto. “Non si inaugura un ponte ogni DIECI ANNI” Ha detto qualcuno e questa per CODOGNE’ e’ stata una giornata STORICA e per noi tutti, una PICCOLA GRANDE LEZIONE DI VITA sulla quale meditare.

LA CRONISTORIA DELLA SERATA- I DISCORSI, IL TAGLIO DEL NASTRO

CODOGNE’ – Taglio del nastro ieri sera per inaugurare il nuovo ponte sul fiume Ghebo, in via XXX ottobre. In tre mesi e’ stato portato a termine non senza problemi un’opera che permettera’ un deflusso pari a 32 mc. d’acqua al secondo,contro i 15 mc del vecchio ponte. L’assessore Giampaolo Bottacin ha spiegato ai numerosi presenti che “Qualora venissero superati i 32 metri di portata massima, entreranno in funzione i bacini di laminazione di San Fior, impedendo ulteriori esondazioni – Il Veneto ha gia; speso un miliardo di euro per mettere in sicurezza il territorio e continueremo su questa strada”.

Con Bottacin erano presenti il presidente della provincia Stefano Marcon: che ha sottolineato ”Sapevamo che costruire un ponte avrebbe creato dei disagi alla viabilita’. Sono stati tre mesi difficili per tutti, Restera’ nella memoria la testimonianza concreta di un modo di operare che propone soluzioni ai problemi non chiacchiere”.

il consigliere regionale Roberto Bet(presente con la collega Sonia Brescacin) , quando era sindaco di Codogne’, dopo l’ennesima esondazione si fece promotore per trovare una soluzione concreta al problema, ha ricordato i disagi che per anni hanno patito i suoi cittadini ” Ci e’ venuto in “soccorso” e potrebbe sembrare un controsenso, l’evento della tempesta Vaia nel 2018- Con i fondi stanziati in quell’occasione abbiamo avviato un piano tra regione, provincia e Consorzio di Bonifica PIave (presente ieri sera con il presidente Amedeo Gerolimetto) un progetto che ha portato a queste tre importanti opere, grazie alle quali siamo piu’ sicuri .Celebriamo oggi una giornata storica che racconteremo ai nostri figli e nipoti” Alla cerimonia erano presenti anche i sindaci dei paesi confinanti che hanno subito il disagio della ricostruzione del ponte. Fontanelle, Gaiarine, San Fior, Vazzola che hanno tutti speso parole di elogio per il lavoro portato a termine e che ha consentito un ritorno alla normalita’ dopo i disagi dei lavori.. “Era un’opera essenziale ha detto il sindaco di Codogne’ Lisa Tommasella che ha moderato gli interventi- Questo ponte, dopo quello sul Piave e’ stato il piu’ discusso a volte in maniera cattiva sui social .Molti dei commenti negativi erano assolutamente inappropriati i. Oggi guardiamo ad un’opera che cambia per sempre la sicurezza del nostro Comune grazie alla concertazione di tutti gli enti che hanno lavorato assieme per questo scopo, al Consorzio di Bonifica Piave, alla Regione, alla Provincia e a tutte le maestranze.che ringrazio ” Don Lucio Marian parroco di Codogne’ ha concluso la cerimonia con una solenne benedizione (pio dal cin) COPYRIGHT TESTO E FOTO- Riproduzione riservata

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