Codogne’- L’ultimo saluto a Mauro Bergamo.

Ogni morte porta con se un fardello di dolore. Specialmente quando capita improvvisa, inaspettata e ad un’eta’ dove la persona si aspetta di poter vedere ancora tanti anni davanti a se, magari dopo una vita passata lavorando, dedicandosi anima e cuore alla propria famiglia, agli affetti piu’ cari, agli amici, ai progetti di una vecchiaia serena e senza pressioni economiche. Tutti aspiriamo ad arrivare piu’ avanti possibile con gli anni. La vita e’ paragonabile ad un viaggio in treno. Guardiamo indietro e vediamo bene e consapevolmente la STAZIONE di partenza. Ci sediamo nel posto che abbiamo scelto senza sapere quando e quale sara’ la stazione di arrivo, quella dove dovremo scendere. Ogni morte porta il suo fardello di dolore per chi rimane a piangere la persona che fisicamente non e’ piu’ con noi, anche se sappiamo bene che nel cuore rimmarra’ sempre vicina, ci mancano le sue parole, i suoi consigli, le sue battute, i suoi sorrisi. Ogni morte porta anche delle LEZIONI DI VITA, insegnamenti su cui riflettere senza scomodare la religione, perche’ nella morte siamo tutti uguali, credenti e non credenti, atei e santi. Facciamo fiamme e fuoco a preparare progetti che faremo nei prossimi anni, ed e’ giusto e saggio farlo, specialmente per i piu’ giovani. Dovremmo pero sempre tenere presente che le nostre vite sono legate ad un filo sottilissimo che non teniamo in mano noi, La consapevolezza di questo dovrebbe farci vivere meglio, essere meno egoisti, meno attaccati alle cose e piu’ alle persone, alla famiglia, agli affetti piu’ cari. Una buona parola, un abbraccio, un bacio o solamente un sorriso possono rendere un momento magico che vada ad essere collezionato in quello scrigno dei ricordi dal quale nessuno ce lo potra’ mai portare via. Forse dovremmo imparare a tornare ad essere UMANI, piu’ UMANI, pensando alle cose che rimarranno di noi con le altre persone quando verra’ il momento di scendere a quella STAZIONE che il libro del destino ci ha assegnato. Fossimo tutti ricchi e miliardari non potremmo essere in grado di aggiungere un SOLO GIORNO alla nostra esistenza. il TEMPO e’ la nostra vera ricchezza, assieme, anzi, dopo la SALUTE. Continueremo a vivere. Chi vivra’ fino a cent’anni e chi se ne andra’ prima. Verremo ricordati solo per il bene che riusciremo a compiere, non per il numero degli appartamenti o per gli ZERI che riusciremo ad aggiungere al nostro conto in banca. Poi si vedra’.C’e’ chi crede che tutto finisca con la morte, chi crede in una vita eterna, chi pensa ad una dimensione parallela. Ognuno e’ libero di pensare e credere cio’ che desidera. L’importante e’ comunque cercare di vivere questo meraviglioso viaggio, lasciando un buon ricordo di se. Oggi abbiamo salutato MAURO, chi lo ha conosciuto non ha bisogno di spiegazioni. Lui ha lasciato un BUON RICORDO di se. ((pio dal cin- copyright testo e foto -riproduzione riservata)

A SEGUITO L’ARTICOLO CHE HO SCRITTO PER IL GIORNALE

CODOGNE’ – Chiesa gremita di gente comune, amici e tutti i colleghi di lavoro che ieri pomeriggio nella chiesa nuova hanno voluto stringersi al dolore della moglie Katia del figlio Luca, della mamma e delle sorelle, i parenti e i nipoti di Mauro Bergamo, il cuoco del Gallileo, morto dopo una breve ma fulminante malattia che in poco piu’di un mese lo ha strappato alla vita a soli 57 anni, lasciando tutti sgomenti per la rapidita’ con cui si e’ evoluta la malattia, della quale Mauro era consapevole ed era venuto a sapere dopo alcuni accertamenti clinici. La sua solarità e il suo modo di correlarsi agli altri hanno lasciato un vuoto enorme tra tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo e di pprezzarne le qualità. Mauro ha stupito tutti con il grande coraggio con il quale ha saputo dignitosamente affrontare la morte senza lamentele ma guardandola in faccia, accettando quello che il destino gli aveva riservato scegliendo di passare i suoi ultimi giorni di vita accanto ai suoi cari che lo hanno accompagnato fino all’ultimo respiro nella casa di via Roma dove viveva con la moglie Katia e dove lo aveva raggiunto dalla Germania, dove lavora e vive il figlio Luca. :”Siamo colpiti da questa morte giunta in un momento della vita in cui si hanno ancora progetti e aspettative. Siamo attoniti e ci interroghiamo sul senso della nostra vita .- Ha detto don Lucio Marian che ha officiato la cerimonia funebre- Troviamo conforto nelle letture sacre e faccio riferimento al Salmo 89 della Bibbia che ci ricorda che la nostra vita e’ come l’erba che nasce, cresce e muore. Un altro riferimento lo faccio al Vangelo di oggi che dice che la nostra vita e’ paragonata ad una tenda, in attesa di avere la casa eterna che il Signore ci prepara per l’eternità- Don Lucio ha concluso ricordando la figura solare, amichevole e generosa di Mauro, sempre pronto a condividere il suo sorriso con grandi e piccoli, un esempio di generosita di una persona innamorata della vita, dei propri cari e del proprio lavoro” (pio dal cin- copyright testo e foto -riproduzione riservata)

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