San Pietro di Feletto- Francesco Favaro, un esempio di solidarieta’ simpatia, amicizia

Nel video il RUMOROSO SALUTO degli AMICI al passaggio della salma di Francesco .

FOTO E TESTO copyright pio dal cin 2022

PROFONDA TRISTEZZA.

Non conoscevo personalmente Francesco Favaro . Ho seguito da vicino la sua triste storia . Triste solo per il suo epilogo ma non certo per il suo sviluppo . Ho visto in questa settimana l’affetto e l’amicizia che circondava la sua persona e ne sono rimasto toccato, nonostante faccia questo lavoro da quarant’anni e abbia visto piu’ volte la morte, il dolore..

UN TRISTE COPIONE CHE SI RIPETE CON NUOVI ATTORI

Sono rimasto fino alla fine, ieri, durante il funerale di FRANCESCO. Per la prima volta in tanti anni, ho lasciato a casa la NIKON. Non volevo disturbare con i miei scatti quel dolore terribile che aleggiava durante la cerimonia. Ho fatto solo questa foto. Mamma, Papa’ e Sorella, stretti in un abbraccio che dice tutto. il “copione” e’ quello a cui ormai ci stiamo abituando in questi mesi, segnati da troppi lutti: La bara bianca con la foto, i fiori bianchi, i parenti distrutti da un dolore inimmaginabili e la folla di amici e parenti. il pianto, i singhiozzi, le parole del sacerdote, il ricordo di chi l’ha conosciuto e amato. Cambiano solo gli “attori” ma il “copione” e’ lo stesso. Scritto da una mano troppo crudele, da un destino che non tiene conto delle emozioni, degli affetti, dell’amore di una persona amata che e’ venuto meno ( solo fisicamente ma che continua a vivere nei cuori di tutti ) improvvisamente, a causa di un incidente stradale.

LA LEZIONE

Quello che ha reso “diverso” l’arrivederci a FRANCESCO e’ stato l’inno alla vita, piu’ che piangerne la morte,decretato innanzitutto dal composto e dignitoso dolore dei famigliari, e dalla loro coraggiosa scelta di DONARE GLI ORGANI di FRANCESCO in modo che altri possano vivere per la sua generosita’ Un INNO ALLA VITA per l’enorme dimostrazione di affetto e di profonda amicizia dimostrato dai suoi piu’ cari amici che improvvisamente, si sono dovuti in cosi’ giovane eta’ confrontare con la MORTE IMPROVVISA di un FRATELLO, di UN AMICO, di un COMPAGNO DI SCUOLA

Mi hanno commosso le lacrime di un ragazzo vicino a me. Forse non aveva nemmeno l’eta’ di FRANCESCO. Le lacrime gli scendevano lungo le gote, silenziosamente, senza un gesto o una smorfia del viso. Non mi vergogno assolutamente a dire che ieri ho pianto anch’io. Pensavo di aver visto tutto nella mia vita. Questo DOLORE che si ripresenta troppo spesso, i giovani che muoiono come se fossero al FRONTE DI UNA GUERRA mai dichiarata, combattuta a poche centinaia di metri da casa. Le domande che ci facciamo sono tante ma non trovano risposta. Pontificare o puntare il dito sulle varie cause di queste morti ASSURDE non servira’ a niente. Quello che servira’ e’ una presa di coscienza netta e decisa da parte di tutti noi che ogni giorno ci mettiamo al volante, in fretta, correndo troppo veloci ( e non mi riferisco assolutamente al caso specifico di Francesco ovviamente), pensando a tutt’altro che a quello che stiamo facendo. LA GUIDA dovrebbe essere un LAVORO A TEMPO PIENO, non uno svago o uno spasso. Ogni secondo di distrazione puo’ avere delle conseguenze disastrose per noi e gli altri.

Il sipario si e’ chiuso anche in questa occasione, ma non si e’ trattato di una FICTION ma della vita reale, di un ragazzo che come una STELLA CADENTE LUNGHISSIMA ha segnato la volta del cielo lasciando una scia LUMINOSA che restera’ per sempre nei cuori di tutti quelli che lo AMANO oggi ancor piu’ di ieri. Concludo questo mio pensiero con una frase estrapolata dal LIBRO di KAHIL GIBRAN ” Il Profeta” che riguarda l’AMICIZIA ”

Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

pio dal cin – Riposa in Pace FRANCESCO

A SEGUITO l’articolo che ho scritto per il GAZZETTINO, uscito oggi 4 settembre 2022

SAN PIETRO DI FELETTO– La bara bianca, i fiori bianchi, la foto di Francesco che sorride con le sue guance rosse. Il casco ai piedi del feretro. Quel casco firmato da tutti i suoi migliori amici. Il regalo per il suo compleanno. Sembra un triste copione che si è ripetuto troppe volte quello delle esequie di un giovane di soli diciassette anni, volato in cielo troppo presto. Un copione dove cambiano gli “attori”. Mamme papa’ parenti amici, conoscenti e tanta gente comune che si ritrovano a confrontarsi con la morte del loro figlio, fratello, amico, compagno di scuola o di partite giocate assieme.Una morte che fa paura e costringe tutti a riflettere. Forse il funerale di Francesco aveva qualcosa di diverso. E’ stato piu’ un inno alla sua breve ma intensa vita. Un inno alla sua empatia, al suo sorriso, al suo modo di confrontarsi con i suoi coetanei e i suoi amici che, stretti nell’immenso dolore composto di mamma e papa’, di Sofia, l’amata sorella che ha tenuto in mano il casco che gli doveva essere regalato dagli amici se solo avesse superato quell’ultimo chilometro che lo separava dall’affetto di tutti. Il destino ha voluto diversamente e ieri, nella piccola chiesa di Santa Maria di Feletto, straripante di gente, il dolore si poteva quasi toccare con mano. La commozione generale per questo ragazzo modello ha colpito tutti, e fuori, sul sagrato centinaia di persone ad ascoltare le parole del parroco don Adriano che ha ripercorso la breve ma intensa vita di Francesco, amato estimato da tutti. All’ingresso in chiesa la bara bianca e’ stata accolta dalle note di “Fratello Sole Sorella Luna” di San Francesco, cantate tra le lacrime da mamma Laura e da Sofia mentre il papa’ Leonardo stringeva le mani ad entrambe in un abbraccio pieno di grande commozione. Don Adriano ha messo piu’ volte in risalto il senso della morte ma anche la speranza della vita che si e’ concretizzata con la donazione degli organi decisa dalla famiglia.All’uscita dalla chiesa il feretro di Francesco e’ stato accolto da un lungo applauso dalle centinaia di persone che lo hanno seguito nel breve tragitto fino al vicino cimitero. Al passaggio della bara bianca un centinaio di amici, tutti a bordo delle loro motociclette hanno acceso i motori facendo un gran rumore, come a salutare il loro amico nel modo che lui avrebbe apprezzato di piu’, vista la sua passione sfrenata per le due ruote.Era come se dicessero:” Sei qui con noi Francesco, non ti dimenticheremo mai” Lacrime silenziose, singhiozzi e abbracci.C’erano tutti. Gli amici , i compagni di scuola, i compagni della squadra di basket, ma anche tanta gente comune che ha voluto stringersi in un abbraccio virtuale alla famiglia in questo terribile momento. Prima che la bara bianca scivolasse nella tomba , il papa’ gli amici piu’ stretti. i compagni di classe, la sua ragazza hanno espresso parole commosse. In particolare il papa’ con la vooce rotta dalla commozione:” “Gazie al parroco don Armando per il messaggio di fede trasmesso .Grazie al sindaco Maria Assunta Rizzo per la vicinanza non solo istituzionale e per il lutto cittadino oggi indetto. Grazie a tutti i volontari, e i sanitari, che per primi hanno soccorso Francesco e hanno fatto del loro meglio. Le amiche e gli amici che oggi ci sono stati vicini con il loro affetto . Francesco . era un ragazzo di relazione. e ciascuno di voi e’ stato importante per lui, portate i suoi occhi e il suo sorriso nel vostro cuore e nella vostra vita Date un occhio a Sofia , lui lo apprezzera’ . Un bacione tutti. A Francesco auguro un buon viaggio. Spiega le tue ali, a presto” Don Alberto Botteon, parroco di Stevena’ e vicino di casa della famiglia hanno ricordato la figura di Francesco suscitando la commozione generale. :”Tra un po’ si spegneranno i riflettori – Ha detto don Alberto- domani sara’ una giornata difficile, dopodomani ancora di piu’. Fareste un torto a Francesco e alla sua famiglia se li lasciaste soli con il loro dolore, anche in futuro, anche nei prossimi mesi e anni. Sono certo che nel vedere crescere voi vedranno crescere Francesco, e vedere che nelle cose belle che farete nella vita anche in voi Francesco si realizzera’. Nel momento in cui prenderete in mano le vostre moto, per svago, per sport o solo per spostarvi, farete un grande torto a Francesco se non lo farete con prudenza. Riposa in pace Francesco e credo che tanto affetto sia il biglietto migliore di presentazione davanti a Dio e che tu possa vegiare sempre su i tuoi cari” Prima che tutti abbandonassero il cimitero sono stati liberate alcune decine di palloncini in cielo.”Vola libero Francesco” ha detto la mamma tra gli applausi della gente (pio dal cin)

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