Italia, tasse, politica,burocrazia.La foresta di Sherwood, senza Robin Hood


Robin Hood (2010 film)
Robin Hood (2010 film) (Photo credit: Wikipedia)

(by pio dal cin)

Quando mio padre torno’ dalla prigionia di guerra nazista gli fu assegnata una pensione di invalido di guerra di prima categoria. Meritatamente, visto che il lavoro a cui era costretto gli era costato la schiena.

Pesava 40 chili e dopo tre anni di ospedale e un viaggio a Lourdes riuscì a rimettersi in salute.

La cosa che gli venne più naturale fu quella di cercarsi un lavoro onesto col quale mandare avanti la famiglia (eravamo in cinque coi miei genitori e mamma faceva la casalinga)

Si buttò a capofitto su un nuovo prodotto per quell’epoca, i “grissini”. Vicino a Conegliano la ditta “Roberto” li aveva inventati e fu un successo istantaneo.

Era facile venderli, non c’era concorrenza, ma soprattutto non c’erano TASSE esagerate. Si compravano in ditta e si vendevano nei negozi, in un’Italia anni 60 che uscendo dalla crisi post bellica cercava di rimettersi in piedi. Tempi d’oro per fare impresa. L’unica tassa che mi ricordo sentir nominare era l’IGE (Imposta Generale Entrate).

Non esistevano ne fatture ne bolle di accompagnamento. Era tutto veramente semplice e per lo più affidato al buon senso, un bene comune che abbondava nel nostro Paese allora.

 

Poi venne l’IVA e mio padre rifiutò l’idea di compilare carte e scartoffie per vendere i grissini. Preferì vendere, anzi cedere, l’attività. Mio fratello ed io non eravamo ancora in età da patente, ed il business di famiglia passò ad un compaesano.

 

Oggi è tutto diverso. Le tasse strangolano l’economia. La lira è stata sostituita dall’Euro. Aprire un’attività è diventato uno slalom speciale tra permessi e burocrazie varie che farebbero saltare i nervi ad un Santo. Fare impresa oggi significa ESSERE SCHIAVI DELLO STATO E DELLE TASSE CHE COSI’ SPUDORATAMENTE IMPONE al fine di foraggiare l’enorme spesa pubblica che come un rubinetto aperto dissangua le casse dello Stato stesso.

 

Un circolo vizioso che permette a politici corrotti e faccendieri di allearsi nel crimine per dar fondo a tutto quello che si puo’ prendere, compresi gli stipendi da nababbi e le pensioni d’oro.

Fare politica oggi è un business redditizio.

Renzi ci darà gli 80 Euro. Perchè non ci toglie il canone RAI di 113 Euro annui che potrebbero rimanere nelle tasche degli italiani. Se domani volessi comprare un regalo di compleanno a un figlio non posso perchè quei 100 Euro devo darli ad un’emittente statale che regala stipendi d’oro ai vari conduttori e non solo; nel corso dei quiz regala milioni di euro, salvo poi lanciare campagne per raccogliere fondi per varie iniziative di beneficenza. Che spreco la Rai, che tassa subdola il canone.

Tasse automobilistiche. Ho rinnovato la patente un mese fa costo: 190 Euro perchè essendo disabile ho dovuto andare in provincia a fare la visita, dove mi ha mandato l’agenzia alla quale mi sono rivolto. Alla fine di tutto mi hanno detto che avrei potuto farlo vicino a casa. pazienza, l’ignoranza si paga.

Il bollo auto? Non vi sembra una tassa assurda? Non paghiamo già abbastanza di benzina? Assicurazione? Manutenzione del veicolo? Bisogna per forza pagare anche la tassa del bollo?

Tasse sui rifiuti. Una volta tutto veniva messo in un sacchetto il quale veniva svuotato in un contenitore. Adesso Raccolta Differenziata (gran segno di civiltà) solo che se ci pensiamo bene funziona così: Io utente faccio il lavoro più grosso per la SAVNO cioè quello di smistare e dividere i rifiuti.  Tu, SAVNO vieni e prendi i rifiuti, ricicli e guadagni dal riciclo. Io utente devo pagare due bollette l’anno da 100 Euro perchè tu SAVNO venga a prendere i rifiuti che IO, UTENTE ti ho preparato ben divisi. Capite dove siamo arrivati?

 

Potrei andare avanti per ore a descrivere tutto quello che non funziona, ma ne vale la pena? Vent’anni di Berlusconi e adesso arriva il salvatore dei popoli Renzi, ma veramente siamo un popolo di creduloni. Grillo? Lo ha detto lui stesso, se non ci fossero stati loro (M5S) il Paese sarebbe già nel caos più totale. Cosa ha fatto veramente Grillo? Nada. Sa solo sbraitare ed incazzarsi. Alfano è un traditore di chi lo ha creato politicamente (Berlusconi) e se ha gente nel suo partito come Formigoni e Quagliariello puo’ starsene a casa che nessuno di chi lo ha votato come forza di centro destra lo voterà più. Salvini e la Lega? Salvini sembra uno sincero, che la politica la fa per passione, riuscirà con i suoi temi molto populisticamente azzeccati a prendere il 6/ 8 percento alle Europee ma non servirà a niente. La lega che aveva promesso la Padania è morta con gli scandali e Bossi farebbe meglio a starsene lontano dalla TV che fa perdere voti a Salvini e Company. Gli altri non li considero nemmeno Vendola, Casini,Meloni, e chi altro; tutti della stessa classe: i politici.

Gli imprenditori Veneti e d’Italia si suicidano mentre tutti noi continuiamo a scrivere tweets e articoli e nelle piazze e nei bar, nei treni e negli autobus si sente lo stesso discorso “Basta, basta, ne abbiamo pieni i coglioni” e poi cosa facciamo? Andiamo a votare (quelli del PD addirittura hanno sborsato 2 Euro per le primarie) legittimandoli ancora una volta, perchè “stavolta facciamo VERAMENTE sul seri” ma dove siete stati gli ultimi trent’anni?

Negli yacht in Sardegna o a pasteggiare con ostriche e champagne mentre al popolo che chiede pane rispondete “che mangino brioches'”

Buon voto allora a tutti voi, connazionali creduloni. Votate per questo o per quello ma mi raccomando; votate (dice il Napolitano) 

Io mi defilo e non votero’ per nessuno. Solo se venisse Robin Hood a darci man forte sarei disposto ad andare nella foresta con lui per contrastare in qualsiasi maniera (non violenta) l’ascesa di una classe politica corrotta e ladrona.

Non verrà, lo so, Robin Hood non verrà, e noi continueremo a sfamare lo Sceriffo di Nottingham, senza fiatare, brontolando magari al bar, per poi recarci con la testa bassa in posta o in banca a compilare l’ennesimo modulo, l’ennnesima boletta,l’ennesima tassa e se Dio vorrà, arrivare a prendere una minima pensione da fame che ci garantirà che non moriremo di fame fino a quando verrà la nostra ora. Viva l’Italia governata da tasse politica burocrazia e leggi demenziali

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Veneto su Google plus per chi lo ama come me


http://www.codognetreviso.com/2013/06/il-veneto-su-google-plusper-chi-lo-ama.html Clicca qui)

Codognè Treviso Veneto Italia. Queste le mie radici. Il Veneto è la mia Regione, il posto dove sono nati i miei genitori, nonni, bisnonni,trisnonni e cosi’ via.

Omicidio stradale qualcosa si muove


L’agenzia parlamentare ha diffuso questo videoGuarda questo video su YouTube:

Sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo in campo legislativo per impedire che chi uccide in strada sotto effetto di alcol o droghe o per bullismo stradale venga punito con il reato di omicidio stradale che di fatto aumenterebbe i deterrenti per chi vuole mettersi alla guida in tale condizioni. Lo avevamo auspicato anche noi su Facebook aprendo un gruppo “basta patenti a chi ha gia’ ucciso sulla strada” che ha raccolto lo sfogo di cittadini stanchi di una situazione che dev’essere cambiata al piu’ presto. In Italia muoiono in media circa 4000 persone OGNI ANNO. Se questa non e’ guerra……forse sarebbe meglio impegare l’esercito sulle strade Italiane invece che in Afganistan

>La sinistra abbaia ma non morde. Casini urla ma non propone niente.


>Bersani, Franceschini, Bindi, D’Alema, Veltroni. La sinistra italiana alla deriva. In assenza di un programma hanno sviluppato una nuova tattica “l’anti.berlusconismo”. Altro non riescono a fare che criticare e offendere, segno palese di un’impotenza politica di proporsi come alternativa. Supponiamo che domani il loro sogno di vedere il governo Berlusconi cadere, chi sarebbe pronto a guidare l’italia di queste “giovani proposte della sinistra?”. Le facce sono sempre le stesse e graffiano, offendono, criticano ogni mossa del Cavaliere. Chi criticherebbero una volta eliminato Berlusconi? Loro stessi probabilmente. Si accorgerebbero che neanche loro son tanto “coesi” e che ci sono tante,troppe correnti all’interno del PD per poter governare un Paese.Se Berlusconi è sui carri di carnevale di tutto il mondo, come afferma Bersani. La sinistra improponente e criticona è la barzelletta continua dell’Italia. Perchè non fanno un bel programma e non propongono volti nuovi, giovani, capaci di mandare avanti delle vere proposte? La risposta è fin troppo ovvia; non ci sono ne proposte, ne volti nuovi, e così eccoli a mangiarsi la coda, inseguendo le dimissioni di Silvio (che non arriveranno mai) e sbagliando il loro obiettivo non fanno che stancare l’utente televisivo quanto l’elettore che è stufo di critiche e si aspetterebbe qualche proposta alternativa.Sembra ci riesca Vendola, ma non perchè abbia programmi migliori del PD ma solamente perchè è una “faccia nuova” o quasi, un’auto a km zero o con un po’ di rodaggio politico.
Poi c’è Casini al quale suggerirei di urlare di meno e trombare un po di più. L’altro ieri tuonava che “Bisogna stracciare il trattato d’amicizia con la Libia….” con gli operai ancora da evacuare che invece giustamente erano la priorità, come sottolineato da La Russa.
Cosa vuoi che significhi il trattato di amicizia con Gheddafi? (che praticamente è già politicamente ed internazionalmente morto ).

Anche Casini quindi, confuso dalle recenti vacanze esotiche, e da una relazione con una moglie troppo più giovane di lui (come Fini del resto), non riuscendo ad essere un buon marito, vista la giovane età della consorte, continua ad apparire in TV sbraitando e urlando invettive contro il premier, invece di fare proposte serie. Ma si sa, chi sta al centro come lui puo’ fare l’occhiolino a destra come a sinistra, cercando di capire come tira il vento in quel momento: Troppo comodo così mister Casini.

Alla fine (anche se come ho scritto in queste pagine qualche giorno fa Berlusconi sta dando segni di cedimento da stress e farebbe bene a staccare la spina per un breve periodo di relax dalla politica) non restano che loro due: Bossi e Berlusconi che hano saputo dare una direzione ordinata verso la via delle riforme fiscale, federalista e della giustizia, e stanno perseguendo l’obiettivo con tenacia e serietà. Per il momento non ci sono alternative a questo se non le elezioni. L’alternativa al governo Berlusconi oggi non esiste e le urne porterebbero solo ad un frettoloso quando dannoso per le riforme in atto, rimpasto. Con l’emergenza immigrati alle porte, il federalismo fiscale sul tavolo, e la riforma del sistema giudiziario in atto, è molto meglio che ci sia gente che sbraita poco (Bossi, Maroni, Alfano, Tremonti,) piuttosto che i “galli” che cercano di entrare nel “pollaio” della sinistra per rubare le galline(voticelli) a Bersani e mi riferisco a Fini Casini Rutelli che con l’illusione di creare un’improbabile “terzo polo” si sono invcolontariamente o volontariamente (chissà chi lo sa) alleati con i loro più vecchi ed acerrimi nemici pur di mandare a casa questo governo senza però riuscire nell’intento se non quello di mostrare agli Italiani quanto bassa e subdola può essere e diventare la politica quando invece che propositiva o programmatica diventa guerra aperta fatta ad un altro leader solo per motivi personali.

>L’ora del cambiamento per la Lega è giunta


>Sappiamo tutti delle vicende di Berlusconi, il voto della bicamerale, il decreto del consiglio dei ministri e la “bocciatura” da parte di Napolitano. Premetto che non credo a tutte le storie che si leggono sui giornali riguardo al caso Ruby e che in gran parte siano strumentalizzazioni volte al siluramento di Berlusconi e la caduta del governo che di fatto era già iniziata con il caso Fini.

Sinceramente e personalmente penso che Napolitano abbia fatto bene a non controfirmare un decreto ministeriale che portava con se una forte componente “antidemocratica” visto che, se la bicamerale aveva espresso il suo voto, forzare la mano con un decreto volto a far passare per forza la legge, avrebbe avuto quel sentore di poca correttezza che avrebbe fatto più male che bene.
Se il federalismo municipale, o regionale, o nazionale deve diverntare una realtà, dovrebbe esserlo a furor di popolo, e non per mezzo di un decreto fatto in fretta e furia.
La crescita della Lega ha dimostrato a dismisura il volere dei popoli del Nord Italia ed il desiderio di un radicale cambiamento contro il vassallaggio di Roma, la sua  burocrazia che succhia continuamente le risorse dai tempi dell’impero romano. Al di la del grido “roma ladrona…” rimane una realtà che vede il nord penalizzato per la sua produttività invece che esserne premiato con la ri-distribuzione delle proprie risorse sul territorio invece di andare a foraggiare leggi speciali per un centro-sud sempre pronto a chiedere risorse al laborioso Nord.
E’ questa l’ora di un cambiamento che tutti auspicano.Non si può continuare a parlare di beghe personali o scandali e gossip. Tutti vogliono che si cominci una nuova fase politica con le riforme promesse della giustizia, sul federalismo. Senza una sinistra che continua ad arrampicarsi sugli specchi ed è pronta a qualsiasi alleanza pur di governare, ma che non riesce da anni a proporre nomi nuovi se non quelli di D’Alema, Bersani, Franceschini, Bindi, Veltroni. (che palle!!).
Il Paese ha bisogno della serietà e della determinazione di un centrodestra coeso, com’era prima del “tradimento” di Fini che privato dello scettro di presidente del suo partito non ha rinunciato a consegnare il suo amico-alleato di un tempo Berlusconi, in pasto alle sinistre arrabbiate perchè non riescono più da tempo a “produrre” un leader che abbia delle idee vere e come un cane che si mangia la coda si arrotolano su se stesse, proponendo gli stessi nomi da decenni,riposizionandoli sperando di sortire chissà quale sortilegio magico, ma, come il cane che si mangia la coda fanno solo aria e rimangono stordite dal loro stesso movimento.
Berlusconi è stato un leader capace. Lo ha dimostrato soprattutto nella scelta della squadra di Governo. Bossi,Tremonti, Maroni, Alfano, La Russa, a suo tempo, prima di diventare Governatore del Veneto, Luca Zaia.Tutta gente valida, con le idee chiare per apportare i cambiamenti di cui l’Italia ha bisogno. E’ giunta però l’ora di un cambiamento che dia freschezza alla destra, e che potrà avvenire solo attraverso le elezioni anticipate per due semplici ragioni:

La prima è che Berlusconi non accetterà mai di dimettersi, e fa bene, per non dare la soddisfazione alle sinistre di averlo liquidato con degli scandaletti da cronaca rosa dopo essersi per anni accollato gli oneri e gli onori di aver portato l’Italia  fuori dal “pantano” prodotto dai governicchi della sinistra.

La seconda è che il suo alleato principale, Bossi, non potrà “scaricarlo” come se fosse una zavorra solo perchè lo chiedono i Bersani, i Di Pietro, I Casini che tanto son bravi a scagliare le prime pietre, quanto a razzolare male. E’ facile colpire l’avversario quando è a terra ferito, ed è questo che stanno facendo i fautori di questo fantomatico trio del cosidetto “terzo polo” che esiste solo nella fantasia.

Se Berlusconi da segni di stanchezza e di stress è comprensibile. Per tanti anni è stato nell’occhio del ciclone e sfido chiunque a combattere le battaglie che ha combattuto lui senza perdere “qualche pezzo”.

Tuttavia, la storia ci insegna che nessuno dura in eterno, e come c’è stato un periodo pre-Berlusconiano, ce ne sarà uno post-Berlusconiano. Ognuno è utile ma nessuno è indispensabile, e la storia del nostro Paese deve continuare anche dopo Silvio.

A lui, da buoni alleati, bisogna dare “l’onore delle armi” e questo passa solo attraverso le elezioni anticipate, dove la ri-affermazione della destra riconsegnerà agli Italiani la fiducia di andare avanti e di uscire da questo pantato politico ed istituzionale che si è venuto a creare negli ultimi mesi e che sta dissanguando un’Italia allo stremo per la situazione economica generale di cui siamo testimoni negli ultimi anni, ed un panorama politico che ormai è fatto solamente di botte e risposte ai colpi di scena proposti da una sinistra allo sbando.

Se il cambiamento che tutti auspicano deve passare per le elezioni anticipate allora non aspettiamo oltre, e facciamo questo coraggioso passo verso il nuovo; e se questo vorrà dire che Berlusconi non sarà più al timone, non sarà certo la fine del mondo, ma forse l’inizio di una nuova fase costituente che tutti gli Italiani si augurano, cominci al più presto.

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/