Luca Zaia, Grande Luca. Al Veneto al te ringrazia. (In diaetto Veneto.)


Stasera vui scriver de Luca. Pi che scriver vorie ringraziarlo par quel che l’ha fatt pari Veneti e pal VENETO. Ormai a mezodì e mezo se ferma anca i Jevri in tei camp par scoltar quel che l’hà da dirne, SE no me sbaglie dovarissi essere vizini ai 80 dì de FILA, ogni di a sciorinar numeri, a dirne de PORTAR LA MASCHERINA, a star lontani e no GASARSE MASSA parché anca se ven scomenzà a moverse la “PARTIDA” (come che la ciama lu, no l’è finida. Sto semo de virus a l’è come na RUMOLA. TE sa che l’è là sotto ma te lo vede. Ogni tant però fioi, bisogna ricordarse de dirghe GRAZIE a sto FIOL. LUCA l’à dimostyrà de esser un vero comandante, sia in tel ben che in tel mal. Prima al ne à portà a casa le OLIMPIADI a CORTINA, i CAMPIONATI DEL MONDO, LE COLLINE PATRIMONIO DELL?UNESCO. Tra na ROBA (varda che in Italian se disaria “COSA”) e quelaltra al ne à parà al cul da DO ALUVION e da VAIA. ADESS col VIRUS i varda tutti cossa che l’à fatt al VENETO e i COPIA al MODEL. HAVARD, FINANCIAL TIMES, NEW YORK TIMES, se disè LUCA ZAIA I LO CONOSSE DAPARTUTT.

LUCA al podaria aspirar a qualsiasi carica istituzional del PAESE. Daprimo ministro a presidente. MA meteveo ben in testa: LU AL VOL STAR QUA, in mezo ala so zent, in tea so tera parchè LUCA l’è nassest a CONEJAN e l’à le radise fonde come quee de na QUERCIA. Adess al se à mess in testa de portar a casa l’AUTONOMIA.

MI son stuf de sentirme dir daa zent:” Ah,,,no i ne la dà no i ne la dà, massa schei ghe manden zo a ROMA, no i ASSA andar la VACCA fin che i POL MONDERLA” Basta ragionar CUSSI’, bisogna che ghe credene a sta AUTONOMIA… ma cossa ela po? VEO VIST come che al se à comportà LUCA in te sti do mesi de emergenza? L’à scoltà le diretive del GOVERNO ma l’à savu anca andar contro corrente e far dele ordinanze (col supporto scientifico dei MEJO DOTTORI CHE VEN QUA IN VENETO) che ne à permess do robe: LIMITAR AL NUMERO DEI MORTI, anca se i reesta tanti la podea andar veramente pezo, e de goder de un po de pi LIBERTA’ DECISIONAL quando che le robe le à comincià a andar mejo

Questa saria la vera AUTONOMIA. Al Governo al te da dee direttive e ti te decide in base a dove che te vive e te opera che norme e che leggi applicar. PUNTO. Eo tan diffizile? Varda che fea cussì anca i ROMANI quando che al so territorio l’era deventà massa grando. LA PALESTINA dove che i à copà al SIGNOR l’era governada da PILATO. SE in VAL D’AOSTA VIEN DO METRI DE NEVE, no te podarà mai ver le stesse leggi che te à in BASILICATA o in TOSCANA. Ogni region kl’à da decider par la so terra, par i so costumi, i so piatt, i so vin, le so tradizion. NO pol saver al GOVERNO CENTRAL de ROMA, fatt par la maggior parte de BUROCRATI cossa che sia bon par la LIGURIA o la PUGLIA. Savarà mejo chi che vive e lìè cressest là, come so pare, so nono e so bisnono,

Adess basta, no vui tirarla massa longa se no al BRODO SE SLONGA MASSA. Vui solche dirghe a LUCA: Grazie LUCA te si stat veramente all’altezza de un momento cussì difficile e strano, e no l’è facile tegner cont de tutt e de tutti. Ma al VENETO al riesce sempre a tirar fora al mejo quando che le robe le va pezo. Ringrazien al PADRETERNO che al te à mandà proprio quà, in te sta Tera de tante robe bele, de zent che à voja de far ben e no de ciacole.

La “marcia in più” di Luca Zaia


Una storia che i media non racconteranno mai alla quale mi è capitato di assistere domenica mentre  LUCA ZAIA, presidente della regione #Veneto si stava recando a piedi verso il punto di partenza della sfilata dell’Adunata degli Alpini a Treviso. L’anziana signora lo vede transitare sotto la sua finestra e lo chiama :“Presidente, presidente..” Zaia si ferma alza la testa e in dialetto Veneto saluta. “Ho un problema grosso da risolvere” e il presidente della regione Veneto risponde:: “Cosa posso fare per lei?”
La signora accenna ad un problema logistico legato al suo trasferimento in una struttura ospedaliera lontana 30 chilometri da Treviso per delle cure. Luca Zaia le risponde dicendo: “Non è giusto che lei debba andare così lontano per farsi curare, siamo in #Veneto una delle regioni leader a livello mondiale per la sanità. Ha carta e penna signora?”
La signora annuisce e mentre rientra dalla finestra il presidente attende pazientemente che si riaffacci alla finestra con carta e penna. Le detta un numero che invita a chiamare lunedi rassicurando che si prenderà cura del suo caso. La signora lo saluta felice e Zaia continua il suo percorso verso l’inizio della sfilata dove lo attendono migliaia di persone lungo tutto il percorso ringraziando e applaudendo un leader che si riconosce anche in questi piccoli gesti quotidiani che fanno capire  di che stoffa sia fatto il presidente più amato nella storia del Veneto.

 

 

Ecco nel video quì sotto Luca Zaia che sfila al rallentatore per le vie di Treviso salutato da una folla osannante. (il video va guardato senza volume preferibilmente)
guardate il video SENZA VOLUME

Suicidi e giornalismo Vergogna!


DEC
8

La vergogna del giornalismo Italiano- suicidi (di minori) in prima pagina- J’accuse (ancora e ancora e ancora)

Non so a chi spetti la decisione di sbattere in prima pagina una notizia come questa Si impicca a dodici anni nel +Gazzettino . Stiamo veramente andando tutti fuori di testa? Faccio appello all’ +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  affinchè questa “barbarie” finisca.

Lo avevo già scritto in Questo Post e continuerò a scriverlo.

Se non la smettete pubblicherò e manderò all +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  le foto di un adolescente che si è impiccato una trentina d’anni fa in provincia di Treviso (mi capitò di arrivare sul luogo prima dei Carabinieri) così vediamo se vi passa la voglia di pubblicare certe notizie dalle quali siete lontani anni luce.

Non si può scrivere una notizia così, con dovizia di dettagli (e conseguente rischio di emulazione) specie quando si tratta di un giovane adolescente. Basta con il giornalismo fatto di questi fatti “stupefacenti” al solo fine di vendere le copie che compreranno le “betoneghe” di quartiere. Diritto di cronaca?  E se fosse TUA figlia? TUO figlio? TUO nipote? il TUO migliore amico?

I media Anglosassoni da anni si rifiutano di riportare queste macabre notizie che altro non fanno che deprimere l’umore di chi legge e di chi ne è rimasto vittima diretta o indiretta.

J’accuse! Vergogna a tutti i giornalisti che si prestano a questa macabra roulette. E’ ora DI CAMBIARE STRADA.

Il giornalismo non è questo!

Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Taxi Driver A Venetian in Miami


http://www.youcanprint.it/component/option,com_chronoconnectivity/Itemid,352/

My book finally is an ebook in English: Taxidriver A Venetian in Miami Is a true story11059775_992288257502532_9064099305045590608_n

This is a true story. The story of a country boy who wants to travel to know, to understand, to learn and confront himself with the world and its people. He lives his hometown of five thousand nested in the province of Treviso, in north eastern Italy on the day he turned twenty three, and flies to the USA , Florida, Miami. He wants to know the way of life, the trends, the curious habits of its people.

 

The initial enthusiasm clashes with the hard reality of the search for a job.

 

Six months in America and the tourist visa expires and our hero goes into hiding and that’s when the real story begins. Like a small eagle out of his nest for the first time, trying the thrill of flight. He must look out for the winds, the rocks, the predators.

 

I always believed in my dreams. The most wonderful adventure that can happen in a person’s life is to have a dream and see it happen. Life becomes a path designed to reach the goal. The choice of following your own dream comes with a price tag though. You must be willing to endure some sacrifices. It is like climbing a mountain one step at the time, without turning around to check on the road already travelled  but looking ahead to the road that lies ahead . Those who have hiked a mountain’s trail know that. It doesn’t pay to start the trail at a fast pace and having to stop ten minutes later to gasp for air. Many are the difficulties, as many are the satisfactions, the delusions and the successes .

The pleasure of climbing remains intact. The reward is the breathtaking view you’ll see upon reaching the top.

 

Photography and writing two equal and different ways of expressing your emotions and make them public so that everyone can benefit from them somehow.

 

The people, the street’s names, the places you will encounter in this humble book are all true. Nothing is invented, as reality often surpasses  the fantasy.

 

I did  so many jobs in my life that it would take a whole book just to describe them in full. Two were the jobs that helped me in realizing my dream : being a photojournalist  had me travel the world and getting to know it better, being a taxi driver has given me the opportunity to meet thousands of people and understand their emotions, dreams, fears, and  all the feelings that are part of human nature.

 

When people get in the taxi they feel they can open up as if they were  in a confessional or laying on  the “shrink’s” bed. They know that chances to meet again with that particular taxi driver are very slim. They know that by living and working on the streets you acquire a kind of “street wisdom” that is not taught in any school.

 

I had people crying, laughing telling me their stories in ten minutes, asking me for advice, cussing, smoking, using drugs, dressing, undressing, drinking passing out, counting money, trying to escape without paying or giving me huge tips, people trying to rob me and women who wanted to take me home. When I started my day as a taxi driver I always had the same attitude as if I was going to see a movie and the script  was unfolding right on the back seat of my Yellow Cab.

 

It was just a great feeling of freedom being able to pick the hours in which I wanted to work, the area where I wanted to work. Nobody was telling what to do, I was a young Italian working in a wonderful place, working hard  and having fun. What else could have I asked for?

 

 

You will find some of these stories , both about the photojournalist and the taxi driver that I tried to tell using simple words.

 

Venezia.Museo trasformato in una vasca da bagno.Queste scenette non si ripetano più


http://www.codognetreviso.com/2012/11/venezia-vasca-da-bagno-o-museo.html

(by pio dal cin)

La prossima volta che un vigile di Venezia mi dovesse minacciare di una multa perchè sto mangiando un panino in Piazza San Marco, gli farò vedere questa bella foto di quattro emeriti imbecilli che fanno il bagno in un Museo (questo considero io essere Piazza San Marco). La loro punizione senza saperlo l’hanno già ricevuta visto che forse non sanno che (purtroppo) Venezia oltre che a essere una delle Meraviglie del Mondo è anche una delle città meno pulite del pianeta.

A parte  questi ignoranti, deficienti ed insulti senza rispetto, che fanno il bagno in mezzo a cacca e pipì di gatto e con qualche pantegana che si starà facendo un tour della Piazza a loro insaputa, vorrei chiedere ai vigili urbani, al sindaco e alle autorità preposte alla pubblica decenza e al decoro della Città, come una tale scenetta abbia potuto aver luogo.

Forse domani vedremo gli stessi allegri deficienti fare la doccia nel Palazzo Ducale, se dovesse piovervi dentro?

Tutto ciò stride con le regole Estive dei divieti a mangiare panini o a bivaccare in genere nella Piazza più bella d’Italia e anche del Mondo. Solo questo volevo dire e concludo questo mio breve intervento schifato augurandomi di non vedere più queste scemenze che poi tramite il web vanno a fare il giro del mondo dando un’immagine distorta di quello che è la realtà. (pio dal cin)

Padre Pio e Padre Leopoldo esposi a Roma per il giubileo.Una buffonata da evitare.


Leggo su Facebook questo articolo che annuncia l’esposizione dei corpi di Padre Pio e di Padre Leopoldo in occasione del giubileo il prossimo febbraio 2016 (http://www.famigliacristiana.it/articolo/padre-pio-sara-esposto-in-san-pietro.aspx)


 E’ vero che la gente ha bisogno di qualcosa di tangibile per credere di più. Forse è questa la ragione per cui in Italia abbiamo questo bisogno di vedere per credere, ed è qui che casca l’asino. Mi chiedo a volte come fanno le altre religioni a sopravvivere senza una madonna che piange o parla a Medjugorie, senza San Gennaro con il sangue che si liquefa e tutte le altre “trovate” del genere. Ho sentito che da Padre Pio hanno costruito una mega cattedrale con toma d’oro e tutto il resto. Conoscendo Padre Pio attraverso i racconti di mio padre che l’ha conosciuto posso dirvi con sicurezza che il Santo da Petrelcina si sarà rigirato nella tomba almeno un paio di volte al giorno. Lui che abborriva gli sfarzi ed ha dedicato la sua vita a raccogliere fondi per il suo ospedale non avrebbe mai accettato di essere messo in una specie di sarcofago dorato e qui sbaglia la Chiesa a far passare per “migliore” una cosa solo perchè è rivestita d’oro. Padre PIo è nel cuore di chi lo ha conosciuto ed amato, non serve farlo itinerare come un fenomeno da baraccone, e nemmeno padre Leopoldo, un’ altro semplicione e umile frate che passava dodici ore al giorno a confessare. Vergogna per un’iniziativa “ridicola”, chiunque l’abbia concepita sta facendo perno sull’ingenuità e la voglia di “toccare” con mano della gente. Rimettete Padre Pio in un umile tomba e lui riprenderà a fare miracoli come prima. E’ ora di finirla con le buffonate ed è meglio insegnare alla gente che il cuore è il miglior veicolo per la preghiera ed il ricordo delle persone che non ci sono più. Perché ostinarsi a voler produrre “idoli”. Le loro vite sono il segno più evidente di una semplicità e umiltà che purtroppo ci sta sfuggendo di mano. A cosa servono veramente queste icone? Ad attirare più “fedeli”. Se cancellassimo improvvisamente tutte queste esposizioni con forte valenza circense, quanti sarebbero disposti a credere ancora a Gesù? I Santi sono coloro che hanno speso la loro vita cercando di imitarne l’esempio e atttraverso le loro opere ed i loro miracoli ne perpetuano il ricordo e l’amore.Abbiamo veramente bisogno di queste buffonate?

 Ecco l’articolo di +Famiglia Cristiana 

Le voci si erano rincorse dallo scorso giugno, ma ora c’è la conferma ufficiale: l’arcidiocesi di Manfredonia-ViesteSan Giovanni Rotondo e la provincia “Sant’Angelo-Padre Pio” dei frati minori cappuccini, in un comunicato congiunto, annunciano che l’urna con le spoglie di san Pio da Pietrelcina sarà esposta nella Basilica Vaticana dall’8 al 14 febbraio 2016, in occasione del Giubileo straordinario. Con l’autorizzazione del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, arriverà a Roma da Padova anche l’urna con le spoglie di san Leopoldo Mandic, altro frate cappuccino che esercitò in modo straordinario il ministero della confessione sacramentale.

San Leopoldo Mandic, frate cappuccino che esercitò in modo straordinario il ministero della confessione sacramentale.

San Leopoldo Mandic, frate cappuccino che esercitò in modo straordinario il ministero della confessione sacramentale.

Entrambi i santi potranno essere venerati dai fedeli, in particolare, il 10 febbraio 2016, Mercoledì delle ceneri: quel giorno papa Francesco «invierà in tutto il mondo i missionari della misericordia, conferendo loro speciale mandato di predicare e confessare perché siano segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono alla ricerca del suo perdono», ha scritto l’arcivescovo Rino Fisichella (presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione) all’arcivescovo pugliese Michele Santoro. Precisando che il pontefice aveva espresso il «vivo desiderio» di avere in Vaticano i resti dei due santi confessori in questa circostanza, monsignor Fisichella aggiunge nella lettera: «Anche la presenza delle spoglie di san Pio sarà un segno prezioso per tutti i missionari e sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della misericordia del Padre».

Il 13 febbraio papa Bergoglio incontrerà in udienza privata i figli spirituali di san Pio, provenienti da tutto il mondo: in Vaticano confluirà una folta rappresentanza dei Gruppi di preghiera che riuniscono i devoti del santo originario di Pietrelcina. Dal primo giugno 2013 il suo corpo è esposto in modo permanente a San Giovanni Rotondo (in provincia di Foggia), nell’intercapedine del plinto centrale della chiesa inferiore intitolata al Santo, custodito in un’urna di vetro. Il prossimo anno ricorre anche il centenario dell’arrivo di padre Pio (Francesco Forgione) nel piccolo paese sul Gargano e il 60° anniversario della nascita dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”. Lo scorso 22 aprile – a margine dell’udienza generale del mercoledì – papa Bergoglio aveva annunciato a fra Flaviano Giovanni Gusella, rettore del santuario di san Leopoldo Mandić, che il santo sarebbe stato «uno dei protettori del prossimo Anno santo della misericordia», anticipando l’intenzione di presentare ai cattolici la figura dell’umile confessore cappuccino.

I suoi confratelli – ha scritto fra Gusella in un messaggio pubblicato sul sito internet del santuario – «rendono lode al Signore, fonte di ogni misericordia, il quale ha reso padre Leopoldo Mandic specchio della sua bontà e, attraverso il sacramento della penitenza, ha aperto le coscienze di molti alla grazia e alla conversione. Egli ha vissuto la sua vita consacrata e il suo ministero desiderando ardentemente l’unità di tutti i cristiani in un solo ovile, sotto un solo Pastore. La sua intercessione ottenga anche agli uomini e alle donne del nostro tempo di desiderare e sperimentare la gioia del perdono, faccia sì che tutti i confessori siano volto e braccia della misericordia del Padre, preghi per noi affinché siamo pazienti e tenaci costruttori di unità».

Codognè Cuore Veneto.Il libro diventa un dibattito a Conegliano il 16 Maggio


L’appuntamento per chi ama i dibattiti è Sabato 16 Maggio alle ore 19.30 nel foyer del Teatro Accademia di Conegliano Veneto in Piazza Cima. L’occasione per parlare di “Linguaggi antichi e Moderni nell’era di Internet” loa da il libro “Codognè Cuore Veneto” il paese della Mela Cotogna e dei codici QR scritto e pubblicato lo scorso 6 dicembre da Pio Dal Cin e Francesca Salvador. Il primo libro in Italia ad inserire contenuti multimediali quali video interviste e foto album attraverso l’uso dei codici QR (a colori). L’idea oltre che ad alleggerire il file del libro e renderne la pubblicazione più economica, accorciando di gran lunga il numero di pagine, seve a far dialogare le generazioni dell’analogico e dei documenti antichi, delle vecchie foto rimestate e ripescate dai cassetti impolverati,con i “nativi digitali” cioè i nostri figli e nipoti che sono nati già con l’Internet nel DNA.28487-samantha2bcristoforetti2bintervistaIl Codice QR che contiene l’intervista con Samantha Cristoforetti

Associando i due modi di dialogare, anche le generazioni lo fanno, scambiandosi preziose informazioni che li obbligano a  sedersi ad un tavolo e a discutere. In questo modo si salvano i valori antichi del buon senso e della saggezza dei nostri Avi di estrazione contadino- cristiana e si mettono a confronto con il Web 2.0 e le nuove tecniche di comunicazione che passano anche atttaverso l’uso di questi rivoluzionari codici QR che permettono di sintetizzare contenuti e informazioni spremendole in uno spazio ristretto e facilmente accessibile da un qualsiasi smartphone.

Perchè parlare di Codognè Cuore Veneto a Conegliano? Perchè l’autore è nato a Conegliano Veneto il 15 Ottobre del 1956 ed ha lavorato per lunghi anni come fotogiornalista per il Gazzettino. Qui ha studiato e passato i migliori anni della sua vita.P1050748La presentazione del libro “Codognè Cuore Veneto in Villa Toderini (www.villatoderini.com) lo scorso 6 dicembre

Francesca Salvador ha avuto uno zio come sindaco nella Città del Cima dal 1965 al 1970. Il puzzle si ricompone quindi dopo tanti anni ed è qui, grazie alla generosità del meraviglioso Giorgio Fabris che i due autori si confronteranno con il pubblico in un piacevole dibattito sull’uso dei linguaggi.  Siete invitati tutti a partecipare quindi Sabato 16 Maggio. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati alla capienza del foyerP1050735La copertina del libro disponibile nelle migliori librerie della zona

Oderzo Perla del Veneto ispirazione per un fotografo di strada


APR
16

Oderzo Perla del Veneto. La sua gente le sue strade i bellissimi spunti per un fotografo di strada

Ieri in un gruppo al quale partecipavo su Facebook il moderatore ha postato un “Codice Etico per l’uso delle foto ” che ritraggono persone per strada. In queste ultime settimane mi ero permesso di pubblicare dei “candid shots” di gente presa così, mentre cammina per le strade di Oderzo. Precisando che se a qualcuno avessero dato fastidio avrei subito provveduto a rimouverle

Vengo spesso in questa bellissima cittadina del Veneto; mi rilassa la sua Piazza Grande ancora a misura d’uomo e ricordo anche le accese polemiche che ci furono negli anni 80 quando si paventò l’idea di renderla pedonale. Allora ero il fotografo del +Gazzettino  ed ho seguito la vicenda con passione. Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso, regalandoci una delle più belle piazze della provincia di Treviso.

Una piazza che per un “fotografo di strada” come mi piace definirmi adesso è sempre una grande attrattiva.
All’inizio della mia carriera di fotoreporter d’assalto frequentavo luoghi più pericolosi. La guerra Serbo Croata mi ha insegnato che bisogna stare attenti alle mine anti uomo che sono verdi e sembrano dei grossi freesbee. L’Intifada in Israele mi ha insegnato che vivere o morire in certi casi è una questione di piccole decisioni prese in fretta, e così via.

Adesso sono tranquillo e ho famiglia. Le foto di guerra le lascio fare agli altri. Mi piace cogliere certi momenti nei quali la gente si ritrova anche così per caso come in questa foto fatta davanti al Duomo, dove due vecchi amici, un uomo e una suora si ritrovano per uno scambio di idee. Non ho ascoltato quello che dicevano ovviamente ma la loro conversazione era cordiale e genuina

Ho pubblicato decine, centinaia di foto come questa e non ho mai avuto nessun problema di Privacy o di ritorsioni legali per averlo fatto. Ho sempre pubblicato le mie foto usando un grande rispetto e puntualizzando (come ho fatto nel gruppo Facebook) che se avessero dato fastidio a qualcuno le avrei subito rimosse. I commenti sono stati tutti positivi e questo mi ha spinto a pubblicarne di nuove visto che incontravano il favore della gente di Oderzo. Fino a ieri, quando il moderatore ha deciso di insegnarmi cosa dovevo o non dovevo pubblicare. Ho deciso quindi di uscire dal gruppo e di pubblicare le foto della gente di Oderzo su questo blog e sul mio profilo Facebook (cercate se volete pio dal cin e mi troverete facilmente). Nel libro che ho pubblicato a dicembre +Cuore Veneto Codognè Treviso   “Codognè Cuore Veneto” (lo trovate nelle due librerie Opitergine) ho fatto un accenno alla bellezza della città di Oderzo. Nel prossimo volume in uscita a Natale ci sarà un’ampio spazio dedicato a questa “Perla del Veneto”. Ci saranno luoghi, scorci e personaggi. Se qualcuno si sentirà offeso dalle mie foto si accomodi pure e adisca a vie legali. Non accetto però lezioni di etica da nessuno e tantomeno da chi non è del settore. Per me la fotografia è stato e sarà uno stile di vita e una passione bruciante; un virus dal quale non sono mai riuscito a liberarmi. Non saranno le parole di un moderatore di un gruppo Facebook a farmi desistere a continuare a scattare e pubblicare le mie foto, come sempre nel grande rispetto di chi sto ritraendo. Non sono un Paparazzo, sono un fotografo di strada.

Riflessi sul cofano di un SUV in centro a Oderzo

Ieri al mercato…