Le persone che fanno la differenza.


Ho guidato un taxi per dieci anni a Miami. Erano gli anni Ottanta. Saturday Night Fever spopolava allora e l’America di quegli anni era diversa da oggi, non esisteva la paura del terrorismo del dopo attentato alle Torri Gemelle e l’economia era solida. La Miami di allora era una città difficile, in evoluzione e le mafie si contendevano assiduamente un territorio fertile per i traffici illeciti. Guidare un taxi allora era tanto pericoloso di giorno quanto lo era di notte. Corsi comunque il rischio, mi piaceva incontrare la gente, parlare e cercare di capire una società complessa come quella Americana attraversando le strade, imparando i loro usi e costumi. Non saprei dire con esattezza a quante persone ho dato un passaggio, sicuramente migliaia. Il tassista per molti diventa una specie di “confessore a quattro ruote”, la gente che trasportavo si sentiva di potermi parlare e confidarmi i loro problemi, le loro incertezze, gioie e dolori. A volte ridevano, scherzavano,raccontavano. Altre volte piangevano, erano tristi o rimanevano in silenzio. Questa umanità variopinta che si susseguiva nel sedile posteriore del mio taxi mi ha insegnato che pur nella loro diversità, tutte le persone sono uguali; amano, vivono, ridono, scherzano, soffrono e sperano allo stesso modo, anche se le latitudini sono diverse siamo fatti della stessa pasta “umana”.

Un taxi giallo a times square New York

Seguire con la mia fotocamera i candidati alle amministrative 2019 è stato altrettanto interessante. Alcuni li conoscevo già, altri ho imparato a conoscerli durante le serate passate nelle borgate e nelle frazioni, cercando di spiegare alla gente con parole semplici il programma. Come per i passeggeri del mio taxi giallo li ho ascoltati, una, due, dieci volte mentre si raccontavano, all’inizio con una certa timidezza, verso la fine con grande scioltezza e quella padronanza del discorso che deriva dalla consapevolezza di avere nel cuore quello che si desidera trasmettere agli altri.



La scelta di Lisa di una squadra così giovane e ben preparata è sicuramente quella giusta per dare nuova carica ed energia al mondo dei giovani che spesso negli ultimi anni si è allontanato dalla politica.

Questo ritorno dei giovani non può che essere condiviso da tutti positivamente e rappresenta l’approccio giusto a partecipare alla vita pubblica di coloro i quali hanno le idee e le risorse giuste ,per migliorare la vita e il modo di essere un piccolo ma orgoglioso paese di campagna che sa riconoscere le proprie peculiarità e vuole svilupparle a beneficio di tutti.

Il mio tentativo è quello di raccontare queste DODICI persone che hanno affiancato Lisa in queste settimane non facili ma comunque interessanti dal punto di vista umano. Oggi gli elettori sceglieranno a chi dare il loro voto ma più che all’aspetto politico di questa “faccenda elettorale” vorrei puntare i riflettori sui caratteri che contraddistinguono questi ragazzi, queste ragazze, questi uomini e queste donne che hanno deciso di rispondere alla chiamata del capitano di una nave pronta a salpare, una volta che gli elettori avranno tolti gli ormeggi. Ecco quindi la “ciurma” in ordine alfabetico.



In ordine alfabetico:

Roberto Bet: 43 anni

Forse l’unico che non ha bisogno di presentazioni essendo stato per dieci anni il sindaco di Codognè. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. Sicuramente ci ha messo il cuore e la passione. Grandissimo risultato aver portato a casa la caserma Maset che da luogo abbandonato nei decenni diventerà un centro di aggregazione socio culturale sportiva che ha già preparato una serie di programmi innovativi qualora fosse eletta, di tutto rispetto e che andranno a migliorare la qualità della vita dei Codognesi.

Anna Codognotto: 23 anni

Studentessa di giurisprudenza al quarto anno. Crede in quell’Europa “sana” che le ha permesso di studiare e lavorare attraverso borse di studio in Inghilterra.

Orgogliosa della sua appartenenza al territorio e alla famiglia di agricoltori. La sua passione (se eletta) la porterà ad occuparsi oltre che ad altre cose, di un mercato (probabilmente il venerdì) che darà spazio ai prodotti a chilometro zero dei produttori locali, in coordinamento con le PPL (Piccole Produzioni Locali) che quest’anno sono state presentate alla FESTA DELLA MELA COTOGNA per la prima volta.

Anna ha una buonissima padronanza della lingua, e quando parla in pubblico lo fa con grande scioltezza,arrivando in poco tempo al dunque, con una semplicità che farebbe invidia a qualsiasi oratore. Come tutti in questa squadra è una “pasionaria” che metterà la sua giovane età e l’esperienza decennale di una famiglia dedicata all’agricoltura a servizio della comunità con quella freschezza che garantirà il ricambio generazionale di cui ha bisogno un paese che vuole e deve crescere.

Massimo Donadel: 40 anni:.

Assicuratore. Non conoscevo Massimo fino al mese scorso. Si, sapevo che esisteva, L’ho incontrato molte volte,ma, fotografandolo ho avuto modo di conoscerlo e posso affermare che è una persona veramente in gamba con un senso dell’umorismo veramente sottile che va ad aggiungersi ad una serietà professionale e un modo di operare che lo rendono una persona veramente affidabile a 360 gradi.

Da sempre nel mondo della pallavolo, crede fermamente nello sport come veicolo di integrazione sociale e modo per far crescere le persone nello spirito di squadra tipico di chi pratica o si occupa, come ha fatto lui della dirigenza sportiva. E’ inoltre un Alpino e non serve aggiungere altro.Sappiamo tutti cosa sanno fare e come operano questi “Angeli Custodi della comunità”

Eros Furlan 58 anni

Eros, consigliere comunale nell’ultima amministrazione.(2014- 2019) Ho avuto modo di apprezzare le sue doti in questi ultimi anni. Il suo lavoro di specialista della logistica in una nota casa di produzione di vini della zona lo rende una persona concreta e con i piedi per terra, capace di prendere decisioni e di risolvere questioni e problemi in poco tempo. Grande tifoso del Milan è uno dei quattro soci fondatori del Milan Club di Codognè “Nato quando la squadra era in serie B” tende a precisare, non solo per essere un club fine a se stesso ma un polo di aggregazione sociale e di volontariato.

Attivo da sempre nella promozione dello sport è presidente dell A.C.A. Cimetta Calcio squadra di calcio amatoriale è una persona seria e affidabile di cui un’amministrazione non può fare a meno

Marijana Maskimovic 26 anni

Laurea triennale in conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali, magistrale in editoria,culture della comunicazione e della moda. Redattrice. L’ho conosciuta durante la mia esperienza di sei mesi in biblioteca. Una grinta da leonessa che si sposa bene con la sua sensibilità e la sua continua ricerca ad innovare e a migliorare i compiti che le vengono affidati. Innamorata di Codognè e della biblioteca comunale che ha contribuito a far crescere assieme a Giada, la bibliotecaria assieme alla quale hanno costruito un percorso che ha regalato ai ragazzi, ai giovani e agli anziani lettori di Codognè, il prestigio di “CITTA’ CHE LEGGE” con due gruppi di lettura e una serie di iniziative che l’hanno resa una biblioteca viva e frizzante dal punto di vista culturale e sociale.

Alessandra Marchese 20 anni:

Studentessa all’università Ca’ Foscari a Venezia facoltà Economia.

Solare, intelligente e spigliata. Persona che non spreca inutilmente le parole ma che pondera a fondo gli argomenti di cui si occupa restituendo il meglio di quanto acquisito

Ha alle spalle un percorso sportivo come giocatrice di pallavolo, la preparazione ideale per chi vuole affrontare la sfida di poter amministrare, anche senza esperienza ma con la freschezza e la grinta che viene dai suoi vent’anni. Ha lavorato presso la Cantina Sociale di Codognè durante i periodi di conferimento delle vendemmie. Una persona sensibile e con un cuore grande e disponibile a mettersi al servizio di una comunità in cui crede fermamente

Jessica Masini 30 anni:

Perito per il turismo,responsabile di marketing. Consigliere comunale e assessore alle politiche giovanili e della scuola dal 2014 al 2019. Sveglia, perspicace e agressiva al punto giusto nel modo di operare e di svolgere i compiti che le sono affidati, ottima comunicatrice è sicuramente una delle anime del CJF Music Festival. Sempre attiva e pronta ad accettare tutte le sfide di una giovane donna in carriera al servizio di una comunità in cui crede fermamente e alla quale è pronta a dedicarsi “anema e core”

Matteo Modolo 20 anni:

Operaio edile nell’impresa della famiglia. Il più giovane del gruppo di candidati a consigliere. Ha dato prova di grande maturità rispetto alla sua giovane età ed è per questo che Lisa lo ha voluto con se in questa cordata. Matteo è stato animatore dell’ ACR è parte integrante del motore che anima la sagra di Cimetta. Intravedo per lui una brillante carriera in politica qualora venisse eletto . La sua capacità oratoria è sorprendente considerata la sua giovane età. E’ questa una delle caratteristiche che ho constatato in questo gruppo di giovani che compongono la squadra.

Hanno una dialettica ed un modo di proporsi al pubblico che invoglia a risentirli, ad ascoltarli un’altra volta, perché è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi, di giovani come loro che decidono di mettersi in gioco con grande slancio e competenza, con serietà e passione.

Roberto Moras 29 anni :

Collabora nell’azienda della famiglia ed è presidente della Proloco di Codognè. Gioca nel USC Codognè ed è una persona concreta che lavora da sempre per il bene della comunità. Assieme a Lisa Tommasella e al sindaco Roberto Bet ha ritirato il mese scorso il primo premio dell’UNPLI (l’organizzazione che riunisce le Proloco della provincia di Treviso, il primo premio come MIGLIOR FESTA AUTUNNALE per la FESTA DELLA MELA COTOGNA alla quale quest’anno per la prima volta sono state inserite le PPL (Piccole Produzioni Locali) . Una filiera senza burocrazia e trasparente dal punto di vista della genuinità e della qualità, tanto che l’idea si sta esportando nelle altre regioni Italiane. Il VENETO che continua ad essere da esempio per l’Italia e per il mondo .

Graziano Rosolen 63 anni:

Non ho problemi a definirlo il “senatore” per la sua pluriennale esperienza in campo amministrativo, dove ha mosso i suoi primi passi vent’anni fa. Pensionato, consigliere comunale e assessore allo sport dal 2009 al 2019, esperto di computer è stato un tecnico telecom prima di ritirarsi. Chi lo conosce bene sa della sua disponibilità. Graziano non dice di no a nessuno se può dare una mano. Nel corso dell’ultimo icontro ha raccontato della sua prima esperienza nella protezione civile a Gemona, durante il terremoto del 1976. Ho avuto modo di vederlo operare assieme al sindaco durante l’ultima esondazione del fiume Ghebo.

E’ stato uno dei primi ad arrivare in municipio e l’ultimo ad andarsene al mattino, dopo aver trascorso la notte in bianco a coordinare le operazioni di messa in sicurezza delle persone in primis e delle proprietà minacciate dall’acqua. Graziano è un elemento dal quale un’amministrazine che vuol funzionare bene non può prescindere. Il suo ruolo e la sua esperienza saranno di aiuto a Lisa Tommasella e ai giovani che guarderanno a Graziano come una guida saggia e sicura

Roberto Tomasella 35 anni :

Laurea triennale in ingegneria civile, consigliere comunale dal 2009 al 2019. Anche Roberto è uno di coloro che all’interno del gruppo ha maturato l’esperienza amministrativa che sara’ sicuramente utile a Lisa Tommasella se verràeletta sindaco di Codognè. La sua pacatezza nasconde una grinta e un “know how” che ad un primo momento pèotrebbero sfuggire alle persone distratte. Roberto è più consono a pensare e ad agire piuttosto che perdersi in inutili ed inconcludenti chiacchiere. La sua esperienza sarà utile per tutte le opere pubbliche che sono in cantiere qualora i cittadini volessero continuare a dare a Lisa Tommasella la loro fiducia, questa volta come sindaco. Solo a Cimavilla ci sono sul tavolo delle piste ciclabili , il piano delle acque e due rotonde. Se verrà eletto, Roberto dovrà rimboccarsi le maniche da subito e sono sicuro che sia pronto per farlo.

Fabio Zuccolotto 33 anni:

La logica dell’elenco alfabetico lo vuole in questa lista e post per ultimo, ma se è vero il proverbio che recita : “Beati gli ultimi” allora può dormire sonni tranquilli. E potranno fare altrettanto i cittadini di Codognè perché, se verrà eletto Fabio saprà dimostrare tutta la forza e l’intelligenza di cui è dotato per amministrare assieme a Lisa Tommasella. Presidente dell’AVIS con una laurea triennale in architettura Fabio ha le idee chiare, e per me è stato una vera scoperta, come tutti i nuovi conoscenti di cui ho parlato in questo post.

Lisa Tommasella : 39 anni

Laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’università di Udine con 110 e lode. Diploma post laurea in management per gli amministratori locali alla Scuola di Alta Formazione Bocconi di Milano, Assessore comunale dal 2009 al 2012 . Consigliere comunale con delega alla cultura e alle associazioni dal 2012 al 2019. Consigliere provinciale dal 2011 al 2016. Consigliere provinciale con delega al bilancio, affari generali e pari opportunità dal 2016 al 2018

La Ferrari ha acceso i motori. Non lascerà lo spazio agli avversari. Come in tutte le competizioni sarà l’obiettivo finale ad essere il punto di arrivo. Lisa ha la diplomazia e la dolcezza per mettere tutti d’accordo. Non le manca sicuramente la grinta che sa tirar fuori quando si tratta di intraprendere un progetto, di assalire un bando, di concretizzare una cifra che possa essere messa al servizio di una Codognè che ama profondamente, così come ama suo marito, Roberto Bet e la sua piccola Lorenza. Una moglie, una mamma, un’amministratrice da sempre. Intelligente e perspicace. Riesce a dialogare con piccoli e grandi. Un vero LEADER che si mette in gioco per migliorare la vita culturale e sociale di Codognè, senza tralasciare le opere pubbliche, da quelle più grandi a quelle più piccole al fine di assicurare i cittadini di Codognè che la corsa continua, verso il miglioramento della vita di tutti.

Non ripeterò quello che da anni continua a scrivere ogni volta che ne ho l’occasione.. La persona giusta per guidare Codognè verso le sfide e i cambiamenti che dovrà affrontare se avrà la fiducia dei cittadini di Codognè. Un purosangue, una persona accademicamente molto preparata e con un’esperienza amministrativa che non lascia ne dubbi ne incertezze. Con un sindaco come Lisa Codognè sarà pronta a migliorare sotto tutti gli aspetti, da quello sociale a quello culturale, dall’insegnamento ai nostri figli alle infrastrutture che andranno ad essere realizzate. Adesso la parola passa ai cittadini,agli elettori che invito ad analizzare il programma elettorale che potranno visionare con calma nel giornalino comunale. UNITI PER CODOGNE‘ è il nome della lista dove basterà apporre una croce per indicare la preferenza.

Ci sarà la possibilità per gli elettori di esprimere DUE PREFERENZE. L’importante è tenere presente due cose:

La prima essenziale è che siano i nomi di UN UOMO E UNA DONNA

La seconda che vengano riportati il NOME ed il COGNOME correttamente. .

Non posso non concludere questo post invitando tutti a partecipare LUNEDI’ 13 MAGGIO alle ore 16:00 presso la ex caserma Maset dove si scriverà una PICCOLA GRANDE PAGINA NELLA STORIA DEL PAESE DELLA MELA COTGNA: la messa in POSA della PRIMA PIETRA della CASA PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Disabili e impiego. Ora di cambiare (se vogliamo far funzionare il ministero per la disabilità)


Disabilità e inadempienze delle aziende nella Marca Trevigiana (e nel resto d’Italia purtroppo)

Avviso ai naviganti: Le foto e il contenuto di questo post sono “Copyright 2018” di pio dal cin. L’utilizzo anche parziale delle foto o dell’articolo senza la specifica autorizzazione dell’autore verrà perseguita a norma di legge.

Nel calvario della ricerca di un lavoro ci sono leggi che potrebbero aiutare le persone con disabilità ad essere assunte. Le aziende hanno l’obbligo di assumere un certo numero di disabili in base al numero di persone che impiegano.

STATISTICHE VERGOGNOSE

L’altro ieri sono entrato in possesso della lista delle aziende (in particolare del Coneglianese e della sinistra Piave) che sono inadempienti a tale legge.

Risulta così che aziende storiche e con grandi fatturati avrebbero posto per 26 disabili e poi si leggono altri nomi con 12 inadempienze e giù fino alle piccole ditte locali che “dovrebbero” assumere 4, 5, 6, disabili. La domanda che sorge spontanea è “Perché non lo fanno?”

La mia idea, come persona disabile, è chiara: “Dei disabili non gliene frega niente a nessuno tanto meno a coloro che sono chiamati ad ottemperare agli obblighi di legge”



                                         VENGANO APPLICATE LE LEGGI

Se una legge viene promulgata, dovrebbe venire applicata, altrimenti a cosa serve? E qui casca l’asino perché  coloro che dovrebbero assicurarsi che le leggi vengano applicate non lo fanno e siamo punto e a capo.

L’alternativa è quella di “imporsi” all’azienda, magari inviando un’ email alla ditta facendo loro notare l’alto numero di inadempienze, candidandosi. Cosa succederebbe? Magari, una volta messe con le spalle al muro le aziende accetterebbero di assumerti, ma poi come sarebbe il clima di lavoro una volta che ti assumessero come disabile in ottemperanza alla legge e non per loro SPONTANEA VOLONTA’? Credo che il clima sarebbe molto teso e triste e la cosa si risolverebbe in un flop totale.

ANCHE LE AZIENDE VENGANO FACILITATE NELLE ASSUNZIONI CON NORME PIU’                                                                            ELASTICHE

Oggi la paura delle aziende è forse quella di dover assumere un disabile per poi trovarsi sul “groppone” una persona che non sia utile all’azienda stessa e che venga “parcheggiato” come inutile costo per l’azienda stessa. Sembra brutto ma è così. SE CAMBIASSERO LE NORME che regolano l’assunzione, in modo che, l’azienda sia messa in grado di decidere dopo un periodo di sei mesi, un anno con un contratto a tempo DETERMINATO se prolungare e confermare il contratto stesso e trasformarlo in uno a tempo INDETERMINATO, ecco che avremmo dato la flessibilità che permetterebbe di trovare e assumere la persona (disabile) giusta. Potrebbero venire inoltre create delle “classificazioni” dei disabili in base alle loro conoscenze linguistiche o ad altre conoscenze specifiche che potrebbero essere d’aiuto all’azienda in fase di scelta del candidato ottimale. Tutto si potrebbe migliorare con un pizzico di buona volontà.



CAMBIARE IL MODO DI GESTIRE E LOCALIZZARLO IN SINTONIA CON IL                                                             MINISTERO PER LA DISABILITA’

Da queste riflessioni ne nasce un’altra più complessa ma anche più semplice. La gestione dell’assunzione delle persone con handicap dovrebbe essere gestita localmente e non a livello provinciale. I Comuni fatto un censimento delle persone disabili dovrebbero gestire un piano di assunzioni mirate in enti pubblici, biblioteche, amministrazioni comunali atti a venire incontro a coloro che hanno più bisogno di altri di un lavoro. Spesso la persona con difficoltà fisiche deve essere sostenuta dalla famiglia che deve affrontare spese, e deve organizzare le giornate in maniera  da poter assistere il loro caro tenendo conto di orari, spostamenti e logistiche varie.  Con il nuovo governo è stato istituito il ministero della disabilità. Speriamo che non rimanga solo uno dei tanti ministeri ma che venga utilizzato per arrivare caso per caso dove c’è n’è più bisogno. A questo potrebbero servire degli aiuti da parte dei Comuni con l’istituzione di assessorati “alla disabilità” che potrebbero fornire dati utili anche al ministero (se la volontà fosse di farlo funzionare veramente). Diamo la possibilità ai disabili di essere impiegati negli enti pubblici e nelle pubbliche amministrazioni, nei musei, negli uffici che oggi vengono gestiti da persone normo dotate, venga assunto un numero sempre più grande di disabili (perlomeno quelli previsti dalla legge, se non di più)

URGE METTERE LE PRIORITA’ IN PROSPETTIVA  PER AIUTARE GLI ITALIANI IN                                          DIFFICOLTA’ E NON SOLO I DISABILI

Chiedendo alla persona disabile se si sente tutelata o aiutata dalle istituzioni la risposta sarà probabilmente un’occhiata sarcastica o un sorrisino del tipo “Mi stai prendendo in giro?” .

Alla base di tutto rimane il totale menefreghismo per i problemi altrui. L’egoismo che non trova spazio per i più deboli. Ci sono molte priorità da considerare quando si aiutano le persone che hanno più bisogno. Direi che partire dagli italiani in difficoltà sia essenziale. Ci sono i disabili ma ci sono i pensionati e le persone che vivono sulla soglia della povertà. Le differenze si fanno sempre più grandi e così anche l’indifferenza. Non mi si venga a dire che mancano le risorse. I soldi ci sarebbero ma purtroppo vengono mal utilizzati o svaniscono nel nulla come nei giochi di prestigio. Quello che è successo a Genova per esempio non sarebbe dovuto succedere. Le autostrade costruite con i soldi degli italiani producono circa due miliardi e mezzo di utile all’anno alle società che le gestiscono che tuttavia investono poco o niente nella miglioria delle infrastrutture, ma questa purtroppo è un’altra storia. Un’altra storia italiana. Se vogliamo veramente cambiare le cose in questo bellissimo Paese lo sforzo deve essere mirato ad eliminare corruzione e corrotti. Una partita non facile ma che deve essere giocata a tutti i costi.

Venice’s Film Festival 74 – Day Before inauguration


Mostra del Cinema di Venezia 74- Il giorno prima dell’inaugurazione- fotostoria

       Nuovi “Steward” per tenere pulita la citta? Ma dai.. veramente?

Un”panfiletto” da qualche centinaio di milioni battente bandiera Maltese e di San Marco

  Polizia “Lagunare”

Mai visti prima d’ora. Una novità per la Mostra del Cinema o in pianta stabile?

 Controlli serrati e squadre speciali al Lido

  Un selfie “creativo”

    Sala Giardino- Bello l’esterno al tramonto

Barriere antisfondamento

La “Salute” in controluce

  Candid shots

                                                  Atre moderna all’Excelsior

Ringrazio di cuore il concierge dell’Excelsior per NON avermi concesso il favore di un passaggio verso Venezia con la lancia che mi avrebbe permesso di pubblicare le foto in tempo. (non sono più i concierges di una volta putroppo)

Merletti e Ingiustizie d’Italia 2017


Cent’ anni di merletti. Un’anziana signora a Burano.Fatela Senatore a Vita.Un’Arte che non deve morire.

Era un  giovedì il tre Marzo del 2016. Un giorno particolarmente speciale per me. Dopo aver letto di una centenaria di Burano che lavorava di merletto alla quale l’Isola dei Colori aveva dedicato una festa di compleanno, mi ero attivato per contattarla in modo da poterla intervistare. L’avevo subito considerata una specie di “monumento vivente” a quest’arte antica tipica dell’Isola dove Venezia ha visto i suoi primi insediamenti. Tra Torcello Burano e Mazzorbo era infatti nata la Venezia che più tardi, a causa della peste si era trasferita dove oggi la vediamo.

Il tre di marzo era il giorno prefissato per l’intervista. Alle 11.00 in una casa di merletti. svegliandomi presto mi resi conto che sarebbe stata una giornata in “salita”. Pioveva a dirotto e il vento sferzava alberi e arbusti facendoli volare dappertutto.In Cansiglio nevicò tanto quanto non avevo mai visto (vedi libro Cuore Veneto pag. 40) e molte famiglie rimasero al buio. L’inverno aveva dato l’ultimo pesante colpo di coda. Quando mia moglie suggerì di rinunciare viste le condizioni avverse del tempo, le risposi:”Solo il Padreterno potrà fermarmi”. Era un’occasione da non perdere a tutti i costi e dopo un’ora e mezza d’auto con la pioggia che scendeva violentemente a un angolo di quarantacinque gradi rispetto alla carreggiata, arrivai a Punta Sabbioni. Da lì a Burano con il mare in burrasca e poi nella casa di merletti dove arrivai in oraio per l’appuntamento con Emma Vidal.

Le foto, le interviste di quella giornata le troverete a pagina 80 del libro. Fu anche il caso che mi portò con Emma a mangiare un buon fritto misto in una trattoria locale, e quì, alla fine del pranzo, la signora mi indicò un signore seduto alla stessa nostra tavola dicendomi “Quello sì è un artista..”  Mi rivolsi verso di lui (aveva solo ascoltato fino a quel momento) e cominciammo a discorrere del più e del meno. Quando capii che era il migliore maestro d’ascia della Laguna Veneta Agostino Amadi, lo intervistai e parlammo come dei vecchi amici per un paio d’ore (vedi libro pag.84-85)

Burano 1 Luglio 2017-  Questa la data che l’associazione culturale di Burano ha fissato per la presentazione del mio libro Cuore Veneto- Interviste e storie della nostra gente-  Siamo partiti da Codognè alle 8:00. In 46 hanno deciso che la “gita” a Burano valesse la pena di essere fatta. Tra i partecipanti il sindaco Roberto Bet, la vicesindaco Laura Busiol, l’assessore Giorgio Moras e la mia relatrice preferita senza la quale non oserei mai presentare il mio libro, la dott.ssa Lisa Tommasella che con il suo modo chiaro, cristallino e competente riesce sempre a farmi pensare: “Ma è proprio di me che sta parlando?” e allo stesso momento riesce a commuovermi per le belle parole che spende sempre per i miei libri. Libri che ho scritto sempre con un grande affetto per la nostra meravigliosa regione che ho sempre amato e che oggi amo ancora di più in vista del referendum del 22 ottobre che spero vedrà il Veneto muovere i primi passi importanti verso quell’ Autonomia che ci permetterà come Trento e Bolzano di trattenere sul territorio i nove decimi dei VENTIDUE miliardi di Euro che ogni anni versiamo allo Stato, ma questa è un’altra storia.

La storia di sabato è quella di una allegra compagnia  di Codognesi che dopo un viaggio di due ore si ritrovano in un battello da Treporti a Burano, sbarcano nell’isola dei colori e dei merletti e vengono accolti con un entusiasmo ed un calore tipici della gente di quì in un meraviglioso giardino fiorito con fontane di proprietà della Bottega di http://www.martinavidal.it. Una casa di merletti favolosa a pochi passi dall’attracco del vaporetto.

Seduta all’ombra di un albero c’è la signora Emma, che in compagnia della signora Vitturi (premiata a Milano per la sua arte del merletto) muovono silenziosamente e rapidamente le mani tessendo quella meravigliosa Arte del Merletto di Burano che da centinaia d’anni passa di madre in figlia, da zia a nipote, perpetrando così nei secoli una delle peculiarità del nostro territorio che andrebbe non solo salvaguardata ma eventualmente introdotta come materia di studio tanto grande è la sua importanza.

Antichi mestieri e lavori artigianali che non possiamo rischiare vadano perduti. Risorse umane incredibili come la signora EMMA VIDAL che dovrebbero essere preservate come dei “monumenti viventi” dallo Stato, vengono invece trattati con sufficienza. La signora EMMA mi raccontava la volta scorsa che le avevano tagliato 100 Euro dalla pensione mensile.

A parte il fatto che una persona così e di questa età dovrebbe essere fatta “senatore a vita” per il suo contributo alla cultura del nostro Paese, non trovo assolutamente opportuno che le vengano decurtati CENTO euro dalla pensione, ma dovrebbe esserle corrisposto un vitalizio che le permetta di vivere gli ultimi anni della sua preziosa esistenza con grande decoro e dignità. Faccio quindi appello a tutte le autorità competenti perchè alla SIGNORA DEL MERLETTO venga riconosciuto lo status che si merita
che a mio avviso dovrebbe essere il più alto previsto dalla nostra Costituzione. Questo premierebbe la sua semplice e onorata vita passata giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, aggrappata a quel sottile filo che ha tessuto sperando di tenerlo in vita con grande tenacia e determinazione.

Michelangelo’s David letter to Matteo Renzi


Letter of Michelangelo’s David to Renzi and Rouhani (Italian PM & President of Iran)

Dear Matteo Renzi (Italian PM).

I’m David. Michelangelo sculpted me as you can see me in this photo, completely naked, with my “pisello” dangling out. It has been over 500 years since that 1504 when the master of Italian sculpture decided that he wanted to do a statue of me. Here is how VASARI described the statue ““When all was finished, it cannot be denied that this work has carried off the palm from all other statues, modern or ancient, Greek or Latin; no other artwork is equal to it in any respect, with such just proportion, beauty and excellence did Michelagnolo finish it”.   (http://www.vocfm.co.za/italy-covers-museum-nudes-for-iranian-president/)

Like many other famous painting and  artistic masterpieces in Italy I am naked. 

Yesterday a major blow was given to all free people who believe in art as a form of expression of our human nature. You sold your soul and your ass to a chief of State (Rouhani president of Iran) who was visiting the Country of Michelangelo, leonardo, Botticelli, Giotto, Galileo, Tiziano, Caravaggio, Bernini and many many other Masters who spent their lives making this Country the most beautiful and the richest in Art that any other Country in the world.
By hiding two sculptures behind panels “so that the sensibility of your guest will not be offended” represents the most barbaric act that was perpetrated in our Country since the sack of the Lanzichenecchi (https://en.wikipedia.org/wiki/Sack_of_Rome_(1527)) in 1527.

How could you perform such an horrifying act and get away with it? Are you the beholder of  what is good or bad? Are you just a merchant ready to give his butt away because this guy has promised to spend a few Billion ou?  What are you mr Renzi? If your role is that to represent your people, well I do not recognize myself as “your people”.

What you did as a tremendous impact in every free mind and soul. I feel my heart bleeding because if Rouhani had come to Florence you’d probably covered me as well as if you were ashamed of me as if  I was a “child old a minor god”

When you’ll go to Iran in a few months, tell mr. Rouhani that what you did, in order to kiss is ass, will have an impact of the way Italians relate to muslims because every time a muslim come to visit us we tend on hiding our masterpieces. Artists and free mind are very concerned about your behaviour.

Something similar happened last october  in Florence (http://www.lonelyplanet.com/news/2015/10/08/nude-statue-in-florence-covered-to-avoid-offending-visiting-sheikh/).

Are you going nuts? What are you doing to BEAUTY? It is about the  sensibility of Italians, free Italians, those who did not vote for you and never will because if these are the directories that you are giving to your gang, you might as well get out of this Country because YOU DON’T BELONG here.


I’m finishing this letter by telling you that I would have never thought that something like this would ever happen. I am sad, really sad for what you did, and by joining virtually all the statues, paintings and artworks penalized by what you did, I raise my medium finger to you hoping that you may reconsider your actions and at least have the balls to come in public and excuse yourself for what you did, even if is not going to change a bit about the way I feel about you mr Renzi: You can KISS MY NAKED ASS.

Taxi Driver A Venetian in Miami


http://www.youcanprint.it/component/option,com_chronoconnectivity/Itemid,352/

My book finally is an ebook in English: Taxidriver A Venetian in Miami Is a true story11059775_992288257502532_9064099305045590608_n

This is a true story. The story of a country boy who wants to travel to know, to understand, to learn and confront himself with the world and its people. He lives his hometown of five thousand nested in the province of Treviso, in north eastern Italy on the day he turned twenty three, and flies to the USA , Florida, Miami. He wants to know the way of life, the trends, the curious habits of its people.

 

The initial enthusiasm clashes with the hard reality of the search for a job.

 

Six months in America and the tourist visa expires and our hero goes into hiding and that’s when the real story begins. Like a small eagle out of his nest for the first time, trying the thrill of flight. He must look out for the winds, the rocks, the predators.

 

I always believed in my dreams. The most wonderful adventure that can happen in a person’s life is to have a dream and see it happen. Life becomes a path designed to reach the goal. The choice of following your own dream comes with a price tag though. You must be willing to endure some sacrifices. It is like climbing a mountain one step at the time, without turning around to check on the road already travelled  but looking ahead to the road that lies ahead . Those who have hiked a mountain’s trail know that. It doesn’t pay to start the trail at a fast pace and having to stop ten minutes later to gasp for air. Many are the difficulties, as many are the satisfactions, the delusions and the successes .

The pleasure of climbing remains intact. The reward is the breathtaking view you’ll see upon reaching the top.

 

Photography and writing two equal and different ways of expressing your emotions and make them public so that everyone can benefit from them somehow.

 

The people, the street’s names, the places you will encounter in this humble book are all true. Nothing is invented, as reality often surpasses  the fantasy.

 

I did  so many jobs in my life that it would take a whole book just to describe them in full. Two were the jobs that helped me in realizing my dream : being a photojournalist  had me travel the world and getting to know it better, being a taxi driver has given me the opportunity to meet thousands of people and understand their emotions, dreams, fears, and  all the feelings that are part of human nature.

 

When people get in the taxi they feel they can open up as if they were  in a confessional or laying on  the “shrink’s” bed. They know that chances to meet again with that particular taxi driver are very slim. They know that by living and working on the streets you acquire a kind of “street wisdom” that is not taught in any school.

 

I had people crying, laughing telling me their stories in ten minutes, asking me for advice, cussing, smoking, using drugs, dressing, undressing, drinking passing out, counting money, trying to escape without paying or giving me huge tips, people trying to rob me and women who wanted to take me home. When I started my day as a taxi driver I always had the same attitude as if I was going to see a movie and the script  was unfolding right on the back seat of my Yellow Cab.

 

It was just a great feeling of freedom being able to pick the hours in which I wanted to work, the area where I wanted to work. Nobody was telling what to do, I was a young Italian working in a wonderful place, working hard  and having fun. What else could have I asked for?

 

 

You will find some of these stories , both about the photojournalist and the taxi driver that I tried to tell using simple words.

 

Oderzo Perla del Veneto ispirazione per un fotografo di strada


APR
16

Oderzo Perla del Veneto. La sua gente le sue strade i bellissimi spunti per un fotografo di strada

Ieri in un gruppo al quale partecipavo su Facebook il moderatore ha postato un “Codice Etico per l’uso delle foto ” che ritraggono persone per strada. In queste ultime settimane mi ero permesso di pubblicare dei “candid shots” di gente presa così, mentre cammina per le strade di Oderzo. Precisando che se a qualcuno avessero dato fastidio avrei subito provveduto a rimouverle

Vengo spesso in questa bellissima cittadina del Veneto; mi rilassa la sua Piazza Grande ancora a misura d’uomo e ricordo anche le accese polemiche che ci furono negli anni 80 quando si paventò l’idea di renderla pedonale. Allora ero il fotografo del +Gazzettino  ed ho seguito la vicenda con passione. Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso, regalandoci una delle più belle piazze della provincia di Treviso.

Una piazza che per un “fotografo di strada” come mi piace definirmi adesso è sempre una grande attrattiva.
All’inizio della mia carriera di fotoreporter d’assalto frequentavo luoghi più pericolosi. La guerra Serbo Croata mi ha insegnato che bisogna stare attenti alle mine anti uomo che sono verdi e sembrano dei grossi freesbee. L’Intifada in Israele mi ha insegnato che vivere o morire in certi casi è una questione di piccole decisioni prese in fretta, e così via.

Adesso sono tranquillo e ho famiglia. Le foto di guerra le lascio fare agli altri. Mi piace cogliere certi momenti nei quali la gente si ritrova anche così per caso come in questa foto fatta davanti al Duomo, dove due vecchi amici, un uomo e una suora si ritrovano per uno scambio di idee. Non ho ascoltato quello che dicevano ovviamente ma la loro conversazione era cordiale e genuina

Ho pubblicato decine, centinaia di foto come questa e non ho mai avuto nessun problema di Privacy o di ritorsioni legali per averlo fatto. Ho sempre pubblicato le mie foto usando un grande rispetto e puntualizzando (come ho fatto nel gruppo Facebook) che se avessero dato fastidio a qualcuno le avrei subito rimosse. I commenti sono stati tutti positivi e questo mi ha spinto a pubblicarne di nuove visto che incontravano il favore della gente di Oderzo. Fino a ieri, quando il moderatore ha deciso di insegnarmi cosa dovevo o non dovevo pubblicare. Ho deciso quindi di uscire dal gruppo e di pubblicare le foto della gente di Oderzo su questo blog e sul mio profilo Facebook (cercate se volete pio dal cin e mi troverete facilmente). Nel libro che ho pubblicato a dicembre +Cuore Veneto Codognè Treviso   “Codognè Cuore Veneto” (lo trovate nelle due librerie Opitergine) ho fatto un accenno alla bellezza della città di Oderzo. Nel prossimo volume in uscita a Natale ci sarà un’ampio spazio dedicato a questa “Perla del Veneto”. Ci saranno luoghi, scorci e personaggi. Se qualcuno si sentirà offeso dalle mie foto si accomodi pure e adisca a vie legali. Non accetto però lezioni di etica da nessuno e tantomeno da chi non è del settore. Per me la fotografia è stato e sarà uno stile di vita e una passione bruciante; un virus dal quale non sono mai riuscito a liberarmi. Non saranno le parole di un moderatore di un gruppo Facebook a farmi desistere a continuare a scattare e pubblicare le mie foto, come sempre nel grande rispetto di chi sto ritraendo. Non sono un Paparazzo, sono un fotografo di strada.

Riflessi sul cofano di un SUV in centro a Oderzo

Ieri al mercato…