Venice’s Film Festival 74 – Day Before inauguration


Mostra del Cinema di Venezia 74- Il giorno prima dell’inaugurazione- fotostoria

       Nuovi “Steward” per tenere pulita la citta? Ma dai.. veramente?

Un”panfiletto” da qualche centinaio di milioni battente bandiera Maltese e di San Marco

  Polizia “Lagunare”

Mai visti prima d’ora. Una novità per la Mostra del Cinema o in pianta stabile?

 Controlli serrati e squadre speciali al Lido

  Un selfie “creativo”

    Sala Giardino- Bello l’esterno al tramonto

Barriere antisfondamento

La “Salute” in controluce

  Candid shots

                                                  Atre moderna all’Excelsior

Ringrazio di cuore il concierge dell’Excelsior per NON avermi concesso il favore di un passaggio verso Venezia con la lancia che mi avrebbe permesso di pubblicare le foto in tempo. (non sono più i concierges di una volta putroppo)

Merletti e Ingiustizie d’Italia 2017


Cent’ anni di merletti. Un’anziana signora a Burano.Fatela Senatore a Vita.Un’Arte che non deve morire.

Era un  giovedì il tre Marzo del 2016. Un giorno particolarmente speciale per me. Dopo aver letto di una centenaria di Burano che lavorava di merletto alla quale l’Isola dei Colori aveva dedicato una festa di compleanno, mi ero attivato per contattarla in modo da poterla intervistare. L’avevo subito considerata una specie di “monumento vivente” a quest’arte antica tipica dell’Isola dove Venezia ha visto i suoi primi insediamenti. Tra Torcello Burano e Mazzorbo era infatti nata la Venezia che più tardi, a causa della peste si era trasferita dove oggi la vediamo.

Il tre di marzo era il giorno prefissato per l’intervista. Alle 11.00 in una casa di merletti. svegliandomi presto mi resi conto che sarebbe stata una giornata in “salita”. Pioveva a dirotto e il vento sferzava alberi e arbusti facendoli volare dappertutto.In Cansiglio nevicò tanto quanto non avevo mai visto (vedi libro Cuore Veneto pag. 40) e molte famiglie rimasero al buio. L’inverno aveva dato l’ultimo pesante colpo di coda. Quando mia moglie suggerì di rinunciare viste le condizioni avverse del tempo, le risposi:”Solo il Padreterno potrà fermarmi”. Era un’occasione da non perdere a tutti i costi e dopo un’ora e mezza d’auto con la pioggia che scendeva violentemente a un angolo di quarantacinque gradi rispetto alla carreggiata, arrivai a Punta Sabbioni. Da lì a Burano con il mare in burrasca e poi nella casa di merletti dove arrivai in oraio per l’appuntamento con Emma Vidal.

Le foto, le interviste di quella giornata le troverete a pagina 80 del libro. Fu anche il caso che mi portò con Emma a mangiare un buon fritto misto in una trattoria locale, e quì, alla fine del pranzo, la signora mi indicò un signore seduto alla stessa nostra tavola dicendomi “Quello sì è un artista..”  Mi rivolsi verso di lui (aveva solo ascoltato fino a quel momento) e cominciammo a discorrere del più e del meno. Quando capii che era il migliore maestro d’ascia della Laguna Veneta Agostino Amadi, lo intervistai e parlammo come dei vecchi amici per un paio d’ore (vedi libro pag.84-85)

Burano 1 Luglio 2017-  Questa la data che l’associazione culturale di Burano ha fissato per la presentazione del mio libro Cuore Veneto- Interviste e storie della nostra gente-  Siamo partiti da Codognè alle 8:00. In 46 hanno deciso che la “gita” a Burano valesse la pena di essere fatta. Tra i partecipanti il sindaco Roberto Bet, la vicesindaco Laura Busiol, l’assessore Giorgio Moras e la mia relatrice preferita senza la quale non oserei mai presentare il mio libro, la dott.ssa Lisa Tommasella che con il suo modo chiaro, cristallino e competente riesce sempre a farmi pensare: “Ma è proprio di me che sta parlando?” e allo stesso momento riesce a commuovermi per le belle parole che spende sempre per i miei libri. Libri che ho scritto sempre con un grande affetto per la nostra meravigliosa regione che ho sempre amato e che oggi amo ancora di più in vista del referendum del 22 ottobre che spero vedrà il Veneto muovere i primi passi importanti verso quell’ Autonomia che ci permetterà come Trento e Bolzano di trattenere sul territorio i nove decimi dei VENTIDUE miliardi di Euro che ogni anni versiamo allo Stato, ma questa è un’altra storia.

La storia di sabato è quella di una allegra compagnia  di Codognesi che dopo un viaggio di due ore si ritrovano in un battello da Treporti a Burano, sbarcano nell’isola dei colori e dei merletti e vengono accolti con un entusiasmo ed un calore tipici della gente di quì in un meraviglioso giardino fiorito con fontane di proprietà della Bottega di http://www.martinavidal.it. Una casa di merletti favolosa a pochi passi dall’attracco del vaporetto.

Seduta all’ombra di un albero c’è la signora Emma, che in compagnia della signora Vitturi (premiata a Milano per la sua arte del merletto) muovono silenziosamente e rapidamente le mani tessendo quella meravigliosa Arte del Merletto di Burano che da centinaia d’anni passa di madre in figlia, da zia a nipote, perpetrando così nei secoli una delle peculiarità del nostro territorio che andrebbe non solo salvaguardata ma eventualmente introdotta come materia di studio tanto grande è la sua importanza.

Antichi mestieri e lavori artigianali che non possiamo rischiare vadano perduti. Risorse umane incredibili come la signora EMMA VIDAL che dovrebbero essere preservate come dei “monumenti viventi” dallo Stato, vengono invece trattati con sufficienza. La signora EMMA mi raccontava la volta scorsa che le avevano tagliato 100 Euro dalla pensione mensile.

A parte il fatto che una persona così e di questa età dovrebbe essere fatta “senatore a vita” per il suo contributo alla cultura del nostro Paese, non trovo assolutamente opportuno che le vengano decurtati CENTO euro dalla pensione, ma dovrebbe esserle corrisposto un vitalizio che le permetta di vivere gli ultimi anni della sua preziosa esistenza con grande decoro e dignità. Faccio quindi appello a tutte le autorità competenti perchè alla SIGNORA DEL MERLETTO venga riconosciuto lo status che si merita
che a mio avviso dovrebbe essere il più alto previsto dalla nostra Costituzione. Questo premierebbe la sua semplice e onorata vita passata giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, aggrappata a quel sottile filo che ha tessuto sperando di tenerlo in vita con grande tenacia e determinazione.

Zent de strada- Marcellino Gloria- El pi bel “Barbon” che ò mai conossù


De tute le foto che ò vu la fortuna de scatar, quele che me à dat pi sodisfazion no le è certo stade quele dei atori cantanti omeni o femene famosi, capi de stato o papi, ma la Zent che se trova in strada.

A New York, Miami, Conejan, Betlemme, Praga, Codognè, Berlino, Zagabria, Santa Fe' Los Angeles, o a Zimeta me à sempre attirà le facce e i visi segnadi della Zent de strada…. Visi che te conta na storia solche a vardarli….

Al pì dele volte i è "barboni" (li ciamen cussì, ma a volte i veri barboni sen noialtri) che i à sti oci che te varda e i voria contarte la so vita, ma sembra che no sie massa bastanza temp par scoltalrli.

Al pi bel de tuti i volti de strada che ò fotografà, le statt Marcellino, Marcellino Gloria; eccolo qua' fotografà pena fora de la stazion dei treni a  Venezia.F1000081

Quando che ò comincià a far al reporter, andee ogni dì a Venezia in te un studio fotografico vizin a Piazza San Marco (fotoattualità). L'era un studio che el fea le foto par al gazetin, e mi me interessea imparar le varie tecniche de sviluppo e stampa e "taglio giornalistico" de le foto.

Ho ciapà al treno tutti i dì, par un anno.  Marcellino l'era sempre là, in tea prima panchina a sinistra, vegnendo zo' da le scale dea stazion.

Nol domandea mai ne schei ne altro, ma se vedea chel vea bisogno de tutt…

Un dì.. me son fermà e ghe ò domandà se ghe servia qualcossa, lu al me à dita che l'era a posto e dopo qualche minuto al à tacà a contarme la so storia….

No la divide quà, parchè, anca se Marcellino adess l'è in Paradiso, me despiasaria metter la so storia in pubblico.. Quel che importa l'è che lu, nonostante la dificoltà de viver su na strada, l'à sempre conservà na dignità che se ghe la leze sui oci…F1000080  

Dovunque tu sia in questo momento Marcellino Gloria…. Un saluto ed un abbraccio.

Un po’ de saggezza dei Indiani d’America



This we know: All things are connected

like the blood that unites us.

We did not weave the web of life,

We are merely a strand in it.

Whatever we do to the web, we do to ourselves.

-Chief Seattle

Traduzione:

Questo sappiamo. Tutte le cose sono connesse

Come il sangue che ci unisce.

Non abbiamo tessuto la tela della vita.

Ne siamo appena un filo.

Qualsiasi cosa facciamo alla tela

Lo facciamo a noi stessi.

(Capo Indiano Seattle)

La filosofia e la Spiritualità dei Indiani (Americani), lè tutta che la se svolge attorno a stò semplice concetto: Sen tutti connessi l'un co quel altro.

No se pol pensar che na roba che succede in Australia o a New York…In Africa o a  Berlino, no ne interesse parchè l'è lontan…

Al mondo l'è come un balon…. se mi ghe dae un calcio da na parte, anca tutta que l'altra la sentirà al colpo.

Questo l'è probabilmente un dei errori che fen pi spess al di' de incuò: Pensar de esser desligadi da tutt quel che succede.

F1000023  Appena fuori Betlemme – Bambini- Natale 1991-

Il Prode Mario Prode Collezionista D.O.C. di dischi dal 1969


Marioprode 027 Se un personaggio verace l'è restà a Codognè questo l'è Mario Carnelos detto Mario Prode.

Chi elo che nol conosse sto ragazzon co la barba e coi cavei longhi che l'à sempre el sorriso stampà in faccia  e che l'è famoso sopratut par na roba: I SO DISCHI.

Mario l'à incomincià a  far la collezion de dischi in tel 1969 e no l'à pi smess.

Te pol andar a domandarghe qualsiasi titolo,qualsiasi autor, italian o straniero che lu, te pol star sicuro  el te lo trova fora…in tute le verision posibili imaginabili… vinile, cd, assetta  eccetera.

Ogni so sforzo in tel tempo libero lo à concentrà a far na raccolta de dischi che scommetto che saria

fadiga trovarghene naltra compagna in tutta italia.Tanti ani fa ghe vessi fat anca un articol sul gazetin…. Me ricorde che andando a farghe le foto a casa sua, al vea dischi in cusina, in camera, soto el let e anca in bagno, parchè dove che el vive no l'à tant posto da meter tutti i so dischi.

Al de là de la collezion Mario l'è veramente na persona disponibile, mi al conosse da quaranta passa anie deve dir che lè veramente difizil trovar na persona cussì solare e disponibile al di de incuò.

Ieri son passà par casa soa e l'ho vist la sentà che el magnea "pomi de San Piero" sentà in tel scalin

davanti casa. Me son fermà e ghe ò domandà se podee farghe do foto e lu naturalmente al me à dita de si….

"posse meterte sul me blog Mario? "  Ghe ò domandà… "Ah meteme pur …nessun problema".

Alora ghe ò dita che stasera l'avaria mess in tel blog in dialetto, e ecome quà a mantegner la

promessa. De sti temp bisogna star atenti a tut… a quel che se scrive e a quel che se fa.. L'è sempre qualcun

massa sensibile, anca se te parla ben de lori, no i à caro che te fae massa publicità.

Questo comunque no l'è el caso del "PRODE MARIO" che colgo l'occasion par mandarghe un abbraccio

affetuoso e dirghe GRAZIE par la so disponibilità e la so originalità de Personaggio Caratteristico

 de CodognèMarioprode 028

Marioprode 032  Marioprode 035