Merletti e Ingiustizie d’Italia 2017


Cent’ anni di merletti. Un’anziana signora a Burano.Fatela Senatore a Vita.Un’Arte che non deve morire.

Era un  giovedì il tre Marzo del 2016. Un giorno particolarmente speciale per me. Dopo aver letto di una centenaria di Burano che lavorava di merletto alla quale l’Isola dei Colori aveva dedicato una festa di compleanno, mi ero attivato per contattarla in modo da poterla intervistare. L’avevo subito considerata una specie di “monumento vivente” a quest’arte antica tipica dell’Isola dove Venezia ha visto i suoi primi insediamenti. Tra Torcello Burano e Mazzorbo era infatti nata la Venezia che più tardi, a causa della peste si era trasferita dove oggi la vediamo.

Il tre di marzo era il giorno prefissato per l’intervista. Alle 11.00 in una casa di merletti. svegliandomi presto mi resi conto che sarebbe stata una giornata in “salita”. Pioveva a dirotto e il vento sferzava alberi e arbusti facendoli volare dappertutto.In Cansiglio nevicò tanto quanto non avevo mai visto (vedi libro Cuore Veneto pag. 40) e molte famiglie rimasero al buio. L’inverno aveva dato l’ultimo pesante colpo di coda. Quando mia moglie suggerì di rinunciare viste le condizioni avverse del tempo, le risposi:”Solo il Padreterno potrà fermarmi”. Era un’occasione da non perdere a tutti i costi e dopo un’ora e mezza d’auto con la pioggia che scendeva violentemente a un angolo di quarantacinque gradi rispetto alla carreggiata, arrivai a Punta Sabbioni. Da lì a Burano con il mare in burrasca e poi nella casa di merletti dove arrivai in oraio per l’appuntamento con Emma Vidal.

Le foto, le interviste di quella giornata le troverete a pagina 80 del libro. Fu anche il caso che mi portò con Emma a mangiare un buon fritto misto in una trattoria locale, e quì, alla fine del pranzo, la signora mi indicò un signore seduto alla stessa nostra tavola dicendomi “Quello sì è un artista..”  Mi rivolsi verso di lui (aveva solo ascoltato fino a quel momento) e cominciammo a discorrere del più e del meno. Quando capii che era il migliore maestro d’ascia della Laguna Veneta Agostino Amadi, lo intervistai e parlammo come dei vecchi amici per un paio d’ore (vedi libro pag.84-85)

Burano 1 Luglio 2017-  Questa la data che l’associazione culturale di Burano ha fissato per la presentazione del mio libro Cuore Veneto- Interviste e storie della nostra gente-  Siamo partiti da Codognè alle 8:00. In 46 hanno deciso che la “gita” a Burano valesse la pena di essere fatta. Tra i partecipanti il sindaco Roberto Bet, la vicesindaco Laura Busiol, l’assessore Giorgio Moras e la mia relatrice preferita senza la quale non oserei mai presentare il mio libro, la dott.ssa Lisa Tommasella che con il suo modo chiaro, cristallino e competente riesce sempre a farmi pensare: “Ma è proprio di me che sta parlando?” e allo stesso momento riesce a commuovermi per le belle parole che spende sempre per i miei libri. Libri che ho scritto sempre con un grande affetto per la nostra meravigliosa regione che ho sempre amato e che oggi amo ancora di più in vista del referendum del 22 ottobre che spero vedrà il Veneto muovere i primi passi importanti verso quell’ Autonomia che ci permetterà come Trento e Bolzano di trattenere sul territorio i nove decimi dei VENTIDUE miliardi di Euro che ogni anni versiamo allo Stato, ma questa è un’altra storia.

La storia di sabato è quella di una allegra compagnia  di Codognesi che dopo un viaggio di due ore si ritrovano in un battello da Treporti a Burano, sbarcano nell’isola dei colori e dei merletti e vengono accolti con un entusiasmo ed un calore tipici della gente di quì in un meraviglioso giardino fiorito con fontane di proprietà della Bottega di http://www.martinavidal.it. Una casa di merletti favolosa a pochi passi dall’attracco del vaporetto.

Seduta all’ombra di un albero c’è la signora Emma, che in compagnia della signora Vitturi (premiata a Milano per la sua arte del merletto) muovono silenziosamente e rapidamente le mani tessendo quella meravigliosa Arte del Merletto di Burano che da centinaia d’anni passa di madre in figlia, da zia a nipote, perpetrando così nei secoli una delle peculiarità del nostro territorio che andrebbe non solo salvaguardata ma eventualmente introdotta come materia di studio tanto grande è la sua importanza.

Antichi mestieri e lavori artigianali che non possiamo rischiare vadano perduti. Risorse umane incredibili come la signora EMMA VIDAL che dovrebbero essere preservate come dei “monumenti viventi” dallo Stato, vengono invece trattati con sufficienza. La signora EMMA mi raccontava la volta scorsa che le avevano tagliato 100 Euro dalla pensione mensile.

A parte il fatto che una persona così e di questa età dovrebbe essere fatta “senatore a vita” per il suo contributo alla cultura del nostro Paese, non trovo assolutamente opportuno che le vengano decurtati CENTO euro dalla pensione, ma dovrebbe esserle corrisposto un vitalizio che le permetta di vivere gli ultimi anni della sua preziosa esistenza con grande decoro e dignità. Faccio quindi appello a tutte le autorità competenti perchè alla SIGNORA DEL MERLETTO venga riconosciuto lo status che si merita
che a mio avviso dovrebbe essere il più alto previsto dalla nostra Costituzione. Questo premierebbe la sua semplice e onorata vita passata giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, aggrappata a quel sottile filo che ha tessuto sperando di tenerlo in vita con grande tenacia e determinazione.

Graziana Papes. Il ruggito della Leonessa.


Graziana Papes. Il nuovo ruggito della Leonessa Veneta

Ripartire, ricrearsi e ri  inventarsi in tempi di crisi non è cosa facile. C’è bisogno di grinta, determinazione, lucidità imprenditoriale e coraggio. Doti che non mancano certo a Graziana Papes che dopo il successo dei Centri di Medicin ha ottenuto negli anni ottanta, riparte oggi da Pieve di Soligo sicura che la sua nuova avventura imprenditoriale avrà il successo che le spetta.

Con lo slogan “La Medicina Estetica Continua e si Rinnova” Graziana è uno dei pochi casi di donna Cavaliere della Repubblica.( titolo conferitole lo scorso 12 giugno dal presidente della Repubblica e dal presidente del consiglio  e consegnato in una cerimonia dal governatore del Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Conegliano Floriano Zambon).
Non a caso quindi la Leonessa tira fuori le unghie ed ecco nascere un centro di medicina estetica 2.0, all’avanguardia con i nuovi metodi e le nuove tipologie tanto richieste oggi ma disponibili solo in pochi centri in Europa.

Il Centro offre consulenze per la chirurgia plastica ed estetica, la
medicina estetica funzionale e mette a disposizione professionisti
di diverse specialità medicali.
Equipe Composta da professionisti quali medici estetici, chirurghi
plastici ecc. e diretta da Graziana Papes, per garantire un approccio
multidisciplinare, individuando soluzioni terapeutiche ed estetiche
personalizzate e specifiche per ogni paziente.


Chi è Graziana Papes?

Conseguita la maturità trova subito lavoro presso la Sole S.p.A. di Oderzo,

“azienda del gruppo Zanussi” per 9 anni, occupandosi di amministrazione, poi

controllo gestione degli acquisti, oltre che per la sede di Oderzo, anche per

quelle di Rovigo e Comina (PN). Successivamente convocata dalla direzione

generale per occuparsi della Veneta Factoring S.p.A. (Servizi Parabancari)

per 3 anni e mezzo. Poi il cambiamento radicale: fonda nel 1982 il primo dei

tanti Centri di Medicina. Recentemente ha avviato un altro centro a suo nome

occupandosi di medicina estetica, chirurgia plastica ed altre specialità.

Oltre al lavoro ha praticato parecchi sport, tra i quali: tennis a livello agonistico,

sci che pratica tutt’ora e di cui è giudice di gara per lo sci alpino, svariati anni

di poligono, tiro con l’arco, e vela.


“Quello che desidero offrire alla mia clientela è  tempestività,  competenza, tecnologie d’avanguardia” mi racconta Graziana durante un’intervista rilasciata per il mio nuovo libro “Cuore Veneto.Interviste e racconti della nostra gente” e continua:

Grazie a medici specialisti, professionisti
qualificati ed esperti e tecnologie ultima generazione, è in grado di offrire i migliori
servizi per la valorizzare la persona correggendo gli inestetismi nella massima cura
della salute del paziente.
In questa struttura vengono impiegate solo le attrezzature più innovative con
tecnologie medicali per offrire al paziente tutte le opportunità terapeutiche
più moderne.”

Tutti le informazioni specifiche, con orari di apertura, foto della struttura e modalità per prenotare li troverete

In questo depliant 

Non ci resta che ringraziare Graziana Papes per averci regalato questa nuova eccellenza nel nostro territorio e augurarle un sincero “In Bocca al Lupo” .

Veneto su Google plus per chi lo ama come me


http://www.codognetreviso.com/2013/06/il-veneto-su-google-plusper-chi-lo-ama.html Clicca qui)

Codognè Treviso Veneto Italia. Queste le mie radici. Il Veneto è la mia Regione, il posto dove sono nati i miei genitori, nonni, bisnonni,trisnonni e cosi’ via.

Politica e futuro


Previsioni sulla politica italiana per il futuro:
Il pdl verra’ sciolto e ritorneranno a formarsi i partiti che lo hanno composto, rivendicando la loro autonomia e andando a creare nuovi poli che andranno ad allearsi a comporre nuove alleanze. La Lega si scindera’ in due o piu’ correnti altrimenti e’ destinata a perdere ben piu’ consensi, vista l’impopolarita’ di certe decisioni come quella dei ministeri al Nord che non servono assolutamente a niente rispetto ai problemi concreti della gente. Maroni diventera’ il nuovo leader del carroccio e forse anche il nuovo primo ministro del dopo berlusconi. Gli Italiani chiederanno un referendum per abrogare le ricche paghe dei parlamentari ed i loro privilegi.La sinistra privata del suo bersaglio preferito berluscono continuera’ ad arrovellarsi cercando un programma vero per governare con i suoi “dinosauri” senza riuscirci e trovera’ un nuovo bersaglio sul quale scaricare le sue frustrazioni. Grillo continuera’ a cavalcare il malcontento “monetizzando” con i banners del suo cliccatissimo blog. Infine i tre moschettieri del terzo polo continueranno a voltarsi ora a destra ora a sinistra a seconda di come tira il vento, come sono soliti a fare i voltagabbana, e in tutto questo baillame a rimetterci, come sempre saranno i poveri pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i giovani in cerca di lavoro per pagare un mutuo che petmetta loro di farsi una famiglia, mentre chiedendo enormi sacrifici al popolo, i parlamemtari continueranno a vivere come nababbi con le loro pensioni d’oro e le loro paghe stratosferiche, poiche’ alla fine, troveranno il sistema per non fare il referendum di cui sopra

Omicidio stradale qualcosa si muove


L’agenzia parlamentare ha diffuso questo videoGuarda questo video su YouTube:

Sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo in campo legislativo per impedire che chi uccide in strada sotto effetto di alcol o droghe o per bullismo stradale venga punito con il reato di omicidio stradale che di fatto aumenterebbe i deterrenti per chi vuole mettersi alla guida in tale condizioni. Lo avevamo auspicato anche noi su Facebook aprendo un gruppo “basta patenti a chi ha gia’ ucciso sulla strada” che ha raccolto lo sfogo di cittadini stanchi di una situazione che dev’essere cambiata al piu’ presto. In Italia muoiono in media circa 4000 persone OGNI ANNO. Se questa non e’ guerra……forse sarebbe meglio impegare l’esercito sulle strade Italiane invece che in Afganistan

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/

Sette Ore all’Ospedale di Oderzo per fare un’infiltrazione


RACCONTO DI UNA GIORNATA LUNGA (con una critica costruttiva)

Guidando il taxi a Miami ho imparato ad essere paziente, molto paziente.

Aspettare una corsa all’aeroporto ad esempio voleva dire stare fermi per ore ed ore, a volte, nei periodi di bassa stagione anche sette, otto ore.

La pazienza si sà, è una virtu’, e come tale va “allenata”; diciamo pure che pazienti non si nasce, ma con un po’ di lavoro e di allenamento chiunque lo può diventare.

Ho imparato nel mio peregrinare per il mondo che ci sono delle “tabelle” di attesa che si rispettano più o meno nello stesso modo, e che pur variando con latitudine e longitudine, rimangono pressochè inalterate.

Esempio: Se andassi in banca in un giorno qualsiasi mi aspetterei di sbrigarmi in poco meno di mezz’ora.
all’aeroporto per un volo nazionale in un periodo non di festività o ferie in due ore al massimo. Al supermercato dopo un quarto d’ora di attesa sarei propenso a non tornarci più la prossima volta…e via così.

Questi standard di attesa li abbiamo “clippati” in un certo senso al nostro DNA di “Umani frettolosi del terzo millennio” e fino a che gli equilibri che li tengono a posto rimangono pressochè inalterati,siamo bravi, buoni e ci comportiamo civilmente. Se le code si fanno lunghe ed i tempi di attesa aumentano, sale la pressione e  a volte rischiamo di perdere le staffe, anche se sbagliato, visto che una sana critica, costruttiva e fatta con calma potrebbe portare a soluzioni più veloci e meno plateali.

I TEMPI DI ATTESA  AL PRONTO SOCCORSO.

Seguendo il ragionamento fatto fin quì, un normale cittadino che per una ragione non grave (codice bianco, codice verde) al pronto soccorso di Conegliano, Vittorio Veneto, Oderzo (cito queste tre cittadine che sono parte del triangolo dove attualmente vivo e svolgo le mie attività), si aspetta di dover attendere due, tre, forse quattro ore prima di essere visto da un medico, e naturalmente i tempi sono relativi al periodo della giornata, al giorno della settimana, o alle varie urgenze che possono manifestasi sotto la forma di gravi incidenti ed operazioni ai quali vengono chiamati improvvisamente i medici presenti.

LA STORIA DI OGGI

Ore 8 a.m. La periartrite che mi blocca la spalla da tre giorni si fa un baffo degli anti-infiammatori e antidolorifici blandi che ho assunto. Decido di vedere quindi il mio medico di base che mi consiglia di andare al pronto soccorso per un’infiltrazione.

Ore 9 a.m. Arrivo nei pressi del pronto soccorso di Oderzo. E’ la prima volta che vengo quì. Di solito, quando necessario mi sono sempre rivolto a Conegliano e  Vittorio Veneto.

Ore 9.15.  Non c’è ressa alla segreteria e questo mi fa ben sperare in una veloce risoluzione del mio problema visto che la  spalla mi duole terribilmente. L’addetto dietro il vetro mi consegna un foglio con un “codice verde” e mi invita gentilmente ad accomodarmi nell’attigua sala d’aspetto.

Ore 9.30   Il dottore di turno mi fa le domande di rito e l’nfermiera gentilissima e solerte mi prende la pressione ed il battito cardiaco (cosa che non ho visto fare l’ultima volta a Conegliano). C’è bisogno di una lastra e vengo invitato, assieme a mia moglie che mi accompagna, ad accomodarmi fuori in attesa.

Ore 10.30  Una voce chiama il mio cognome e l’infermiera gentile mi indica il reparto radiologia lì vicino. Un’altra persona gentile mi fa due lastre e mi dice di riaccomodarmi in sala d’attesa.

Ore 11.00  Attesa

Ore 11.30  Attesa

Ore 12.00  Attesa (Mia moglie si alza e chiede se è pèossibile accellerare i tempi in quanto alle 12.30 deve recuperare nostra figlia a scuola. Le viene risposto gentilmente che il medico sarà avvisato)

Ore 12.15  Attesa (Chiedo all’inefrmiera se i tempi sono compatibili con l’uscita da scuola di mia figlia (12.30). L’infermiera gentilissima mi dice di no e mia moglie se ne va. Le dico che la chiamerò non appena avrò finito.

Ore 12.30. Trasferimento in Reparto Ortopedico.

Vengo accompagnato in reparto dove un infermiere mi prepara una fasciatura per sostenere il braccio dolente e mi invita a sedermi in sala d’attesa. “Ci vorranno una, forse due ore.” mi dice: “Se vuole può andare a casa e tornare verso le 14.30”.
Accuso il colpo pensando che non ho dormito tutta la notte per il lavoro che faccio e per il dolore alla spalla.
Non ho comunque alternative visto che mia moglie è tornata a casa (15 km) con la bimba e l’auto non l’avrei potuta guidare in ogni caso. Mi metto seduto in un angolino e aspetto paziente.

Ore 13.00  Attesa.

Ore 13.30 Attesa.  Arriva un altro paziente con un dito sanguinante(gli è caduto un peso addosso) Più tardi saprò che anche lui aspetta dalle 9 del mattino.

Ore 14.00  Attesa.  La sala d’aspetto nel frattempo si riempie di persone col gesso da togliere.

Ore 14.30  Attesa.  Siamo circa una trentina di pazienti nella sala d’attesa. Comincio a dar segni di stanchezza, ma sono sicuro che quando aprirà lo sportello, l’infermiera darà la precedenza a me o al signore col dito schiacciato visto che veniamo dal pronto soccorso.

Ore 14.35  Comincio ad arrabbiarmi.  L’infermiera chiama i nomi di tre quattro, cinque persone… Non il mio!!! Capperi! Vado allo sportello e le dico che sto aspettando dalle 9 e sono stanco. “Togliamo i gessi” mi risponde.

Ore 14.40 Vado verso l’ambulatorio. E dico all’infermiere che mi ha fatto la fasciatuta alle 12.3o, che sto aspettando dalle 9 che sono stufo e che voglio andare a casa. Minaccio di chiamare i carabinieri.

Ore 14.45  La visita finalmente!  Il dottore mi vede, mi fa l’infiltrazione e mi programma la risonanza magnetica per la prossima settimana. Mi da il foglio da portare al pronto soccorso per la chiusura della pratica.

Ore 15.00 Il direttore sanitario. Dott. Gasparotto, mi viene incontro cercando di capire cos’è successo.
Gli spego l’odissea. mi dice che probabilmente ci sono stati dei problemi o degli intoppi che hanno creato questo spiacevole inconveniente, ma che normalmente il servizio viene erogato nei tempi canonici di un pronto soccorso qualsiasi.

LA CRITICA COSTRUTTIVA.

Interessante il sistema di CD patient che viene rilasciato all’uscita dall’ospedale. Al paziente viene consegnato un CD rom con tutte le analisi, visite,lastre e quant’altro sia stato fatto nel corso della visita in quel determinato giorno. Un’innovazione telematica molto intelligente e simpatica che va ad eliminare il cartaceo e da all’azienda un tocco “futuristico”.

Il personale è preparato e gentile e professionalmente ineccepibile, i locali sono puliti e ben tenuti, gli ascensori sono capienti, abbastanza veloci e sufficienti nel numero. Manca una macchinetta cambia moneta vicino agli erogatori di bevande e di cibo al primo piano.

CONTRASTO DI UNA STRUTTURA MODERNA CON I TEMPI D’ATTESA

Tutto questo purtroppo contrasta con il lunghissimo tempo di attesa che a mio modesto parere sarebbe stato possibile evitare se si creasse una vera “sinergia” tra il pronto soccorso ed i reparti che non ho riscontrato.
L’efficiente pronto soccorso aveva funzionato alla perfezione, ma al trasferimento al reparto di Ortopedia alle 12.30 la musica smbrava un’altra. Forse per l’ora del pranzo, che comunque non dovrebbe penalizzare l’attesa dell’utente: Mi è stato detto che avrei aspettato due ore, in effetti in sala d’attesa sopra la finestra della segreteria troneggia l’orario 14.30 – 18.30.
Va bene per gli appuntamenti senz’altro, però bisognerebbe creare un ufficio o una struttura che accogliesse i pazienti provenienti dal pronto soccorso senza penalizzarli con ulteriori attese; un teorema non difficile del tipo:                                Al  Paziente da pronto soccorso in reparto
                                             diamo  priorità sugli appuntamenti
                              facciamolo attendere in una  saletta d’aspetto dedicata.


TEMPO MASSIMO

Al paziente dovrebbe essere garantito un tempo massimo d’attesa (4 ore) superato il quale l’azienda Ulls ospitante non dovrebbe far pagare le visite e/o il ticket. Il servizio erogato, se a pagamento anche del solo ticket dovrebbe garantire tempi inferiori a quelli sperimentati.

CONCLUSIONE.

All’amarezza di aver dovuto aspettare tutte quelle ore ha fatto contrasto l’impressione di un bell’ospedale con personale preparato,gentile ed efficiente. Un ospedale pulito, nuovo, che necessita però di un’organizzazione più snella e coordinata tra i reparti volta a garantire ai pazienti un servizio più che meritato che dia un segnale che la Sanità può e deve essere migliorata anche attraverso le critiche dei suoi utenti (pio dal cin – piodalcin@yahoo.com)