Disabili e impiego. Ora di cambiare (se vogliamo far funzionare il ministero per la disabilità)


Disabilità e inadempienze delle aziende nella Marca Trevigiana (e nel resto d’Italia purtroppo)

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Nel calvario della ricerca di un lavoro ci sono leggi che potrebbero aiutare le persone con disabilità ad essere assunte. Le aziende hanno l’obbligo di assumere un certo numero di disabili in base al numero di persone che impiegano.

STATISTICHE VERGOGNOSE

L’altro ieri sono entrato in possesso della lista delle aziende (in particolare del Coneglianese e della sinistra Piave) che sono inadempienti a tale legge.

Risulta così che aziende storiche e con grandi fatturati avrebbero posto per 26 disabili e poi si leggono altri nomi con 12 inadempienze e giù fino alle piccole ditte locali che “dovrebbero” assumere 4, 5, 6, disabili. La domanda che sorge spontanea è “Perché non lo fanno?”

La mia idea, come persona disabile, è chiara: “Dei disabili non gliene frega niente a nessuno tanto meno a coloro che sono chiamati ad ottemperare agli obblighi di legge”



                                         VENGANO APPLICATE LE LEGGI

Se una legge viene promulgata, dovrebbe venire applicata, altrimenti a cosa serve? E qui casca l’asino perché  coloro che dovrebbero assicurarsi che le leggi vengano applicate non lo fanno e siamo punto e a capo.

L’alternativa è quella di “imporsi” all’azienda, magari inviando un’ email alla ditta facendo loro notare l’alto numero di inadempienze, candidandosi. Cosa succederebbe? Magari, una volta messe con le spalle al muro le aziende accetterebbero di assumerti, ma poi come sarebbe il clima di lavoro una volta che ti assumessero come disabile in ottemperanza alla legge e non per loro SPONTANEA VOLONTA’? Credo che il clima sarebbe molto teso e triste e la cosa si risolverebbe in un flop totale.

ANCHE LE AZIENDE VENGANO FACILITATE NELLE ASSUNZIONI CON NORME PIU’                                                                            ELASTICHE

Oggi la paura delle aziende è forse quella di dover assumere un disabile per poi trovarsi sul “groppone” una persona che non sia utile all’azienda stessa e che venga “parcheggiato” come inutile costo per l’azienda stessa. Sembra brutto ma è così. SE CAMBIASSERO LE NORME che regolano l’assunzione, in modo che, l’azienda sia messa in grado di decidere dopo un periodo di sei mesi, un anno con un contratto a tempo DETERMINATO se prolungare e confermare il contratto stesso e trasformarlo in uno a tempo INDETERMINATO, ecco che avremmo dato la flessibilità che permetterebbe di trovare e assumere la persona (disabile) giusta. Potrebbero venire inoltre create delle “classificazioni” dei disabili in base alle loro conoscenze linguistiche o ad altre conoscenze specifiche che potrebbero essere d’aiuto all’azienda in fase di scelta del candidato ottimale. Tutto si potrebbe migliorare con un pizzico di buona volontà.



CAMBIARE IL MODO DI GESTIRE E LOCALIZZARLO IN SINTONIA CON IL                                                             MINISTERO PER LA DISABILITA’

Da queste riflessioni ne nasce un’altra più complessa ma anche più semplice. La gestione dell’assunzione delle persone con handicap dovrebbe essere gestita localmente e non a livello provinciale. I Comuni fatto un censimento delle persone disabili dovrebbero gestire un piano di assunzioni mirate in enti pubblici, biblioteche, amministrazioni comunali atti a venire incontro a coloro che hanno più bisogno di altri di un lavoro. Spesso la persona con difficoltà fisiche deve essere sostenuta dalla famiglia che deve affrontare spese, e deve organizzare le giornate in maniera  da poter assistere il loro caro tenendo conto di orari, spostamenti e logistiche varie.  Con il nuovo governo è stato istituito il ministero della disabilità. Speriamo che non rimanga solo uno dei tanti ministeri ma che venga utilizzato per arrivare caso per caso dove c’è n’è più bisogno. A questo potrebbero servire degli aiuti da parte dei Comuni con l’istituzione di assessorati “alla disabilità” che potrebbero fornire dati utili anche al ministero (se la volontà fosse di farlo funzionare veramente). Diamo la possibilità ai disabili di essere impiegati negli enti pubblici e nelle pubbliche amministrazioni, nei musei, negli uffici che oggi vengono gestiti da persone normo dotate, venga assunto un numero sempre più grande di disabili (perlomeno quelli previsti dalla legge, se non di più)

URGE METTERE LE PRIORITA’ IN PROSPETTIVA  PER AIUTARE GLI ITALIANI IN                                          DIFFICOLTA’ E NON SOLO I DISABILI

Chiedendo alla persona disabile se si sente tutelata o aiutata dalle istituzioni la risposta sarà probabilmente un’occhiata sarcastica o un sorrisino del tipo “Mi stai prendendo in giro?” .

Alla base di tutto rimane il totale menefreghismo per i problemi altrui. L’egoismo che non trova spazio per i più deboli. Ci sono molte priorità da considerare quando si aiutano le persone che hanno più bisogno. Direi che partire dagli italiani in difficoltà sia essenziale. Ci sono i disabili ma ci sono i pensionati e le persone che vivono sulla soglia della povertà. Le differenze si fanno sempre più grandi e così anche l’indifferenza. Non mi si venga a dire che mancano le risorse. I soldi ci sarebbero ma purtroppo vengono mal utilizzati o svaniscono nel nulla come nei giochi di prestigio. Quello che è successo a Genova per esempio non sarebbe dovuto succedere. Le autostrade costruite con i soldi degli italiani producono circa due miliardi e mezzo di utile all’anno alle società che le gestiscono che tuttavia investono poco o niente nella miglioria delle infrastrutture, ma questa purtroppo è un’altra storia. Un’altra storia italiana. Se vogliamo veramente cambiare le cose in questo bellissimo Paese lo sforzo deve essere mirato ad eliminare corruzione e corrotti. Una partita non facile ma che deve essere giocata a tutti i costi.

Terrorismo sotto controllo a Venezia? Siamo sicuri? Ho i miei seri dubbi


Terrorismo sotto controllo in Veneto? Vorrei sorridere se l’argomento non fosse purtroppo di tragica attualita’ Ieri sulla pagina +Facebook  di +Luca Zaia  c’era il video di un deficiente barbaro 2.0 che si tuffa dal Ponte di Rialto. La mia domanda al questore di Venezia e al sindaco +Brugnaro Sindaco  e’ chiara e semplice: “Quando verranno imposte sanzioni multe salate e arresti per questi barbari che dopo secoli stanno tornando ad invadere la Serenissima senza essere ne puniti ne multati?” Perche’ se percorro il ponte che collega Mestre a Venezia a 12 chilometri sopra il limite mi arriva a casa una multa di 150  Euro e un coglione qualsiasi che si tuffa da un ponte considerato obiettivo sensibile non solo non viene ne multato ne arrestato ma ripescato dagli agenti e accompagnato in ospedale per accertamenti? Stiamo veramente rasentando la pazzia e l’assurdita’. Trovate il video del tuffo scorrendo in giu’ questa pagina FB

Una breve riflessione su questi episodi che si stanno ripetendo da troppo tempo. La scorsa settimana un tentativo di rapina in Piazza San Marco con un fumogeno (poteva benissimo essere in ordigno). 


Questi continui episodi di gente che si getta dai ponti per fare il bagno nei canali. In in Paese normale verrebbero multati e arrestati, ma evviva! Siamo in Italia il Paese dove I ladri vengono risarciti se malmenati da chi stanno derubando e dove la certezza di scontare la pena non e’ “garantita” nemmeno agli assassin se non si impegnano a fondo.


 La mia domanda a chi e’ chiamato a vigilare anche sulla citta’ di Venezia (Ponte di Rialto e San Marco sono considerati obiettivi sensibili)e’ questa: “Cosa sarebbe successo se quell deficiente che si e’ lanciato dal ponte fosse stato in terrorista”?


 e poi “Non vi sembra sia arrivata l’ora di multare salatamente e arrestare chi compie questo tipo di esibizioni inutile che dimostrano quanto poco le istituzioni preposte all’ordine diano la priorita’ al decoro e al rispetto del Museo all’aperto piu’ bello del mondo?” Brugnaro Sindaco si dia una mossa e prenda provvedimenti, siamo stufi di vedere Venezia trattata come una prostitute di porto. Urgono provvedimenti immediate. Noi Veneti ci sentiamo presi per I fondelli da questi pseudo-turisti che credono di poter usare la Citta’ come in luna park. Applicate leggi e sanzioni severe. Attuate in servizio capillare di sicurezza, siamo in allerta terrorismo e sono sicuro che ci possano essere dei mezzi e delle misure da prendere a salvaguardia di una citta’ che altrimenti rischia di cadere nel degrade e nell’incuria che non merita. #IoLeggoQuesto#VenetoMeraviglioso

India’s Independence day? What is there to celebrate? 25M children starving


English: Map of the British Indian Empire from...
English: Map of the British Indian Empire from Imperial Gazetteer of India (Photo credit: Wikipedia)
English: Map of the British Indian Empire from Imperial Gazetteer of India (Photo credit: Wikipedia)

(by pio dal cin) Even if India shows the Slowest growth in a decade it still remains one of the richest Countries in the world even if is not listed in the Fifteen richest Countries in  this Forbes report.

India is celebrating its Independence Day and +Google  along with 
+Google India  is joining in the party.

Who is celebrating though? A few hundred Indian Billionaires or the masses who are struggling to survive? According to This Huffington Post survey there are 25 million Indian children starving in the Country +Vic Gundotra  so what is there to celebrate really?
The Rape Cases reported here by CNN?

I think that India before celebrating should take care of its huge social problems.

Happy Independence day India ( not today, not yesterday, not tomorrow, but when you’ll be a Country where people won’t die on the street)

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Royal Baby is here. It’s a boy


The British royal family on Buckingham Palace ...
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)
The British royal family on Buckingham Palace balcony after Prince William and Kate Middleton were married. Kate wears a wedding gown by Sarah Burton. (Photo credit: Wikipedia)

by pio dal cin. Codognè 

As I predicted on my recent post the Royal Baby is Here, today, on the very first day of full Moon. July the 22nd. It’s a boy (I predicted a girl) So His Royal name is not yet known
All we know is that he was born at 4:24 pm local time and weighed 8.6 pounds in London’s Saint Mary’s Hospital. William was present for the birth

The name was not immediately announced and may not be known for up to a week.
But great-grandmother Queen Elizabeth II was the first to get the news from her grandson, by encrypted phone to the palace, and just in time, too. She’s scheduled to leave on her annual vacation at her Balmoral estate inScotland at the end of this week.

Politica e futuro


Previsioni sulla politica italiana per il futuro:
Il pdl verra’ sciolto e ritorneranno a formarsi i partiti che lo hanno composto, rivendicando la loro autonomia e andando a creare nuovi poli che andranno ad allearsi a comporre nuove alleanze. La Lega si scindera’ in due o piu’ correnti altrimenti e’ destinata a perdere ben piu’ consensi, vista l’impopolarita’ di certe decisioni come quella dei ministeri al Nord che non servono assolutamente a niente rispetto ai problemi concreti della gente. Maroni diventera’ il nuovo leader del carroccio e forse anche il nuovo primo ministro del dopo berlusconi. Gli Italiani chiederanno un referendum per abrogare le ricche paghe dei parlamentari ed i loro privilegi.La sinistra privata del suo bersaglio preferito berluscono continuera’ ad arrovellarsi cercando un programma vero per governare con i suoi “dinosauri” senza riuscirci e trovera’ un nuovo bersaglio sul quale scaricare le sue frustrazioni. Grillo continuera’ a cavalcare il malcontento “monetizzando” con i banners del suo cliccatissimo blog. Infine i tre moschettieri del terzo polo continueranno a voltarsi ora a destra ora a sinistra a seconda di come tira il vento, come sono soliti a fare i voltagabbana, e in tutto questo baillame a rimetterci, come sempre saranno i poveri pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i giovani in cerca di lavoro per pagare un mutuo che petmetta loro di farsi una famiglia, mentre chiedendo enormi sacrifici al popolo, i parlamemtari continueranno a vivere come nababbi con le loro pensioni d’oro e le loro paghe stratosferiche, poiche’ alla fine, troveranno il sistema per non fare il referendum di cui sopra

Ordine dei giornalisti e cinismo di un regolamento assurdo…chiedo che…


Ricordo con piacere il giorno che mi fu recapitata a casa la tessera dell’ordine dei giornalisti del Veneto. Riportava la data della deibera della commissione che mi aveva finalmente “assunto” all’olimpo di “giornalista pubblicista”.

Era il 16 luglio del 1991.

Non era stata una passeggiata averla e se qualcuno crede che l’abbia avuta tramite una raccomandazione si ricreda. La tessera me la sono guadagnata sul campo, facendo la gavetta, rispondendo alle chiamate notturne di polizia e pompieri che mi indicavano il luogo del “delitto” dove mi fiondavo ancora con le scarpe slacciate per la fretta di arrivare prima che l’evento non fosse più in grado di regalarmi quelle immagini che avrebbero conquistato uno spazio nel quotidiano del giorno dopo, con la speranza che il caporedattore di turno si ricordasse di scriverci sotto (foto pio dal cin).

Non era narcisismo, voglia di apparire, e neppure pubblicità gratuita. Era l’unico sistema per dimostrare che collaboravo fattivamente alla redazione di un giornale; uno dei tanti requisiti richiesti dall’ordine per avere un giorno l’ambita tessera che desideravo più di ogni altra cosa.

Erano gli anni durante i quali la parola “paura” era solo un “elmetto” che di tanto in tanto indossavo tra le mine di un ponte attraversato in croazia dopo aver superato le trincee di prima linea oppure trovandomi a tu per tu con un mitra spianato dai soldati israeliani che cercavano di capire chi ero e cosa facevo sulla linea di fuoco. Tutto questo per una foto, che non avrei mai saputo se sarebbe stata pubblicata o meno, quanto mi sarebbe stata pagata, e neanche se sarebbe stata firmata.

Non racconto questo episodio per dimostrare il mio eroismo, ma solo per far capire a chi legge, quanto può essere difficile per un reporter di guerra ottenere un riconoscimento da un’ ordine che storicamente ha sempre snobbato i fotografi ed ha cercato in tutti i modi di non annoverarli tra le fila dei giornalisti essendo considerati come “figli di un dio minore”.

Nessuna raccomandazione quindi se non le foto che parlano da sole di situazioni e pericoli scampati nel nome dell’informazione fatta di immagini e non di telefonate da una comoda poltrona dietro un’altrettanto comoda scrivania,a volte senza verificarne la credibilità.

Quando arrivò la tessera nel 1991, fui veramente soddisfatto di averla ottenuta . Sinceramente non mi è servita moltissimo, dal punto di vista pratico, ma la consideravo una specie di cimelio delle mie avventure fotografiche ed ero sicuro che nessuna cosa al mondo me l’avrebbe tolta.

Mi sbagliavo putroppo.

Nel 1999 mi arrivò una lettera dall’ordine dei giornalisti del Veneto che mi chiedeva di “dimostrare” che in effetti ero ancora attivo come fotogiornalista.

In effetti no lavoravo più ai giornali da qualche anno anche se non mi ero mai liberato dal “virus della fotografia” incautamente trasmessomi da Narciso e Maria Teresa, i miei cari genitori.
Dopo alcuni anni trascorsi in America, avevo lasciato perdere l’attività di fotoreporter locale  e quindi all’ordine dei giornalistii non risultavo più attivo.

Con profondo dolore ed amarezza mi tolsero la tessera.

A cos’erano servite allora..tutte quelle notti in bianco, tutti i pericoli scampati,i mitra, le mine sui ponti,l’arresto a ramallah in cisgiordania per aver fotografato un militare che picchiava un bimbo,la caduta del muro di Berlino, la rivoluzione Rumena, la guerra serbo-croata, assieme alle migliaia di foto fatte dietro l’angolo per i giornali locali che mi servivano a tenerei piedi per terra a non gasarmi mentre mi ripetevo che; fotografare un vecchio barbone per la strada aveva per me la stessa importanza che ritrarre un presidente in vacanza in Cansiglio, o un Grande Papa in vacanza in Cadore.

Se un Alpino che ha combattuto due guerre ha un incidente, gli tolgono forse lo status di alpino?

Forse che gli chiedono di restituire penna e cappello?
Certo che no! Un alpino resta e resterà per sempre tale, una volta iscritto al “Corpo degli Alpini”

La stessa considerazione che io oggi pubblicamente chiedo attraverso questo post sul mio blog all’ordine dei giornalisti del Veneto: di essere reintegrato a tutti gli effetti nel ruolo di giornalista pubblicista, che mi spetta di diritto se non altro per aver più volte rischiato la mia vita in nome dell’informazione VERA!

Chissà, dovrò anche combattere questa nuova battaglia! Quì debbo però chiedere aiuto a chi conosce meglio di me i meandri burocratici che regolano queste questioni…in questo campo mi sento compleatamente fuori dalla mia acqua. Ho sempre aborrito la burocrazia come strumento utile solo a far desistere le persone che come me sono ignoranti nel conoscere leggi, leggine e regolamenti vari che possono, troppo sesso tramutarsi in veri e propri trabbocchetti per chi cerca solamente di fare onestamente il proprio lavoro.

La voglia di giustizia, mi spingerà ad andare fino in fondo in questa nuova sfida che la vita mi pone di fronte sotto forma di un ordine troppo disattento e “cinico” per tener presente che dietro ad un banale e semplice numero di tessera può esserci, come nel mio caso, tutto un percorso di vita che comunque non verrà cancellato dal tempo. Le foto che ho scattato rimarranno come una piccola,effimera testimonianza,di un periodo storico che con i suoi sconvolgimenti ha cambiato sicuramente il mondo in cui viviamo. (pio dal cin)