Se la nostra morte ci spaventa non abbiamo capito il vero senso della vita


                          TUTTI IN CARROZZA.     

La morte arriva per qualcuno, ogni giorno. Come la vita. Due fermate di un unico treno. Eppure celebrando la vita non possiamo evitare di pensare che un giorno, da quel treno dovremo scendere, lasciare tutti i bagagli, il cellulare,( pensate, come faremo senza?), il portafoglio a qualcun altro, che li gestiranno al posto nostro.80780-pio_3580

Un viaggio quello della vita come un percorso in treno. Quale sarà la nostra stazione? Quando dovremo scendere? Sappiamo di dover lasciare tutti i bagagli senza portarci niente se non quello di buono che abbiamo fatto?

 

UN TABU’ PARLARE DELLA MORTE, PERCHE’ LA TEMIAMO?

 

Parlare della morte sembra essere un tabù. La maggior parte di noi cerca di evitare la discussione, alcuni in modo scaramantico si toccano, come se bastasse un gesto antico e superstizioso ad allontanare seppur di poco quella che San Francesco chiamava amichevolmente “Sorella Morte”.

 

Non ho paura della morte. Sono stato morto per miliardi e miliardi di anni prima di nascere, e ciò non mi ha causato il benché minimo disturbo”. Mark Twain

 

Qualcuno di voi avrà già abbandonato la lettura di questo post magari con un commento così: ” Ma non ha altri argomenti più allegri di cui parlare?”

Certo. Argomenti allegri ce ne sono tanti, però,se la lettura di questo post ci disturba significa che non stiamo vivendo bene i nostri giorni, le nostre ore, su questa terra. Viviamo posponendo inevitabilmente le cose che più ci piacciono, pensando di avere davanti a noi ancora molti anni,molti mesi, molti giorni, molte ore. “Lo farò senz’altro l’anno prossimo, o il mese prossimo, la settimana prossima” Così facendo evitiamo di vivere la vita che ci scorre davanti, come un torrente di montagna, per posticipare le nostre emozioni, le nostre passioni.

Ho  conosciuto delle persone che lavorano tutto l’anno senza un giorno di sosta, non vanno mai in vacanza, non frequentano locali ,ne ristoranti perché sembra quasi un delitto dover spendere un po’ di quel sudatissimo  denaro.

Meglio stare a casa, magari da soli, perché le donne sono “pericolose”, potrebbero mirare a quel gruzzolo. Inevitabilmente verrà anche per loro il giorno della fermata del treno, e la cosa più brutta, la sensazione più spiacevole, non sarà la morte in se, ma la consapevolezza di aver perduto un sacco di tempo ad accumulare qualcosa che dovranno lasciare a qualcun’altro. Moriranno tristi.Clenched Purse

 

 

Personalmente posso dire di aver vissuto una vita intensa, meravigliosamente rocambolesca. Non sono mai stato ricco, ma ho sempre lavorato e posso dire di avere avuto molte esperienze che hanno arricchito più il mio cuore e la mia anima, che le mie tasche. Ho messo sempre davanti a tutto la passione che mi bruciava e mi brucia dentro ancor oggi per la fotografia e la scoperta dell’animo umano. Mi ha ispirato Henri Cartier  Bresson con le sue foto delle persone “rubate” in un attimo veramente fuggente che è il breve ma intenso momento dello scatto.

Sono stato lavapiatti, aiuto cucina, facchino ai piani, centralinista, postino, ho lavorato nelle funivie delle nostre meravigliose Dolomiti, poi per molti anni sono stato fotoreporter, partendo da Venezia, quasi per caso, prima come reporter di guerra e poi con i giornali locali e le riviste. Sono emigrato negli USA, diventato cittadino dopo dieci anni di svariati lavori in ristoranti, pizzerie, fiere locali. Ho lavorato come tassista a Miami per una gran parte di quei dieci anni. Ho vissuto in Tennessee, in California, ho visto le pianure e i tramonti del Grand Canyon,l’Arizona, il New Mexico, le Sequoie gigantesche e le Terre dei Navajos.

Oggi mi piace definirmi “fotografo di strada”, sopravvivo scrivendo libri e scattando foto a chi me lo chiede. Ho vissuto intensamente quello che la vita mi ha regalato generosamente 

Se dovessi morire mentre scrivo questo post, o tra un giorno, una settimana, un mese, un anno o dieci anni poco importa. Bisogna essere pronti a morire per vivere bene.

Quello che importa è essere pronti a lasciare questo treno in qualsiasi momento, perciò, guardiamo fuori dal “finestrino”, e godiamoci il panorama.44313010_2450867741619923_8138521370137985024_n

Se come ho avuto io la benedizione di avere dei figli, l’avete avuta anche voi, saprete di sicuro che sono loro la vera “cosa” più importante della nostra vita.

Semplice. Loro sono la nostra proiezione nel futuro, una specie di  “Fuoco Sacro” che come dei tedofori in una olimpiade abbiamo ricevuto dai nostri antenati e abbiamo il dovere di tenere acceso e perpetrare nel futuro.amore-vita-morte-vignette-disegni-gypsie-raleigh-13

Avete mai pensato a vostro padre, a vostra madre come a delle piccole e grandi torce accese, che a loro volta sono state accese dai loro genitori,dai loro nonni, dai bisnonni, dai trisnonni e così via, all’indietro nel tempo fino a chissà dove e chissà quando?

Noi siamo solo e comunque la loro proiezione in avanti nel tempo, come degli “astronauti temporali” spediti da un unico motore che non ha bisogno ne di potenza di cavalli, ne di benzina: L’AMORE. Siamo tutti frutto di un atto d’amore, a volte consapevolmente, altre per sbaglio, è comunque sempre un atto d’ AMORE che ci ha fatti atterrare su questo pianeta, e continueremo a procreare, nella speranza di immaginare i nostri figli e i nostri nipoti in un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato dai nostri AVI

 

L’AUTO CHE NON FUNZIONA PIU’

Ho sentito il discorso di un monaco buddista alla radio un giorno. L’intervistatore gli chiese “Cosa ci aspetta dopo la morte secondo lei?” I monaco rispose: “Secondo me la nostra vita è come un’auto in corsa. Noi siamo alla guida ma non possiamo sapere se l’auto andrà avanti o smetterà di funzionare. Supponiamo che ..bang! L’auto si blocca in mezzo alla carreggiata e non ne vuol più sapere di ripartire.Cosa facciamo una volta che abbiamo realizzato che non può più proseguire? Scendiamo e proseguiamo il nostro cammino a piedi, lasciando l’auto che ormai non ci serve più. Ecco, questo è quello che credo…l’auto è il nostro corpo mortale, all’interno del quale vive la nostra anima che continuerà il suo cammino anche dopo la morte”. Mi è molto piaciuto questo paragone.

COME LA VEDE SAN PAOLO

San Paolo anche lui, nella morte vede una vita che nasce in forme diverse.

 

 Scrive nella prima Lettera ai Corinti:

Ciò che tu semini non prende vita se prima non muore. E quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Dio gli darà un corpo come vuole e a ciascun seme il proprio corpo”. E poi prosegue San Paolo: “Così anche la risurrezione dei morti: si semina nella corruzione, si risorge nella incorruttibilità, si semina nello squallore, si risorge nello splendore, si semina nell’ infermità, si risorge nella potenza”. E conclude: “Si semina un corpo naturale”, cioè biologico, “ e si risorge un corpo spirituale”.DSC02965

                                   Grano e girasoli ad Assisi

E quindi sta indicando, come adesso vedremo, che la morte è una trasformazione. La risurrezione quindi non è una rianimazione di un cadavere, ma una trasformazione che consente all’ individuo di manifestarsi in forme e modalità nuove. E’ quello che gli evangelisti ci presentano nell’ episodio della trasfigurazione di Gesù.

 

I NATIVI AMERICANI

Conoscendo le abitudini spirituali di questo straordinario Popolo, sottoposto a grandi sofferenze a causa dell’uomo bianco, arrivato come un ALIENO nella sua terra, credo che il loro modo di essere e di ragionare nella spiritualità, sia il più vicino alle verità. Tutto rimane comunque soggettivo. E’ l’individuo che deve decidere a  quale verità credere. Ci sarà una vita dopo questa travagliata “scampagnata” terrena? Come sarà? Nessuno lo sa. I Nativi Americani (gli Indiani- anche se il nome deriva dall’errore di Colombo), credono in una Spiritualità più che a una religione “La religione è per chi ha paura dell’Inferno, la Spiritualità è per chi ci è passato”. Questa frase la dice lunga. Di certo ho trovato una grande similitudine, un’assonanza incredibile tra gli insegnamenti di S. Francesco d’Assisi,con il modo di vivere degli “Indiani”. Per loro, la “chiesa” come la intendono i Cattolici non rappresenta il Creatore, il Grande Spirito, Wanka Tanka . Il luogo di culto e di preghiera è lo stesso creato. Una montagna, un lago, un canyon, un tramonto, un’alba, un’aquila che lancia il suo inconfondibile grido sulle vette, un lupo, un cerbiatto,una stella, una pietra, un ALBERO. Tutto questo è la VERA chiesa, il vero luogo di culto è la MADRE TERRA, che va amata e rispettata in tutte le sue forme. L’aldilà per i NATIVI è la “strada blu”, dove si trovano tutti  gli antenati che li hanno preceduti. Il cammino terreno è detto “strada rossa” e viene rappresentato come una linea da seguire, in equilibrio, senza spostarsi ne a destra ne a sinistra, quasi fosse una fune o una striscia disegnata sulla quale camminare, un percorso di rettitudine che non ammette scarti o scivolate.b1c7effd4a7e216dfb606d851c936233

 

Tutte le religioni e i credo del mondo concordano in una cosa: L’amore ed il rispetto per il prossimo.”Ama il prossimo tuo come te stesso” si ripete ed è quindi una buona regola da rispettare credo.

 

 

MUOIONO ANCHE GLI ATEI ?

Certo che si. La morte è comune a tutti, credenti e non credenti. Bisogna quindi rispettare anche coloro che non credono in Dio e ad una vita dopo la morte. Mi sembra una cosa logica. Nessuno dovrebbe mai imporre il proprio pensiero a chi non la pensa alla stessa maniera, anzi. vi immaginate quanto noioso sarebbe il mondo se non vi fossero le divergenze di opinione? La discussione potrebbe continuare per giorni, ma non dimentichiamo l’argomento che ci ha portati a fare tutti questi ragionamenti: LA PAURA DELLA MORTE. 

 

MAI CHIUDERE IL CUORE DAVANTI ALLA MORTE

Se smettessimo veramente di credere che sia una cosa terribile, vivremmo meglio. Accettiamo questa spada di Damocle che pende sulle nostre teste, senza farne un dramma eccessivo. Oggi sono stato ad un funerale di una zia, i parenti, il marito, i nipoti erano sereni, nel loro dolore.

Il cinque di ottobre ero ad un altro funerale di un’anziana signora che, dopo aver perso il marito e la figlia  che aveva poco meno  di sessant’anni, invece di chiudersi nel dolore, ha iniziato ad aprirsi a tutte quelle persone che avevano bisogno della sua parola di conforto, che non negava mai, a donare tempo e sorrisi a chi ne aveva bisogno, specialmente i malati che vivevano nella sua borgata. Ho visto molti occhi lucidi al suo funerale, anche se era vicina ai novant’anni, ha lasciato dietro di se una scia di amore, e di compassione.

 

GLI ANGELI, QUESTI CONOSCIUTI

 

Se qualcuno ci ricorderà dopo la nostra morte non sarà certamente per i soldi accumulati, o le opere realizzate. Verranno ricordati solo coloro che si sono spesi umilmente e con grande coraggio e amore verso gli altri, i più poveri, i sofferenti. Oggi ho scritto un post su Facebook che recitava ;Sii un Angelo per qualcun altro ogni volta che è possibile. Un modo per ringraziare l’Angelo che ha aiutato te.”

 

 

Credo molto negli Angeli. Nelle Sacre Scritture, nei momenti più importanti che accompagnano le vicende del Popolo di Dio, appare sempre un Angelo. Pensateci. Oggi gli Angeli sono in mezzo a noi, si confondono tra la folla e cercano di aiutare chi ne ha più bisogno. Non hanno le ali, ma si riconoscono da due  o tre cose: Hanno sempre il SORRISO sulle labbra. Non parlano MAI male di nessuno e hanno un CUORE GRANDE E GENEROSO. L’importante è che dobbiamo riuscire ad imitarli, a guardare indietro, a condividere la passione (COMPASSIONE significa questo= Condividere la Passione) aiutare gli altri a portare il loro fardello di sofferenza. Nel dedicare un po di tempo a chi ne ha bisogno scopriremo la vera felicità, la serenità che oggi manca a tante persone, travolte dallo stress e dall’egoismo dilagante. Viviamo la vita con la consapevolezza della  morte e sarà tutto più facile.

 

Oggi, 2 novembre si festeggiano i defunti. Mi ritrovo ogni giorno a pensare alla morte, alla fortuna di essere vivo oggi, di avere  a disposizione del tempo per fare tante cose, per amare, per condividere qualche pensiero, qualche foto, qualche speranza. Non ho paura e se dovesse succedermi sono pronto. Quello che mi spiacerebbe di più sarebbe non poter vedere crescere mia figlia (almeno fino a vederla sistemata nel lavoro e nella vita).

La consapevolezza che sono mortale mi da ancora di più la voglia di vivere e di godere di questo spazio-tempo che mi viene concesso.  Mi rimane solo una punta di amarezza per essermi reso conto che tante delle persone dalle quali mi sarei aspettato un po’ di aiuto, mi hanno girato le spalle nel momento di difficoltà che ho passato in questi ultimi tre anni.

Politici, per la maggior parte, ai quali ho dato quello che potevo in termini di sostegno (foto, post, condivisione di idee) e che avevano promesso aiuto, che avrei lavorato con loro una volta eletti ed invece, una volta raggiunto il loro obiettivo si sono completamente volatilizzati e dimenticati di me. Mi ero illuso che esistesse un’etica, un minimo di riconoscenza. Questo mi amareggia ma alla fine era logico che fosse così. I politicanti si sa, vivono di promesse non mantenute, salvo poi chiedere quando si ripresentano alle prossime elezioni. Questa volta troveranno un muro di gomma e dovranno rivolgersi altrove…certo, non avranno nessuna difficoltà a trovare un nuovo pollo che creda alla loro buona fede, al fatto che “non sono come tutti gli altri”. Potrei redigere un elenco ma non lo farò. Lo lascio a mia figlia, che lo renderà pubblico quando non ci sarò più, giusto perché si sappia chi sono quelli che promettono e non mantengono.  Non c’è rabbia in me, mentre scrivo questo, solo una punta di amara delusione per aver ancora una volta creduto nelle persone sbagliate. E’ vero che non si finisce mai di imparare. L’importante è che quando il Creatore mi chiamerà al Suo cospetto, non vengano a  sprecare delle belle parole al mi funerale. Ieri ho visto un bellissimo video di un cantante Hawaiano, quello enorme ed obeso che aveva una voce veramente bellissima IZ Guardate il video alla fine

E’ questo il vero modo di salutare una persona che se ne va all’altro mondo; con allegria e gioia, spargendone le ceneri nei luoghi a lui/lei più cari.  Anch’io vorrei essere salutato con gioia e non con musi lunghi, ma solo dalle persone che ritengo mi abbiano voluto bene veramente, non da coloro che hanno finto di farlo per svariate ragioni. A questo scopo ho già creato un elenco di coloro che saranno invitati alla mia cerimonia funebre e alla mia cremazione, con Prosecco e pasticcini, come si trattasse di una festa di compleanno riservata a coloro che mi hanno amato. Poi si vedrà. Chissà che cosa ci aspetta dopo la morte. Per il momento celebriamo e viviamo la vita con amore, compassione per gli altri e gioia.

 

 

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Disabili e impiego. Ora di cambiare (se vogliamo far funzionare il ministero per la disabilità)


Disabilità e inadempienze delle aziende nella Marca Trevigiana (e nel resto d’Italia purtroppo)

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Nel calvario della ricerca di un lavoro ci sono leggi che potrebbero aiutare le persone con disabilità ad essere assunte. Le aziende hanno l’obbligo di assumere un certo numero di disabili in base al numero di persone che impiegano.

STATISTICHE VERGOGNOSE

L’altro ieri sono entrato in possesso della lista delle aziende (in particolare del Coneglianese e della sinistra Piave) che sono inadempienti a tale legge.

Risulta così che aziende storiche e con grandi fatturati avrebbero posto per 26 disabili e poi si leggono altri nomi con 12 inadempienze e giù fino alle piccole ditte locali che “dovrebbero” assumere 4, 5, 6, disabili. La domanda che sorge spontanea è “Perché non lo fanno?”

La mia idea, come persona disabile, è chiara: “Dei disabili non gliene frega niente a nessuno tanto meno a coloro che sono chiamati ad ottemperare agli obblighi di legge”



                                         VENGANO APPLICATE LE LEGGI

Se una legge viene promulgata, dovrebbe venire applicata, altrimenti a cosa serve? E qui casca l’asino perché  coloro che dovrebbero assicurarsi che le leggi vengano applicate non lo fanno e siamo punto e a capo.

L’alternativa è quella di “imporsi” all’azienda, magari inviando un’ email alla ditta facendo loro notare l’alto numero di inadempienze, candidandosi. Cosa succederebbe? Magari, una volta messe con le spalle al muro le aziende accetterebbero di assumerti, ma poi come sarebbe il clima di lavoro una volta che ti assumessero come disabile in ottemperanza alla legge e non per loro SPONTANEA VOLONTA’? Credo che il clima sarebbe molto teso e triste e la cosa si risolverebbe in un flop totale.

ANCHE LE AZIENDE VENGANO FACILITATE NELLE ASSUNZIONI CON NORME PIU’                                                                            ELASTICHE

Oggi la paura delle aziende è forse quella di dover assumere un disabile per poi trovarsi sul “groppone” una persona che non sia utile all’azienda stessa e che venga “parcheggiato” come inutile costo per l’azienda stessa. Sembra brutto ma è così. SE CAMBIASSERO LE NORME che regolano l’assunzione, in modo che, l’azienda sia messa in grado di decidere dopo un periodo di sei mesi, un anno con un contratto a tempo DETERMINATO se prolungare e confermare il contratto stesso e trasformarlo in uno a tempo INDETERMINATO, ecco che avremmo dato la flessibilità che permetterebbe di trovare e assumere la persona (disabile) giusta. Potrebbero venire inoltre create delle “classificazioni” dei disabili in base alle loro conoscenze linguistiche o ad altre conoscenze specifiche che potrebbero essere d’aiuto all’azienda in fase di scelta del candidato ottimale. Tutto si potrebbe migliorare con un pizzico di buona volontà.



CAMBIARE IL MODO DI GESTIRE E LOCALIZZARLO IN SINTONIA CON IL                                                             MINISTERO PER LA DISABILITA’

Da queste riflessioni ne nasce un’altra più complessa ma anche più semplice. La gestione dell’assunzione delle persone con handicap dovrebbe essere gestita localmente e non a livello provinciale. I Comuni fatto un censimento delle persone disabili dovrebbero gestire un piano di assunzioni mirate in enti pubblici, biblioteche, amministrazioni comunali atti a venire incontro a coloro che hanno più bisogno di altri di un lavoro. Spesso la persona con difficoltà fisiche deve essere sostenuta dalla famiglia che deve affrontare spese, e deve organizzare le giornate in maniera  da poter assistere il loro caro tenendo conto di orari, spostamenti e logistiche varie.  Con il nuovo governo è stato istituito il ministero della disabilità. Speriamo che non rimanga solo uno dei tanti ministeri ma che venga utilizzato per arrivare caso per caso dove c’è n’è più bisogno. A questo potrebbero servire degli aiuti da parte dei Comuni con l’istituzione di assessorati “alla disabilità” che potrebbero fornire dati utili anche al ministero (se la volontà fosse di farlo funzionare veramente). Diamo la possibilità ai disabili di essere impiegati negli enti pubblici e nelle pubbliche amministrazioni, nei musei, negli uffici che oggi vengono gestiti da persone normo dotate, venga assunto un numero sempre più grande di disabili (perlomeno quelli previsti dalla legge, se non di più)

URGE METTERE LE PRIORITA’ IN PROSPETTIVA  PER AIUTARE GLI ITALIANI IN                                          DIFFICOLTA’ E NON SOLO I DISABILI

Chiedendo alla persona disabile se si sente tutelata o aiutata dalle istituzioni la risposta sarà probabilmente un’occhiata sarcastica o un sorrisino del tipo “Mi stai prendendo in giro?” .

Alla base di tutto rimane il totale menefreghismo per i problemi altrui. L’egoismo che non trova spazio per i più deboli. Ci sono molte priorità da considerare quando si aiutano le persone che hanno più bisogno. Direi che partire dagli italiani in difficoltà sia essenziale. Ci sono i disabili ma ci sono i pensionati e le persone che vivono sulla soglia della povertà. Le differenze si fanno sempre più grandi e così anche l’indifferenza. Non mi si venga a dire che mancano le risorse. I soldi ci sarebbero ma purtroppo vengono mal utilizzati o svaniscono nel nulla come nei giochi di prestigio. Quello che è successo a Genova per esempio non sarebbe dovuto succedere. Le autostrade costruite con i soldi degli italiani producono circa due miliardi e mezzo di utile all’anno alle società che le gestiscono che tuttavia investono poco o niente nella miglioria delle infrastrutture, ma questa purtroppo è un’altra storia. Un’altra storia italiana. Se vogliamo veramente cambiare le cose in questo bellissimo Paese lo sforzo deve essere mirato ad eliminare corruzione e corrotti. Una partita non facile ma che deve essere giocata a tutti i costi.

Searching for two soldiers (Jerusalem bus station 1991)


Cercando i due protagonisti della foto. Searching for the people in this photo.

Stazione degli autobus a #Gerusalemme 1991. Mentre fotografavo la gente che arrivava e partiva mi sono imbattuto in questa scenetta. Due militari Israeliani, un uomo e una donna che si sono trovati, abbracciati e baciati.

Non ho resistito e ho scattato questa sola foto. L’ho intitolata “the kiss”. Poteva essere intitolata in mille altri modi. Quello che salta agli occhi è il contrasto tra l’amore che i due ragazzi esprimono nel loro abbraccio e il mitra, strumento di morte, che penzola al fianco del ragazzo.
La #Terrasanta è un Paese meraviglioso che ognuno dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Terra di contrasti, di amore, di odio, di pace e di guerra, di verdi campagne e di aridi deserti, dove tutto è il contrario di tutto ma dove si respira un’aria antica che riporta alle origini del mondo. MIgliaia di anni di Storia si fondono con le tre religioni monoteiste più importanti del nostro Pianeta.
L’ho visitata per tre volte, due a Natale ed una a Pasqua durante i miei reportages. Una sola cosa ho capito; per noi che arriviamo da fuori è inutile ed impossibile cercare di capire i sottili equilibri e le forze che governano i rapporti tra le persone che abitano questa Terra da millenni.
Giudicare può essere facile, ma anche ad un’attenta osservazione esterna possono sfuggire dei particolari,(sempre e comunque legati ad una storia millenaria) per cui è facile puntare il dito in una o in un’altra direzione in base a poche informazioni che spesso sono filtrate a beneficio di una o dell’altra fazione.
Ho visto tante cose, tanta sofferenza, tanta povertà, tanto amore e tanto odio. Tutto questo in un Territorio che è poco più grande di una Regione Italiana. Quello che resta a chi visita questo luogo “magico” sono le sensazioni indescrivibili a parole, i sapori, gli odori, la diversità delle sue genti e l’impressione di vivere dentro ad un racconto Biblico. #IoLeggoQuesto
FOR MY ENGLISH READERS
Bus Station in Jerusalem, 1991. While I was photographing the people who were arriving and leaving I came across this scene. Two Israeli soldiers, a young man and a young woman who found each other, hugged and kissed.
I could not resist and I took this single picture. I called it “the kiss”. It could be titled in a thousand other ways. What jumps to the eye is the contrast between the love that the two young soldiers  express in their embrace and the machine gun, an instrument of death, that dangles beside the young man
The #Terrasanta is a wonderful country that everyone should see at least once in their life. Land of contrasts, love, hatred, peace and war, green countryside and arid deserts, where everything is the opposite of everything but where you breathe an ancient air that brings back to the origins of the world. Hundreds of years of history blend with the three most important monotheistic religions of our planet.
I visited it three times, two at Christmas and one at Easter during my reportages. One thing I understood; for us that we come from outside it is useless and impossible to try to understand the subtle balances and the forces that govern the relationships between the people who inhabit this Earth for millennia.
Judging can be easy, but even a careful external observation can escape details, (always linked to a thousand-year history) so it is easy to point the finger in one or another direction based on little information that often they are filtered for the benefit of one or the other faction.
I have seen so many things, so much suffering, so much poverty, so much love and so much hatred. All this in a territory that is slightly larger than an Italian region. What remains to those who visit this “magical” place are the indescribable sensations of words, tastes, smells, the diversity of its people and the impression of living within a Biblical story. #IoLeggoQuesto

Suicidi e giornalismo Vergogna!


DEC
8

La vergogna del giornalismo Italiano- suicidi (di minori) in prima pagina- J’accuse (ancora e ancora e ancora)

Non so a chi spetti la decisione di sbattere in prima pagina una notizia come questa Si impicca a dodici anni nel +Gazzettino . Stiamo veramente andando tutti fuori di testa? Faccio appello all’ +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  affinchè questa “barbarie” finisca.

Lo avevo già scritto in Questo Post e continuerò a scriverlo.

Se non la smettete pubblicherò e manderò all +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  le foto di un adolescente che si è impiccato una trentina d’anni fa in provincia di Treviso (mi capitò di arrivare sul luogo prima dei Carabinieri) così vediamo se vi passa la voglia di pubblicare certe notizie dalle quali siete lontani anni luce.

Non si può scrivere una notizia così, con dovizia di dettagli (e conseguente rischio di emulazione) specie quando si tratta di un giovane adolescente. Basta con il giornalismo fatto di questi fatti “stupefacenti” al solo fine di vendere le copie che compreranno le “betoneghe” di quartiere. Diritto di cronaca?  E se fosse TUA figlia? TUO figlio? TUO nipote? il TUO migliore amico?

I media Anglosassoni da anni si rifiutano di riportare queste macabre notizie che altro non fanno che deprimere l’umore di chi legge e di chi ne è rimasto vittima diretta o indiretta.

J’accuse! Vergogna a tutti i giornalisti che si prestano a questa macabra roulette. E’ ora DI CAMBIARE STRADA.

Il giornalismo non è questo!

Il “Leonardo del legno 2.0” Mattia Gardenal


Ieri è venuto a trovarmi un amico che mi piace definire “Il leonardo del legno 2.0” .Mattia Gardenal. Un Artista veramente 2.0, innovativo e sempre alla ricerca di cose nuove è riuscito a costruire delle macchine di legno che all’inizio si ispiravano al movimento dell’albero a camme (quello che fa muovere le nostre auto ). oggi Mattia si è spinto molto più  oltre e con l’ausilio di sensori applicati al movimento del legno è riuscito a fare in modo che muovendosi, le sue creazioni producano un suono, dei suoni. Ne risultano delle composizioni articolate e originalissime, postmoderne e ritmate che troveranno senz’altro spazio nel mondo dei più giovani, ma non solo; visitando la pagina Beat Engine su Facebook dove Mattia Gardenal  ci aggiorna sui progressi delle sue creazioni, troverete un clip dove la sua musica viene applicata ad un Cortometraggio futuristico.

Mattia è stato veramente gentile a farmi dono di una delle sue prime creazioni; una barchetta che si muove tra le onde di legno dalla quale ero rimasto affascinato durante una manifestazione alla quale aveva partecipato a Roverbasso di Codognè qualche anno fa.

Vista la sua bravura gli avevo subito chiesto se potevamo fare un’intervista per potermi rendere conto più da vicino del suo enorme potenziale. Gentile come sempre me l’aveva concessa e ho deciso di inserirla all’interno del mio prossimo libro Cuore Veneto.Interviste e storie della nostra gente. Mattia vive e lavora nella nostra provincia ma è oriundo di Cimetta di Codognè.

Rimango solo in attesa di vederlo riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue creazioni muscali e lignee.Non ci vorrà molto. E sarà una grande gioia.

Quando muoiono i bambini (250 fino ad oggi)


QUANDO MUOIONO I BAMBINI
Quando muoiono i bambini non vince nessuno, perdiamo tutti, noi, voi, gli israeliani,hamas, i palestinesi, il Genere Umano perde.
Non ho mai preso posizioni sulla guerra tra Israeliani e Palestinesi. Ho avuto la fortuna di andare in quei luoghi per ben tre volte durante l’Intifada degli anni 90. Le foto qui sotto si riferiscono a quel periodo. Come reporter ho sempre giurato nel mio cuore che mi sarei tenuto fuori da beghe politiche e dalla voglia naturale di prendere posizione per l’una o per l’altra fazione.E’ necessario che un reporter rimanga fedele alla sua neutralità, non per riuscire a far bene il suo lavoro, ma perchè secondo me lo impone un’etica che altrimenti rischierebbe di distorcere la realtà delle cose. In effetti, durante i miei tre reportages in Palestina ho sempre mantenuto questo atteggiamento; chi ero e chi sono io per decidere chi ha ragione e chi ha torto? Chi è il buono e chi è il cattivo? Quando sono arrivato a Gaza ho scattato queste foto (1991) quello che ho visto era una povertà incredibile,un popolo che soffriva in una città che sembrava già allora una fogna a cielo aperto.
Col cuore gonfio ho pubblicato le foto, combattendo la mia voglia di gridare al mondo che questa gente soffriva per mano Israeliana. Ho lasciato che parlassero le foto. Oggi non più.

Sentire che ogni giorno muoiono bambini innocenti non puo’ e non deve lasciarci indifferenti. La guerra da sempre è la cosa più orribile che è successa all’Umanità e continua a succedere. Nella battaglia di Waterloo morirono oltre 40.000 soldati, però erano per lo più volontari, uomini che avevano scelto di combattere.

Oggi a Gaza muoiono i bambini. Posso solo immaginare lo strazio dei genitori, dei nonni, degli amici nel sentire le notizie continue di morte che si susseguono continuamente.

Israele combatte Hamas che combatte Israele. Chi vincerà? Nessuno. Hanno già perduto entrambi quando sono morti primi bambini, i primi civili innocenti. Riconosco ad Israele il diritto di difendersi dai razzi di Hamas, e lo sbaglio di Hamas di nascondersi dietro donne uomini e bambini per lanciare i razzi contro Israele. La storia li giudicherà entrambi colpevoli. Colpevoli i non aver tenuto conto di tutte le vite spente in un batter d’occhio, senza scrupoli, pigiando un bottone da un aereo o dal cannone di un tank.

Anche se le armi tacessero oggi o domani sarebbe già troppo tardi. Il genocidio è già stato compiuto. La colpa di Hamas? Continuare a lanciare i razzi verso Israele. La colpa di Israele? Colpire la popolazione inerme, le scuole, gli ospedali,i campi di gioco. Ma non era così che si comportavano i nazisti durante la seconda guerra mondiale? Perchè bisogna per forza far finta che non stia succedendo? Non avevamo fatto lo stesso durante la seconda guerra mondiale quando si venne a sapere dei campi di sterminio? Tutti sapevano e tutti si sono girati dall’altra parte, fingendo che tutto fosse OK.

Le battaglie della storia, anche le più sanguinose si sono sempre consumate sui campi di battaglia, contrapponendo soldati a soldati. Erano terribili e cruente, ma i bambini erano altrove, le donne ed i vecchi anche, non sulla linea di fuoco.

Oggi siamo a oltre 1000 morti da quando è cominciata l’offensiva. E ci stiamo già abituando al fatto che muoiano bambini ogni giorno, come se i veri ostaggi di questa guerra fossero loro.

Sono già tanti, troppi, e le comunità Ebraiche nel mondo da quando sono scoppiate le ostilità non dormono più sonni tranquilli, perchè l’odio generato dalla morte di quei bambini prima o poi arriverà nel nostro mondo ovattato e tranquillo e lo sconvolgerà purtoppo con nuovi attentati, con nuovo sangue innocente. E’ inevitabile. Occorre fermare subito il massacro. Sarà comunque troppo tardi per recuperare lo “status” di “Genere Umano” Il limite è già stato superato. Le vere bestie siamo diventati noi.

Pio Dal Cin's photo.
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Perchè non votero’ il 25 Maggio


Il voto del 25 Maggio per le Europee accende ancora di più il dibattito politico. Il voto è un diritto/dovere del cittadino. Tuttavia io ho deciso di non votare. I sondaggi di oggi alla trasmissione politica del mattino “Agorà” dicono che il partito degli indecisi e dei non votanti sfiora il 43% .
Cosa significa non votare? Che non ho un’idea politica? Che sono un codardo e preferisco lasciare le decisioni importanti ad altri? Che non riesco a schierarmi con una o l’altra fazione?
Codognè Campanile Restaurato
IL MIO PERCORSO POLITICO
LEGA NORD
Durante le due ultime consultazioni ho votato Lega Nord. Ci credevo. Pensavo che finalmente saremmo riusciti a realizzare il sogno di un Nord Est indipendente da quella Roma ladrona che Bossi & Company andavano sbandierando ai quattro venti. La Padania, con Bossi che canta “Va Pensiero” con la mano destra sul petto.
La Padania si è sgretolata dopo che hanno scoperto che tutti, una volta che hanno accesso al Palazzo possono diventare “ladroni” e ora non resta che sperare nell’indipendenza del Veneto via consultazioni referendarie e legali, attraverso la costituzione e senza violenza. Maroni a Pontida ieri, ha annunciato che anche la Lombardia indirà “come I fratelli Veneti” un referendum per ottenere l’indipendenza del “Grande Nord” grande “Padania””Nord Est”? Come lo chiameremo adesso? Salvini ha un gran da fare a cavalcare I temi più populisti di questa campagna elettorale come “lotta all’immigrazione selvaggia” “No Euro” eccetera. Ma non era la Lega al governo conBerlusconi gli ultimi vent’anni? Cosa è stato fatto? L’ultima azione prima degli scandali che l’hanno travolta è stata quella di voler portare I ministeri al Nord. Con tutti I problemi che assillavano il Paese era quella forse l’emergenza? La Lega non avrà il mio voto.
GRILLO.
Lo confesso. Dopo averlo sentito sbraitare cose che mi sembravano giuste alle ultime politiche, ho deciso di votere per il comico genovese.
Ero convinto che veramente avrebbe fatto di tutto per cambiare le cose in Italia. Il successo insperato che ottenne mi riempì di gioia e di speranza.. Putroppo forse anche Grillo non si aspettava un successo così enorme, ed invece di rimboccarsi le maniche e trovare un accordo di governo atto a migliorare la situazione del Paese già allora disastrata, si è limitato a continuare ad ululare e a sbraitare, a condannare tutto e tutti, partendo da Papa Francesco (accusandolo di collusione con Pinochet) per proseguire con Napolitano e tutti gli altri che cercavano di sbarrargli la strada. “Diffida delle persone che urlano” è una frase che mi è rimasta impressa leggendo Desiderata di Mark Hermann.
Le frasi sui campi di concentramento, le “epurazioni” di stampo fascista e l’autorità settaria che contraddistingue il leader dei Pentastellati, mi suggerisce di star bene alla larga da questo Movimento che fa tanto baccano ma non sta portando l’Italia da nessuna parte. Grillo non avrà il mio voto.
RENZI
Credo che il Matteo abbia la volontà di cambiare le cose. Premetto che non ho mai votato a sinistra ma che ho tenuto l’ex sindaco di Firenze sotto “osservazione” Penso che la buona volontà di cambiare le cose in Italia lui l’abbia veramente; il solo problema è che forse non si è reso conto che non è ne in Gran Bretagna ne in America, dove un uomo da solo potrebbe e puo’ veramente fare la differenza. Lo fece Churchill durante la guerra. La Tatcher o lady di ferro. Blair.
In italia l’ultimo uomo che riuscì veramenta quasi da solo a cambiare le cose si chiamava De Gasperi, ma sono passati più di cinquant’anni. Impossibile oggi concepire un cambiamento radicale come quello che si propone di fare Renzi con un solo uomo che si prende tutto il credito del successo.Non succederà.
Renzi piace e non piace. Piace per la sua energia nel trasmerttere le idee. Non piace perchè se fai un po di zapping inTV non c’è momento del giorno o canale dove non ci sia il buon Matteo a sciorinare idee, a parlare come una mitragliatrice di come farà a cambiare tutto e tutti. Un’overdose di presenze e di apparizioni mediatiche che per quanto uno possa essere attratto dalla sua dialettica 2.0 alla lunga diventa un boomerang.
Il Pd che fino a pochi giorni fa era spaccato in tante anime, ri ricompatta. Perchè? Urge sconfiggere la destra. Urge un buon risultato alle Europee. Tutti sono sullo stesso treno, e sulla stessa lista; ergo “stiamo uniti finchè vinciamo, poi lo massacriamo politicamente”
Gli 80 Euro in busta non sono una boutade elettorale? Mi viene da ridere, o da piangere. “Sono solo un antipasto” ha detto il primo ministro. Come hanno già detto in tanti, sembrano più un voto di scambio che un vero aiuto alle famiglie. Se Renzi togliesse, che ne so, il bollo auto ed il canone RAI (due tasse subdole quanto asurde) avrebbe messo nelle tasche di ogni famiglia quasi 400 Euro che sarebbero stati spesi rimuovendo quel blocco che sta facendo ristagnare l’economia. Renzi è solo il buon “boy scout” che vorrebbe ma non puo’. Si accorgerà, dopo il 25 Maggioche il Senato non si farà rottamare da uno “sbarbatello” che vorrebbe suonare con la chitarra “we shall overcome”.
A Giulio Cesare fecero pagare cara la sua voglia di cambiamento. Lo stesso accadrà a Renzi (politicamente, ovvio, non fisicamente). Verrà sbranato dai suoi; non ci sarà bisogno di “aiuti” esterni.
Renzi non avra’ il mio voto.
ALFANO
Angelino and Company per quanto vogliano atteggiarsi al “nuovo” faranno sempre la figura di chi ha “tradito” il loro stesso creatore. L’Apostolo Pietro tradì Gesu’ per ben tre volte, salvo poi “piangere amaramente” come racconta nelVangelo Matteo. Pietro diventò colui che difese e divulgò la parola del suo Maestro meglio di tutti, e poi fu crocifisso per Sua volontà a testa in giu’.
Alfano non si farà crocifiggere per Berlusconi, ma l’idea che lo abbia “tradito” dopo che Silvio lo ha creato e gli ha insegnato tutto quel che c’era da sapere sulla politica, non piacerà agli Italiani.A me no di sicuro, anche se non mi piace Berlusconi. Ho visto in questi mesi apparire Formigoni in tutte le TV, con una faccia tosta che era veramente sconcertante. Sono questi gli uomini nuovi di Alfano? Formigoni? Quagliarello (che si è beccato la poltrona di ministro e di “saggio”)? Non voterò per Alfano.
Non mi piace com’è stato trattato il leader di Forza Italia. Non entro nel merito delle sue vicende giudiziarie (che conosco ben poco), ma dal punto di vista politico è stato trattato come la Maddalena, solo che non c’era Gesu’ a scrivere I peccati di chi voleva “scagliare la prima pietra” ed è stato “lapidato” da chi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”
Tante volte ho scritto che Berlusconi era finito politicamente. Non mi piaceva il Berlusconi degli ultimi anni che diceva che tutto andava bene e tutto era OK. Adesso vorrebbe fare da paladino della libertà; perchè invece di rincorrere una delle sue “passioni” (le gonnelline) non si è dato da fare per sistemare le cose che andavano male? Ha avuto vent’anni per farlo senza riuscirci, perchè dovrebbe farlo adesso?
Buona l’dea di portare le pensioni ad 800/ 1000 Euro; peccato che non ci abbia pensato in tempi meno sospetti e meno elettorali. Non voterò per Berlusconi.
CONCLUSIONE
Spero di aver reso l’idea della mia decisione al “Non Voto” Vorrei inoltre ribadire il che non credo a questa Europatroppo inginocchiata allo strapotere Tedesco. Non esiste una politica estera comune, ne è la prova la gestione dell’emergenza immigrati che lascia l’Italia in prima linea da sola a fronteggiare una sistuazione che durante l’anno viene scopata sotto il tappeto salvo poi andarla a recuperare in tempi elettorali che tanto bene fanno a derive populiste e demagogiche.
Quando ci fu l’emergenza Libica, con la caduta di Gheddafi, l’Europa ha mostrato anche troppo palesemente che ognuno degli stati membri “forti” come Germania e Francia avevano delle visiuoni discordanti in merito. Come possiamo pensare ad un‘Europa unita quando non riusciamo ad essere uniti nemmeno in Italia ? Anzi No, nemmeno inRegione, anzi no, nemmeno tra Provincie, anzi no, nemmeno tra paesi? Con tutto il rispetto per chi voleva un’Europa Unita, non ci sono le caratteristiche per portarla avanti e quest ‘Europa è troppo figlia delle banche e della Germania.
Per non parlare dell’Euro. Una moneta risultata impopolare ed inadeguata che nonpiace più, anche perchè guardando agli Stati che non l’hanno addottato, ci resta una punta d’invidia. La Gran Bretagna e la Svizzera, solo per citare due esempi non hanno subito le conseguenze della crisi mondiale che sta piegando invece noi come la Grecia o la Spagna.
Votare per l’Europa? Quale Europa? No grazie! Per l’Italia, quale Italia? Di Renzi? Di Grillo? Di Salvini? Di Alfano? Di Berlusconi? No grazie!

 

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