Alpini a Codogné. Comincia stasera la festa di tre giorni per i 25 anni dalla fondazione


OCT
23

Alpini a Codogné. Comincia stasera la festa di tre giorni

Codognè si veste di tricolore.Le strade, i negozi, i ristoranti, i bar, le pizzerie. Non c’è casa lungo la strada dove domenica sfileranno le PENNE NERE che non abbia esposto una bandiera, una coccarda, dei cimeli di guerra. Il paese si prepara così alla festa per celebrare i VENTICINQUE anni dalla fondazione del GRUPPO ALPINI DI CODOGNE‘ che trasformerà il paese della provincia di Treviso nei prossimi tre giorni nella CITTA’ DEGLI ALPINI.

Il gonfalone di Codognè a Conegliano portato da Angelo Tonon con il sindaco Roberto Bet

Per quelli che non hanno mai assistito alla pacifica invasione degli Alpini in una città sarà sicuramente una lieta sorpresa. Quando arrivano le penne nere arriva la serenità e la gioia di ospitare questi “Angeli con una penna sola” che tanto hanno dato nel corso dei decenni all’Italia e al mondo. Da sempre sono loro i primi ad accorrere quando c’è bisogno. Sia per una calamità naturale che per costruire il tetto di un asilo, riparare,mettere a posto,organizzare. Ho avuto il piacere di assistere a Conegliano Veneto al Raduno Triveneto 2015   ed è stata un’esplosione di colori, di bandiere di volti di fanfare e di spunti interessanti per un fotografo di strada. Quello che mi ha molto colpito é stata la capacità organizzativa che ha fatto funzionare tutto come una macchina ben oliata. Il minimo comune denominatore in tutto questo però è il senso di ALLEGRIA  che gli Alpini si portano dietro e trasmettono alla gente ovunque decidano di organizzare qualsiasi evento.Daranno l’impressione di invadere il paese,poi, mano a mano che le strade si riempiranno dei vari gruppi provenienti da ogni dove sarà veramente una kermesse indimenticabile. Al termine se ne andranno quasi in punta dei piedi, senza lasciare niente fuori posto, e il sentimento che prevarrà nella gente sarà quello di tornare ad ospitarli.. W.GLI ALPINI!

Si comincia quindi questa sera, nell’aula magna della biblioteca di Codogné dove si terrà  la conferenza” CODOGNE’ DURANTE LA GUERRA” A cura di Claudio Botteon a cui seguirà una proiezione con i momenti salienti dei Venticinque anni del Gruppo . Qui sotto troverete il programma completo della manifestazione che proseguirà domani presso il PALABLU’ con l’esibizione dei due cori ALPINI e culminerà domenica mattina con la sfilata,l’alzabandiera presso il monumento ai caduti, la Santa Messa e l’intervento delle autorità per concludersi poi con il rancio Alpino a cui tutti sono invitati a partecipare.

programma della tre giorni a Codogné

Blab Photos of Blabbers Blabbing from every corner of the World


If You have beeb blabbing chances are that you may be on these pictures. I have been on blab.im just for one week but this new video chat platform connected with your +Twitter  handle seems to be the craze of the moment. The secret must be its simplicity and the fact that there are very few things you have to know about videochatting in order to participate actively. +Mike Downes  and I go a long way back to the very beginning of +Google+  #Hangouts in 2011. Today we aren’t hanging out as much as we did when the videochatting platform was  launched. The reasons may be many. Today we are happy about this new platform and the success that blab.im is having shows that there is always need for something new on the Web and people are really willing to hop in and try something that is well done and simple to use. +Team Blab  is doing a great job, and I’m pretty sure these are days of bug squashing, pints of coffee drinking,few hours a day sleeping, wghile sorting all the suggestions coming in from everyone. My suggestion is to keep it simple. There are a couple of features I would love to see if I may suggest: A) An invite button, so that I could invite my friends over to my chat on Blab. B) a sound annoucing when someone wants in the room. In a multitasking world it would be very helpful.C) the possibility of screen sharing. (It could be a fifth window where anyone could share their photos or links, or desktops. That is all. I am a  street photographer This is my collection on G+ so I will keep taking screenshots of blab.im Blabbers blabbing from all over the world. You can find me onFacebook Google Plus Twitter Pinterest

Fotografia Creativa. L’uso delle superfici riflettenti.


Quando frequentavo il Broward Community College di Fort Lauderdale, negli anni 80, una delle classi a cui mi ero iscritto e mi dava tanta soddisfazione era la classe di ARTE. Si parlava di pittura, di scultura, di fotografia. Ricordo che l’insegnante un giorno ci disse che “Per fare una bella foto, dovete girare, girare, girare attorno al vostro soggetto. Sembra banale, ma così facendo avrete la completa idea di quello che state ritraendo.” Verissimo. Provare per credere. Oggi parleremo delle superfici riflettenti. Mentre camminate per un bellissimo centro storico della meravigliosa penisola Italiana vi capiterà di vedere case, monumenti, castelli, scorci meravigliosi, e chissà quante altre bellezze. L’ultima volta che sono stato a Firenze per esempio, mi sono trovato di fronte al duomo. Quante foto sono state fatte a questo simbolo del Rinascimento Italiano? Milioni. Ecco che la creatività entra in gioco. Voglio e debbo fare una foto diversa, una foto che nessuno abbia mai fatto. Impossibile? In Fotografia nulla è impossibile.Bisogna però pensare alla luce come ad un pennello, e disegnare qualcosa di nuovo. Mi son guardato in torno ed ecco il mio aiuto; un’auto della polizia con un bel cofano blu rivolto verso la facciata del duomo.Ecco il risultato in questa foto

. Il duomo risulta riconoscibile e distorto.Una foto unica ed irripetibile.Questo è lo scopo della foto creativa; creare nuove immagini, soprattutto creare uno stile personale in modo che un’osservatore attento che veda quella foto possa dire: “Quella è una foto di Tizio, Caio, o Sempronio” senza bisogno che ci sia scritto sotto il nome. Le superfici riflettenti ci sono sempre. Un fiume, una pozzanghera,uno specchio, una vetrina, un paio di occhiali da sole,il cerchione di un’auto. Usateli, guardatevi attorno, aprite gli occhi ad altre forme non comuni.. Girate attorno alla chiesa, al castello, alla persona che volete fotografare, guardate in su, in giù a destra a sinistra, sopra e sotto. La luce è lì per voi, per essere usata. Che abbiate uno smarthphone o una fotocamera professionale non importa. Dovete scattare la foto. Ecco altri esempi: Treviso, una viuzza bellissima con una pozzanghera.La prima foto rende l’idea della via intera. La seconda scende nel particolare. Fate le due foto così potrete confrontare e discutere sull’uso delle superfici riflettenti.

Altro esempio.La peschiera di (www.villatoderini.it) fotografata in modo che il cielo vi si rifletta. In un secondo momento, ho girato la foto di 360 gradi ed ecco che il risultato fa sembrare che l’acqua sia il cielo stesso. Non è difficile vero? Basta pensarci.

Ed ecco una delle mie preferite: Burano. Le case coloratissime si riflettono nel canale. Se amate  la fotografia, se la passione per lo scatto vi brucia dentro, fatevi un regalo; una giornata a Burano vi risciaquerà l’animo e vi riempirà la testa di colori. Buona fotografia a tutti. SE volete chiarimenti o volete contattarmi per qualsiasi domanda scrivetemi a piodalcin@gmail.com

The Menu’ for a perfect Italian night of classical music with a live orchestra (video and photo story)


Ingredients: One fantastic orchestra named FILARMONIA VENETA and its director DIEGO BASSO

One Palladian Style Venetian Villa named VILLA TODERINI

One perfect hot summer evening with stars

One Moon

The public sitting in the park in front of the VILLA Toderini (www.villatoderini.com)

The RED CROSS chapter from CONEGLIANO VENETO

One photographer (myself) running all over trying to get the perfect angle in spite of spotlights creating a disturbance to the shooting of video/photos. for the videos please visit wveneto.com

That is really what made the night of Wensday July the 22nd a memorable one for this tiny town of 5300 souls nested in the country side of Veneto, between the Adriatic beaches and the Dolomites

Teresa Pelos Eroe del nostro tempo


APR
17

Teresa Pelos un esempio di come una persona può cambiare il mondo

Ho incontrato Teresa Pelos l’altro ieri. Gentilmente mi ha concesso di intervistarla per il nuovo libro “Cuore Venetoche uscirà il prossimo Natale.
Non voglio anticipare i contenuti dell’intervista che pubblicherò integralmente nel libro con il solito metodo dei codici QR già sperimentato nella prima edizione +Cuore Veneto Codognè Treviso  .

Conosco Teresa Pelos da tanti anni. L’ho conosciuta attraverso i miei genitori Narciso e Maria Teresa quando condon Mario Dall’Arche trascorrevano l’estate a Palughetto, la casa di vacanze in Cansiglio. Ricordo il caro figliolo, Benedetto, che frequentava il Seminario di Vittorio Veneto che le è stato strappato a soli 15 anni dalla Leucemia. Una cosa terribile.

                                                         Con il caro figliolo Benedetto

Teresa è riuscita a convogliare il suo dolore, a trasformarlo in una forma di “rabbia positiva” e ha deciso di dichiarare guerra a quella terribile malattia. Lo ha fatto in questi ultimi 28 anni  nell’ AIL spendendo ogni minuto per migliorare le condizioni dei parenti e famigliari di chi, colpito dl morbo doveva stare vicino ai propri cari. Lo ha fatto raccogliendodieci milioni di Euro che sono stati tutti destinati all’acquisto di macchinari,alla ricerca, al miglioramento delle condizioni dei degenti e a tante iniziative volte a sconfiggere il male che le aveva strappato l’unico figlio.

La prova di quello che una persona che io definisco “Eroe del nostro tempo”puo fare nella comunità dove vive per cambiare le cose in meglio. Siamo troppo abituati ad aspettare che siano gli altri a cambiare le cose. Quando ci accorgiamo (parafrasando una vecchia canzone) che “Gli altri siamo noi” ci rendiamo conto che ognuno di noi ha il suo peso se si mette al servizio della comunità dove vive. Cosa certo non facile ai nostri tempi. Non è più come cinquant’anni fa, quando esisteva la solidarietà e l’amicizia e i valori fondamentali della nostra società non venivano calpestati continuamente. Quando i crocifissi e le preghiere in classe, i presepi ed i simboli della nostra cultura Cristiana e Contadina non venivano messi in discussione, anzi, erano parte integrante dell’educazione impartita ai nostri figli.

Ecco perchè l’esempio che traspare dalla vita dedicata a una missione così importante come quella di Teresa Pelos deve essere raccontato, non solo in un post come questo, in un blog visto solo da poche centinaia di persone al giorno, ma andrebbe portato nelle scuole, per far capire ai nostri bambini che si affacciano alla vita dell’importanza di un coinvolgimento personale, di una lotta che anche se fatta da un solo individuo può portare a dei seri cambiamenti nella società in cui viviamo.

Quando ho chiesto a Teresa Pelos se le istituzioni e lo Stato l’abbiano mai aiutata, mi ha guardato e con il suo sorriso ha risposto alla domanda. Ha sempre fatto tutto da sola, ovviamente con l’aiuto di un piccolo esercito di volontari sparsi in tutta la Regione, quando si trattava di vendere le uova di Pasqua o le stelle di Natale per raccogliere fondi.

                                      Teresa Pelos con il sindaco di Codognè Roberto Bet
Ha incontrato Papa Wojtila, il Presidente Ciampi che le ha conferito la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Quando le chiedo quali siano state le persone che le hanno lasciato un segno particolare nel corso della sua vita mi dice ” Tutti quei malati che ho accompagnato all’ultimo momento della loro vita, cercando di rendere quanto più possibile il loro trapasso sereno…. mi sono accorta che nella vita la preghiera migliore e più accettata da Dio è l’offerta del proprio dolore”

                                                     Teresa Pelos con Papa Wojtila
Adesso Teresa Pelos ha lasciato la guida dell’ AIL e finalmente riuscirà a dedicare un po di tempo a se stessa ” A sistemare tutte quelle cose che non ho avuto il tempo di fare quando ero impegnata con l’AIL; i miei affetti, i figli dei miei nipoti, e rispondere al telefono perchè la gente continua a chiamarmi chiedendomi una parola di conforto che io non nego mai”

                                          Medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica
E’ difficile pensare a una Teresa Pelos “Pantofolaia” e sono sicuro che nel silenzio e nella tranquillità della sua
onorabile terza età saprà sicuramente continuare a dare un senso speciale alla propria vita, ma soprattutto a quella degli altri, come ha sempre saputo fare. Grazie Teresa per il suo grande esempio.

                                      Teresa Pelos all’ingresso della sua casa a San Fior

Oderzo Perla del Veneto ispirazione per un fotografo di strada


APR
16

Oderzo Perla del Veneto. La sua gente le sue strade i bellissimi spunti per un fotografo di strada

Ieri in un gruppo al quale partecipavo su Facebook il moderatore ha postato un “Codice Etico per l’uso delle foto ” che ritraggono persone per strada. In queste ultime settimane mi ero permesso di pubblicare dei “candid shots” di gente presa così, mentre cammina per le strade di Oderzo. Precisando che se a qualcuno avessero dato fastidio avrei subito provveduto a rimouverle

Vengo spesso in questa bellissima cittadina del Veneto; mi rilassa la sua Piazza Grande ancora a misura d’uomo e ricordo anche le accese polemiche che ci furono negli anni 80 quando si paventò l’idea di renderla pedonale. Allora ero il fotografo del +Gazzettino  ed ho seguito la vicenda con passione. Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso, regalandoci una delle più belle piazze della provincia di Treviso.

Una piazza che per un “fotografo di strada” come mi piace definirmi adesso è sempre una grande attrattiva.
All’inizio della mia carriera di fotoreporter d’assalto frequentavo luoghi più pericolosi. La guerra Serbo Croata mi ha insegnato che bisogna stare attenti alle mine anti uomo che sono verdi e sembrano dei grossi freesbee. L’Intifada in Israele mi ha insegnato che vivere o morire in certi casi è una questione di piccole decisioni prese in fretta, e così via.

Adesso sono tranquillo e ho famiglia. Le foto di guerra le lascio fare agli altri. Mi piace cogliere certi momenti nei quali la gente si ritrova anche così per caso come in questa foto fatta davanti al Duomo, dove due vecchi amici, un uomo e una suora si ritrovano per uno scambio di idee. Non ho ascoltato quello che dicevano ovviamente ma la loro conversazione era cordiale e genuina

Ho pubblicato decine, centinaia di foto come questa e non ho mai avuto nessun problema di Privacy o di ritorsioni legali per averlo fatto. Ho sempre pubblicato le mie foto usando un grande rispetto e puntualizzando (come ho fatto nel gruppo Facebook) che se avessero dato fastidio a qualcuno le avrei subito rimosse. I commenti sono stati tutti positivi e questo mi ha spinto a pubblicarne di nuove visto che incontravano il favore della gente di Oderzo. Fino a ieri, quando il moderatore ha deciso di insegnarmi cosa dovevo o non dovevo pubblicare. Ho deciso quindi di uscire dal gruppo e di pubblicare le foto della gente di Oderzo su questo blog e sul mio profilo Facebook (cercate se volete pio dal cin e mi troverete facilmente). Nel libro che ho pubblicato a dicembre +Cuore Veneto Codognè Treviso   “Codognè Cuore Veneto” (lo trovate nelle due librerie Opitergine) ho fatto un accenno alla bellezza della città di Oderzo. Nel prossimo volume in uscita a Natale ci sarà un’ampio spazio dedicato a questa “Perla del Veneto”. Ci saranno luoghi, scorci e personaggi. Se qualcuno si sentirà offeso dalle mie foto si accomodi pure e adisca a vie legali. Non accetto però lezioni di etica da nessuno e tantomeno da chi non è del settore. Per me la fotografia è stato e sarà uno stile di vita e una passione bruciante; un virus dal quale non sono mai riuscito a liberarmi. Non saranno le parole di un moderatore di un gruppo Facebook a farmi desistere a continuare a scattare e pubblicare le mie foto, come sempre nel grande rispetto di chi sto ritraendo. Non sono un Paparazzo, sono un fotografo di strada.

Riflessi sul cofano di un SUV in centro a Oderzo

Ieri al mercato…

Pope Francis will clean the Vatican like San Francesco


(by pio dal cin)March 15th 2013 00:18 a.m (Rome Time GMT+1) As Pope Francesco begins His Papacy with a visit to the Church of  Santa Maria Maggiore in Rome to pay respect to Mary Mother of Jesus. known to the people of Rome as

Maria Salus Populi Romani.


 
Pope Francesco boarded a simple car instead of the Official Vatican Car and with a simple bouquet of flowers in His hand went to the Church to pray silently for about ten minutes in front of the Altar.
 
His simple ways highlited here by The New York Times appeared immediate as He choose his papal name as Francesco as the Greatest Saint in the History of the Church.

Even the +Dalai Lama  made a +Google+  post to acknowledge that He knows and Loves Saint Francis of Assisi for His discipline,simple ways, and Love for All Creatures.

Being the first Pope ever to choose  such a Great Name puts Him on a very important spot. Not easy to manage.

The need for a simple Man that can embrace the Original Message of Jesus through the New Testament withnessed in person by Saint Francis of Assisi was strongly needed in a corrupted and evil world that hasn’t spared even the Vatican in the past decade.

1)Vatican Leaks
2)Pedophile Scandals in the Catholic Church
3)The IOR Vatican Bank Scandals
4)Vatican richness

He has a though job ahead of Him, but His simple ways (He greeted the crowd in St.Peter with a “Fratelli e Sorelle Buonasera”) have already conquered the world. He asked the people who gathered in the Square to Bless Him, before He would Bless them.
How many Wolves will this Pope with Italian Origins will have to encounter inside the Vatican, like

Saint Francis with the Gubbio’s Wolf (see video here)