Addio Grande Mauro. Ti sia lieve la terra!


 

 

Chissà se i giornali locali ti dedicheranno un articolo domani. Forse si, forse no. Nella tua breve ma intensa vita non sei stato  sindaco, né assessore né consigliere comunale. Non eri iscritto a nessun gruppo. Te lo scrivo io un articolo caro Mauro, dedicato con tutto il cuore a te che sei stato una persona semplice, che ha vissuto una vita semplice, piena di alti e bassi, di controversie, di battaglie combattute, vinte e perdute. Eri gentile e rispettoso degli altri. Forse sapevi che la vita ti stava scorrendo veloce tra le dita, ma avevi scelto tu come viverla, alla tua maniera, senza rompere le balle a nessuno. Al bar del Maxi oggi il clima è triste, quasi avessero tolto una delle colonne portanti. Quando scendevo dall’auto eri il primo a salutarmi. A volte mi fermavo a scambiare due chiacchere. Eri sempre di buon umore e sembrerà strano a tutti non vederti seduto con la sigaretta in mano a fare l’ennesima partita a scopa con gli amici. Tutti sapevano che non stavi bene, ma nessuno si aspettava che facessi un “check out” così veloce dall'”albergo della vita”.  Gli amici del bar hanno messo una cassetta di cartone dove vengono raccolte le offerte per regalarti domani, giorno dell’ultimo saluto un mazzo di fiori, per dirti che ti volevano e ti vogliono tutti  bene, che mancherai quando ci sarà la nuova partita a scopa, che mancherai ai tuoi figli, ai fratelli e alle sorelle, ai cugini, e alla tua mamma che con il cuore gonfio di dolore ti piange oggi, assieme a tutti quelli che hanno avuto l’onore ed il privilegio di conoscerti. Se i giornali non ti dedicheranno l’articolo che meriti, non importa. Molto spesso le persone più valide e meritevoli passano inosservate, solo perché la loro vita non ha visto i riflettori riservati spesso a chi si veste solo in apparenza con il vestito della “piece teatrale” che la vita richiede loro. C’è tanta ipocrisia, tanta falsità nel mondo d’oggi, e spesso sono coloro che dovrebbero dare l’esempio a cadere nella banalità di una vita spesa nell’egoismo e nel menefreghismo. Non è il caso tuo Mauro; con i tuoi limiti, le tue paure, la tua vita vissuta in salita ci hai insegnato che si può essere generosi, rispettosi, gentili e generosi,mostrando la nostra vera faccia, la nostra natura umana senza maschere ed ipocrisie. Sono sicuro che dal posto in cui sei ora ci stai osservando e magari ci aiuterai a farci passare il magone, perché tu eri così: semplice, rispettoso e generoso.amauro.JPG

Giancarlo Giannini strepitoso a Conegliano


NOV
20

Grazie Giancarlo Giannini a Conegliano Veneto

Una grande pagina di teatro è stata scritta quasi in silenzio questa sera a Conegliano, al Teatro Accademia di Giorgio Fabris.

Quasi in silenzio perchè, in punta dei piedi il mostro sacro della recitazione, l’artista, il più bravo attore che l’Italia annovera tra le folte fila di coloro che amano questo mestiere, ha saputo regalare ad un teatro stracolmo di gente un esempio unico di come si reciti una poesia.

Coadiuvato da due musicisti il Maestro Giancarlo Giannini ha declamato Dante, Petrarca, Ungaretti, Pasolini, Prevert, Shakespeare, D’Annunzio, Neruda ,Lorca e molti altri con un pathos e una capacità espressiva che appartiene solo a pochi bravi attori.

Personalmente ho apprezzato moltissimo l’Amleto, recitato in maniera impeccabile. Giancarlo Giannini è apparso in ottima forma e ha veramente regalato al pubblico una di quelle serate indimenticabili che sono destinate a rimanere delle perle da riscoprire di tanto in tanto per gustare quello che è il vero, il genuino teatro di cui ognuno di noi ha bisogno.

Photo copyright °piodalcin 2016
 
 
 

Alpini a Codogné. Comincia stasera la festa di tre giorni per i 25 anni dalla fondazione


OCT
23

Alpini a Codogné. Comincia stasera la festa di tre giorni

Codognè si veste di tricolore.Le strade, i negozi, i ristoranti, i bar, le pizzerie. Non c’è casa lungo la strada dove domenica sfileranno le PENNE NERE che non abbia esposto una bandiera, una coccarda, dei cimeli di guerra. Il paese si prepara così alla festa per celebrare i VENTICINQUE anni dalla fondazione del GRUPPO ALPINI DI CODOGNE‘ che trasformerà il paese della provincia di Treviso nei prossimi tre giorni nella CITTA’ DEGLI ALPINI.

Il gonfalone di Codognè a Conegliano portato da Angelo Tonon con il sindaco Roberto Bet

Per quelli che non hanno mai assistito alla pacifica invasione degli Alpini in una città sarà sicuramente una lieta sorpresa. Quando arrivano le penne nere arriva la serenità e la gioia di ospitare questi “Angeli con una penna sola” che tanto hanno dato nel corso dei decenni all’Italia e al mondo. Da sempre sono loro i primi ad accorrere quando c’è bisogno. Sia per una calamità naturale che per costruire il tetto di un asilo, riparare,mettere a posto,organizzare. Ho avuto il piacere di assistere a Conegliano Veneto al Raduno Triveneto 2015   ed è stata un’esplosione di colori, di bandiere di volti di fanfare e di spunti interessanti per un fotografo di strada. Quello che mi ha molto colpito é stata la capacità organizzativa che ha fatto funzionare tutto come una macchina ben oliata. Il minimo comune denominatore in tutto questo però è il senso di ALLEGRIA  che gli Alpini si portano dietro e trasmettono alla gente ovunque decidano di organizzare qualsiasi evento.Daranno l’impressione di invadere il paese,poi, mano a mano che le strade si riempiranno dei vari gruppi provenienti da ogni dove sarà veramente una kermesse indimenticabile. Al termine se ne andranno quasi in punta dei piedi, senza lasciare niente fuori posto, e il sentimento che prevarrà nella gente sarà quello di tornare ad ospitarli.. W.GLI ALPINI!

Si comincia quindi questa sera, nell’aula magna della biblioteca di Codogné dove si terrà  la conferenza” CODOGNE’ DURANTE LA GUERRA” A cura di Claudio Botteon a cui seguirà una proiezione con i momenti salienti dei Venticinque anni del Gruppo . Qui sotto troverete il programma completo della manifestazione che proseguirà domani presso il PALABLU’ con l’esibizione dei due cori ALPINI e culminerà domenica mattina con la sfilata,l’alzabandiera presso il monumento ai caduti, la Santa Messa e l’intervento delle autorità per concludersi poi con il rancio Alpino a cui tutti sono invitati a partecipare.

programma della tre giorni a Codogné

Fotografia Creativa. L’uso delle superfici riflettenti.


Quando frequentavo il Broward Community College di Fort Lauderdale, negli anni 80, una delle classi a cui mi ero iscritto e mi dava tanta soddisfazione era la classe di ARTE. Si parlava di pittura, di scultura, di fotografia. Ricordo che l’insegnante un giorno ci disse che “Per fare una bella foto, dovete girare, girare, girare attorno al vostro soggetto. Sembra banale, ma così facendo avrete la completa idea di quello che state ritraendo.” Verissimo. Provare per credere. Oggi parleremo delle superfici riflettenti. Mentre camminate per un bellissimo centro storico della meravigliosa penisola Italiana vi capiterà di vedere case, monumenti, castelli, scorci meravigliosi, e chissà quante altre bellezze. L’ultima volta che sono stato a Firenze per esempio, mi sono trovato di fronte al duomo. Quante foto sono state fatte a questo simbolo del Rinascimento Italiano? Milioni. Ecco che la creatività entra in gioco. Voglio e debbo fare una foto diversa, una foto che nessuno abbia mai fatto. Impossibile? In Fotografia nulla è impossibile.Bisogna però pensare alla luce come ad un pennello, e disegnare qualcosa di nuovo. Mi son guardato in torno ed ecco il mio aiuto; un’auto della polizia con un bel cofano blu rivolto verso la facciata del duomo.Ecco il risultato in questa foto

. Il duomo risulta riconoscibile e distorto.Una foto unica ed irripetibile.Questo è lo scopo della foto creativa; creare nuove immagini, soprattutto creare uno stile personale in modo che un’osservatore attento che veda quella foto possa dire: “Quella è una foto di Tizio, Caio, o Sempronio” senza bisogno che ci sia scritto sotto il nome. Le superfici riflettenti ci sono sempre. Un fiume, una pozzanghera,uno specchio, una vetrina, un paio di occhiali da sole,il cerchione di un’auto. Usateli, guardatevi attorno, aprite gli occhi ad altre forme non comuni.. Girate attorno alla chiesa, al castello, alla persona che volete fotografare, guardate in su, in giù a destra a sinistra, sopra e sotto. La luce è lì per voi, per essere usata. Che abbiate uno smarthphone o una fotocamera professionale non importa. Dovete scattare la foto. Ecco altri esempi: Treviso, una viuzza bellissima con una pozzanghera.La prima foto rende l’idea della via intera. La seconda scende nel particolare. Fate le due foto così potrete confrontare e discutere sull’uso delle superfici riflettenti.

Altro esempio.La peschiera di (www.villatoderini.it) fotografata in modo che il cielo vi si rifletta. In un secondo momento, ho girato la foto di 360 gradi ed ecco che il risultato fa sembrare che l’acqua sia il cielo stesso. Non è difficile vero? Basta pensarci.

Ed ecco una delle mie preferite: Burano. Le case coloratissime si riflettono nel canale. Se amate  la fotografia, se la passione per lo scatto vi brucia dentro, fatevi un regalo; una giornata a Burano vi risciaquerà l’animo e vi riempirà la testa di colori. Buona fotografia a tutti. SE volete chiarimenti o volete contattarmi per qualsiasi domanda scrivetemi a piodalcin@gmail.com

The Menu’ for a perfect Italian night of classical music with a live orchestra (video and photo story)


Ingredients: One fantastic orchestra named FILARMONIA VENETA and its director DIEGO BASSO

One Palladian Style Venetian Villa named VILLA TODERINI

One perfect hot summer evening with stars

One Moon

The public sitting in the park in front of the VILLA Toderini (www.villatoderini.com)

The RED CROSS chapter from CONEGLIANO VENETO

One photographer (myself) running all over trying to get the perfect angle in spite of spotlights creating a disturbance to the shooting of video/photos. for the videos please visit wveneto.com

That is really what made the night of Wensday July the 22nd a memorable one for this tiny town of 5300 souls nested in the country side of Veneto, between the Adriatic beaches and the Dolomites

Conegliano Raduno Alpini Triveneto 2015


Raduno Alpini Triveneto Conegliano 2015DSC00466 DSC00468 DSC00489 DSC00490 DSC00508 DSC00509 DSC00510 DSC00515 DSC00516 DSC00520 Fullscreen capture 12062015 232749 FullSizeRender

Teresa Pelos Eroe del nostro tempo


APR
17

Teresa Pelos un esempio di come una persona può cambiare il mondo

Ho incontrato Teresa Pelos l’altro ieri. Gentilmente mi ha concesso di intervistarla per il nuovo libro “Cuore Venetoche uscirà il prossimo Natale.
Non voglio anticipare i contenuti dell’intervista che pubblicherò integralmente nel libro con il solito metodo dei codici QR già sperimentato nella prima edizione +Cuore Veneto Codognè Treviso  .

Conosco Teresa Pelos da tanti anni. L’ho conosciuta attraverso i miei genitori Narciso e Maria Teresa quando condon Mario Dall’Arche trascorrevano l’estate a Palughetto, la casa di vacanze in Cansiglio. Ricordo il caro figliolo, Benedetto, che frequentava il Seminario di Vittorio Veneto che le è stato strappato a soli 15 anni dalla Leucemia. Una cosa terribile.

                                                         Con il caro figliolo Benedetto

Teresa è riuscita a convogliare il suo dolore, a trasformarlo in una forma di “rabbia positiva” e ha deciso di dichiarare guerra a quella terribile malattia. Lo ha fatto in questi ultimi 28 anni  nell’ AIL spendendo ogni minuto per migliorare le condizioni dei parenti e famigliari di chi, colpito dl morbo doveva stare vicino ai propri cari. Lo ha fatto raccogliendodieci milioni di Euro che sono stati tutti destinati all’acquisto di macchinari,alla ricerca, al miglioramento delle condizioni dei degenti e a tante iniziative volte a sconfiggere il male che le aveva strappato l’unico figlio.

La prova di quello che una persona che io definisco “Eroe del nostro tempo”puo fare nella comunità dove vive per cambiare le cose in meglio. Siamo troppo abituati ad aspettare che siano gli altri a cambiare le cose. Quando ci accorgiamo (parafrasando una vecchia canzone) che “Gli altri siamo noi” ci rendiamo conto che ognuno di noi ha il suo peso se si mette al servizio della comunità dove vive. Cosa certo non facile ai nostri tempi. Non è più come cinquant’anni fa, quando esisteva la solidarietà e l’amicizia e i valori fondamentali della nostra società non venivano calpestati continuamente. Quando i crocifissi e le preghiere in classe, i presepi ed i simboli della nostra cultura Cristiana e Contadina non venivano messi in discussione, anzi, erano parte integrante dell’educazione impartita ai nostri figli.

Ecco perchè l’esempio che traspare dalla vita dedicata a una missione così importante come quella di Teresa Pelos deve essere raccontato, non solo in un post come questo, in un blog visto solo da poche centinaia di persone al giorno, ma andrebbe portato nelle scuole, per far capire ai nostri bambini che si affacciano alla vita dell’importanza di un coinvolgimento personale, di una lotta che anche se fatta da un solo individuo può portare a dei seri cambiamenti nella società in cui viviamo.

Quando ho chiesto a Teresa Pelos se le istituzioni e lo Stato l’abbiano mai aiutata, mi ha guardato e con il suo sorriso ha risposto alla domanda. Ha sempre fatto tutto da sola, ovviamente con l’aiuto di un piccolo esercito di volontari sparsi in tutta la Regione, quando si trattava di vendere le uova di Pasqua o le stelle di Natale per raccogliere fondi.

                                      Teresa Pelos con il sindaco di Codognè Roberto Bet
Ha incontrato Papa Wojtila, il Presidente Ciampi che le ha conferito la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Quando le chiedo quali siano state le persone che le hanno lasciato un segno particolare nel corso della sua vita mi dice ” Tutti quei malati che ho accompagnato all’ultimo momento della loro vita, cercando di rendere quanto più possibile il loro trapasso sereno…. mi sono accorta che nella vita la preghiera migliore e più accettata da Dio è l’offerta del proprio dolore”

                                                     Teresa Pelos con Papa Wojtila
Adesso Teresa Pelos ha lasciato la guida dell’ AIL e finalmente riuscirà a dedicare un po di tempo a se stessa ” A sistemare tutte quelle cose che non ho avuto il tempo di fare quando ero impegnata con l’AIL; i miei affetti, i figli dei miei nipoti, e rispondere al telefono perchè la gente continua a chiamarmi chiedendomi una parola di conforto che io non nego mai”

                                          Medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica
E’ difficile pensare a una Teresa Pelos “Pantofolaia” e sono sicuro che nel silenzio e nella tranquillità della sua
onorabile terza età saprà sicuramente continuare a dare un senso speciale alla propria vita, ma soprattutto a quella degli altri, come ha sempre saputo fare. Grazie Teresa per il suo grande esempio.

                                      Teresa Pelos all’ingresso della sua casa a San Fior