Emma Vidal. Sarebbe bastato un fiore.


Domani l’addio a EMMA VIDAL. Mi spiace non poterci essere a salutarla per l’ultima volta. Mi basta aver avuto il privilegio di conoscerla quando compì CENTO anni e di intervistarla per inserirla nel mio ultimo libro “Cuore Veneto interviste e racconti della nostra GENTE”

Qualche tempo fa, prima del centotreesimo compleanno del “monumento vivente” che EMMA rappresentava per VENEZIA, per BURANO e anche per un’ITALIA fatta di persone dedite alla loro passione scriss ihttps://www.codognetreviso.com/2019/02/emma-vidal-monumento-vivente-del.html questo post, augurandomi che le istituzioni si ricordassero di lei e potessero celebrarla con una festicciola, un ricordo, una medaglia, qualcosa che sottolineasse l’impegno di una persona UNICA e IRRIPETIBILE che ha dedicato la sua vita (inizio con la sua ARTE a dieci anni) alla promozione del MERLETTO DI BURANO e a continuare tenacemente a tessere quel filo magico come fosse una torcia olimpica da portare avanti e proporlo alle nuove generazioni spesso distratte e più attente a cose meno ANTICHE .

Purtroppo, il giorno del suo compleanno nessuno delle istituzioni si è ricordato di celebrare la sua dedizione a quest’ARTE unica nel mondo. Il sindaco LUIGI BRUGNARO accortosi della GAFFE ha cercato di salvarsi in corner pubblicando una vecchia foto che lo riprende assieme a EMMA qualche anno fa. Occasione perduta. Domani ai funerali ci saranno tutti e i discorsi che faranno saranno solo delle parole buttate al vento perché EMMA ha vissuto una vita lunghissima che comunque sarebbe terminata prima o poi come succede a tutti, ma almeno, se non fosse stata DIMENTICATA sarebbe morta felice.

Qualche mese fa ho parlato con una sua parente che le è stata sempre vicina, la quale mi ha confermato della profonda tristezza che aveva colpito EMMA per l’indifferenza nel giorno del suo ultimo compleanno. Gli anziani si sa, sono molto sensibili a questo. Sarebbe bastato poco per renderla felice, non serviva una grande festa, sarebbe bastato un fiore

Fotografia Creativa. L’uso delle superfici riflettenti.


Quando frequentavo il Broward Community College di Fort Lauderdale, negli anni 80, una delle classi a cui mi ero iscritto e mi dava tanta soddisfazione era la classe di ARTE. Si parlava di pittura, di scultura, di fotografia. Ricordo che l’insegnante un giorno ci disse che “Per fare una bella foto, dovete girare, girare, girare attorno al vostro soggetto. Sembra banale, ma così facendo avrete la completa idea di quello che state ritraendo.” Verissimo. Provare per credere. Oggi parleremo delle superfici riflettenti. Mentre camminate per un bellissimo centro storico della meravigliosa penisola Italiana vi capiterà di vedere case, monumenti, castelli, scorci meravigliosi, e chissà quante altre bellezze. L’ultima volta che sono stato a Firenze per esempio, mi sono trovato di fronte al duomo. Quante foto sono state fatte a questo simbolo del Rinascimento Italiano? Milioni. Ecco che la creatività entra in gioco. Voglio e debbo fare una foto diversa, una foto che nessuno abbia mai fatto. Impossibile? In Fotografia nulla è impossibile.Bisogna però pensare alla luce come ad un pennello, e disegnare qualcosa di nuovo. Mi son guardato in torno ed ecco il mio aiuto; un’auto della polizia con un bel cofano blu rivolto verso la facciata del duomo.Ecco il risultato in questa foto

. Il duomo risulta riconoscibile e distorto.Una foto unica ed irripetibile.Questo è lo scopo della foto creativa; creare nuove immagini, soprattutto creare uno stile personale in modo che un’osservatore attento che veda quella foto possa dire: “Quella è una foto di Tizio, Caio, o Sempronio” senza bisogno che ci sia scritto sotto il nome. Le superfici riflettenti ci sono sempre. Un fiume, una pozzanghera,uno specchio, una vetrina, un paio di occhiali da sole,il cerchione di un’auto. Usateli, guardatevi attorno, aprite gli occhi ad altre forme non comuni.. Girate attorno alla chiesa, al castello, alla persona che volete fotografare, guardate in su, in giù a destra a sinistra, sopra e sotto. La luce è lì per voi, per essere usata. Che abbiate uno smarthphone o una fotocamera professionale non importa. Dovete scattare la foto. Ecco altri esempi: Treviso, una viuzza bellissima con una pozzanghera.La prima foto rende l’idea della via intera. La seconda scende nel particolare. Fate le due foto così potrete confrontare e discutere sull’uso delle superfici riflettenti.

Altro esempio.La peschiera di (www.villatoderini.it) fotografata in modo che il cielo vi si rifletta. In un secondo momento, ho girato la foto di 360 gradi ed ecco che il risultato fa sembrare che l’acqua sia il cielo stesso. Non è difficile vero? Basta pensarci.

Ed ecco una delle mie preferite: Burano. Le case coloratissime si riflettono nel canale. Se amate  la fotografia, se la passione per lo scatto vi brucia dentro, fatevi un regalo; una giornata a Burano vi risciaquerà l’animo e vi riempirà la testa di colori. Buona fotografia a tutti. SE volete chiarimenti o volete contattarmi per qualsiasi domanda scrivetemi a piodalcin@gmail.com