Luca Zaia, Grande Luca. Al Veneto al te ringrazia. (In diaetto Veneto.)


Stasera vui scriver de Luca. Pi che scriver vorie ringraziarlo par quel che l’ha fatt pari Veneti e pal VENETO. Ormai a mezodì e mezo se ferma anca i Jevri in tei camp par scoltar quel che l’hà da dirne, SE no me sbaglie dovarissi essere vizini ai 80 dì de FILA, ogni di a sciorinar numeri, a dirne de PORTAR LA MASCHERINA, a star lontani e no GASARSE MASSA parché anca se ven scomenzà a moverse la “PARTIDA” (come che la ciama lu, no l’è finida. Sto semo de virus a l’è come na RUMOLA. TE sa che l’è là sotto ma te lo vede. Ogni tant però fioi, bisogna ricordarse de dirghe GRAZIE a sto FIOL. LUCA l’à dimostyrà de esser un vero comandante, sia in tel ben che in tel mal. Prima al ne à portà a casa le OLIMPIADI a CORTINA, i CAMPIONATI DEL MONDO, LE COLLINE PATRIMONIO DELL?UNESCO. Tra na ROBA (varda che in Italian se disaria “COSA”) e quelaltra al ne à parà al cul da DO ALUVION e da VAIA. ADESS col VIRUS i varda tutti cossa che l’à fatt al VENETO e i COPIA al MODEL. HAVARD, FINANCIAL TIMES, NEW YORK TIMES, se disè LUCA ZAIA I LO CONOSSE DAPARTUTT.

LUCA al podaria aspirar a qualsiasi carica istituzional del PAESE. Daprimo ministro a presidente. MA meteveo ben in testa: LU AL VOL STAR QUA, in mezo ala so zent, in tea so tera parchè LUCA l’è nassest a CONEJAN e l’à le radise fonde come quee de na QUERCIA. Adess al se à mess in testa de portar a casa l’AUTONOMIA.

MI son stuf de sentirme dir daa zent:” Ah,,,no i ne la dà no i ne la dà, massa schei ghe manden zo a ROMA, no i ASSA andar la VACCA fin che i POL MONDERLA” Basta ragionar CUSSI’, bisogna che ghe credene a sta AUTONOMIA… ma cossa ela po? VEO VIST come che al se à comportà LUCA in te sti do mesi de emergenza? L’à scoltà le diretive del GOVERNO ma l’à savu anca andar contro corrente e far dele ordinanze (col supporto scientifico dei MEJO DOTTORI CHE VEN QUA IN VENETO) che ne à permess do robe: LIMITAR AL NUMERO DEI MORTI, anca se i reesta tanti la podea andar veramente pezo, e de goder de un po de pi LIBERTA’ DECISIONAL quando che le robe le à comincià a andar mejo

Questa saria la vera AUTONOMIA. Al Governo al te da dee direttive e ti te decide in base a dove che te vive e te opera che norme e che leggi applicar. PUNTO. Eo tan diffizile? Varda che fea cussì anca i ROMANI quando che al so territorio l’era deventà massa grando. LA PALESTINA dove che i à copà al SIGNOR l’era governada da PILATO. SE in VAL D’AOSTA VIEN DO METRI DE NEVE, no te podarà mai ver le stesse leggi che te à in BASILICATA o in TOSCANA. Ogni region kl’à da decider par la so terra, par i so costumi, i so piatt, i so vin, le so tradizion. NO pol saver al GOVERNO CENTRAL de ROMA, fatt par la maggior parte de BUROCRATI cossa che sia bon par la LIGURIA o la PUGLIA. Savarà mejo chi che vive e lìè cressest là, come so pare, so nono e so bisnono,

Adess basta, no vui tirarla massa longa se no al BRODO SE SLONGA MASSA. Vui solche dirghe a LUCA: Grazie LUCA te si stat veramente all’altezza de un momento cussì difficile e strano, e no l’è facile tegner cont de tutt e de tutti. Ma al VENETO al riesce sempre a tirar fora al mejo quando che le robe le va pezo. Ringrazien al PADRETERNO che al te à mandà proprio quà, in te sta Tera de tante robe bele, de zent che à voja de far ben e no de ciacole.

La crudeltà del virus sui disabili di New York


A group home in Bayville, N.Y., for people with disabilities. By Wednesday, 37 of the home’s 46 residents had tested positive for the coronavirus.Credit… FOTO CREDITJohnny Milano for The New York Times

Letto ora sul NEW YORK TIMES. : il Coronavirus si scatena contro le persone più vulnerabili, espandendosi nelle case di persone con bisogno di attenzioni speciali. Fino a lunedì 1100 residenti disabili nello Stato di New York sono risultati positivi al TEST e purtroppo 105 di loro hanno perso la vita. Un dato molto più alto che quello della popolazione in genere

For my English readers. This is very very sad.

As the coronavirus preys on the most vulnerable, it is taking root in New York’s sprawling network of group homes for people with special needs. As of Monday, 1,100 developmentally disabled residents in New York State have tested positive for coronavirus, and 105 have died, state officials said, a death rate far higher than in the general population.

Quel misterioso C-17 con mezzo milione di test volato negli USA


LUCA ZAIA Ci ha abituati ad un appuntamento consueto e quotidiano: la conferenza stampa dal centro operativo della Protezione Civile di Marghera. Il PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO snocciola i dati del giorno, relativi alla REGIONE e racconta le novita’ da quello che si puo’ senza paura di smentita definire il FRONTE di GUERRA. E’ una vera e propria GUERRA se consideriamo solo un dato su tutti: ieri, primo giorno di una inconsueta primavera, i morti sono stati quasi 800. Un bombardamento fatto senza rumore, se non quello dei

respiratori che nelle TERAPIE INTENSIVE cercano di indirizzare l’ossigeno verso i due polmoni che vengono sistematicamente attaccati da questo MALEDETTO VIRUS, il COVID-19. Un rumore che peraltro non sentiremo mai, chiusi nelle nostre case a piangere come delle femminucce perche’ non possiamo uscire a fare le consuete passeggiate , mentre nei reparti di TERAPIA INTENSIVA i medici e il personale di assistenza rischiano la VITA per poter portare aiuto ai MALATI che diventano ogni giorno di piu’.

IL GIALLO DELL’AEREO

Dopo aver dato conto dei dati e della tragica situazione venuta a crearsi , il PRESIDENTE ha esortato i giornalisti a verificare una NOTIZIA che dalla sera prima girava nel WEB: “Un aereo e’ partito dall‘ ITALIA con a bordo MEZZO MILIONE DI TAMPONI destinati agli STATI UNITI“. C’era da augurarsi che fosse una FAKE NEWS, ma cosi’ non e’ stato

LA RICERCA

Ho la fortuna di avere dei buoni amici negli USA. A NEW YORK Matthew Rappaport , speaker per una radio della GRANDE MELA e inserito molto bene nei SOCIAL. In CALIFORNIA, a SAN BERNARDINO Jack Crafword, ex pilota dell’Aeronautica Statunitense, ingegnere e titolare di un’azienda di AI (Intelligenza Artificiale). Entrambi mi hanno confermato che la notizia era VERA e in particolare Matthew mi ha inviato un linkhttps://www.businessinsider.com/air-force-flew-coronavirus-test-swabs-to-us-from-italy-2020-3?IR=T

Leggendo il testo in Inglese di questo affidabile sito WEB sono risalito al punto di arrivo del C-130 e l’ho individuato nella BASE AEREA DI TRAVIS Air Force Base and the 164th Airlift Wing , a MENPHIS nel TENNESSEE. Facendo ulteriori ricerche ho trovato il video che mostra chiaramente l’arrivo del velivolo negli USA con il PREZIOSO CARICO.

DA DOVE SONO PARTITI? PERCHE’ NON SONO STATI UTILIZZATIIN ITALIA?

While there are companies in the US producing swabs, testing swabs are also being purchased from overseas to increase capability. Those flown in by AMC were produced by the Italian company Copan Diagnostics.” QUESTA e’ la parte finale del testto del POST del sito http://www.businessinsider.com che recita “Mentre ci sono compagnie negli USA che producono TAMPONI per i TEST, i TAMPONI vengono acquistati oltreoceano per aumentare la capacita’. Quelli che sono stati portati dall ‘AMC sono stati prodotti dalla COMPAGNIA ITALIANA “Copan Diagnostic”

TRISTE CONCLUSIONE

Resta da capire come mai, in un momento di estrema emergenza come questo sia stato possibile che un carico cosi’ prezioso sia potuto “sfuggire” ed essere spedito in AMERICA da una COMPAGNIA ITALIANA. Una storia su cui bisognera’ indagare ulteriormente (pio dal cin- riproduzione vietata- 2020.)

LE FOTO SONO STATE SCATTATE DA Airman 1st Class Tra’Vonna Hawkins U.S. Air National Guard

Grande Luca, Grande Fabio Grande Veneto


 Il VENETO mostra il suo volto migliore. Nei momenti di grande bisogno sappiamo tirare fuori la GRINTA e la FORZA di un POPOLO che ne ha passate di tutti i colori dalla notte dei tempi. Carestie, Pestilenze, Guerre, Siccita’ Terremoti, Alluvioni, Tempeste.

Non ci facciamo mancare niente“. Fabio Franceschi di Grafica Veneta con sede a Trebaseleghe, ha messo a punto un sistema che garantira’ dalla prossima settimana 2 milioni di mascherine al giorno. Mascherine MADE IN VENETO che saranno disponibili a partire dalla prossima settimana che forse, se i modelli matematici si dimostreranno veri, coincidera’ con il picco delle infezioni del VIRUS che sta sconvolgendo il mondo.

MADE IN VENETO

Nella migliore delle tradizioni e del modo di concepire le emergenze, i VENETI, guidati da un instancabile LUCA ZAIA invece di piangere e lamentarsi si sono rimboccati le maniche e stanno cercando soluzioni al posto di piagnistei, cure al posto di paure e lamentele. Come sempre in momenti difficili si moltiplicano gli episodi di solidarieta’ in un momento che veramente cambiera’ il nostro modo di vivere per sempre ma non certo l’indole che abbiamo ereditato dai nostri AVI. Ne stiamo perdendo molti i questi giorni di quelli che hanno forgiato il loro carattere nella sofferenza delle prove che hanno incontrato nella loro vita. A questi ANZIANI che muoiono dobbiamo la nostra gratitudine per averci mostrato come ci si difende dalle avversita’, come ci si rialza dopo essere caduti, come mettere in moto la creativita’ quando tutto sembra perduto . Un grazie quindi a TUTTI i VENETI che si stanno dando da fare in prima linea e nelle retrovie di una GUERRA tanto SILENZIOSA quanto SPIETATA, contro un nemico SUBDOLO e INVISIBILE che va combattuto con grande senso di SQUADRA E di UNITA‘. Finira’ anche questa EMERGENZA, come finirono le altre a cui ci ha esposto la STORIA. Ne usciremo piu’ forti e ricominceremo RESETTANDO il mondo. Questa GUERRA PLANETARIA combattuta RESTANDO A CASA, in modo che i medici e il personale SANITARIO che si trovano FACCIA a FACCIA con il nemico, possano contrastarne la diffusione e salvare piu’ VITE. Grazie quindi a tutti coloro che combattono, che soffrono, che muoiono, che pregano, che si offrono volontari . GRAZIE A TUTTI i VENETi

Codogne’ Primo caso di Corona Virus.Due a Cordignano. #Iorestoacasa.


E’un ultra sessantenne la prima persona contagiata dal COVID 19. Fin dalla tarda mattinata circolava la voce in paese che potesse esserci stato un caso di infezione del terribile virus che sta scovolgendo in queste settimane le nostre vite e le nostre abitudini. Nel pomeriggio la conferma, anche se, grazie alle parole del sindaco Lisa Tommasella possiamo in qualche modo essere confortati: ” Il paziente e’ ricoverato interapia intensiva all’ospedale di Conegliano. La “BUONA” notizia e’ che NON SI TRATTA DI UN FOCOLAIO LOCALE bensi’ di un contagio preso in FRIULI durante una visita della persona della quale stiamo parlando- I familiari sono stati messi in quarantena ed isolamento e sono seguiti, come da prassi dall’ULSS e anche noi come amministrazione stiamo dando tutto il supporto possibile”. Nessun allarmismo quindi per quello che riguarda la possibilita’ di contagio da questo particolare episodio anche se la guardia rimane altissima, specie dopo le parole del governatore del Veneto LUCA ZAIA che questa mattina,durante la conferenza stampa di mezzogiorno ha fatto capire a chiare parole che ci troviamo in piena emergenza ed ha esortato tutti i Veneti a RIMANERE IN CASA.

RISCHIO CONTAGIO PER DUE MILIONI DI VENETI

“Solo se ci muoviamo insieme possiamo sconfiggere questo VIRUS- Ha detto ZAIA.- Dobbiamo stare a casa. Lo ha ripetuto decine di volte il governatore. “Facciamolo per tutti coloro che non possono difendersi; gli immunodepressi, gli anziani, i bambini. Stiamo a casa. Se non lo facciamo rischiamo di svuotare gli ospedali di malati ordinari e di riempirli di ammalati di CORONA VIRUS.” I casi sono in crescita esponenziale e l’unico sistema per fermarlo e’ rimanere a casa. Si rischia altrimenti di poter avere DUE MILIONI di Veneti in ospedali. “Attiveremo ancora misure piu’ restrittive- Ha continuato ZAIA- La’ dove ci sara’ un contagio ci sara’ l’isolamento di tutti i contatti.” Si va verso ;la chiusura di tutte le attivita? Si chiedono in molti, Sembrerebbe proprio di si, ma la decisione dovra’ essere presa dal GOVERNO e non dai governatori delle varie regioni. In molti sono comunque gli esercizi, i ristoranti, le pizzerie, i bar che hanno deciso gia’ di chiudere visto il calo vistoso del flusso dei clienti in rispetto alle normative che impongono ai locali pubblici la chiusura dopo le 18.

IL FOCOLAIO DI CORDIGNANO

Un’altra notizia e’ arrivata in giornata da CORDIGNANO ed e’ quella che sono due le persone contagiate nel comune. Sembra che, a differenza dell’episodio di Codogne‘ in questo caso si tratti di un focolaio partito da un’osteria sulla strada tra Cordignano e Caneva. Nei prossimi giorni sapremo forse qualcosa di piu’. Come sempre sara’ mia premura tenervi informati. Un’ultimo consiglio:STATE A CASA.STATE A CASA.STATE A CASA. E’ come se foste per la strada e cominciasse un acquazzone estivo. Se non aprite l’ombrello vi bagnereste dalla testa ai piedi. I prossimi giorni, le prossime settimane saranno cruciali per la lotta al VIRUS. Solo STANDO A CASA E LIMITANDO AL MASSIMO I NOSTRI RAPPORTI CON GLI ALTRI RIUSCIREMO A CAMBIARE LA TENDENZA. NON SOTTOVALUTIAMO QUESTO VIRUS.(pio dal cin – riproduzione riservata-)

Conte firma il decreto.Chiuse 14 province tra Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna e Marche.


LA CONFERENZA STAMPA DEL PREMIER CONTE SUL DECRETO APPENA FIRMATO

Ieri sera la bozza che girava dopo le 21 sembrava quasi uno scherzo. Una fuga di notizie che fino a tarda notte non trovava riscontro oggettivo. Nessun segnale, conferma o smentite ufficiali mentre si cercava di capire come mai una bozza abbia potuto sfuggire ad ogni controllo e sia riuscita ad arrivare prima ai social che ai sindaci, che subissati di chiamate e messaggi dai cittadini, invitavano alla calma, cercando di capire se il “decreto” fosse veramente tale o se la bozza fosse una specie di scherzo di carnevale in ritardo.

LA CONFERMA E LA FIRMA DEL DECRETO

Stamattina presto, la doccia fredda. il volto del premier CONTE su tutte le emittenti delle NEWS che annuncia la firma del decreto che di fatto blinda 14 province del PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO, EMILIA ROMAGNA, MARCHE.

SOSPENSIONI E DIVIETI

Tra le province ovviamente sono incluse TREVISO PADOVA E VENEZIA. Sara’ quindi impossibile muoversi, non sono tra PROVINCIA E PROVINCIA ma anche all’interno delle province stesse. “Se non per comprovati motivi di salute o di lavoro” . Sara’ quindi impossibile spostarsi per esempio all’interno della provincia di Treviso e di tutte le altre province che sono incluse nella zona rossa stabilita dal decreto firmato da Giuseppe Conte nella notte.

I sindaci, in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza. Sono loro, i primi cittadini a dover fare da tramite e tradurre ai loro concittadini quello che il decreto CONTE significa in termini concreti. E’ di poco fa un post del sindaco di GAIARINE Diego Zanchetta che invita i cittadini a rimanere calmi mentre, spiega, il governatore LUCA ZAIA sta cercando di negoziare con il governo alcuni ritocchi evventuali a un decreto che di fatto blinda tutti all’interno dei propri confini comunali

Diego Zanchetta ha condiviso un post.

Amministratore · AdessoComune di Gaiarine6 min

Buongiorno a tutti. Il nuovo DPCM è stato firmato; il Governatore Zaia ha fatto pervenire delle controdeduzioni in tema sanitario, nel nostro piccolo stiamo chiedendo delucidazioni in merito a diverse problematiche ulteriori per i comuni a confine. Vi invito a tenere la calma, vi aggiorno in diretta (magari, come già successo, alcune cose le si sanno prima dai media, più o meno vere, io vi aggiorno solo su cose che sono validate ovviamente). Aspettiamo di avere chiarezza su qualche punto oscuro ancora.
So di avere una comunità formata da persone serie e responsabili; tutti assieme supereremo anche questo momento, ne sono certo.
Grazie per la comprensione
Diego Zanchetta

Al di la’ di ogni considerazione, rimane il fatto (grave) che la bozza sia arrivata prima ai social che ai sindaci, creando panico e confusione tra la gente. Se il compito del giornalista e’ quello di informare,quello di chi ci governa e’ soprattutto mantenere la calma e non scatenare isterismi o paure tra i cittadini. Era andato tutto bene finora. Eravamo abituati a vedere il governatore del Veneto, Luca Zaia ogni ad ogni collegamento su Antenna Tre. Con chiarezza ci descriveva in dettaglio la situazione e ad un primo momento (due settimane fa) di incertezza su cosa realmente stesse accadendo, era subentrato un senso di tranquillita’. Ci stavamo abituando a seguire le norme che ogni giorno ci venivano ripetute, come quella di lavarsi le mani, mantenere una distanza minima di un metro, di non toccarsi naso e bocca e di evitare affollamenti non necessari.

LA DOCCIA FREDDA

Ieri sera, verso le 21 circolava la “voce” di una bozza di decreto non ancora firmata dal premier Conte (che peraltro non si e’ fatto ne vedere ne sentire fino a tarda notte per smentire o per confermare quanto stava accadendo). I sindaci subissati di messaggi e di domande da parte di cittadini che volevano sapere cosa dovevano fare, se potevano partire, rientrare, se la storia che circolava fosse piu’ o meno vera. Solo stamattina con il video che vedete all’inizio del post, il premier ha confermato le misure restrittive atte a limitare gli spostamenti all’interno delle nuove ZONE ROSSE, tra le quali la nostra provincia di TREVISO, assieme a PADOVA e VENEZIA.

“Dobbiamo aderire a queste norme, per tutelare la nostra salute, senza fare i furbi. D’ora in poi, le persone con 37.5 di febbre e’ bene che rimangano a casa e contattino il medico curante. Coloro che sono soggetti a quarantena hanno il divieto assoluto di muoversi da casa. – Ha detto CONTE- Abbiamo scelto di muoverci con fermezza. Contenere il contagio ed evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere sono le nostre priorita”

Conte: chiusi cinema e teatri in tutta Italia

“Sono sospese manifestazioni, eventi, spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, in qualsiasi luogo, pubblico o privato. È sospesa

l’apertura dei musei”.

Il divieto di spostamento in Lombardia e in 14 province

Ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile – per fare solo due esempi – saranno limitati i movimenti, per e dall’esterno e all’interno della zona. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa. I bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro. Chiusi gli impianti sciistici. Sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Il divieto di lasciare la propria abitazione è assoluto se si è in quarantena.

Quando ci si potrà muovere

Conte ha spiegato che il divieto di spostamento non è un “assoluto”, e che “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive.

Le misure previste per tutta Italia

Nel dpcm finale ce ne sono anche alcune generalizzate per tutta Italia, tra cui lo stop a pub, discoteche, sale gioco e manifestazioni di cinema e teatro. Restano sospese fino al 15 marzo le lezioni in tutta Italia. Sono sospesi congressi, meeting ed eventi in cui è coinvolto il personale sanitario. Sospesa anche l’apertura dei musei. Vengono sospesi anche gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Rimane consentito lo sport professionistico e di atleti di categoria assoluta, ma a porte chiuse e con tutti i controlli del caso per gli atleti. Chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire.

Cosa è previsto per ristoranti, bar e negozi

Se in Lombardia e nelle altre 14 province, bar e ristoranti dovranno chiudere alle 18, nel resto d’Italia i gestori non avranno obblighi sugli orari ma dovranno far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Negli altri esercizi commerciali, il gestore dovra’ evitare assembramenti e garantire anche in questo caso la distanza di un metro tra le persone.

Cosa è previsto per scuole e università

Resta la sospensione fino al 15 marzo dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, anche regionali, master, università per anziani, e corsi svolti dalle scuole guida, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Restano sospesi viaggi d’istruzione, gemellaggi, visite guidate e uscite didattiche. 

Le regole negli ospedali

Vietato agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto. L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Smart working, congedi e ferie

Il dpcm suggerisce la modalità di lavoro agile, come lo smart working, per ogni rapporto di lavoro subordinato e raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie.

Cosa è previsto per gli istituti penitenziari

Viene garantito al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19 con controlli sui nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri, Si raccomanda di limitare i permessi e la libertà vigilata o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare.

Sospese cerimonie civili e religiose

L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

La nuova Peste e la Madonna della Salute


Se ha funzionato nel 1630 potrebbe funzionare ancora. Forse gli scienziati, gli atei e i non credenti potranno sorridere ma forse potrebbe essere la SOLUZIONE a questa nuova PESTILENZA che sta mettendo in ginocchio il nostro VENETO e l’TALIA INTERA. Un atto di pieta’ e di PREGHIERA alla MADONNA DELLA SALUTE per farle e farci capire che a volte da soli non ce la facciamo. Un VOTO NUOVO

Nel momento culminante dell’epidemia, in assenza di altre soluzioni, il governo della Repubblica organizzò una processione di preghiera alla Madonna, a cui partecipò per tre giorni e per tre notti tutta la popolazione superstite. Il 22 ottobre 1630 il doge fece voto solenne di erigere un tempio votivo particolarmente grandioso e solenne se la città fosse sopravvissuta al morbo.

Poche settimane dopo la processione, l’epidemia subì prima un brusco rallentamento per poi lentamente regredire fino a estinguersi definitivamente nel novembre 1631. Il bilancio finale fu stimato in quasi 47.000 morti nel solo territorio cittadino (oltre un quarto della popolazione) e quasi 100.000 nel territorio del Dogado[3]. Il governo decretò allora di ripetere ogni anno, in segno di ringraziamento, la processione in onore della Madonna denominata da allora della “Salute”.

Il governo della Repubblica mantenne fede al voto, individuando nell’area della Dogana da Mar, oggetto di recenti demolizioni, la meta del pellegrinaggio nonché la sede del nuovo tempio votivo e indicendo subito il concorso per la costruzione della nuova chiesa. Il primo pellegrinaggio di ringraziamento avvenne il 28 novembre 1631, subito dopo la fine dell’epidemia.

Il concorso venne vinto da Baldassare Longhena con il suo progetto di un tempio barocco a struttura ottagonale sormontato da un’imponente cupola, ovvero l’attuale basilica di Santa Maria della Salute, che fu consacrata il 21 novembre 1687.

La ricorrenza è particolarmente sentita dalla popolazione veneziana. È tradizione, nel giorno della festa della Salute, consumare una pietanza a base di carne, la cosiddetta “castradina”[4].

La festa della Madonna della Salute è una festa religiosa istituita dalla Repubblica Veneta nel 1630 e osservata solennemente in tutto il territorio della Serenissima fino alla sua caduta. Ha luogo il 21 novembre, giorno della Presentazione della Beata Vergine Maria, e ancor oggi si celebra spontaneamente nella città di Venezia, a Trieste e in moltissime città e paesi dell’antica Repubblica, nell’Italia, in Istria e in Dalmazia. La Serenissima infatti, per permettere alle popolazioni distanti dalla Capitale di osservare la Festa, favorì la costruzione in tutta la Repubblica di santuari dedicati alla Madonna della Salute, che sono a tutt’oggi numerosissimi, anche in piccoli paesi, e molti di questi santuari sono ancor oggi, come a Venezia, meta di pellegrinaggi il 21 novembre. A Venezia il pellegrinaggio ha come meta la basilica di Santa Maria della Salute. Durante tutta la giornata, nella basilica, tenuta aperta senza interruzione, vengono celebrate in continuazione messe e rosari, con un afflusso continuo di fedeli. Per facilitare il pellegrinaggio, viene eretto sul Canal Grande un ponte provvisorio in legno che collega la punta della Dogana con Santa Maria del Giglio[1]. Nella città di Venezia il 21 novembre è ancor oggi giorno festivo anche agli effetti civili, grazie ad una fortuita coincidenza: il giorno del Santo Patrono di Venezia, San Marco, cade il 25 aprile, in cui la Repubblica Italiana celebra la Liberazione. In questi casi la legge consente che il Comune scelga un altro giorno per usufruire della festività patronale, e il Comune di Venezia ha scelto il giorno della Madonna della Salute

Veneti. Ecco perchè questo virus ci renderà più forti. Vinceremo anche questa battaglia.


Due giorni fa ho assistito alla cerimonia delle Ceneri in casa di un sacerdote in pensione per motivi di salute. Eravamo in tre, lui, il sacerdote, la signora che si occupa delle faccende domestiche ed io. Premetto che non sono un assiduo frequentatore di sacrestie, pur essendo credente. Ho voluto esserci quest’anno, più di ogni altra volta in cui mi sono avvicinato a questo millenario rito che separa il carnevale dalla quaresima, la voglia di scherzare e di sorridere a quella di meditare, di pensare, tirare le somme guardandoci allo specchio.”Ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai”. Una frase breve sulla quale si potrebbe scrivere un libro. Ma non oggi.

Per la prima volta nella storia della SERENISSIMA nelle chiese della Diocesi di Venezia non è stato officiato questo rito. Non era stato sospeso nemmeno durante la Peste. Giusta la decisione del Patriarca di Venezia che ha deciso la sospensione. Giusta la decisione del Governatore del Veneto Luca Zaia di sospendere il carnevale evitando che centomila persone provenienti da ogni dove si ritrovassero gomito a gomito e bocca a bocca in uno spazio relativamente ristretto come quello della Piazza più bella del mondo.

Ringraziamo il cielo di avere un Governatore che sa prendere le decisioni giuste al momento giusto, e non solo per far promuovere le Colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio dell’ Unesco o per aver portato a casa le Olimpiadi del 2026 assieme ai campionati mondiali del 2021 a Cortina, che ha gestito emergenze come l’alluvione o la tempesta Vaia con grande freddezza e capacità, Ringraziamolo anche per aver creato uno dei sistemi sanitari in Veneto che è uno dei migliori al mondo. E questo mi da l’occasione di parlare dell’emergenza del Corona Virus. Non voglio parlare di statistiche, di persone infette o guarite, di blocchi, di fake news e mascherine vendute al prezzo dello champagne o amuchina che vale più di un’oncia d’oro. La gente è stufa di leggere e di sentire SOLO parlare di questo. Il senso del mio scrivere oggi è quello di analizzare una situazione che è venuta a crearsi d quando questo virus, partito dalla Cina è arrivato nella nostra Terra, nellle nostre province, nelle nostre case.

COMBAI

E’ arrivato come un uragano inaspettato e solo grazie alla grande preparazione dei nostri medici, della protezione civile, dell’apparato sanitario sempre in ordine e ben oliato, siamo riusciti ad arginarlo e sicuramente come accadrà, a sconfiggerlo. E’ solo questione di tempo e tutto tornerà alla normalità, sul piano sanitario almeno. Quello che NON sarà facile far ritornare alla consuetudine sarà la “normalita” per i piccoli artigiani, le piccole imprese, i ristoranti, i luoghi pubblici, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici dall’Adriatico alle Dolomiti e tutte le partite IVA che dall’inizio di questa vera e propria piaga stanno soffrendo senza speranza di aiuti . Ancora di più oggi credo che i VENETI si sveglieranno con la consapevolezza che senza l’AUTONOMIA non ci sarà nessuna speranza.

Ho sofferto nel leggere che gli italiani vengono respinti alle frontiere. Ieri mi ha telefonato un amico che doveva partire per la Giordania domani. Viaggio annullato dalle autorità Giordane perchè provenienti dall’Italia. Altri Paesi “amici” discriminano addirittura gli arrivi dal VENETO. Impensabile. Abbiamo accolto il mondo intero, accettato, integrato a trecentosessanta gradi e oggi ci troviamo le porte chiuse in Francia, Austria, Croazia, Inghilterra e molti altri Paesi che ci trattano alla stregua di “untori” del virus. Il paragone che mi viene in mente è quello di un amico che si è speso in tutte le maniere per dare una mano a degli amici in difficoltà, ma quando la sorte gli rifila una “scartina” viene abbandonato da tutti e dimenticato per quello che ha fatto in passato.

Oggi, i VENETI che credono e amano la propria regione dovrebbero sentirsi più forti che mai. In questi giorni è maturata nelle coscienze una maggior consapevolezza che l’AUTONOMIA è l’unica stada da perseguire se vogliamo riconquistare quel turismo che per tutti noi è sempre stato e sarà la linfa vitale della nostra fortissima economia. Bisogna che ci liberiamo dai lacci fiscali di un governo centralista che non ci permette di usare le enormi risorse (23 miliardi di Euro l’anno) che potremmo benissimo usare per salvare i piccoli negozi di quartiere, le piccole imprese, le industrie che a fatica riescono a sopravvivere alla tassazione più alta d’Europa.

un grande leader Luca Zaia

E’ un percorso che vede di nuovo in prima linea il nostro Governatore. Luca Zaia, l’uomo che avrebbe potuto aver qualsiasi carica istituzionale nel nostro Paese, anche come Primo Ministro, ma che ha voluto rimanere in trincea, a combattere con i suoi soldati fino alla fine, perchè Zaia ama la sua Terra, il suo VENETO, le tradizioni, la gente, le sagre, il dialetto, le aziende piccole e grandi che hanno da sempre trainato l’economia del Paese. Lui non mollerà e rimarrà al suo posto per altri cinque anni, continuando un percorso “rivoluzionario” solo nel nome ma che percorre un sentiero legato alla Costituzione e alla legalità. Se AUTONOMIA dev’essere, sarà autonomia seguendo queste due strade e non attraverso colpi di testa o atti violenti. La legalità sarà quella che una volta ottenuta , non potrà più togliercela nessuno, ed è questo lo sforzo che Zaia e la sua squadra stanno cercando di portare avanti. Se il mondo tratta i Veneti come degli “untori manzoniani” noi sapremo reagire e dimostrare al mondo che con l’esempio di grande civiltà e capacità di prendere delle decisioni forti anche se impopolari, abbiamo saputo tener testa ad una nuova minaccia. Lo abbiamo fatto nei secoli. Malattie come la Peste, eventi naturali, carestie, siccità, alluvioni, due guerre, terremoti. Non sarà certo un virus a spezzare la schiena a chi si è sempre piegato alle calamità, ma non si è MAI SPEZZATO. Vinceremo anche questa battaglia, tutti insieme, in un ritrovato ORGOGLIO VENETO, e a testa alta andremo a reclamare la nostra dignità, e quel RISPETTO che oggi in molti, con la memoria corta ci stanno negando. ( pio da cin – riproduzione riservata- copyright 2020)

Corona Virus – Una settimana in casa, diversa, ma necessaria. Occasione per ..


Una domenica che sara’ ricordata quella di oggi. Fermato il Carnevale di Venezia assieme a tutte le manifestazioni pubbliche, comprese le funzioni religiose, le sfilate, le fiere (L’antica Fiera di Godega e’ stata cancellata con un comunicato stampa del comune). Niente partite di calcio in Veneto e Lombardia. Da domani niente discoteche, scuole chiuse fino al primo marzo. Qurresti gli effetti dell’allarme CORONA VIRUS dopo la morte di un anziano in provincia di Vicenza . In mattinata lo stesso Luca Zaia aveva annunciato che due anziani del Centro Storico di Venezia erano stati infettati e sono stati ricoverati urgentemente facendo pero’ scattare il piano che prevede lo stop a tutte le manifestazioni che vedono l’aggregarsi di persone, compresi i funerali. Chi morira’ in questi giorni dovra’ “accontentarsi di un funerale all’insegna della sobrieta’. Cancellate anche le Messe e le funzioni religiose

NON E’LA FINE DEL MONDO

Occasione per stare a casa. Rallentare, meditare .Si tratta solo di una settimana. “La differenza tra il virus dell’influenza e quello del CORONA e’ che quello dell’influenza lo conosciamo, abbiamo un vaccino e si tende a curare con degli antibiotici. Il Corona Virus e’ nuovo, non abbiamo un vaccino, e tende a colpire la parte piu’ bassa dei polmoni. La mortalita’ da Corona Virus e’ dell’ UNO PERCENTO. L’insidia di questo Virus e’ che puo’ contagiare molte persone (superspreader). Il contagiato deve isolarsi. Coloro che vivono con il contagiato devono isolarsi.” Ha dichiarato un emerito luminare della medicina in una popolare trasmissione televisiva

Certamente non bisognera’ sottovalutare l’emergenza. Attenti pero’ alle psicosi che non servono a niente se non a far crescere la paura. La task force messa insieme dalla Regione con a capo LUCA ZAIA e’ la sicurezza che tutto quello che sara’ possibile mettere in campo per arginare l’emergenza sara’ fatto. Siamo in buone mani . A proposito di mani, alcuni consigli per evitare il contagio. “Lavarsi le mani con cura, intersecando le dita e dando importanza a questa prastica ha dimezzato la trasmissione di altri tipi di infezioni. Sembra una banalita’ ma non lo e’. ” Ha detto un medico specializzato nella lotta alle malattie contagiose. Cerchiamo inoltre di starnutire ponendo la bocca nel vano tra il braccio e il gomito; non tra le mani. Manteniamo una distanza di almeno un metro quando parliamo con amici o sconosciuti. Evitiamo di stringerci le mani che potrebbero essere veicolo di trasmissione del virus. Questo e’ solo l’inizio di una emergenza necessaria ad arginare la possibilita’ di una espansione del contagio su tutto il territorio. Per il panico purtroppo non c’e’ antidoto, come per l’ignoranza.