Addio Dottor Luigi Esposito,uomo buono e papà di tutti a Codognè


APR10

Codogne. Addio al dottor Luigi Esposito. E’ mancato il papa’ e l’amico di tutti.

Voglio fare omaggio alla persona, al medico, all’amico Dott. Luigi Esposito con questa intervista del 2014 che racconta la storia di un Uomo Buono, Generoso, grande lavoratore, Marito e Padre Amoroso. E’ quasi incredibile sentire tutto cio’ che un medico condotto doveva fare negli anni Sessanta…. Un’intervista da ascoltare tutta d’un fiato

Caro Dottor,

Ci hai lasciato, in punta dei piedi, in silenzio, senza disturbare, come facevi sempre. La tua discrezione, il tuo parlare pacato e rassicurante, il tuo viso sereno e tondo ispiravano un senso di pace. Con te ci si sentiva bene anche se ci vedevamo spesso per un’influenza, un mal di gola, un piccolo incidente di gioco. Oggi che te ne sei volato via, sento come se avessi perduto mio padre per la seconda volta. Narciso, “Narci” come lo chiamavi tu era un tuo grande amico. Insieme condividevate una profonda fede Cristiana e l’amore per la famiglia, per i figli, per le vostre care consorti.Eravamo vicini di casa. Erano tempi in cui si condivideva tutto, dalle cose più banali alle cose più importanti, come le emozioni, gli affetti, i sentimenti. Anche la TV era condivisa. Spesso ci trovavamo a casa nostra o a casa tua come durante la finale di Coppa del Mondo Italia Germania. Per l’occasione ricordo avevi sistemato la TV in giardino. Fu una notte indimenticabile.

E come non ricordare tutte le volte in cui partivamo la domenica mattina, nelle giornate afose d’agosto, tutti assieme; destinazione Pian del Cansiglio.

L’aria condizionata era lontana anni luce, e per questo, le giornate afose si combattevano con una scappata nel bosco, dove si arrivava poco prima delle undici, li’, sempre al  solito posto, quasi che il  quell’angolo di paradiso fosse nostro, ci appartenesse
 Le auto erano presto parcheggiate all’ombra degli enormi abeti, e si iniziava a preparare il campeggio che sarebbe durato fino a tarda sera.

La griglia non mancava mai. Allora si poteva accendere un fuoco, purche” fosse ovviamente in uno spazio aperto lontano dagli alberi. A mezzogiorno era tutto pronto e noi, i figli, eravamo felici di giocare e di apparecchiare, impazienti di assaggiare costa, braciole, salsicce,pollo e polenta.

 Le rare volte che ci sorprendeva un temporale pomeridiano, ti facevi delle belle risate perché il tuo amico Narci era spaventato dai tuoni e si agitava, correndo avanti e indietro come se il cielo ci stesse bombardando.

Dal punto di vista professionale eri ineccepibile. Sempre pronto a rispondere alle chiamate che ti costringevano a turni massacranti. Non ti lamentavi mai. Fare il medico per te era una missione, una passione. Volevi fare star bene le persone e ci riuscivi con il tuo sorriso e la tua generosità. Il tuo cuore che oggi si è fermato era grande, così grande da poter contenere tutti, perché tutti in paese ti volevano un bene dell’anima.

Ultimamente ci siamo riavvicinati e ci vedevamo spesso.Nello scrivere il mio primo libro sui personaggi di Codognè non potevi certo mancare tu. Ti sei fatto intervistare volentieri e sei sempre stato un attento lettore dei miei libri. Mi hai raccontato dei primi giorni a Codogné, dove arrivasti per sostituire il dott. Zonta che si era ritirato. “Avevo una 500 scassata, le strade erano polverose e io non le conoscevo. I primi giorni, faticavo a trovare gli indirizzi, poi pian piano, con l’aiuto della gente ho imparato strade e nomi e tutto è andato per il meglio col passare delle settimane, dei mesi.

Erano anni in cui i medici dovevano saper fare di tutto. Le decisioni andavano prese con rapidità e sicurezza potevano significare la differenza tra la vita e la morte. Più tardi arrivò la tua Wolskwagen rossa, il Maggiolino, con lui sfrecciavi alzando nuvole di polvere, sembravate una cosa unica, si vedeva che eri felice di guidarlo.

Sono contento di averti ritrovato da adulto e poter ripercorrere,come in un film,  davanti a un caffé, le storie che ci hanno accomunato. Oggi ti piango come un secondo papà, ma sono sicuro che una volta arrivato in cielo avrai il tuo camice bianco e le tue ali pronte ad aspettarti, perché sei stato un Angelo sulla terra e continuerai ad esserlo ancora da lassù. Grazie per tutto ciò che hai fatto per la nostra comunità. Hai sicuramente contribuito a rendere Codognè un posto migliore dove vivere.

L’ Alpino dott. Luigi Esposito

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Il dottor Esposito in una vecchia foto con quattro dei suoi cinque figli (manca la Dora che ha scattato la foto). Da sinistra: Stefano, Nada, Mara, e Monica

Il dottor Luigi Esposito a destra durante il servizio militare