Christo makes waves again


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We have all heard aboutThe Floating Piers on Lake Iseo  On Saturday the 18th I knew that the opening to the public would take place. News about  a possible opening at midnight had people sleeping by the lake waiting for the magic moment in which the first step was about to be set on the project.

I live in a small town near Venice and I calculated that  the distance onGoogle Mapsand in particular  Sulzano (where the Piers started) was at about 260 km. A three hours drive.

I decided that, if I wanted to be there in time for the opening ( around seven in the morning) I had to get my ass up at 2.30 am. I arrived in Sulzano at 5:30, no stops in between.

At 7:00 am there were some workers by the gates and they removed the locks that kept the people outside.

                 workers removing the locks from the gates from the Montisola’s entrance

 

All the locks were removed by 7:40 and the signal came via radio to let the people in.

These were the first people to set foot on the piers on the Montisola  side

 

My journey on the Pier had just begun. It was very exciting to be there and being able to set my foot on Christo’s creation. I walked the whole three kilometers on the Piers, taking photos and trying to elaborate  all the emotions that came with the walking , and it felt like this:

Imagine to be on an over inflated water bed. Your feet bouncing back as they step on it and the whole structure floating lightly under the lakes’ waves.

After a few minutes I concentrated my attention in trying to capture the people and their expressions as they were walking along with me through that orange snake that was unfolding in the very middle of the lake leading to the San Paolo Island (Berretta Family)

 

I had the chance of meeting Christo and his wife Jeanne Claude in 1983 in Florida, during the making of Surrounded Island in Miami Beach I wanted to close a circle that opened my heart and my eyes to this form of art that today, as in 1983, is having people criticizing his work.

In Italy, critics like Vittorio Sgarbi and Phillippe D’Averio that are considered of being two of the best Art’s critics in the Country, have said that “This is not Art” that “It looks like a big circus”. Sgarbi suggested that Christo made his project so that people could walk into parts of the lake where there are some cultural spots that deserve to be visited.

The count of the people who walked on water today was at 660.000, and I’m sure that most of them would like to share their impressions in positive.

 

Here we go again. Two sides. Some will understand the project and love it. Others will consider it as trash, or something they don’t understand. It isn’t easy to enter in Christo’s head, but if you look at his past projects you’ll come to the conclusion that this form of Art is a way of the artist to point the finger into a certain direction and tell the people to look and learn. Look and understand your territory, the places around you are magic if you have the capability of observing what is around you instead of just looking. Making his project touchable was the real genius of Christo. You walk on it, you cross the lake into a structure that is as effimeral as a butterfly’s life; two weeks and then…. back to reality, back to the old to and fro, back to your daily routine. The dream built by the Bulgarian- American artist was meant to be as it is. A wake up call to the people who do not understand why he and his wife Jeanne Claude (who passed away in 2009) like to wrap monuments, coasts , churches, museums, and public places. 

He was the first ever artist in the history to come up with such an innovative idea, now his projects are well known around the world.

The wild will of being an innovator, the perception of being an artist who really can “make waves” in the hearts of people, and in this case also physically. A true genius of our times to whom I bow my head and say :”Chapeau”, nice job dude. 

 

 

 

 

Christo e la filosofia delle sue opere


Ho avuto il piacere di conoscere Christo nel lontano 1982. A quel tempo guidavo un taxi a Miami. Ricordo che, passando sopra il ponte all’altezza della novantacinquesima strada e Collins Avenue fui attratto da qualcosa di un colore rosa intenso che contrastava in maniera assolutamente grandiosa con il colore verde smeraldo dell’acqua della Baia di Biscayne che divide Miami Beach dalla terraferma e da Miami

Parcheggiai il taxi nella zona operativa. Pensavo che mi sarei fermato qualche ora, la sosta durò per cinque giorni, durante i quali oltre che a vedere Christo e sua moglie Jeanne Claude ogni giorno che si davano da fare avanti e indietro per  vedere che tutto  andasse per il meglio, ebbi l’occasione di scattare foto da tutte le angolature, anche dall’ elicottero visto che il costo di un giro di dieci minuti era allora di 30 dollari. Riuscii a scattare le foto che vedete qui sopra.

La città si spaccò in due. Ricordo che c’erano quelli che non capivano questa forma d’ espressione artistica e la osteggiarono spendendo fiumi d’inchiostro sui giornali locali e nazionali. Una buffonata, una stupidaggine, una baracconata da circo. L’altra metà era dalla parte dell’Artista di origini bulgare con la cittadinanza Americana. Anch’io ovviamente mi schierai con lui. Nel passare quei cinque giorni a stretto contatto con l’Artista ho capito cosa significa per lui “impacchettare” monumenti circondare isole o stendere pontili sopra un lago.

Siamo abituati a vedere l’Arte da un punto di vista troppo statico ed accademico. Possiamo andare in un museo, ammirare un Van Gogh, un Monet, un Mirò, un Caravaggio, un Giotto  e rimanerne estasiati,colpiti. L’Arte di Christo va oltre questo. Nel coinvolgere il territorio in maniera così massiccia e “rumorosa” anche dal punto di vista mediatico, Christo coinvolge migliaia e migliaia di persone. Egli punta il dito sulla sua opera e dice:”Vedi? Quelle undici isole prima erano sempre passate inosservate, oggi, con quell’anello rosa attorno le notano tutti. Prima erano “scontate” alla vista del mondo, nessuno le “vedeva” anche se le vedeva con gli occhi. Il carisma delle opere di Christo sta proprio in questo; far aprire gli occhi ammirando qualcosa che prima non c’era e adesso c’è in maniera diversa, colorata e nel caso dei “Floating Piers” anche fruibile. I pontili di Christo sul lago d’Iseo sono una trovata geniale e come tutti i geni anche lui non viene  capito. Anche Sgarbi critica christo definendo i “Floating Piers” “Una passeggiata verso il nulla”, e con tutto il rispetto che ho per lui e la sua conoscenza posso affermare che anche lui si sbaglia di grosso. Cosa si aspettava? Che Christo studiasse i suoi pontili in modo da portare i visitatori a vedere le bellezze storico artistiche del Lago d’Iseo? Non è chiedere un po troppo a uno che sta attirando più visitatori in pochi giorni di apertura (i pontili sono accessibili fino al 3 luglio) che negli ultimi 40 anni?  Philippe d’Averio si spinge oltre.  e sbaglia dicendo che “Questa non è arte perchè non è riproducibile. Un’opera di Bach posso riascoltarla una dieci cento volte, questa baracconata dura solo pochi giorni e verrà rimossa” Certo che non me l’aspettavo da uno bravo come lui. Definire l’Arte? Chi può farlo? Non è forse l’Arte espressione dell’anima e dell’animo dell’uomo. Chi è D’Averio per dire che questa o quella non è arte?  Forse farebbe meglio ad accantonare i suoi libri accademici, togliersi scarpe e calzini e tuffarsi nell’ esperienza fanciullesca di una passeggiata  sui “Floating Piers” di Christo, e se proprio gli fanno così schifo può sempre andare a farsi una passeggiata in riva al mare. L’importante è che trovi quel fanciullo dentro di se che ha lasciato il posto all’uomo studiato (tanto di cappello) ma che non sa più meravigliarsi di fronte a cose diversamente semplici.

Quando l’opera di Christo tanto criticata verrà smantellata , lascerà un vuoto. Non nel ricordo di quelle migliaia di persone che hanno percorso quei tre chilometri d’ arancio. Ritorneranno in quel luogo, ora non più sconosciuto, la dove “Christo quella volta… ”

E’ qui che sta il bello e tutta la filosofia della sua opera. Qualcosa che oggi c’è ma domani non ci sarà più, nel segno effimero dell’Arte convissuta, toccata con mano (e con piedi) in questo caso, che però dura il momento di un sogno, il volo di una farfalla , una bolla di sapone colorata d’arancio che è bello guardare fin che dura. Quello che durerà però sarà l’effetto sul turismo della zona. Christo ha puntato il suo dito sul Lago d’Iseo. Ha fatto tutto da solo. La cosa più bella è che in tutto il percorso che ho fatto il giorno dell’inaugurazione è che non ho visto nessuna pubblicità. E’ bello anche questo no?

 

 

 

Christo opens the gates of Floating Piers


The waiting line to get the thrill  on how it feels to  “walk on water” is about one hour. Yesterday at 7:40 am the gates were finally open. I was one of the lucky to be among the first to step on the “Floating Piers” the new Christo’s installation on the Iseo Lake in the Nord Italy region of Lombardy . The three chilometers (1.9 miles) strut over the orange piers attracted thousands of people who walken, took selfies, tried the barefoot sensation suggested by Christo himself.

The sensation is to walk over a well inflated “water bed” that moves with the small lake’s waves. The structure is wide enough to allow center walking without the danger of falling into the lake, given the fact that there are not protections on the side.

An army of 600 helpers dressed in blue and orange from around the world provided the security of the piers while distributing pieces of the fabric as a souvenir. It will remain open to the public and absolutely free until July 3rd . Lake iseo is located at 200 chilometers from Venice and 100 chilometers from Milano    OK