Fotografia Creativa. L’uso delle superfici riflettenti.


Quando frequentavo il Broward Community College di Fort Lauderdale, negli anni 80, una delle classi a cui mi ero iscritto e mi dava tanta soddisfazione era la classe di ARTE. Si parlava di pittura, di scultura, di fotografia. Ricordo che l’insegnante un giorno ci disse che “Per fare una bella foto, dovete girare, girare, girare attorno al vostro soggetto. Sembra banale, ma così facendo avrete la completa idea di quello che state ritraendo.” Verissimo. Provare per credere. Oggi parleremo delle superfici riflettenti. Mentre camminate per un bellissimo centro storico della meravigliosa penisola Italiana vi capiterà di vedere case, monumenti, castelli, scorci meravigliosi, e chissà quante altre bellezze. L’ultima volta che sono stato a Firenze per esempio, mi sono trovato di fronte al duomo. Quante foto sono state fatte a questo simbolo del Rinascimento Italiano? Milioni. Ecco che la creatività entra in gioco. Voglio e debbo fare una foto diversa, una foto che nessuno abbia mai fatto. Impossibile? In Fotografia nulla è impossibile.Bisogna però pensare alla luce come ad un pennello, e disegnare qualcosa di nuovo. Mi son guardato in torno ed ecco il mio aiuto; un’auto della polizia con un bel cofano blu rivolto verso la facciata del duomo.Ecco il risultato in questa foto

. Il duomo risulta riconoscibile e distorto.Una foto unica ed irripetibile.Questo è lo scopo della foto creativa; creare nuove immagini, soprattutto creare uno stile personale in modo che un’osservatore attento che veda quella foto possa dire: “Quella è una foto di Tizio, Caio, o Sempronio” senza bisogno che ci sia scritto sotto il nome. Le superfici riflettenti ci sono sempre. Un fiume, una pozzanghera,uno specchio, una vetrina, un paio di occhiali da sole,il cerchione di un’auto. Usateli, guardatevi attorno, aprite gli occhi ad altre forme non comuni.. Girate attorno alla chiesa, al castello, alla persona che volete fotografare, guardate in su, in giù a destra a sinistra, sopra e sotto. La luce è lì per voi, per essere usata. Che abbiate uno smarthphone o una fotocamera professionale non importa. Dovete scattare la foto. Ecco altri esempi: Treviso, una viuzza bellissima con una pozzanghera.La prima foto rende l’idea della via intera. La seconda scende nel particolare. Fate le due foto così potrete confrontare e discutere sull’uso delle superfici riflettenti.

Altro esempio.La peschiera di (www.villatoderini.it) fotografata in modo che il cielo vi si rifletta. In un secondo momento, ho girato la foto di 360 gradi ed ecco che il risultato fa sembrare che l’acqua sia il cielo stesso. Non è difficile vero? Basta pensarci.

Ed ecco una delle mie preferite: Burano. Le case coloratissime si riflettono nel canale. Se amate  la fotografia, se la passione per lo scatto vi brucia dentro, fatevi un regalo; una giornata a Burano vi risciaquerà l’animo e vi riempirà la testa di colori. Buona fotografia a tutti. SE volete chiarimenti o volete contattarmi per qualsiasi domanda scrivetemi a piodalcin@gmail.com

Oderzo Perla del Veneto ispirazione per un fotografo di strada


APR
16

Oderzo Perla del Veneto. La sua gente le sue strade i bellissimi spunti per un fotografo di strada

Ieri in un gruppo al quale partecipavo su Facebook il moderatore ha postato un “Codice Etico per l’uso delle foto ” che ritraggono persone per strada. In queste ultime settimane mi ero permesso di pubblicare dei “candid shots” di gente presa così, mentre cammina per le strade di Oderzo. Precisando che se a qualcuno avessero dato fastidio avrei subito provveduto a rimouverle

Vengo spesso in questa bellissima cittadina del Veneto; mi rilassa la sua Piazza Grande ancora a misura d’uomo e ricordo anche le accese polemiche che ci furono negli anni 80 quando si paventò l’idea di renderla pedonale. Allora ero il fotografo del +Gazzettino  ed ho seguito la vicenda con passione. Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso, regalandoci una delle più belle piazze della provincia di Treviso.

Una piazza che per un “fotografo di strada” come mi piace definirmi adesso è sempre una grande attrattiva.
All’inizio della mia carriera di fotoreporter d’assalto frequentavo luoghi più pericolosi. La guerra Serbo Croata mi ha insegnato che bisogna stare attenti alle mine anti uomo che sono verdi e sembrano dei grossi freesbee. L’Intifada in Israele mi ha insegnato che vivere o morire in certi casi è una questione di piccole decisioni prese in fretta, e così via.

Adesso sono tranquillo e ho famiglia. Le foto di guerra le lascio fare agli altri. Mi piace cogliere certi momenti nei quali la gente si ritrova anche così per caso come in questa foto fatta davanti al Duomo, dove due vecchi amici, un uomo e una suora si ritrovano per uno scambio di idee. Non ho ascoltato quello che dicevano ovviamente ma la loro conversazione era cordiale e genuina

Ho pubblicato decine, centinaia di foto come questa e non ho mai avuto nessun problema di Privacy o di ritorsioni legali per averlo fatto. Ho sempre pubblicato le mie foto usando un grande rispetto e puntualizzando (come ho fatto nel gruppo Facebook) che se avessero dato fastidio a qualcuno le avrei subito rimosse. I commenti sono stati tutti positivi e questo mi ha spinto a pubblicarne di nuove visto che incontravano il favore della gente di Oderzo. Fino a ieri, quando il moderatore ha deciso di insegnarmi cosa dovevo o non dovevo pubblicare. Ho deciso quindi di uscire dal gruppo e di pubblicare le foto della gente di Oderzo su questo blog e sul mio profilo Facebook (cercate se volete pio dal cin e mi troverete facilmente). Nel libro che ho pubblicato a dicembre +Cuore Veneto Codognè Treviso   “Codognè Cuore Veneto” (lo trovate nelle due librerie Opitergine) ho fatto un accenno alla bellezza della città di Oderzo. Nel prossimo volume in uscita a Natale ci sarà un’ampio spazio dedicato a questa “Perla del Veneto”. Ci saranno luoghi, scorci e personaggi. Se qualcuno si sentirà offeso dalle mie foto si accomodi pure e adisca a vie legali. Non accetto però lezioni di etica da nessuno e tantomeno da chi non è del settore. Per me la fotografia è stato e sarà uno stile di vita e una passione bruciante; un virus dal quale non sono mai riuscito a liberarmi. Non saranno le parole di un moderatore di un gruppo Facebook a farmi desistere a continuare a scattare e pubblicare le mie foto, come sempre nel grande rispetto di chi sto ritraendo. Non sono un Paparazzo, sono un fotografo di strada.

Riflessi sul cofano di un SUV in centro a Oderzo

Ieri al mercato…

Portobuffolè Kilimangiaro.Borgo dei Borghi.


(by pio dal cin) Certo che sarebbe bello vedere Portobuffolè vincere la gara tra i borghi d’Italia che sta appassionando l’Italia dal Nord al Sud attraverso la trasmissione di RAI 3Alle Falde el Kilimangiaro” condotta da Licia Colo’. Oggi pomeriggio si poteva vedere la bionda presentatrice tra le strade del piccolo meraviglioso borgo Medievale con la sua troupe e un drone che riprendeva dall’alto tutti i movimenti.La registrazione verrà mandata in onda Domenica 20 Aprile in prima serata su RAI 3.

Le seguenti foto sono soggette alle leggi sul copyright.Il loro uso senza l’espresso consenso dell’autore “pio dal cin” è proibitoDrone fotografico PortobuffolèPortobuffolè Licia ColòLicia Colo' a PortobuffolèDSC04288portobuffolè

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The bike accident (from my book my adventurous,wonderful life)


TURN YOUR FACE TO THE SUN AND THE SHADOW FALLS BEHIND YOU- Maori Proverb

I finally decided to write my book today because it’s Frebruary the 29th…I thought that if i died today they’ll celebrate my anniversary once every four years.
                              CHAPTER ONE
Hey Dude, can you pick me up at the Memorial Hospital?

What happened..are you ok?

I’m ok…how long?

about twenty minutes…you mean the one on Hollywood Boulevard?

C’mon Dude…do you know of any other Memorial Hospital in Hollywood?

No…

Dude…. wake up and smell the coffee…are you a cab driver or not?

Oh…sorry dude…I’ll get there in a flash..

I have a hard time remembering the Dude’s name. We all called him Dude because he used to put that word on his sentences as if it was a comma…so to everyone he was the “Dude”.

All the cab drivers in Broward County knew who he was, and kept away from him. He was a boat’s capitain, an helicopter’s pilot, a champion surfer… a perfect compulsive liar.
He just couldn’ help lying on anything…it was so obvious and imbarassing, but he wasn’t a bad person he had a hart and that was very hard to find in 1997 driving a taxi in Fort Lauderdale.
I “picked him up” from Hollywood Beach one day, almost wasted from the various joints he had smoked even if it was before lunch.. he was going to get busted soon or later by selling bags of pot on the beach so i told him he could drive a cab and make an honest living.

He accepted and I spoke to Mike, our supervisor. He got a cab a week later and I had a “Dude” living with me.

The good part was that I was never at home. I was living at 1536 Fletcher street at that time and the year was 1997. The neighbour was friendly and safe back then and  the rent was only 280 a month.

I was single, happily single in a region that had more girls willing to give it away than palms,so i wasn’t even thinking about getting married,start a family and such.
Before the Dude moved in with me I was living only with the “Girl” a 12 year old black Labrador that I adopted from my landlady when she decided to get her 12 year old son a “new dog because that one was blind”. I’ll talk about the “Girl” later though.
What happened Dude?
I fell from my bike and broke my arm
Where?
Near Pier 21 in Port Everglades… I went over the railroad tracks and the front wheel got stuck in the rail..flipping me airborne..when  I landed on top of my hand I felt the pain, someone took me to the hospital an here I am.
Holy Shit..that must have hurt.
Still does..can you take me home now?
Sure…but   how are you going todrive a cab now?
Good question Dude  good question…I’ll think about that tomorrow  now i just want to get some sleep.

I let my thoughts wandering about as we were driving South on US1 as i was unusually seated in the passenger’s seat of a taxi.
Ten years…i thought…ten years I have been driving a cab…how many people..
It was like going to the movies for me, getting behind the wheel early in the morning,trying to catch longer rides to MIA the airport in Miami. I was eager to see what kind of “Humanity” would have show in my back seat.
Most of my passengers talked about their problems to me as if I was some kind of priest listening to their confessions. They knew chances to see me again were slim, so they opened up and talked, asked, cried, laughed,offered grass, cocaine or sex in exchange for a ride..
(continues…)