Gaiarine- Il bellissimo, VIDEO, stupendamente edito dai commercianti che chiedono a gran voce:”Fateci Lavorare”



Un video silenzioso, accompagnato da una piacevole musica che racconta il disagio dei negozianti, dei ristoratori, dei baristi, di tutte le attività che ormai non riescono più a soportare una chiusura che sta diventando ogni giorno più pesante, più soffocante più incomprensibile. I dati che arrivano ormai da più di dieci giorni fanno capire che le misure di sicurezza a cui siamo stati tutti chiamati ad ottemperare hanno prodotto il loro frutto. I contagi, gli ammessi in ospedale, le terapie intensive, i decessi sono in netto calo. Aumentano le dimissioni dei malati e le guarigioni. Aumenta anche la voglia di alzare le serracinesche dei negozi e di riaprire quelle attività che fanno parte di un tessuto economico e sociale da cui non si può più prescindere. Le voci che si alzano sono forti e nette, sempre fatte con grande dignità e nel rispetto delle leggi. IL VENETO vuole riaprire, IL VENETO vuole lavorare.

SE CI FOSSE L’AUTONOMIA

A mio modestissimo parere, la cosa più intelligente che potrebbe dire il PM GIUSEPPE CONTE sarebbe questa: ” Cari concittadini, siamo arrivati ad un punto in cui il VIRUS sta dimostrando quel rallentamento che da tempo ci aspettavamo. E’ giunta finalmente l’ora per tutti gli italiani di rimboccarsi le maniche e iniziare di nuovo ad aprire le attività commerciali e con loro la vita del PAESE. Siamo sicuri che il rispetto delle norme di sicurezza verrà ottemperato da tutti. In questi mesi, a parte le poche eccezioni gli italiani hanno dimostrato senso civico e caparbietà nel seguire le indicazioni atte a diminuire l’espandersi del VIRUS che ha causato disagi immensi, ma soprattutto ha portato via moltissime vite, troppe. OGGI cari concittadini voglio annunciarvi che : AFFIDERO’ AI GOVERNATORI DELLE VARIE REGIONI LA CONSEGNA DI DECIDERE, CIASCUNO NELLA PROPRIA AREA DI COMPETENZA GEOGRAFICA il MODUS OPERANDI che riterranno più consono in base ai DATI che SOLO LORO, ESSENDO PRESENTI IN PRIMA PERSONA SUL TERRITORIO POSSONO VALUTARE, traendone le opportune conclusioni e prendendo le decisioni più sagge che riterranno di voler prendere per la LORO REGIONE, e PER LA LORO GENTE. Sarà quindi responsabilità dei Governatori decidere se e quali attività chiudere e deciderne le modalità ferme restando le misure di sicurezza. SOLO CON QUESTA PROVA DI CIVILTA’ che potremmo senz’altro definire una PROVA DI AUTONOMIA ( anche se temporale fino alrisolvimento della crisi) il PAESE riuscirà a sollevarsi, perchè abbiamo FINALMENTE CAPITO che la stessa regola, o regole, che valgono per una REGIONE possono o non possono andar bene per un’altra vista la MORFOLOGIA e la diversità della nostra amata TERRA ITALIANA, che è CIO’ CHE E’ grazie a tutte le DIVERSITA’ e PECULIARITA’ che la contraddistinguono. Da domani, fino alla fine dell’emergenza saranno quindi i GOVERNATORI a decidere sul da farsi, in base alle direttive del COMITATO SCIENTIFICO”

LO DIRA’ CONTE?

Ovviamente NO. Ma sono convinto che se avesse la maturità politica di una scelta così coraggiosa le cose andrebbero sicuramente per il verso giusto, assicurando quell’ AUTONOMIA che significherebbe per tutti un nuovo senso di RESPONSABILITA’ e PRESA DI COSCIENZA al fine di dare un nuovo slancio all’ECONOMIA del PAESE sfruttando tutte le diversità e la creatività che ci hanno da sempre contraddistinto come POPOLO ITALIANO, UNITO ma diviso da STORIA, CULTURA, GEOGRAFIA, COSTUMI. Una “DIVISIONE” che ci UNISCE e ci ha sempre reso MIGLIORI e GRANDI NELLA STORIA DELL’UMANITA’. Se questo VIRUS ci ha insegnato qualcosa, è che siamo in grado di gestire AUTONOMAMENTE LE NOSTRE VITE, e chiediamo che ce ne sia data l’opportunità.

Sammy Basso a Gaiarine – Racconto e fotostoria di una serata indimenticabile


Prima di consegnare ai lettori di questo mio semplice blog l’articolo che ho pubblicato oggi sul Gazzettino, riguardo alla serata con Sammy, vorrei commentare in prima persona quello che mi ha lasciato dentro l’ascoltare questo fantastico ragazzo veneto. Nei giornali, si sa, non si può raccontare in prima persona quello che si scrive. Per fortuna ci sono i Blog, questi diari personali che prescindono da regole che possono o non possono essere divise ma che vanno comunque rispettate. Di Sammy mi è piaciuta la freschezza, il suo modo di essere autoironico, di scherzare sulla vita. Riuscire a strappare delle risate e allo stesso tempo commuovere cn il suo racconto. Sempre lucido, sempre intelligente, sempre accattattivante, mai scortese o critico di qualcuno. ( a parte una frecciatina ai governi italiani che non sono capaci di gestire i migliori ricercatori del mondo e impedirne la fuga all’estero) “Un ricercatore italiano che lavora dieci ore al giorno guadagna 1200 euro al mese in Italia. Il triplo all’estero” Ha detto il papà di Sammy, presente sul palco assieme alla mamma nella seconda parte della serata.

IL RACCONTO DI SAMMY

Uno dei racconti che più mi ha colpito di Sammy ad Albina di Gaiarine è stato quello sui Nativi Americani. I Navajos vivono in Arizona e a Monument Valley ho avuto la fortuna di arrivare di notte, una notte limpida e stellata da far sembrare la Via Lattea come se fosse sabbia dorata, sparsa in un cielo nero. Sammy ha raccontato di aver trovato invece, l’unico giorno di pioggia in tutto l’anno a Monument Valley, ripagato però ,da due arcobaleni che si incrociavano nel cielo il giorno dopo.

Sammy ha raccontato di un Popolo che vive la sua vita normalmente, ben inserito nella società Americana di oggi. Un Popolo però che sa continuare ad esprimere la sua personalità predicando la Pace e non l’odio come verrebbe naturale pensare dopo quello che hanno subito dall’uomo bianco. I Nativi (non chiamateli “indiani”come nei Western) sanno esprimere la loro Spiritualità, la loro Tradizione, la loro Lingua, la loro Cultura che ancr oggi rimangono intatte nonostante tutti i tentativi di sopressione che hanno subito da chi li voleva conquistati e sterminati. Chi si avvicina al loro modo di vivere non puo non esserne affascinato. Io li ho incontrati in un momento di transizione nella mia vita, un momento difficile. Da loro ho imparato ad amare tutte le creature dell ‘Universo, perchè siamo connessi con tutto quello che ci circonda. Gli animali, gli alberi, il firmamento e le stelle, i pianeti e le rocce; tutto fa parte di un Grande Disegno Creativo. Sammy ha avuto un nome Navajo che si traduce in “Quello che deve fare ancora molta strada”. Questo mi conforta perché i Nativi sanno guardare dentro al cuore delle persone e vedono lontano. Non può che significare che Sammy resterà con noi per molto tempo e questa è una notizia meravigliosa.

Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus

Se una cosa non esiste ma serve, allora bisogna inventarla, crearla, costruirla. Dev’essere questo il pensiero che è passato in testa simultaneamente ai tre membri della famiglia Basso quando si sono resi conto che non esisteva yuna associazione italiana che ragruppasse coloro che soffrono di questa patologia scatenata in una sola dei 3 miliardi e duecento milioni di cellule di cui è composto il nostro DNA. La cellula impazzita manda segnali sbagliati e modifica la struttura del DNA. I Basso nel 2005 decidono di fondarla loro una associazione ed ecco htttp://www.progeriaitalia.org . Ma i social, nel mondo di oggi sono importanti per farsi conoscere e quindi deve esserci una pagina Facebook https://www.facebook.com/AIProSaB/ Eccola qua. E se per i più giovani ci fosse una pagina Instagram?https://www.instagram.com/sammybasso/ Questa è la sua pagina

Molte altre le storie divertenti che Sammy ha raccontato divertendo il pubblico, come quella di un museo nella cittadina di ROSWELL in New Mexico. Qui si racconta fosse caduta una nave spaziale e tutto fu messo a tacere dalle autorita’ statunitensi. Sammy non poteva mancare ad un appuntamento così importante, visto che lui è scambiato per un alieno. “C’era una specie di museo- Racconta divertito Sammy- che aveva delle sagome di alieni. Mi sono avvicinato e mi sono messo tra le statue, immobile come loro. Quando poi un’anziana signora ha iniziato a guardarmi l’ho salutata con la mano. Lei è fuggita subito spaventata, Io nel frattempo me ne sono andato via e quando è tornata continuava a dire alle sue amiche che prima li c’era un VERO ALIENO.

Piccole storie che ci fanno capire l’indole giocosa di Sammy che non perde mai il senso dell’umorismo, perché ne conosce l’importanza, sa benissimo che una risata può guarire più di cento parole.

AVATAR E’ il film preferito di Sammy

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Roswell

Dal mio articolo del 7 febbraio. Gazzettino -(riproduzione riservata)

GAIARINE Serata indimenticabile per le trecento persone che mercoledi sera si sono ritrovate ad Albina per  ascoltare in diretta la storia incredibile e meravigliosa del “‘Piccolo Grande Uomo” Sammy Basso. Coloro che hanno avuto la fortuna di partecipare all’evento, voluto dall’amministrazione  capitanata dal sindaco Diego Zanchetta, conserveranno un bel ricordo  del suo racconto, fatto in prima persona. 


Un racconto che ha spaziato attraverso temi  quali la famiglia, l’amicizia, la fede, la paura, la diversita’, la vita e la morte. Tutti trattati con la stessa delicatezza, la grande autoironia, il senso dell’umorismo di un ragazzo di ventiquattro anni, consapevole di tutto. Consapevole di essere unico e splendido nel suo modo di interpretare la vita al meglio. Raccontando cos’è  vivere la progeria,  rarissima patologia  genetica, e  riuscendo a trasmettere emozioni forti, a far sorridere e con  sue  ricercate ed intelligenti battute, ma anche e soprattutto far riflettere sui valori e  i sentimenti importanti della vita. 


Sammy ha trasmesso la  pace e la serenita’ di una persona equilibrata, felice e consapevole del suo  ruolo nell’universo. Un messaggero di valori profondi che hanno toccato la  platea che in religioso silenzio ha ascoltato i suoi racconti, il viaggio negli USA dove da sempre sognava di andare, sorattutto nelle sconfinate praterie del West.

Una passione per gli States nata dalla lettura del classico “Zanna Bianca” e perseguita negli anni ,con centinaia di libri, tutti gelosamente conservati. I video che scorrono nel grande schermo dietro le sue spalle lo mostrano ospite di personaggi come James Cameron, o trasformato nel lanciatore della prima palla da baseball all’inizio di una partita mentre seguito da una troupe del National Geographic ha percorso la mitica Route 66.


 Laureato in scienze naturali con 110 e lode ha spezzato una lancia a favore dei ricercatori italiani, i  migliori del mondo ma dimenticati forse, in casa, da governi distratti che non incentivano la loro rimanenza in patria.


 Sammy ha messo tutti  davanti ad uno specchio virtuale facendo loro capire  la bellezza dell’essere umano. Sono i valori che contano. La fede nel Cristianesimo, di cui Sammy va fiero, la famiglia che lo ha sempre supportato permettendogli di esprimere al meglio se stesso, gli amici , la vita che va vissuta adesso. “Non sappiamo quanto tempo abbiamo davanti a noi, per questo dobbiamo fare ora e subito tutto quello che possiamo esprimere come persone” 


” Per raccontare Sammy non basterebbe un libro .Di sicuro ha  lasciato un bellissimo  ricordo di se e un senso di gratitudine per gli insegnamenti che ha saputo dare, e si sono concretizzati alla fine della serata con un lungo, interminabile applauso  e una standing ovation da parte del pubblico affascinato (pio dal cin)

Codognè,Gaiarine,Godega, Mareno di Piave,Cordignano,Orsago,Fontanelle Vazzola. Furti a raffica. La gente è stanca. Serve l’esercito! Subito!


Inutile elencare dove e quanti furti ci sono stati negli ultimi giorni nei nostri paesi.Inutile dire che i carabinieri si stanno dando da fare.Sappiamo che il loro numero rende questa una battaglia impari. Le poche pattuglie disponibili non possono certo coprire un territorio di competenza di quasi trenta chilometri. L’unico dato certo è l’esasperazione ed il senso totale di impotenza verso questi scarafaggi che con la velocità della luce si intrufolano nelle nostre case, razziano e fuggono. E’ successo ieri sera a Codognè, tra le 19 e le 20:30 almeno tre furti. Sembra un attacco terroristico e come tale andrebbe trattato. Quando si parla di impiegare l’esercito sembra che si evochi il pericolo o l’imminenza di una guerra Ti guardano in faccia come per dire:”Esagerato..l’esercito?” Non credo però sia esagerato parlare di vera e propria emergenza sociale. I giornali sono pieni di articoli da settimane, si parla di interventi, di potenziamenti di personale, di ulteriori controlli, ma quando cala la sera ecco che gli scarafaggi si scatenano. Cominciano a piovere segnalazioni sui vari siti, la gente esce per cercare di fermarli e loro, imperterriti (e impuniti) se ne vanno per le vie ora di Gaiarine, di Godega, di Cordignano, di Orsago, di Vazzola, di Fontanelle, di Mareno di PIave, di Codognè a razziare le case e a seminare terrore e panico tra la gente che no si sente più sicura e lancia un grido di allarme:FERMATE QUESTE IMMONDIZIE UMANE che ci tolgono il piacere di essere quello che siamo sempre stati, un paese pacifico e sereno. Non è terrorismo urbano questo? Se concordiamo che lo è, allora impieghiamolo questo ESERCITO. I militari con delle jeep che girano dalle 17 alle 21 per le strade dei paesi sarebbero il gusto deterrente per questi maledetti scarafaggi . Non scandalizziamoci se invochiamo l’ESERCITO. I volontari che lo compongono sono dislocati in Paesi lontani come l’Afganistan per garantire l’ordine mentre qui a casa nostra dobbiamo subire una violenza continua. Violenza che è pari ad una violenza fisica o morale, perché un furto toglie non solo i ricordi di oggetti che non sono preziosi solo per il loro valore, ma per la componente affettiva che hanno, ma soprattutto la SERENITA’ che ci siamo conquistata negli anni e che nessuno ha diritto a portarci via. Diciamolo alle istituzioni, ai politici, ai prefetti:MANDATECI L’ESERCITO, proteggeteci, tutelateci da questo cancro sociale, ma non perdete tempo, tra qualche ora tornerà il buio e gli scarafaggi del furto torneranno a colpire impuniti.

Mauro Corona a Francenigo presenta “Il passo del vento” scritto con Matteo Righetto


Mauro Corona superstar sabato sera a Francenigo di Gaiarine in occasione della presentazione del suo nuovo libro, scritto a quattro mani con Matteo Righetto “Il passo del vento”. L’occasione è stata la presentazione del ricco programma teatrale, musicale, letterario e cinematografico dell’Associazione culturale “La Corrente” fondata nel 2013 da un gruppo di amici che si proponevano di fare cultura nel territorio. A giudicare dai numerosi appuntamenti che si svolgeranno da qui a maggio nell’ex cinema restaurato grazie alla famiglia Piovesana e di proprietà della parrocchia, il gruppo ha sicuramente fatto centro. Mauro Corona accompagnato dall’amico che imita il canto degli uccelli e da un pastore di malga oriundo di Francenigo ha catalizzato fin dall’inizio l’attenzione del pubblico con il suo modo diretto, a volte pacato e altre aggressivo, a seconda degli argomenti trattati. Ha spiegato che il libro è un abbecedario che percorrendo le lettere dell’alfabeto racconta delle piccole storie e aneddoti che i due autori hanno sviluppato indipendentemente mettendo a confronto due stili di scrittura diversi ma in qualche modo complementari. Gli uomini sono simili ai cani,, i quali si avvicinano per la prima volta, si studiano, si annusano, poi, se si piacciono vanno via assieme altrimenti si mordono o ringhiano prima di allontanarsi. Con Matteo abbiamo fatto così, e ci siamo piaciuti. Da questo incontro l’idea del libro. Mauro Corona non ha solo parlato del libro. Ha spaziato da argomenti leggeri (autodefinendosi un comico con la passione per il cabaret) ad altri di toccante attualità come quello dell’ambiente e delle proteste dei giovani per il clima arrabbiandosi quando racconta che:” Greta, quella vecchietta. Si ha risvegliato gli animi, ma se in duecento città italiane c’erano solo due milioni di persone cosa vuol dire? Dovevano essere venti milioni. Dov’erano prima che Greta li svegliasse? Che senso ha poi manifestare per il clima quando si lasciano tonellate di rifiuto quando la festa è finita? L’ironia ed il senso dell’umorismo hanno scatenato l’ilarità del pubblico quando lo scrittore, scultore, alpinista di Erto ha raccontato che :”MI farò cremare vivo, perché non mi fido di mia moglie…voglio esserci anch’io per essere sicuro che lo faccia” Tutti i libri messi a disposizione dall’organizzazione sono andati a ruba e alla fine della serata Mauro si è fermato a firmarli tutti, preso d’assalto dal pubblico che aveva gremito al limite della capacità il grande salone dove si è svolta la presentazione. Molti hanno dovuto rimanere in piedi e anche gli spazi esterni dove era stato allestito un maxi schermo erano affollati di gente venuta ad ascoltare questo personaggio unico nel suo genere ma che con il suo modo di scrivere ha conquistato milioni di lettori. Il segreto del suo successo è sicuramente in quel suo modo diretto di raccontare le cose e le storie, senza peli sulla lingua e senza paura. Ne traspare un uomo che ha vissuto una vita in salita, non solo per tutte le scalate che ha portato a termine, ma per aver avuto un’infanzia difficile, lassù tra quei monti dietro la diga del Vajont, a Erto dove domenica si incontrerà con don Ciotti, dove ha trascorso gi anni più belli della sua vita in quei boschi che solo lui sa raccontare accompagnando il lettore in un viaggio interiore fatto di emozioni e di sensazioni che solo lui riesce a trasmettere così direttamente e in maniera semplice perché l’uomo e lo scrittore si sono fusi, forgiati nella fucina di una vita non facile che oggi riesce a trasmettere nei suoi libri ottenendo il meritato successo.