Montezemolo Pontefice Massimo- Lettera aperta a un uomo senza coraggio


Caro Luca ,

Adesso hai veramente stufato. Non passa mese che non si leggano le tue critiche, i tuoi rimproveri, i tuoi commenti sul modo di fare politica di Berlusconi, del governo, o di  un qualsiasi altro parlamentare. Detti regole, dai consigli su come condurre le politiche, pontifichi dall’alto della tua conoscenza imprenditoriale come se tutti gli altri che non sono “Corderi di Montezemoli” fossero degli incapaci e dei fanulloni.

Dai Luca, facci vedere le PALLE (ammesso che tu ne possieda almeno un paio come tutti noi “umani”)abbi il coraggio di scendere VERAMENTE in campo. Schierati con questa o con quella forza politica e candidati, non importa se a destra o a sinistra ma per favore SCHIERATI. Non lanciare sassi nello stagno,0 peggio, non tirarli sui vetri delle case altrui, per poi andare a nasconderti sotto le “gonne di mammina”.

Esci allo scoperto  e fai politica a tempo pieno, non imitare i comici blogger con conti milionari che vogliono fare i “populisti” dell’ultima ora. Sappiamo si, che hai un grande passato nelle Ferrari, che eri amico del grande Agnelli, eccetera eccetera ma questo non ti da l’autorità difare il Pontefice Massimo della politica Italiana.

Scendi in politica oppure se meglio credi, scendi dallo sgabello che ti sei costruito da solo. Qui da noi in Veneto c’è un vecchio proverbio, saggezza del popolo “bue” che recita: “Quando la m…. monta in scano, o la fa spuzza o la fa dano”.

Non serve la traduzione vero Luca?.

Senza rancore, ma fai presto ti prego, deciditi perchè hai veramente stufato!

(pio dal cin)

Suicidi in Veneto. Giornali e Media devono minimizzare


La scritta “Opearaio si impicca nel bosco” campeggia a grandi caratteri sulle locandine fuori dalle edicole. Entro, compero i giornali locali ed ecco la notizia, in apertura, in prima pagina, con una dovizia di particolari che renderebbe “facile” il suicidio anche a chi non sa cosa significhi la parola. Daccordo, i giornali e i tiggi’ devono riportare le notizie di cronaca, però in questi casi basterebbe un trafiletto a piè pagina, senza tanti particolari. Il suicidio è una tragedia personale e così dovrebbe essere trattato. Darlo in pasto al pubblico non serve a niente, se non a creare quello spirito di emulazione che è comprovato scientificamente. Persone deboli e depresse hanno la tendenza a copiare certi comportamenti. Se diamo loro tutti i particolari ed una specie di “vademecum” su come suicidarsi, ecco che creiamo una reazione a catena.

Scrivendo dei suicidi si creano due “fonti energetiche negative” La prima per chi sta pensando di farlo ed è sull’orlo della disperazione, l’altra per i famigliari ed i conoscenti e per il clima di dolore che si crea leggendo tali notizie.

Ricordo tanti anni fa, a Pianzano ci fu una serie impressionante di suicidi sotto il treno; in pochi mesi, fui chiamato dai carabinieri per quattro o cinque episodi del genere,in un tempo così breve. Mi sembro’ che quello che veniva scritto servisse quasi da “aggancio” per il prossimo, innestando una catena viziosa che sembrava non finire.

Ora che i suicidi sono in aumento, rivedo lo stesso scenario. Certo non è che la “colpa” sia dei giornali. In questi casi la colpa non è di nessuno, se non di chi commette il gesto estremo. Quello che voglio dire è che l’eccesso di particolari, il voler raccontare queste tragedie personali, e dar loro un’importanza troppo mediatica, secondo me può essere una ragione in più per chi, già debole e provato si trova a dover affrontare dei grossi problemi esistenziali.

Questo è il mio umile appello ai giornali e ai media. Minimizzate questi fatti, e anche se non sarà questa la formula che ridurrà il numero dei suicidi, almeno  si riuscirà, non rendendoli troppo importanti dal punto di vista mediatico, ad evitare che chi è troppo debole o depresso per reagire colga lo spunto da quello che legge per fare un gesto che altrimenti potrebbe essere evitato.

(pio dal cin)

Ora, che i suicid