Covid-19- Le mie foto di questa Tempesta Perfetta, (e Crudele)


Casoin Combai
Valdobbiadene
San Vendemiano
Macelleria Eurocarni Zanette -Codognè
Codognè -Sanificazione strade
Campea Casoin di Alessando Bernardi- ASpettando il proprio turno
Conegliano
Casoin di Val Fabio- Conegliano
Conegliano Eats
Casoin Alessandro Bernardi Campea
Giulia Casoin Combai
Valdobbiadene- Tornando dalla spesa
Casoin Combai
Cesare De Stefani- Guia
Casoin Oderzo

Valdobbiadene -Cesare De Stefani Osteria Senza Oste contro la lotteria degli scontrini fiscali


PARTE PRIMA
PARTE SECONDA

Un moderno Robin Hood, un Don Chisciotte dei nostri tempi che sicuramente non ha paura dei “mulini a vento” del sistema ed e’pronto a scagliarsi con tutta la sua forza per contrastare quello che ai suoi occhi di imprenditore sembra un’enorme ingiustizia nei confronti dei piccoli imprenditori. La delusione dei negozianti per un nuovo sistema (quello della fatturazione elettronica) si e’ purtroppo tradotto nella moria di piccoli negozi, di “casoin” e di realta’ storiche del nostro territorio che formavano da decenni un tessuto non solo distributivo per quel che riguarda i generi di prima necessita’ in zone rurali spesso innacessibili alle grandi produzioni, ma soprattutto rappresentavano dei punti di aggregazione sociale che venendo a mancare lasciano un enorme vuoto specie tra le persone piu’ deboli: anziani e coloro con mobilita’ limitata che si trovano cosi’ privati di punti di riferimento che hanno superato difficolta’ enormi nei decenni, come guerre terremoti e calamita’naturali. La vera calamita’ sembra essere la burocrazia e chi la gestisce.Se i governi che si succedono non riescono a capire che i piccoli imprenditori, gli artigiani, le botteghe di quartiere sono il vero tessuto che tiene insieme la societa’ dei piu’ deboli, il Paese non riuscira’ mai a risollevarsi da una crisi endemica che lo sta uccidendo. Se chiudono oggi i piccoli domani tocchera’ alle associazioni che si troveranno senza associati. Un paragone che calza molto bene e’ quello della montagna privata degli alberi , alla prima nevicata e’ piu’ facile che scenda una valanga poiche’ gli alberi con il loro impianto radicale impediscono alle valanghe di formarsi e formano una valida barriera. Le questioni sollevate dal coraggioso Cesare ( e ci vuole un bel coraggio a mettersi contro questi moderni mulini a vento) sono sicuramente condivise da migliaia di partite IVA, che oggi faticano a far quadrare i conti di fronte alle vessazioni continue di un sistema fiscale tra i piu soffocanti d’Europa e del mondo che non concede tregua. Viene in mente la storiella che ci raccontavano alle medie studiando gli Antichi Romani. I plebei decisero di scioperare contro i patrizi, fino a che gli uni si resero conto di far parte dello stesso “corpo”, dove i plebei erano le membra e i patrizi rappresentavano la testa, il cervello. Se il braccio o la gamba si rompono ne soffrira’ tutto il corpo. Purtroppo sembra che in un’Italia dove si e’ perso il buonsenso, la testa non esista piu’, e fino a quando non ci sara’ un vero cambiamento con delle regole fatte per i cittadini e per la gente, non per chi e’ chiamato a dirigere il Paese ma si ferma ai propri interessi , non ci sara’ speranza per coloro che nonostante tutto cercano di mettere a frutto la creativita’ e l’ingegno che da secoli hanno caratterizzato gli italiani, ma che i freni della burocrazia e del mal governo continueranno a demotivare con risultati che non fanno certo sperare in un futuro migliore. Un plauso quindi a chi come Cesare De Stefani porta avanti una battaglia non facile contro la mancanza delle fondamentali regole di una societa’ che funzioni: il buonsenso e il rispetto per il lavoro e il sacrificio altrui.

Cesare, dell’Osteria senza Oste a Guia di Valdobbiadene. Il vino fatto uomo.


Ho conosciuto Cesare De Bastiani solo sabato. Ne avevo sentito tanto parlare ma non lo avevo mai incontrato. Grazie a MIchela, un vero vulcano di donna nelle pubbliche relazioni mi sono messo in contatto con lui. Due parole e un appuntamento “Tra dieci minuti, nella mia macelleria a Guia”. Parcheggio e lui mi viene incontro con uno di quei sorrisi Veneti DOCG , come il vino che tiene in cantina. “Cosa bevi?” Mi chiede. Lo guado con occhio di sfida: “Una birretta? Qui? Nella Terra che il Creatore ha benedetto con questo “petrolio dorato? I andrei sul sicuro…Un PROSECCHINO!” . Ridiamo insieme come due vecchi amici, c’è empatia. Cesare è spontaneo, allegro, solare.Vuoi vedere che ha preso dal vino che produce?.In effetti se ci penso ha le stesse caratteristiche di questo vino che ha conquistato il mondo; allegro, frizzante, spontaneo, vero. Sono in queste colline della MERAVIGLIA per realizzare delle interviste per un pezzo che uscirà domenica 9 giugno 2019. La domanda che faccio a lui come a tutti gli altri intervistati è la stessa:” Cosa ne pensano della candidatura delle Colline a Patrimonio dell’UNESCO”. Ovvia la comune risposta che si discosta poco nei vari personaggi che ho incontrato. Il minimo comune denominatore è che “Bisogna essere assolutamente pronti ad un cambiamento, qualora diventasse definitiva. Non rilassarsi ed essere pronti alle sfide che una tale investitura comporterebbe”. Mi fa vedere la sua macelleria. E’ uno di quei luoghi di una volta, pulitissima e ben curata, con salami e soprese dappertutto, un paradiso per chi ama gli insaccati, e non solo. Il suo aiutante dietro al banco solleva due costate che farebbero venire l’acquolina in bocca ad un morto”. Lo ringrazio per l’intervista. Non c’è tempo per andare a visitare la famosa “Osteria” ma concludo con lui che ” E’ la dimostrazione più sana e veritiera dell’ospitalità Veneta e dei Veneti. Un luogo a cui gli avventori si avvicinano e consumano le bevande e i pasti senza che nulla venga chiesto a loro in cambio” I soldi sono “solo” un’opzione che gli ospiti lasciano volentieri perché sanno che nessuno chiederà a loro dii dare di più o di meno, perché la fiducia è una cosa seria, e si da alle persone serie che apprezzano e riconoscono il valore di un territorio che si esprime anche attraverso dei piccoli grandi gesti come quelli che Cesare fa ogni giorno con la sua avviata attività