Grillo e l’Italia. Domenica si vota. Per chi?


(by pio dal cin) E’ arrivato il fatidico giorno del silenzio elettorale (finalmente) e tutti gli Italiani sono chiamati a riflettere su chi votare.

Faccio parte anch’io di quel folto gruppo di Italiani stufi della politica. Ne abbiamo discusso per mesi, al bar, sui luoghi di lavoro (per chi ancora ha la fortuna di averlo).

Siamo stufi di essere presi in giro da una classe politica che quando parla, discute di milioni, miliardi di Euro, mentre noi poveri mortali siamo costretti a fare i conti con un’economia sempre più magra . Continuiamo con il nostro voto a foraggiare un sistema che permette alla Casta politica di prendere stipendi e pensioni d’oro mentre le piccole imprese chiudono, licenziano per mancanza di commesse, i giovani non vedono un futuro, gli anziani senza pensione o con tagli che rendono necessari salti mortali.

Eppure la sensazione generale è che i soldi non manchino, se si sente parlare di miliardi di Euro , di milioni di Euro rubati dalle casse dei partiti (finanziati con soldi pubblici) .

Sprechi e scandali che devono finire, su questo sono tutti daccordo, ma chi ha alzato un dito per aiutare gli Italiani? Un paio di settimane fa Monti recandosi nelle zone terremotate ha chiesto scusa agli Emiliani se non è riuscito a detassarli. Ma in un Paese Libero, Moderno, facciamo pagare le tasse a chi ha subito un terremoto? 

Togliete tutte le tasse, compreso il bollo auto ed il Canone RAI a quei poveretti che a fatica cercano di rialzare la testa, ma non per uno o tre anni, per un minimo di cinque dieci anni  dovrebbero NON sentire il peso fiscale sulla testa.

Monti è una brava persona ma lo sbaglio più grande (dopo quello di allearsi con Casini e Fini) è stato quello di partire dalle classi meno abbienti, e pagherà lo scotto di questo alle urne.

Silvio Berlusconi - Caricature
Silvio Berlusconi – Caricature (Photo credit: DonkeyHotey)



Di Berlusconi non voglio nemmeno discutere. Quello che ha detto su Mussolini (“ha fatto cose buone”) nel giorno della Shoah mi è bastato. Penso alle “centomila gavette” agli Alpini che sono morti ritornando dallaRussia e non riesco a provare simpatia per Mussolini e le “sue opere”.

Italian Alpini
Italian Alpini (Photo credit: Wikipedia)

L’alleanza con la Lega non si riesce a capire a chi farà più male. In un certo senso ha fatto capire con le sue dichiarazioni che se il Carroccio non l’avesse appoggiato avrebbe fatto “saltare” le giunte di Piemonte Lombardia Veneto e Friuli tenendo di fatto in ostaggio Maroni (che ha ammesso, e forse non doveva, di voler solo la Lombardia e non vincere le elezioni).

Notizia di ieri che il Sindaco di Verona Tosi sta pensando ad un nuovo movimento,segno evidente che la spaccatura all’interno della Lega, dopo la caduta di Bossi si è fatta ancor piu’ grave. La Lega pagherà forse il prezzo più alto in termini percentuali in queste votazioni.

Un’altra caduta di stile del Cav è stato il suo intervento con la donna alla quale a formulato delle domande imbarazzanti che un padre e un nonno non dovrebbero fare in pubblico (col pubblico scemo che sghignazzava).

Un bravo Clown con la vocazione per la vendita “porta a porta“. Avrebbe fatto meglio a stare nelle retrovie in silenzio o quasi come stanno facendo:

D’Alema e Prodi, Veltroni la Bindi e Rutelli. Sanno che è meglio mandar avanti Bersani (così ha scelto il popolo Bue 3.200.000 che ha partecipato alle Primarie) salvo minacciare Renzi (l’unico che avrebbe potuto portare i voti degli scontenti della piazza al PD) di un esposto alla procura per un manifesto pubblicitario.

Vogliamo parlare del MPS la banca “rossa” al centro dei recenti scandali oppure (notizia di due ore fa) degli F 35, i Jet da combattimento che il Pentagono ha ordinato a terra proprio oggi perchè è stato riscontrato un problema grave alle turbine? Con quei miliardi quante aziende che hanno chiuso si sarebbero salvate? Quanti mutui avrebbero acceso le giovani coppie in cerca di casa?
Leggi qui’ articolo sugli F-35 difettosi Gli aerei sono stati caldeggiati da d’Alema, Prodi e Berlusconi (stando a quello che dice l’articolo qui sopra citato)


Ricapitolando:

MONTI.   Pregi: Ha cercato di salvare l’Economia 
 Difetti: 
1)Alleanza con il Gatto Casini e la Volpe Fini della politica Italiana.
2) Ha tartassato le classi più deboli,lasciando stare le classi medie e medio alte
3) Ha voluto improvvisarsi “politico” troppo in fretta, era meglio se rimaneva “tecnico”

BERLUSCONI. Pregi. Sa parlare e vendersi molto bene

Difetti:
1) Fa parte di un sistema vecchio e superato
2) Ha fatto troppe promesse non mantenute
3) Ricalca un vecchio metodo che oramai ha stufato

BERSANI . Pregi : Sembra il vecchio operaio che sistemerà tutto
Difetti:
1) Ha spazzato via Renzi (l’unica speranza del PD)
2) E’ il pupazzo del grande burattinaio D’Alema che assieme a Prodi Bindi Veltroni e Rutelli si godono la loro pensione d’oro nell’ombra, mandando avanti Bersani che con la sua flemma sembra essere buono ed onesto.
3) Fa parte della nomenclatura vecchia che gli Italiani non vogliono più vedere che ha portato lo scandalo MPS

Che cosa rimane in fondo senza scomodare i partiti e partitelli che non starò nemmeno a menzionare in quanto solo una perdita di tempo e di voti?

GRILLO.  Un comico miliardario scende in piazza, senza pretese e riesce a fondare un movimento.
Riempie le piazze di TUTTA Italia, dal Sud al Nord (Isole Comprese). Riesce ad amalgamare gli scontenti del PdL della Lega, di destra e di sinistra perche’? Perchè uno che non ha mai fatto politica riesce ad avere un consenso tale da smuovere anche coloro che erano apatici e avevano giurato di non andare a votare?

La risposta è più semplice che mai; dice quello che la gente vuol sentirsi dire e cioe’:

1) Basta al finanziamento pubblico ai partiti
2) Basta agli sprechi della spesa pubblica ( 80 miliardi l’anno circa)
3) Basta alle pensioni e agli stipendi d’oro della Casta
4) Basta con le tasse che strangolano le famiglie
5) Basta subire da cinquant’anni una classe politica che ha creato privilegi e lobbies
6) Basta con le chiacchere e le promesse. Chi ha sbagliato deve andarsene e lasciare
spazio a giovani con voglia di fare senza essere super pagati, senza tessere elettorali e con la volontà di andarsene dopo aver servito il Paese per non più di due legislature.

La differenza è che Grillo lo fa senza andare in TV (le nuove generazioni non la guardano neanche, c’è il “Web 2.0”) e abbraccia virtualmente la gente che lo ascolta ridando la speranza in qualcosa di nuovo, che mai negli ultimi cinquant’anni si è visto. 

E così la gente gli crede, si accorge che tutto sommato, anche se manca di un programma specifico cosa cambia? 

Quelli che ci hanno governato negli ultimi cinquant’anni avevano i “programmi”? Certo, i programmi per fare quello che sarebbe stato comodo per loro, non certo per la povera gente.

Se Grillo come sembra riuscirà ad essere più vicino al 30% che al 20%, si metterà di traverso in Parlamento, e non potrà fare a meno di mantenere quello che ha promesso, perchè molti di quelli che sono andati in piazza ad applaudirlo sono senza un lavoro, col mutuo da pagare o l’azienda da salvare. “Disperati?” E’ una parola troppo pesante, ma sicuramente disgustati dalla mala politica,dalle ruberie, dalle tasse, dalle promesse di un futuro migliore che si concretizza in pensioni prese sempre più tardi e sempre meno pesanti.


ELEZIONI INUTILI’?

Qualsiasi sarà il risultato di queste Elezioni di Quaresima (penso sia la prima volta che si vota a Febbraio) la coalizione che andrà a governare, sarà talmente instabile che durerà due, al massimo tre mesi e poi di nuovo a votare, una volta che i partiti scombussolati dai cambiamenti dell’ultimo anno riusciranno a capire quanta forza avranno e dove gli elettori vogliono che vadano.
Se non ci credete, segnatevi questo articolo, mettetelo via e tornate a leggerlo tra tre mesi, quando le elezioni saranno inevitabili visto che chiunque vincesse (meno che Grillo) dovrà allearsi per governare con coloro che durante questa campagna elettorale al vetriolo si sono confrontati anche duramente.
Peccato chye in tutto questo bailamme, a farne le spese sia come sempre, un’altra volta il “Popolo Bue degli Italiani” ma stiano ben attenti i politici,la situazione si fa incandescente e la gente non sopporterà più, come ha fatto fin qui. Siamo agli inizi del Millennio, un tempo che nella Storia del Mondo ha sempre portato dei grandi cambiamenti. (pio dal cin. all right reserved °copyright 2013)

Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta


Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta

via Codogne\’ Treviso Veneto: L\’ora del cambiamento per la Lega è giunta.

Fini un comunista venuto dall’estrema destra


 

L’alleato migliore di Di Pietro e di Bersani ? Fini naturalmente!  Ovvero, se la politica si sposta sul piano personale come ha voluto fare Gianfranco, allora non si tiene più conto del mandato degli elettori che l’hanno votato. E’ bello sapere di aver votato Fini come rappresentante di un pensiero conservatore che piaceva a chi voleva come Berlusconi e Bossi un governo di centro destra che si era rivelato essere il più blindato negli ultimi cinquant’anni, non solo in Italia ma, vorrei esagerare, addirittura in Europa. Con la maggioranza ottenuta dalle ultime elezioni, il centrodestra avrebbe potuto governare così per tanti anni senza problemi, dando al paese una stabilità che la sinistra aveva sempre sognato ma non è mai riuscita a realizzare.

La Storia, maestra di vita, ci insegna che le migliori alleanze possono solo essere intaccate dall’interno. L’impero Romano cadde a causa di lotte intestine e non certo per mancanza di organizzazione sociale o difensiva. La sete di potere e la smania di governare crearono i presupposti per una guerra civile che spalanco’ di fatto le porte ai “barbari” che la misero a ferro e a fuoco.

Quello di Roma è solo uno degli esempi che la Storia ci consegna, e di tradimenti e di traditori ce ne sono stati un’infinità. Forse lo sbaglio di Berlusconi è stato quello di credere che Fini, abituato alle luci della ribalta come presidente di alleanza nazionale, se ne sarebbe stato tranquillo ad appoggiare il suo “nuovo capo”.

Disse bene Donna Assunta, la mioglie di Almirante, in un’intervista ad “Anno Zero” che Fini non doveva tradire “l’eredità politica” lasciatagli da suo marito Giorgio per andare ad abitare nella casa di un altro (Berlusconi) . Avrebbe fatto meglio, come fece Bossi, a tenersi stretto stretto il suo partito, appoggiando Berlusconi e la sua coalizione. Se le divergenze fossero diventate incolmabili, come è successo, si sarebbe potuto delfilare con onore, invece ha voluto immischiarsi in una lotta  che nulla ha più del politico ma che si è spostata sul piano personale, dove la “testa” di Berlusconi, politicamente parlando è l’unica cosa che gli preme veramente.

Nel fare così, Fini è diventato il migliore alleato di una sinistra che ha sempre combattuto, capitanata da Di Pietro e Bersani, facendo il loro gioco, e per salvare la faccia (troppo tardi comunque) si è inventato un’alleanza di centro con Casini (l’eterno centrista opportunista che si sposta a seconda di come tira il vento) e un ripescato Rutelli che non sapendo più che pesci pigliare politicamente, ha visto nell’alleanza  una specie di “carroccio alla rovescia” dove saltare su prima che sia troppo tardi, e in nome di questa Santa Alleanza si ripromette di far fuori sia Berlusconi sia Bossi, cavalcando la tigre della moderazione di centro che odora anche troppo forte di Democrazia Cristiana.

Non funzionerà poichè, sia Casini che Fini vogliono fare da primedonne e si troveranno presto o tardi a dover dividersi un ruolo che difficilmente potranno condividere, vista la vocazione allo “spot light” e alla continua ricerca di attenzione come se fossero le “sorellastre” di Cenerentola che vogliono attirare l’attenzione del bel principe(i media).

Non hanno tenuto conto dello spessore politico che Bossi e Berlusconi insieme rappresentano in questo momento, e se Fini minaccia un’opposizione sfrenata ( e su questo sarà appoggiato da Casini) , si accorgerà presto che le inevitabili elezioni porteranno ancora più voti a Lega e Pdl spazzando via di fatto il partitino che Fini ha fondato sulle ceneri prima di Alleanza Nazionale, e poi del Pdl, del quale fino a poco tempo fa si vantava di essere un co-fondatore, ma che non ha esitato ad affondare per motivi personali.

Mi sembra che sia recidivo in questo fondare partiti per poi affondarli, e allora se il proverbio “il lupo perde il pelo ma non il vizio” mi sembra quello che calzi più a pennello al signor Gianfranco, sono veramente curioso di vedere come tutto questo andrà a finire, ma sicuramente ne vedremo delle belle. Peccato che a farne le spese saranno come sempre gli Italiani che incautamente hanno riposto la loroi fiducia in un leader che ha dimostrato di essere poco avezzo alla vittoria, ma più in sintonia con il tradimento della fiducia che in lui era stata riposta.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380011/

Fini il “galletto” nel pollaio con Casini e Rutelli troverà l’Oste e finirà arrosto


Due galli nel pollaio non possono coesistere, questo ci insegna la saggezza dei nostri proverbi. Fini ha deciso quindi di crearsene uno suo con i suoi fedelissimi trentatre pollastri. Vicini di casa altri due “galletti” condivideranno con lui una fetta di parlamento che viene già definita il terzo “pollo” (pardon POLO)  del quale la politica sembra non poter, o non voler fare a meno in questo momento.

Lo sgambetto a Berlusconi, varrà a Fini l’alleanza con Casini e Rutelli,  ed ecco fatta una nuova realtà politica che molto probabilmente sfocierà a settembre in una crisi di governo e ad elezioni anticipate. Ecco quindi che Fini serve alla sinistra la testa del Cavaliere in un piatto d’argento, dando loro quello che tanto amano in questi ultimi anni una nuova “campagna elettorale” dalla quale le sinistre non sono mai riuscite a staccarsi. A Di Pietro e Bersani piace essere sempre in campagna elettorare poichè entrambi sperano in una ressurrezione politica che manca loro dallo strepitoso successo della lega, ma che non avverrà perchè sia Fini che Casini e Rutelli, stanno facendo i conti senza l’oste.

E l’Oste con la O maiuscola è Bossi, che consapevole della grande popolarità della lega e della sua inossidabile alleanza con il premier, sa che questo sarà il viatico per rimandare a casa una volta per tutte e con un sonoro “calcio nel sedere politico” il traditore dell’alleanza Gianfranco Fini. Nello staccarsi da berlusconi ha firmato da solo la propria condanna in nome di libertà presunte e non garantite dal Pdl, ha gettato alle ortiche una coalizione che era partita più blindata di Fort Knox.

L’Oste lo sappiamo bene, cucina i suoi polli a fuoco lento, dopo averli ben ingrassati con un buon mangime. Si preparino quindi i tre ad un autunno molto caldo che varrà loro un ‘ennesima sconfitta fatta di presunti numeri e presunte alleanze che se anche dovessero improbabilmente  tenere, non si avvicinerebbero in qualsiasi modo allo strapotere esercitato dall’aleanza Bossi- Belusconi.

Fini perderà quindi due delle cose che gli stanno più a cuore; la leadership (se non limitata al pollaio dei trentatre) e la luce dei rilettori che saranno puntati su di lui solo momentaneamente, ma che si spegneranno subito quando inevitabilmente farà la fine che si meritano i traditori “l’oblio”. Forse potrà sperare solo di passare alla storia come quello che ha fatto cadere il governo Berlusconi, ma sarà la magra soddisfazione di uno che si da una martellata sulle palle, visto che di quel governo ha fatto parte anche lui. Un Karakiri politico. Ben gli sta, dicono a Nord i Leghisti che da mesi oramai non ne possono più di sentirsi dettare le regole da un Fini che malato di protagonismo ha sparato contro Silvio e indirettamente contro la Lega, inimicandosi così, ingenuamente dal punto politico, un Popolo del Nord del quale oramai nessuna forza politica che voglia governare, può fare a meno di tenere in considerazione.

Casini Rutelli e Fini sembrano i tre ufficiali abbandonati su una scialuppa dagli ammutinati del Bounty e forse finiranno se va loro bene su un’isola deserta popolata di giovani donne che sapranno forse consigliarli meglio di quelle con le quali sembrano essersi consultati fin qua.

Riderà forse Di Pietro che sperando in qualche punto percentuale in più, se i andasse alle elezioni, e continuerà ad inveire e a starnazzare alzando la voce contro Berlusconi e la Lega. E quì ritroviamo i proverbi e la saggezza popolare che recita: “Ride ben chi ride ultimo”ma l’ultimo a ridere non sarà nemmeno il “calesse” di Bersani con dentro i D’alema  e Franceschini che ritorneranno finalmente a quello che amano di più fare : Campagna Elettorale. Con un solo grande difetto: che non riescono mai in tempo a capire quando questa sia già finita e continuano imperterriti anche dopo aver perduto con sonore batoste le elezioni a sperare in una rinascita che visti i presupposti non avverrà prima, forse, dei prossimi trent’anni. (pio dal cin  2010 )