Juventus Club Negrisia-Cena solidale con la telefonata di Alex Del Piero-Zambrotta-Schillaci-Amoruso presenti in sala


NEGRISIA Serata all’insegna della solidarietà con lo Juventus club di Negrisia. Sabato scorso si sono ritrovati in duecentottanta attorno ai loro beniamini giunti apposta per sostenere la raccolta fondi che come ogni anno da undici anni a questa parte il club dei bianconeri organizza a beneficio dell’AIL. Nicola Amoruso,Gianluca Zambrotta, Toto’ Schillaci erano gli ospiti d’onore assieme all’immancabile signora Bruna, mamma di Alex Del Piero che ha regalato ai tifosi un saluto in diretta telefonica del numero dieci più amato dai veneti e dai sostenitori della Juventus. Oltre al direttivo del club fondato nel 2009 da un gruppo di tifosi , che oggi conta quasi 500 iscritti, erano presenti il sindaco Paola Roma e il dottor Filippo Gherlinzoni, primario e fondatore del reparto di ematologia al Ca’ Foncello di Treviso, al quale è stato donato un assegno di 2000 euro raccolti tra i presenti alla serata. Fondi che, come ogni anno verranno destinati al miglioramento delle strutture di accoglienza, alla preparazione di professionisti e a tutte le esigenze di un’associazione che tanto ha fatto per la lotta contro i mielomi e la leucemia ” Se oggi l’allenatore del Bologna calcio Sinisa Mihajlovic., che ha detto apertamente di essere affetto da leucemia,potrà salvarsi sarà grazie alla donazione del midollo spinale- Ha detto il professor Gherlinzoni, sottolineando l’importanza di stimolare i giovani a diventare i donatori:” Basta essere tra i 18 e i 35 anni, pesare più di 50 kg. ed essere in buona condizione fisica, recarsi a uno dei centri trasfusionali con i tre requisiti del donatore; la gratuità, la volontarietà e l’anonimato. In Italia oggi i donatori di midollo sono circa 400.000 e in Veneto circa 10.000- Ha continuato il dottore che ha annunciato un convegno nazionale e internazionale sull’ematologia da tenersi l’anno prossimo in occasione del ventesimo anniversario del reparto da lui stesso fondato. “Donate il midollo. E’ un’operazione che non comporta nessun rischio ma che può salvare una vita- ha concluso, ringraziando il direttivo per l’assegno consegnatoli dal presidente dello Juventus Club Negrisia ,Maurizio Roma, fratello del sindaco di Ponte di Piave Paola, e il vice presidente Andrea De Stefani.. La cigliegina sulla torta e’ stata la telefonata in diretta con Alex Del Piero al quale il presidente del club ha strappato la promessa di una partita solidale quando il numero dieci ritornerà in veneto: ” Non vengo molto spesso ma quando verrò ne parleremo- ha detto il fuoriclasse. Alla domanda se gli piacerebbe tornare alla Juventus come allenatore o dirigente Del Piero ha risposto scherzando:”Perché come giocatore no?” Suscitando l’ilarità dei presenti e un caloroso applauso. Alla fine della serata la consueta lotteria con molti premi, tra i quali le magliette firmate di CR7 , un pallone e un betterrito con l’autografo di Alex Del Piero, la maglietta firmata di Buffon, Zambrotta e altri premi tra cui spiccava il primo premio, un diamante del valore di 650 euro, offerto dalla gioielleria Bonacin, alla quale è stato consegnato il premio fedeltà 2020. (pio dal cin)

LA TELEFONATA IN DIRETTA CON ALEX DEL PIERO

Valdobbiadene -Cesare De Stefani Osteria Senza Oste contro la lotteria degli scontrini fiscali


PARTE PRIMA
PARTE SECONDA

Un moderno Robin Hood, un Don Chisciotte dei nostri tempi che sicuramente non ha paura dei “mulini a vento” del sistema ed e’pronto a scagliarsi con tutta la sua forza per contrastare quello che ai suoi occhi di imprenditore sembra un’enorme ingiustizia nei confronti dei piccoli imprenditori. La delusione dei negozianti per un nuovo sistema (quello della fatturazione elettronica) si e’ purtroppo tradotto nella moria di piccoli negozi, di “casoin” e di realta’ storiche del nostro territorio che formavano da decenni un tessuto non solo distributivo per quel che riguarda i generi di prima necessita’ in zone rurali spesso innacessibili alle grandi produzioni, ma soprattutto rappresentavano dei punti di aggregazione sociale che venendo a mancare lasciano un enorme vuoto specie tra le persone piu’ deboli: anziani e coloro con mobilita’ limitata che si trovano cosi’ privati di punti di riferimento che hanno superato difficolta’ enormi nei decenni, come guerre terremoti e calamita’naturali. La vera calamita’ sembra essere la burocrazia e chi la gestisce.Se i governi che si succedono non riescono a capire che i piccoli imprenditori, gli artigiani, le botteghe di quartiere sono il vero tessuto che tiene insieme la societa’ dei piu’ deboli, il Paese non riuscira’ mai a risollevarsi da una crisi endemica che lo sta uccidendo. Se chiudono oggi i piccoli domani tocchera’ alle associazioni che si troveranno senza associati. Un paragone che calza molto bene e’ quello della montagna privata degli alberi , alla prima nevicata e’ piu’ facile che scenda una valanga poiche’ gli alberi con il loro impianto radicale impediscono alle valanghe di formarsi e formano una valida barriera. Le questioni sollevate dal coraggioso Cesare ( e ci vuole un bel coraggio a mettersi contro questi moderni mulini a vento) sono sicuramente condivise da migliaia di partite IVA, che oggi faticano a far quadrare i conti di fronte alle vessazioni continue di un sistema fiscale tra i piu soffocanti d’Europa e del mondo che non concede tregua. Viene in mente la storiella che ci raccontavano alle medie studiando gli Antichi Romani. I plebei decisero di scioperare contro i patrizi, fino a che gli uni si resero conto di far parte dello stesso “corpo”, dove i plebei erano le membra e i patrizi rappresentavano la testa, il cervello. Se il braccio o la gamba si rompono ne soffrira’ tutto il corpo. Purtroppo sembra che in un’Italia dove si e’ perso il buonsenso, la testa non esista piu’, e fino a quando non ci sara’ un vero cambiamento con delle regole fatte per i cittadini e per la gente, non per chi e’ chiamato a dirigere il Paese ma si ferma ai propri interessi , non ci sara’ speranza per coloro che nonostante tutto cercano di mettere a frutto la creativita’ e l’ingegno che da secoli hanno caratterizzato gli italiani, ma che i freni della burocrazia e del mal governo continueranno a demotivare con risultati che non fanno certo sperare in un futuro migliore. Un plauso quindi a chi come Cesare De Stefani porta avanti una battaglia non facile contro la mancanza delle fondamentali regole di una societa’ che funzioni: il buonsenso e il rispetto per il lavoro e il sacrificio altrui.

Il presepe piu' bello della Marca e' a Bibano di Godega S.Urbano


La scelta tematica ci riporta agli inizi del Novecento. Partendo da sinistra l’allestimento del bar e’ veramente indovinato. Un uomo suona la fisarmonica e mentre i bimbi lo ascoltano incantati ai bordi di sedie di paglia, gli avventori giocano a carte sui tavoli di legno dove un tempo si “batteva il carico” con gran rumore. Sullo sfondo, a sinistra, una stufa di pietra rossa che ci riporta a tempi lontani mentre sul muro, dietro il pesante bancone di legno svetta una vecchia TV che passa programmi della prima stagione televisiva in bianco e nero degli anni Cinquanta: La TV dei ragazzi, Rintintin e partite di calcio. La scena si apre in una enorme piazza con gente in primo piano che si ferma a chiacchierare tra tacchini e pecore, trattori e cani. La stalla e’ un vero bijoux, con una mucca che allatta un vitello mentre il contadino guarda, vestito con un vecchio tabarro. La scena della nativita’ si  divide in due scene: quella diurna con la Madonna, Gesu’ Bambino e San Giuseppe, e quella notturna con i Re Magi. L’ultimo sipario si apre su un’ampia cucina dove un barbiere si appresta al suo lavoro in casa, spostandosi con la bicicletta com’era d’uso nei primi anni del secolo scorso.Appesi al soffitto gli insaccati, e mentre i bambini nella parte sinistra della scena osservano incantati il presepe, sullo sfondo una vecchietta seduta al tavolo della piccola cucina riscaldata da una vecchia stufa economica dove pendono dal tubo i panni. Nel piano superiore il parroco visita una persona malata. Un capolavoro questo presepe,che va gustato soprattutto nei suoi particolari, curati nei minimi dettagli che a mio avviso lo promuovono al piu’ bello della Marca.Assolutamente da non perdere.Una meraviglia..Per visitarlo informazioni a questo numero 3402395082

L’accoglienza proverbiale dei Veneti anche nei momenti tragici


Premessa
foto e testo sono esclusivo copyright di pio dal cin 2019- riproduzione vietata
La casa non presenta danni ne lesioni. Il campo di mais invece è devastato irrimediabilmente. La caratteristica della tromba d’aria; disegnare un percorso di distruzione fuori dal quale tutto sembra essere normale

Venerdì sono stato mandato a documentare la tromba d’aria che ha flagellato Salgareda e le sue frazioni. Quando si scrive per un giornale è imperativo non usare la “prima persona”. Tutto va raccontato come se l’autore fosse ad una finestra e dovesse spiegare a chi non c’è cosa ha visto, le emozioni ed i sentimenti della gente che ha intervistato o solo brevemente incontrato. Gli spazi che il giornale può dedicare sono spesso limitati e così vengono, in un certo senso, compresse certe storie che invece andrebbero raccontate. Per questo scrivo in un blog. Questo blog mi da la possibilità di pubblicare le mie storie, quelle più cariche di emozioni, più umane, e soprattutto posso raccontarle in prima persona, perché nel blog non è così scandaloso come in un giornale, e si può fare

I DANNI E LE PERSONE

Arrivo a Salgareda poco prima di mezzogiorno. Ci vorranno tre ore per scrivere il mio “pezzo” di sessanta righe e un’altro sull’episodio del camionista che si è salvato per un pelo di 30 righe. Tre ore passate a cercare quale delle frazioni fosse stata la più colpita. CAMPO BERNARDO. L’avrò scritto già dieci volte il nome di questa borgata che conta circa cinquecento anime. Siamo al confine tra le province di Treviso e Venezia. Non sapevo nemmeno esistesse un Campo Bernardo. Ho faticato parecchio a trovarlo perché l’albero caduto, un pino secolare in via paradiso, impediva l’accesso da Salgareda, all’altezza della cantina MOLON. All’ingresso un camion. Sopra il camion si era spenta la corsa del pino. Per fortuna che la cabina era tre metri più in là, altrimenti per il giovane Polacco che aspettava di entrare non ci sarebbe stato niente da fare. (vedi foto qui sotto- albero- camion)

Il giovane camionista Polacco scampato per un pelo all’albero che ha travolto il suo camion (foto sotto)
Il camion centrato in pieno dal secolare pino
Ci voleva il signor Giorgio Menegon vicino al pino caduto dal suo giardino per rendersi conto di quanto grande fosse l’albero che ha schiacciato la sua ringhiera, ha invaso completamente la carreggiata ed è finito sopra il camion

Tre ore dicevo. Cercando i danni provocati da questa “tempesta” scatenatasi tra le 8:45 e le 9.00 del mattino sotto forma di vento, grandine, pioggia all’ennesima potenza. Chiunque abbia visto un’area dove sia passata una tromba d’aria potrà testimoniare che questa forza della natura si sviluppa in un percorso di solito che assomiglia alle rotaie di un treno. Seguendo una linea, che a volte zigzagando scorre lasciando certe cose intoccate, certe altre devastate. Filari di vigneti rasi al suolo

Il vigneto del signor Cester

I danni al garage di questo signore

La stalla del signor Manzato ha subito alcuni danni alla copertura della stalla facendo entrare l’acqua nella struttura.

I DANNI PIU’ GRAVI. L’ACCOGLIENZA DI UNA FAMIGLIA VENETA

Sono le due e quarantacinque, L’umidità mi ha intriso la camicia e la fronte di sudore ( si, è vero, si può sudare anche facendo il reporter). Parcheggio l’auto ai bordi della rotonda poco lontano dalla chiesa di CAMPO BERNARDO. L’occhio del fotografo è stato attirato da alcuni operai sul tetto. “Capperonzoli” (penso tra me e me mentre mi avvicino.) “Sono passate solo poche ore dalla tromba d’aria e questi stanno già lavorando a ripristinare il tetto? E’ vero..siamo Veneti, ci rimbocchiamo subito le maniche e ci mettiamo al lavoro , senza piagnistei o lamenti

Mentre gli operai buttano detriti dal tetto mi rendo conto che questa è veramente la casa più colpita. Forse perché la più alta a trovarsi sul cammino della tromba d’aria, con i suoi tre piani.Nel giardino di casa la famiglia Drusian al completo. Ognuno da una mano come può. Il nonno con la scopa in mano mi guarda e mi vede sudato e stanco . “Vegnelo dentro a bever un bicer?” “Volentieri, grazie”. Rispondo. Guardo l’orologio, sono le 15. E’ incredibile come passi il tempo mentre si scattano foto e si chiedono informazioni utili all’articolo. Non si pensa a mangiare ne a bere, ma solo a fare bene il lavoro di reporter. Tutto si sgonfia ora di fronte a quella domanda e a quel viso sorridente che esprime pace e serenità

Mi siedo e arriva la bottiglia di Prosecco. Dopo qualche minuto la soppressa, il pane. Brindiamo e la famiglia sorride, nonostante tutto, il tetto rotto, i danni, la paura, lo scampato pericolo. Su tutto questo prevale il DNA dell’accoglienza, dell’ospitalità, di condividere con l’ospite inatteso un bicchiere di buon vino, una fetta di pane, un piatto di soppressa. Ci scambiamo le impressioni sulla tempesta, su libri scritti. Scopro che Otello ne ha scritti due: “Santissimo Cortellazzo” e “Il vescovo della bassa”. Gli regalo il mio ultimo “Cuore Veneto.Interviste e racconti della nostra Gente”. Otello ricambia con i suoi due. Scriviamo le dediche. Facciamo amicizia. A casa più tardi leggo le dediche in entrambi i libri che mi ha regalato questa fantastica famiglia che non ha perduto il sorriso ed il senso dell’ospitalità nemmeno in un giorno che poteva sembrare nero. “A Pio, con gratitudine, in una particolare occasione. 2 agosto 2019 . Otello Drusian”

Oderzo, l’Opera in Piazza. Turandot conquista il pubblico


Oderzo, l’Opera in Piazza. Turandot conquista il pubblico

‪#‎Oderzo‬ si è vestita d’arte anche ieri sera con la messa in scena per la seconda volta di ‪#‎Turandot‬, l’opera incompiuta di ‪#‎Puccini‬ a causa della sua morte (dopo la scena della morte di Liu’) e portata a termine attraverso gli appunti che il Maestro stesso lasciò al compositore Alfano.
Inutile soffermarsi sulla portata artistica dell’evento che è “Opera in Piazza” concepito e voluto per gli ultimi ventisei anni da Mariagrazia Patella e Miro Busolin per i quali non basterebbero fiumi di parole ad esprimere a questi grandi Artisti il ringraziamento ed il riconoscimento di tutti coloro che amano la buona musica e lo spettacolo di qualità, ma non solo. L’intero territorio beneficia ed ha beneficiato dell’indotto di centinaia di migliaia di persone che venendo a #Oderzo per godere di questo spettacolo unico al mondo hanno conosciuto ed apprezzato la creatività e l’operosità del nostro amato ‪#‎Veneto‬.
Grazie ancora una volta Mariagrazia Patella Miro Busolin e a tutti coloro che hanno lavorato e contribuito in mille modi alla realizzazione di questo piccolo grande capolavoro che non a caso si svolge in quel piccolo grande capolavoro che è ‪#‎Opitergium‬ e la sua meravigliosa piazza. ‪#‎IoLeggoQuesto‬

Codognè I Presepi in biblioteca


Presepe in biblioteca a Codognè

 

Codognè I Presepi in mostra (video) La biblioteca comunale come fulcro culturale

La biblioteca di +Cuore Veneto Codognè Treviso  si riconferma ancora una volta come centro della cultura e cuore pulsante del paese. Le innumerevoli iniziative promosse dalla commissione culturale voluta dall’attuale sindaco avvocato Roberto Bet e dall’assessore alla cultura dottoressa Lisa Tommasella hanno fatto in modo che l’ex scuola elementare Giannino Ancillotto che ha visto transitare nei suoi locali generazioni intere di Codognesi, non solo rimane nell’immaginario collettivo un ricordo della propria infanzia trascorsa in queste stanze ad imparare con calamaio ed inchiostro la grammatica, la storia, la geografia e la matematica, ma viene “assunta” a ruolo primario di promozione di arte, cultura, dibattiti, spettacoli, gite organizzate,presentazione di libri,laboratori didattici e chi più ne ha più metta.

Con il potenziamento del collegamento internet la biblioteca inoltre offre ai residenti un servizio di collegamento WIFI e tanti altri servizi correlati allo scambio di libri interattivo con le biblioteche della Marca Trevigiana e di tutto il territorio regionale.

Un salto di qualità notevole che apre le porte a tutti atttraverso il linguaggio universale della cultura e dell’arte.

La mostra dei presepi è da non perdere. Rimango sempre sbalordito dalla incredibile capacità manuale e dalla creatività che certi artisti riescono ad esprimere con le loro opere semplici e piacevolissime da osservare quanto immensamente difficili da realizzare. Il presepe rappresenta per noi non solo il simbolo della nostra religiosità cristiana ma un’ancora ed un ponte che ci collega attraverso l’essenziale strumento delle tradizioni storiche ad un passato che non vogliamo e non possiamo dimenticare. Costruire, allestire un presepe a casa con i propri cari non significa solo rinnovare il germoglio della nostra fede ricollegandolo alla grotta di Betlemme, ma ha una funzione coadiuvante per le famiglie che in questo periodo si ritrovano a passare del tempo insieme. I vostri figli porteranno per sempre con loro il ricordo di quando, da piccoli allestivano il presepe con genitori, fratelli e nonni.

La cura della nostra società deve partire anche da queste piccole grandi certezze, dalle quali allontanarsi sarebbe veramente un peccato, soprattutto per il calore umano, per i ricordi, per le sensazioni di pace che esse evocano nel venire celebrate all’interno del nucleo famigliare.

Se ancora non l’avete fatto siete ancora in tempo. Non servono presepi complicati e macchinosi, bastano tre, quattro statuine collocate in un angolo strategico della vostra casa,un po’ di muschio,delle semplici luci. Ma soprattutto non dimenticate di allestirlo assieme a chi vi vuole bene e che anche voi amate. Rimarrà un ricordo indelebile per voi e per loro. Buon Natale.

Published on Dec 7, 2015
Codognè is situated in the province of Treviso, in the Veneto Region in the North Eastern part of Italy near #Venice and the #Dolomites
Sabato 7 dicembre alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale, è stata inaugurata la bellissima mostra sulla Natività organizzata dal Cif di Codognè in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. E’ un’evento unico, perchè l’intero paese ha contribuito alla sua realizzazione: i talenti e gli artisti di Codognè: Stefania Biasi,Aldo Boscariol, Erica Dario, Giuseppe Gardenal,Luciana De Lorenzi, Federico Ghin, Domenico Grando (grazie ad Adelfio), Loretta Lucchetta, Sonia Maccari,Nadia Oliana, Chiara Pin,Carmen Rusalen , Luigi Tonon e Dora Zuccolotto.

che hanno lavorato sodo per tutta l’estate e l’autunno nella realizzazione di opere inedite che raccontassero le varie fasi della natività; le famiglie di Codognè che hanno accolto l’invito ad esporre i loro presepi in biblioteca; i volontari delle associazioni comunali che ci hanno aiutato.ORARI:

Lunedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì |
dalle 14.45 alle 18.30

Martedì
dalle 9.00 alle 12.00
e dalle 14.45 alle 18.30

Sabato | Domenica
dalle 9.00 alle 12.00
e dalle 15.30 alle 18.00

INDIRIZZO:
Biblioteca comunale di Codognè (Di fianco al municipio in centro paese):

Uscita A27 Conegliano – Strada Provinciale 15 Via Cadore-Mare – direzione Oderzo.
Via Roma, 4 (TV)
TEL: O438 793280
E-mail: biblioteca@comune.codogne.tv.it

– Codognè dista circa 10 km dalla stazione ferroviaria di Conegliano.
Per eventuali problemi di trasporto il servizio trasporti LA MARCA effettua corriere da
Conegliano – Codognè e Vittorio Veneto – Codognè

Codognè inaugura la mostra del Presepe


Sabato 7 dicembre  alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale, è stata inaugurata  la bellissima mostra sulla Natività organizzata dal Cif di Codognè in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

La Dottoressa Lisa Tommasella ha sapientemente illustrato la mostra e ha ripercorso la storia millenaria della Natività. Il Presepe come segno di unità e pace, il Presepe come simbolo della famiglia formata da un padre, una madre un figlio. La dottoressa Tommasella ha spiegato come sia nata la trasposizione in tre dimensioni della Natività grazie a San Francesco d’Assisi che ritornato da un viaggio in Terra Santa decise di rappresentare così la Nascita di Gesu’ nella cittadina di Greggio nel 1223.


La mostra merita una visita. Nelle opere esposte possiamo ammirare la creatività degli artisti locali che si sono prodigati con i  materiali  più svariati dal legno, il sughero, dalle pigne al cotone.

Una meraviglia per gli occhi e per l’anima, Veramente una gioia per gli occhi.

E’ un’evento unico, perchè l’intero paese ha contribuito alla sua realizzazione: i talenti e gli artisti di Codognè: Stefania Biasi,Aldo Boscariol, Erica Dario, Giuseppe Gardenal,Luciana De Lorenzi, Federico Ghin, Domenico Grando (grazie ad Adelfio), Loretta Lucchetta, Sonia Maccari,Nadia Oliana, Chiara Pin,Carmen Rusalen , Luigi Tonon e Dora Zuccolotto. Grazie a coloro

che hanno lavorato sodo per tutta l’estate e l’autunno nella realizzazione di opere inedite che raccontassero le varie fasi della natività; le famiglie di Codognè che hanno accolto l’invito ad esporre i loro presepi in biblioteca; i volontari delle associazioni comunali che ci hanno aiutato.ORARI:


Lunedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | 

dalle 14.45 alle 18.30


Martedì

dalle 9.00 alle 12.00 DSCN5383[1]

Presepi in mostra a Codognè fino al 17 Gennaio

e dalle 14.45 alle 18.30


Sabato | Domenica 

dalle 9.00 alle 12.00

e dalle 15.30 alle 18.00

INDIRIZZO:

Biblioteca comunale di Codognè (Di fianco al municipio in centro paese):


Uscita A27 Conegliano – Strada Provinciale 15 Via Cadore-Mare – direzione Oderzo.

Via Roma, 4 (TV) 

TEL: O438 793280

E-mail: biblioteca@comune.codogne.tv.it

Codognè dista circa 10 km dalla stazione ferroviaria di Conegliano.

Per eventuali problemi di trasporto il servizio trasporti LA MARCA effettua corriere da 

Conegliano – Codognè e Vittorio Veneto – Codognè: