Conegliano. Il castello si tinge di rosa a 100 giorni dalla tappa del 23 maggio


Dall’articolo del GAZZETTINO del 21 gennaio

CONEGLIANO Sarà il rosa il colore di tendenza per la prossima primavera. Non stiamo parlando della collezione di uno dei tanti stilisti italiani ma della corsa per eccellenza, il Giro d’Italia che il 23 maggio prossimo partendo da Conegliano proseguirà per le meravigliose Colline dell’Unesco.Il Castello di Conegliano diventerà rosa. Il simbolo della città del Cima si illuminerà di rosa il 30 gennaio prossimo, esattamente a 100 giorni dall’inizio della tappa a cronometro del Giro d’Italia Conegliano Valdobbiadene:”Vista la grande importanza che avrà questa tappa, e alla visibilità mondiale dell’evento, con i membri del comitato abbiamo deciso di illuminare il simbolo della nostra città. Il castello di Conegliano in rosa sarà visibile da chilometri di distanza e rappresenterà il simbolo non solo della città ma di tutto il territorio da qui a Valdobbiadene” Ha commentato con grande soddisfazione il primo cittadino di Conegliano. Nei giorni seguenti giornali come La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della sera si sono impegnati a dare risalto a questa novità. E’ la prima volta nella storia che il castello viene “vestito” del colore che caratterizza il Giro più amato dagli italiani.

Passando per l’ormai immancabile Muro di Ca’ Del Poggio, il percorso della tappa si snoderà attraverso i 15 comuni delle Colline per poi andare a terminare a Valdobbiadene. Non una tappa qualsiasi, ma un’ importante cronometro che catalizzerà l’attenzione di milioni di telespettatori da 60 Paesi del mondo per alcune ore.Una cartolina che servirà da ulteriore veicolo ad illustrare la meraviglia e le bellezze di un territorio che finalmente è stato riscoperto e merita tutta l’attenzione che avrà. In questa ottica, il comitato di tappa sta già lavorando a idee che possano far risaltare al meglio il territorio e i singoli comuni che si trovano nel tracciato, conservando quell’unità indispensabile per la buona riuscita.Con il passare dei giorni si moltiplicheranno le iniziative che andranno ad affiancarsi a quelle già annunciate dal “motore” del comitato Andrea Vidotti, come la creazione di un logo che verrà realizzato attraverso un concorso nelle scuole, o quella lanciata dal sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese che in conferenza stampa ha lanciato la “sfida” ai suoi colleghi sindaci lungo il tracciato,, a percorrere un tratto ciascuno della tappa, per suggellare l’unità che esiste tra le genti delle Colline dell’Unesco.Anche se mancano ancora alcuni mesi, la febbre rosa sta crescendo e il castello di Conegliano sarà il primo segno dell’attenzione che tutti stanno rivolgendo a questo straordinario evento(pio dal cin)

Cesare, dell’Osteria senza Oste a Guia di Valdobbiadene. Il vino fatto uomo.


Ho conosciuto Cesare De Bastiani solo sabato. Ne avevo sentito tanto parlare ma non lo avevo mai incontrato. Grazie a MIchela, un vero vulcano di donna nelle pubbliche relazioni mi sono messo in contatto con lui. Due parole e un appuntamento “Tra dieci minuti, nella mia macelleria a Guia”. Parcheggio e lui mi viene incontro con uno di quei sorrisi Veneti DOCG , come il vino che tiene in cantina. “Cosa bevi?” Mi chiede. Lo guado con occhio di sfida: “Una birretta? Qui? Nella Terra che il Creatore ha benedetto con questo “petrolio dorato? I andrei sul sicuro…Un PROSECCHINO!” . Ridiamo insieme come due vecchi amici, c’è empatia. Cesare è spontaneo, allegro, solare.Vuoi vedere che ha preso dal vino che produce?.In effetti se ci penso ha le stesse caratteristiche di questo vino che ha conquistato il mondo; allegro, frizzante, spontaneo, vero. Sono in queste colline della MERAVIGLIA per realizzare delle interviste per un pezzo che uscirà domenica 9 giugno 2019. La domanda che faccio a lui come a tutti gli altri intervistati è la stessa:” Cosa ne pensano della candidatura delle Colline a Patrimonio dell’UNESCO”. Ovvia la comune risposta che si discosta poco nei vari personaggi che ho incontrato. Il minimo comune denominatore è che “Bisogna essere assolutamente pronti ad un cambiamento, qualora diventasse definitiva. Non rilassarsi ed essere pronti alle sfide che una tale investitura comporterebbe”. Mi fa vedere la sua macelleria. E’ uno di quei luoghi di una volta, pulitissima e ben curata, con salami e soprese dappertutto, un paradiso per chi ama gli insaccati, e non solo. Il suo aiutante dietro al banco solleva due costate che farebbero venire l’acquolina in bocca ad un morto”. Lo ringrazio per l’intervista. Non c’è tempo per andare a visitare la famosa “Osteria” ma concludo con lui che ” E’ la dimostrazione più sana e veritiera dell’ospitalità Veneta e dei Veneti. Un luogo a cui gli avventori si avvicinano e consumano le bevande e i pasti senza che nulla venga chiesto a loro in cambio” I soldi sono “solo” un’opzione che gli ospiti lasciano volentieri perché sanno che nessuno chiederà a loro dii dare di più o di meno, perché la fiducia è una cosa seria, e si da alle persone serie che apprezzano e riconoscono il valore di un territorio che si esprime anche attraverso dei piccoli grandi gesti come quelli che Cesare fa ogni giorno con la sua avviata attività