Veneti. Ecco perchè questo virus ci renderà più forti. Vinceremo anche questa battaglia.


Due giorni fa ho assistito alla cerimonia delle Ceneri in casa di un sacerdote in pensione per motivi di salute. Eravamo in tre, lui, il sacerdote, la signora che si occupa delle faccende domestiche ed io. Premetto che non sono un assiduo frequentatore di sacrestie, pur essendo credente. Ho voluto esserci quest’anno, più di ogni altra volta in cui mi sono avvicinato a questo millenario rito che separa il carnevale dalla quaresima, la voglia di scherzare e di sorridere a quella di meditare, di pensare, tirare le somme guardandoci allo specchio.”Ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai”. Una frase breve sulla quale si potrebbe scrivere un libro. Ma non oggi.

Per la prima volta nella storia della SERENISSIMA nelle chiese della Diocesi di Venezia non è stato officiato questo rito. Non era stato sospeso nemmeno durante la Peste. Giusta la decisione del Patriarca di Venezia che ha deciso la sospensione. Giusta la decisione del Governatore del Veneto Luca Zaia di sospendere il carnevale evitando che centomila persone provenienti da ogni dove si ritrovassero gomito a gomito e bocca a bocca in uno spazio relativamente ristretto come quello della Piazza più bella del mondo.

Ringraziamo il cielo di avere un Governatore che sa prendere le decisioni giuste al momento giusto, e non solo per far promuovere le Colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio dell’ Unesco o per aver portato a casa le Olimpiadi del 2026 assieme ai campionati mondiali del 2021 a Cortina, che ha gestito emergenze come l’alluvione o la tempesta Vaia con grande freddezza e capacità, Ringraziamolo anche per aver creato uno dei sistemi sanitari in Veneto che è uno dei migliori al mondo. E questo mi da l’occasione di parlare dell’emergenza del Corona Virus. Non voglio parlare di statistiche, di persone infette o guarite, di blocchi, di fake news e mascherine vendute al prezzo dello champagne o amuchina che vale più di un’oncia d’oro. La gente è stufa di leggere e di sentire SOLO parlare di questo. Il senso del mio scrivere oggi è quello di analizzare una situazione che è venuta a crearsi d quando questo virus, partito dalla Cina è arrivato nella nostra Terra, nellle nostre province, nelle nostre case.

COMBAI

E’ arrivato come un uragano inaspettato e solo grazie alla grande preparazione dei nostri medici, della protezione civile, dell’apparato sanitario sempre in ordine e ben oliato, siamo riusciti ad arginarlo e sicuramente come accadrà, a sconfiggerlo. E’ solo questione di tempo e tutto tornerà alla normalità, sul piano sanitario almeno. Quello che NON sarà facile far ritornare alla consuetudine sarà la “normalita” per i piccoli artigiani, le piccole imprese, i ristoranti, i luoghi pubblici, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici dall’Adriatico alle Dolomiti e tutte le partite IVA che dall’inizio di questa vera e propria piaga stanno soffrendo senza speranza di aiuti . Ancora di più oggi credo che i VENETI si sveglieranno con la consapevolezza che senza l’AUTONOMIA non ci sarà nessuna speranza.

Ho sofferto nel leggere che gli italiani vengono respinti alle frontiere. Ieri mi ha telefonato un amico che doveva partire per la Giordania domani. Viaggio annullato dalle autorità Giordane perchè provenienti dall’Italia. Altri Paesi “amici” discriminano addirittura gli arrivi dal VENETO. Impensabile. Abbiamo accolto il mondo intero, accettato, integrato a trecentosessanta gradi e oggi ci troviamo le porte chiuse in Francia, Austria, Croazia, Inghilterra e molti altri Paesi che ci trattano alla stregua di “untori” del virus. Il paragone che mi viene in mente è quello di un amico che si è speso in tutte le maniere per dare una mano a degli amici in difficoltà, ma quando la sorte gli rifila una “scartina” viene abbandonato da tutti e dimenticato per quello che ha fatto in passato.

Oggi, i VENETI che credono e amano la propria regione dovrebbero sentirsi più forti che mai. In questi giorni è maturata nelle coscienze una maggior consapevolezza che l’AUTONOMIA è l’unica stada da perseguire se vogliamo riconquistare quel turismo che per tutti noi è sempre stato e sarà la linfa vitale della nostra fortissima economia. Bisogna che ci liberiamo dai lacci fiscali di un governo centralista che non ci permette di usare le enormi risorse (23 miliardi di Euro l’anno) che potremmo benissimo usare per salvare i piccoli negozi di quartiere, le piccole imprese, le industrie che a fatica riescono a sopravvivere alla tassazione più alta d’Europa.

un grande leader Luca Zaia

E’ un percorso che vede di nuovo in prima linea il nostro Governatore. Luca Zaia, l’uomo che avrebbe potuto aver qualsiasi carica istituzionale nel nostro Paese, anche come Primo Ministro, ma che ha voluto rimanere in trincea, a combattere con i suoi soldati fino alla fine, perchè Zaia ama la sua Terra, il suo VENETO, le tradizioni, la gente, le sagre, il dialetto, le aziende piccole e grandi che hanno da sempre trainato l’economia del Paese. Lui non mollerà e rimarrà al suo posto per altri cinque anni, continuando un percorso “rivoluzionario” solo nel nome ma che percorre un sentiero legato alla Costituzione e alla legalità. Se AUTONOMIA dev’essere, sarà autonomia seguendo queste due strade e non attraverso colpi di testa o atti violenti. La legalità sarà quella che una volta ottenuta , non potrà più togliercela nessuno, ed è questo lo sforzo che Zaia e la sua squadra stanno cercando di portare avanti. Se il mondo tratta i Veneti come degli “untori manzoniani” noi sapremo reagire e dimostrare al mondo che con l’esempio di grande civiltà e capacità di prendere delle decisioni forti anche se impopolari, abbiamo saputo tener testa ad una nuova minaccia. Lo abbiamo fatto nei secoli. Malattie come la Peste, eventi naturali, carestie, siccità, alluvioni, due guerre, terremoti. Non sarà certo un virus a spezzare la schiena a chi si è sempre piegato alle calamità, ma non si è MAI SPEZZATO. Vinceremo anche questa battaglia, tutti insieme, in un ritrovato ORGOGLIO VENETO, e a testa alta andremo a reclamare la nostra dignità, e quel RISPETTO che oggi in molti, con la memoria corta ci stanno negando. ( pio da cin – riproduzione riservata- copyright 2020)

Un imprenditore Veneto a Vancouver


UN IMPRENDITORE TREVIGIANO A VANCOUVER
 
 
Tino Vettorello è stato designato dal Coni nazionale per allestire la ristorazione di Casa Italia Atletica
 
 
San Polo di Piave – Tino Vettorello è stato designato dal Coni nazionale per allestire la ristorazione di Casa Italia Atletica alle Olimpiadi invernali che si svolgeranno a Vancouver dal 12 al 28 febbraio. Vettorello, 49 anni, residente a San Polo di Piave e titolare della Tino Eventi e del ristorante con macelleria “da Tino” a Roncadelle di Ormelle.
Il ristoratore ha fatto esperienza lavorando nella ristorazione e negli alberghi della zona oltre che nell’azienda di famiglia dedita all’attività di commercio alimentare dove ha potuto conoscere l’importanza della selezione dei prodotti e delle materie prime di qualità.
Poi l’originale intuizione di dar vita a “Tino – ristorante con macelleria” (un banco di macelleria con i tagli di carne accolgono gli ospiti del ristorante) e la volontà di assecondare la propria vocazione alla ristorazione nei grandi eventi che lo ha visto cimentarsi in varie iniziative con la preparazione di una cucina tipicamente del made in Italy direttamente nei luoghi delle manifestazioni.
Tino, in Canada, seguirà i due ristoranti di “Casa Italia Atletica” a Vancouver e a Winstley che saranno frequentati dagli atleti nazionali e dai relativi staff, da giornalisti di tutto il mondo, sponsor e addetti ai lavori. Una ventina le persone già partite da Treviso alla volta di Vancouver che sono andate a costituire lo staff di Tino. Altre professionalità sono state, invece, reclutate sul posto.
Il menù dell’intero periodo delle Olimpiadi invernali mette in risalto la vocazione di Tino a preparare una cucina nazionale dove vengono messi in primo piano gli inimitabili sapori dei prodotti tipici di casa nostra: “La preparazione del menù è articolata tenendo presente delle tante esigenze – ha detto Tino Vettorello – da piatti per celiaci a quelli per vegetariani, da piatti ricchi di carboidrati a quelli con proteine. I menù spaziano in tutte le regioni d’Italia privilegiando i prodotti a marchio Igp e Dop”.
Tino collaborerà a Vancouver anche con lo chef di fama internazionale Fabio Campoli: “E’ un amico e soprattutto un bravissimo professionista. A lui il compito di preparare una serata dedicata interamente all’arte casearia italiana”. La presenza di Tino in Canada non è passata inosservata ai tanti nostri emigranti di origine veneta: “Questa è un’altra faccia straordinaria di una opportunità che porta con sé anche tanti valori umani di non secondaria importanza – sottolinea il ristoratore trevigiano – Quando incontri degli emigranti capisci cosa significa l’amore per la propria terra. I nostri emigranti mi hanno accolto con un amore indescrivibile. Sono stati poi preziosi per farci trovare la giusta atmosfera per affrontare un impegno così importante. Ho instaurato dei rapporti di collaborazione con dei ristoratori locali di origine italiana. Dei rapporti sinceri, senza gelosie professionali. Ci sono tutti i presupposti per iniziare una esperienza meravigliosa che spero sia accompagnata da una lunga serie di successi sulle piste targata made in Italy”.
 
           San Polo di Piave – Treviso lì 02.02.2010