CORONAVIRUS – Il Fragore del silenzio-


Quello che più colpisce in tutta questa vicenda del CORONAVIRUS è il SILENZIO. Un silenzio che pervade le nostre strade, le piazze, le città, i parchi, le spiagge, i bar chiusi e i ristoranti. PAPA FRANCESCO ha celebrato un rito in PIAZZA SAN PIETRO, la BENEDIZIONE URBI ET ORBI. Quello che sembrava stridere più che ogni altra cosa era l’assoluta assenza di persone nell’enorme catino che è solitamente stipato di gente all’inverosimile.

Nel silenzio e con la pioggia battente, di fronte ad un Crocifisso che ha una volta salvato Roma dalla PESTILENZA, un PAPA SILENZIOSO ha pregato. Ha BENEDETTO il MONDO senza dire una parola. Un SILENZIO ASSORDANTE rotto solo dal rumore della pioggia che bagnato il legno della Croce scendeva sul lato destro del Corpo di Gesu’ quasi stesse PIANGENDO per l‘UMANITA. Prima della benedizione però, la lettura del brano Evangelico che raccontava di una barca. Una barca dove Gesù si trovava con i DODICI APOSTOLI , simbolicamente a rappresentare le GENTI della TERRA. Il Signore dormiva a poppa mentre la tempesta si scatenava in mare . Gli apostoli presi dalla paura svegliano GESU’ chiedendogli : ” Non ti importa di noi SIGNORE?” Ecco, l’Umanità distratta e paurosa che si ricorda che forse un ESSERE SUPERIORE potrebbe aiutarla a superare il momento della PAURA, della MORTE. Credo che in molti abbiano riscoperto la PREGHIERA, che non neccessariamente deve essere fatta di formule ripetute senza pensare a quello che si dice, ma dovrebbe essere un colloquio del CUORE con il CREATORE, un figlio che si rivolge al PADRE chiedendogli umilmente aiuto, una volta riconosciuta la fragilità della sua natura umana. A chi non crede posso solo augurare che la SCIENZA trovi presto la risposta. Nel 1630 a VENEZIA mentre imperversava la PESTE, i suoi cittadini, con il DOGE in testa chiesero UMILMENTE alla Madonna della Salute di intervenire. La Basilica che costruirono quando il MORBO si fermò improvvisamente è ancora lì, oggi, a solo 400 anni di distanza a testimonianza di un AIUTO CELESTE che oggi ci fa sorridere forse perché la preghiera potrebbe sembrare una “pratica” antica. Forse è quello di cui abbiamo più bisogno di riscoprire, senza vergognarci.

copyright -pio dal cin 2020

Una Piazza SAN PIETRO inedita, come inedito è questo VIRUS che in poche settimane ha cambiato le nostre vite, costringendoci a dei repentini cambiamenti, pieni di incognite, di domande, di dubbi su cosa e come questa PANDEMIA si sia scatenata, di come abbia potuto arrivare in ogni angolo del mondo, uccidendo, riempendo ospedali, facendo collassare sistemi sanitari che sembravano essere un’eccellenza mondiale.

Parlando con un’amico oggi gli ho detto:” Quando questa guerra sarà finita…” Mi ha subito interrotto dicendomi: ” Non credo sia giusto riferirsi a questo fenomeno come ad una GUERRA. IN guerra ci sono andati i nostri PADRI, NONNI, BISNONNI. Hanno dovuto lasciare morose, spose, mamme, fratelli e sorelle. Oggi noi siamo in casa con acqua calda, cibo, televisione e WIFI. Sappiamo dove sono i nostri figli, i nostri nipoti. Questa è GUERRA? Non credo proprio. Le nostre nonne non sapevano dove fossero i loro figli una volta al fronte. Non sapevano nulla.MA vi immaginate l’angoscia di una madre che magari il figlio non l’ha proprio più visto da quando era partito per la GUERRA? Non prendiamoci in giro e smettiamo di frignare. Il nostro è un sacrificio minimo. Quelli che rischiano sono i MEDICI, GLI INFERMIERI, IL PERSONALE CHE OGNI GIORNO LAVORA NEGLI OSPEDALI e tutte le categorie costrette a rimanee al loro posto: CAMIONISTI, FARMACISTI, CASSIERE AGLI ALIMENTARI e tanti altri”

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Un ragionamento che non fa una piega. Due giorni fa ho visto per le strade del mio paese di campagna un fenomeno che faceva jogging. Fermato dai carabinieri è stato richiamato. La giustificazione e’ staa che “Non era a più di 200 metri”.

Durante i servizi fotografici che ho realizzato per il GAZZETTINO in questi giorni ho visto gente che prendeva carrelli del supermercato senza guanti, e girava senza mascherine. Ho letto su FACEBOOK di gente che dice che “E’ tutta una balla”. Lo diceva anche il premier BORIS JOHNSON che andava bene continuare con la vita normale e che gli Inglesi avrebbero dovuto sopportare la morte di molti dei loro cari. Chissa’ come la vede oggi. Sarebbe disposto a cedere il suo letto (se fosse l’ultimo disponibile) di terapia intensiva a un malato più giovane di lui se ne avesse il bisogno?

Oggi siamo isolati da delle norme imposte (giustamente) al fine di limitare l’espandersi del contagio ma dove eravamo prima? Eravamo delle persone migliori? Secondo me eravamo già isolati. Quando ci trovavamo per strada il tempo era sempre contato e centellinato “Devo scappare, scusa..Devo andare mi aspettano…” Sempre e comunque di corsa, il tempo per parlare con gli altri sempre con il contagocce come se avessimo un granchio attaccato al posteriore che ci mordeva le chiappe. Eravamo isolati nei bar, al ristorante e in tutti i luoghi di ritrovo, presi e concentrati ad ogni “beep” del cellulare per controllare le notifiche, come se da esse dipendesse la nostra esistenza. Oggi siamo costretti ad usare la tecnologia, i video ritrovi per fare tutto, dalle lezioni scolastiche alle funzioni religiose. Credo che ci stiamo prendendo una bella INDIGESTIONE di SOCIAL come se qualcuno ci avesse chiuso all’interno di una PASTICCERIA piena di prelibatezze. Arriveremo ad una BULIMIA della tecnologia che ci farà ritrovare il senso del bello REALE non VIRTUALE al quale ci siamo abituati? Riusciremo a riscoprire il valore di una stretta di mano fatta senza GUANTI, di un ABBRACCIO sincero scambiato senza paura di CONTAGIO o di un BACIO che non ci INFETTERA’? Chi lo sa. Nel frattempo si vedono bambini più felici perché babbo e mamma FINALMENTE sono a casa. FINALMENTE gicano all’OCA, a MONOPOLI, a UNO, a SCALA QUARANTA, oppure assieme alla mamma preparano il PANE con la ricetta della NONNA, imparano a stirare, a ripulire la casa, a riordinare i cassetti e le camere INSIEME.

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Ma ci voleva il VIRUS per far scendere il livello delle POLVERI SOTTILI, degli INCIDENTI STRADALI, delle liti e degli omicidi, per aumentare e migliorare la qualità dell’aria e la pulizia delle acque dei nostri fiumi e dei nostri mari?

Se non fosse per le MIGLIAIA di MORTI causati da questo stramaledetto VIRUS che sembra essere intelligente, che si nasconde nell’organismo senza dare sintomi in modo da contagiae più persone, che muta in diversi ceppi per non farsi catturare dai ricercatori, rischierei di dire che ha fatto più bene che male. Ma non posso. Penso alle nigliaia di persone che a causa del COVID-19 hanno perduto una persona cara. Sono qui, vicini, nei nostri piccoli paesi di campagna, non solo nelle grosse metropoli dove uno si aspetta colpisca più forte (e lo fa). La cosa che mi ha rattistato di più in questi giorni è stata quella di intervistare una persona che ha perso il papà. Quello che è ancora più crudele è che questo VIRUS isola i malati lentamente ed inesorabilmente fino ad una morte crudele e cosciente. Nessuno dei propri cari può avvicinarsi una volta che la persona viene trasferita in ospedale, il rischio di contagio è troppo elevato e allora? Rimane solo la tecnologia, i cellulari di cui andavamo tanto fieri e dai quali non riuscivamo ad alzare gli occhi per un minuto ci vengono in soccorso ed ecco che i più “fortunati” riescono a parlare in video chat con il loro caro, per l’ultima volta prima che venga intubato a inalare ossigeno a più non posso, con la consapevolissima speanza di potercela fare, di poter tornare a casa da moglie, marito, figli, nipotini, fratelli, sorelle, amici. NO. Il VIRUS non li lascerà nemmeno avere un funerale decente, nemmeno nell’ultimo saluto si potrà essere presenti, perchè questa PESTE 4.0 è il VIRUS SPIETATO DELLA SOLITUDINE.

Cima Tofana- copyright -pio dal cin 2020

L’unica arma per combatterlo, e lo ripete ogni giorno il nostro GOVERNATORE del VENETO LUCA ZAIA, è quella di rimanere a casa. Isoliamoci. Il VIRUS non ha gambe, non dobbiamo essere noi a fornirgliele.

COSA VERRA’ DOPO? SI CHIEDONO TUTTI

Chi lo può dire? Ognuno di noi può dire la sua ma tutti concordano su una cosa; la nostra vita, le nostre vite, non saranno più le stesse. La sensazione che respiriamo oggi è quella di un cambio EPOCALE. Un enorme librone impolverato si è chiuso; un libro che abbiamo iniziato a scrivere circa due o tremila anni fa. ADESSO, una volta passata l’emergenza un nuovo ENORME LIBRO ci verrà consegnato. Verrà consegnato ai nostri figli, ai nostri nipoti e pronipoti.Sarà un LIBRO con tante pagine che avranno un’unica caratteristica: SARANNO BIANCHE, tutte da SCRIVERE. Consci della lezione che abbiamo ricevuto avremo il compito di riscrivere la STORIA di nuovo, partendo da un concetto PRINCIPALE e IMPRESCINDIBILE che la VITA e la SALUTE sono e saranno i VALORI più importanti, che le persone che hanno rischiato la VITA per salvare le nostre vanno riconosciuti si come EROI, ma,mentre gli EROI dell’Antica Roma di ritorno dalle GUERRE venivano riempiti d’oro e di doni, i nostri si ritroveranno con stipendi che a malapena basteranno a pagare l’affitto e mandare i figli a SCUOLA. Molte cose nel sociale dovranno cambiare, e cambieranno. Questa volta la “partita” è stata giocata sulla VITA e non si potranno più riempire le TESTE delle persone con promesse e frottole. L’europa di fronte all’EMERGENZA si è comportata come una ragazzina impreparata che vedendo una persona insanguinata sulla strada vittima di un incidente stradale, invece di agire e correre in soccorso, si gira e se la da a gambe. Da tanto tempo diciamo che l’europa ( e continuerò a scriverla con la e minuscola) va ripensata e ridisegnata. BENE. Finita l’emergenza in cui ci troviamo, dove bisogna concentrarsi a salvare il maggior numero di vite possibile, dovremo, dovranno sedersi ad un tavolo e ridiscutere magari sul fatto che la SANITA’ dei PAESI che la compongono è molto piu’ importante degli ARMAMENTI o degli SPRECHI per mantenere una CASTA che sta immobile a guardare, che le enormi risorse di un’europa UNITA devono essere impiegate per dare ai suoi cittadini una sicurezza sociale che oggi manca, vittima della BUROCRAZIA ESAGERATA, della TASSAZIONE SOFFOCANTE e della CORRUZIONE IMPUNITA. Che le pensioni dovrebbero essere EQUIPARATE ad uno stipendio medio, anche e soprattutto quelle dei milioni di DISABILI che oggi vengono “accontentati” con delle cifre che puzzano di CARITA’ e non hanno nemmeno il diritto di essere chiamate PENSIONI. MI fermo qui. Si stanno ancora contando i MORTI, negli ospedali, nelle case di riposo, tra le persone più fragili, più deboli ma che sono quelle che hanno tessuto la tela della nostra società opulenta e distratta che oggi non ha saputo purtroppo tutelarne la sicurezza.

copyright -pio dal cin 2020

Morto Bepi Covre. Oderzo piange l'Uomo Giusto.


A seguito di una commozione cerebrale (e non a causa del Coronavirus come era stato scritto in certi siti e sui social) è morto BEPI COVRE. Per descriverlo e raccontare qualsiasi cosa su di lui ci vorrebbe un intero libro. Lasciamo a ognuno il proprio ricordo. A chi ha avuto la fortuna ed il privilegio di conoscerlo non servono tante parole. Mi unisco al dolore dei famigliari .(pio dal cin foto e testo)

Bepi con Maria Scardellato durante la campagna elettorale (foto pio sal cin)
Bepi con Maria Scardellato ( foto pio dal cin)

Grande Luca, Grande Fabio Grande Veneto


 Il VENETO mostra il suo volto migliore. Nei momenti di grande bisogno sappiamo tirare fuori la GRINTA e la FORZA di un POPOLO che ne ha passate di tutti i colori dalla notte dei tempi. Carestie, Pestilenze, Guerre, Siccita’ Terremoti, Alluvioni, Tempeste.

Non ci facciamo mancare niente“. Fabio Franceschi di Grafica Veneta con sede a Trebaseleghe, ha messo a punto un sistema che garantira’ dalla prossima settimana 2 milioni di mascherine al giorno. Mascherine MADE IN VENETO che saranno disponibili a partire dalla prossima settimana che forse, se i modelli matematici si dimostreranno veri, coincidera’ con il picco delle infezioni del VIRUS che sta sconvolgendo il mondo.

MADE IN VENETO

Nella migliore delle tradizioni e del modo di concepire le emergenze, i VENETI, guidati da un instancabile LUCA ZAIA invece di piangere e lamentarsi si sono rimboccati le maniche e stanno cercando soluzioni al posto di piagnistei, cure al posto di paure e lamentele. Come sempre in momenti difficili si moltiplicano gli episodi di solidarieta’ in un momento che veramente cambiera’ il nostro modo di vivere per sempre ma non certo l’indole che abbiamo ereditato dai nostri AVI. Ne stiamo perdendo molti i questi giorni di quelli che hanno forgiato il loro carattere nella sofferenza delle prove che hanno incontrato nella loro vita. A questi ANZIANI che muoiono dobbiamo la nostra gratitudine per averci mostrato come ci si difende dalle avversita’, come ci si rialza dopo essere caduti, come mettere in moto la creativita’ quando tutto sembra perduto . Un grazie quindi a TUTTI i VENETI che si stanno dando da fare in prima linea e nelle retrovie di una GUERRA tanto SILENZIOSA quanto SPIETATA, contro un nemico SUBDOLO e INVISIBILE che va combattuto con grande senso di SQUADRA E di UNITA‘. Finira’ anche questa EMERGENZA, come finirono le altre a cui ci ha esposto la STORIA. Ne usciremo piu’ forti e ricominceremo RESETTANDO il mondo. Questa GUERRA PLANETARIA combattuta RESTANDO A CASA, in modo che i medici e il personale SANITARIO che si trovano FACCIA a FACCIA con il nemico, possano contrastarne la diffusione e salvare piu’ VITE. Grazie quindi a tutti coloro che combattono, che soffrono, che muoiono, che pregano, che si offrono volontari . GRAZIE A TUTTI i VENETi

Codogne’ Primo caso di Corona Virus.Due a Cordignano. #Iorestoacasa.


E’un ultra sessantenne la prima persona contagiata dal COVID 19. Fin dalla tarda mattinata circolava la voce in paese che potesse esserci stato un caso di infezione del terribile virus che sta scovolgendo in queste settimane le nostre vite e le nostre abitudini. Nel pomeriggio la conferma, anche se, grazie alle parole del sindaco Lisa Tommasella possiamo in qualche modo essere confortati: ” Il paziente e’ ricoverato interapia intensiva all’ospedale di Conegliano. La “BUONA” notizia e’ che NON SI TRATTA DI UN FOCOLAIO LOCALE bensi’ di un contagio preso in FRIULI durante una visita della persona della quale stiamo parlando- I familiari sono stati messi in quarantena ed isolamento e sono seguiti, come da prassi dall’ULSS e anche noi come amministrazione stiamo dando tutto il supporto possibile”. Nessun allarmismo quindi per quello che riguarda la possibilita’ di contagio da questo particolare episodio anche se la guardia rimane altissima, specie dopo le parole del governatore del Veneto LUCA ZAIA che questa mattina,durante la conferenza stampa di mezzogiorno ha fatto capire a chiare parole che ci troviamo in piena emergenza ed ha esortato tutti i Veneti a RIMANERE IN CASA.

RISCHIO CONTAGIO PER DUE MILIONI DI VENETI

“Solo se ci muoviamo insieme possiamo sconfiggere questo VIRUS- Ha detto ZAIA.- Dobbiamo stare a casa. Lo ha ripetuto decine di volte il governatore. “Facciamolo per tutti coloro che non possono difendersi; gli immunodepressi, gli anziani, i bambini. Stiamo a casa. Se non lo facciamo rischiamo di svuotare gli ospedali di malati ordinari e di riempirli di ammalati di CORONA VIRUS.” I casi sono in crescita esponenziale e l’unico sistema per fermarlo e’ rimanere a casa. Si rischia altrimenti di poter avere DUE MILIONI di Veneti in ospedali. “Attiveremo ancora misure piu’ restrittive- Ha continuato ZAIA- La’ dove ci sara’ un contagio ci sara’ l’isolamento di tutti i contatti.” Si va verso ;la chiusura di tutte le attivita? Si chiedono in molti, Sembrerebbe proprio di si, ma la decisione dovra’ essere presa dal GOVERNO e non dai governatori delle varie regioni. In molti sono comunque gli esercizi, i ristoranti, le pizzerie, i bar che hanno deciso gia’ di chiudere visto il calo vistoso del flusso dei clienti in rispetto alle normative che impongono ai locali pubblici la chiusura dopo le 18.

IL FOCOLAIO DI CORDIGNANO

Un’altra notizia e’ arrivata in giornata da CORDIGNANO ed e’ quella che sono due le persone contagiate nel comune. Sembra che, a differenza dell’episodio di Codogne‘ in questo caso si tratti di un focolaio partito da un’osteria sulla strada tra Cordignano e Caneva. Nei prossimi giorni sapremo forse qualcosa di piu’. Come sempre sara’ mia premura tenervi informati. Un’ultimo consiglio:STATE A CASA.STATE A CASA.STATE A CASA. E’ come se foste per la strada e cominciasse un acquazzone estivo. Se non aprite l’ombrello vi bagnereste dalla testa ai piedi. I prossimi giorni, le prossime settimane saranno cruciali per la lotta al VIRUS. Solo STANDO A CASA E LIMITANDO AL MASSIMO I NOSTRI RAPPORTI CON GLI ALTRI RIUSCIREMO A CAMBIARE LA TENDENZA. NON SOTTOVALUTIAMO QUESTO VIRUS.(pio dal cin – riproduzione riservata-)

Italy. Living in the red zone. The Chinese lesson and how to prevent the spreading.


Today I’m leaving my italian usual newspaper’s readers to speak to my friends on the other side of the Pond. As the spreading of the COVID19 is moving West from China, to Europe, to the USA. We, in Italy have just learned that the whole Country has become since today, March the 10th a RED ZONE. What does it really means to be a RED ZONE?

LIMITED MOVEMENTS

I live just half an hour drive from Venice, to the North East. My town is small, 5300 souls. We are well located in the very middle of the VENETO REGION, on of the most industrial, and industrious regions of Italy, known as the “Locomotive” for the economic system in Italy. In two hours I could drive to the DOLOMITES to ski in the Winter, or to hike or climb in the Summer. In one hour I can be sitting on the sandy beaches of the Adriatic Sea, or visiting a FLOATING MUSEUM called VENICE in about half an hour, either by train or by car. Today, as my hometown of CODOGNE’ in the province of TREVISO becomes as any other city, town or village in the Country, a RED ZONE, I can only move by car inside my town and its city limits. If the place where I work is situated outside these limits, I must fill out a self certification paper stating that I live here but I work there. Failing to have such a piece of paper could result into a 200 Euros fine and up to three months in prison.

STOP TO PUBLIC GATHERINGS

The virus’threath has been with us in Italy now for three weeks. If one thing we have learned for sure is that : THE COVID19 spreads by the “spray” that we do not see but we produce when talking with someone. This spray is effective within one meter. FIRST RULE: Stay away from the person you are talking with at least ONE METER. Two meters (six feet) is even better. To calculate the distance aproximately, extend your arm in front of you. The person you are talking to, or sitting at your table, should be past your finger tips.

HOW TO AVOID BEING INFECTED

The VIRUS that is now killing 3 out of one hundred patients who are infected, loves to jump from one person to the other via these TWO WAYS: Your mouth, your nose, and there is a third one, less effective, YOUR EYES. It has been asserted that a person, without even thinking about it, touches her/his mouth up to four times an hour. That is the main reason why they keep telling us :WASH YOUR HANDS OFTEN AND VERY WELL (for at least 20 seconds). We shake hands, we touch food and goods at the supermarket, handrails everywhere, from train stations to buses can host the VIRUS easily up to TWELVE HOURS. So, if you move around in a large or small town, you should wash your hands as often as you can. (I use very hot water, but that is my personal choice).

That is the reason why a ZONE becomes RED. We must not give the VIRUS a place to jump to. SCHOOLS at all levels are closed (we have just entered the third week), so are public gatherings of all kinds, including sports events, discoteques and pubs, religious ceremonies,weddings, funerals, libraries, gym, swimming pools, restaurants and bar have limited openings (up to 6 PM. After that only TAKE OUT FOOD is allowed). The NAME OF THE GAME is (#IoRestoACasa) “I’m staying home”.

LESSONS FROM CHINA

Italy’s HEALTH SYSTEM provides FREE MEDICAL CARE TO ALL. In VENETO we have developed thanks to our Governor LUCA ZAIA one of the best systems in Europe. Today, we are facing one of our greatest challanges ever the COVID-19. What we know from the chinese experience is that the VIRUS has a PEAK and then it starts going down, and eventually disappear

Conte firma il decreto.Chiuse 14 province tra Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna e Marche.


LA CONFERENZA STAMPA DEL PREMIER CONTE SUL DECRETO APPENA FIRMATO

Ieri sera la bozza che girava dopo le 21 sembrava quasi uno scherzo. Una fuga di notizie che fino a tarda notte non trovava riscontro oggettivo. Nessun segnale, conferma o smentite ufficiali mentre si cercava di capire come mai una bozza abbia potuto sfuggire ad ogni controllo e sia riuscita ad arrivare prima ai social che ai sindaci, che subissati di chiamate e messaggi dai cittadini, invitavano alla calma, cercando di capire se il “decreto” fosse veramente tale o se la bozza fosse una specie di scherzo di carnevale in ritardo.

LA CONFERMA E LA FIRMA DEL DECRETO

Stamattina presto, la doccia fredda. il volto del premier CONTE su tutte le emittenti delle NEWS che annuncia la firma del decreto che di fatto blinda 14 province del PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO, EMILIA ROMAGNA, MARCHE.

SOSPENSIONI E DIVIETI

Tra le province ovviamente sono incluse TREVISO PADOVA E VENEZIA. Sara’ quindi impossibile muoversi, non sono tra PROVINCIA E PROVINCIA ma anche all’interno delle province stesse. “Se non per comprovati motivi di salute o di lavoro” . Sara’ quindi impossibile spostarsi per esempio all’interno della provincia di Treviso e di tutte le altre province che sono incluse nella zona rossa stabilita dal decreto firmato da Giuseppe Conte nella notte.

I sindaci, in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza. Sono loro, i primi cittadini a dover fare da tramite e tradurre ai loro concittadini quello che il decreto CONTE significa in termini concreti. E’ di poco fa un post del sindaco di GAIARINE Diego Zanchetta che invita i cittadini a rimanere calmi mentre, spiega, il governatore LUCA ZAIA sta cercando di negoziare con il governo alcuni ritocchi evventuali a un decreto che di fatto blinda tutti all’interno dei propri confini comunali

Diego Zanchetta ha condiviso un post.

Amministratore · AdessoComune di Gaiarine6 min

Buongiorno a tutti. Il nuovo DPCM è stato firmato; il Governatore Zaia ha fatto pervenire delle controdeduzioni in tema sanitario, nel nostro piccolo stiamo chiedendo delucidazioni in merito a diverse problematiche ulteriori per i comuni a confine. Vi invito a tenere la calma, vi aggiorno in diretta (magari, come già successo, alcune cose le si sanno prima dai media, più o meno vere, io vi aggiorno solo su cose che sono validate ovviamente). Aspettiamo di avere chiarezza su qualche punto oscuro ancora.
So di avere una comunità formata da persone serie e responsabili; tutti assieme supereremo anche questo momento, ne sono certo.
Grazie per la comprensione
Diego Zanchetta

Al di la’ di ogni considerazione, rimane il fatto (grave) che la bozza sia arrivata prima ai social che ai sindaci, creando panico e confusione tra la gente. Se il compito del giornalista e’ quello di informare,quello di chi ci governa e’ soprattutto mantenere la calma e non scatenare isterismi o paure tra i cittadini. Era andato tutto bene finora. Eravamo abituati a vedere il governatore del Veneto, Luca Zaia ogni ad ogni collegamento su Antenna Tre. Con chiarezza ci descriveva in dettaglio la situazione e ad un primo momento (due settimane fa) di incertezza su cosa realmente stesse accadendo, era subentrato un senso di tranquillita’. Ci stavamo abituando a seguire le norme che ogni giorno ci venivano ripetute, come quella di lavarsi le mani, mantenere una distanza minima di un metro, di non toccarsi naso e bocca e di evitare affollamenti non necessari.

LA DOCCIA FREDDA

Ieri sera, verso le 21 circolava la “voce” di una bozza di decreto non ancora firmata dal premier Conte (che peraltro non si e’ fatto ne vedere ne sentire fino a tarda notte per smentire o per confermare quanto stava accadendo). I sindaci subissati di messaggi e di domande da parte di cittadini che volevano sapere cosa dovevano fare, se potevano partire, rientrare, se la storia che circolava fosse piu’ o meno vera. Solo stamattina con il video che vedete all’inizio del post, il premier ha confermato le misure restrittive atte a limitare gli spostamenti all’interno delle nuove ZONE ROSSE, tra le quali la nostra provincia di TREVISO, assieme a PADOVA e VENEZIA.

“Dobbiamo aderire a queste norme, per tutelare la nostra salute, senza fare i furbi. D’ora in poi, le persone con 37.5 di febbre e’ bene che rimangano a casa e contattino il medico curante. Coloro che sono soggetti a quarantena hanno il divieto assoluto di muoversi da casa. – Ha detto CONTE- Abbiamo scelto di muoverci con fermezza. Contenere il contagio ed evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere sono le nostre priorita”

Conte: chiusi cinema e teatri in tutta Italia

“Sono sospese manifestazioni, eventi, spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, in qualsiasi luogo, pubblico o privato. È sospesa

l’apertura dei musei”.

Il divieto di spostamento in Lombardia e in 14 province

Ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile – per fare solo due esempi – saranno limitati i movimenti, per e dall’esterno e all’interno della zona. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa. I bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro. Chiusi gli impianti sciistici. Sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Il divieto di lasciare la propria abitazione è assoluto se si è in quarantena.

Quando ci si potrà muovere

Conte ha spiegato che il divieto di spostamento non è un “assoluto”, e che “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive.

Le misure previste per tutta Italia

Nel dpcm finale ce ne sono anche alcune generalizzate per tutta Italia, tra cui lo stop a pub, discoteche, sale gioco e manifestazioni di cinema e teatro. Restano sospese fino al 15 marzo le lezioni in tutta Italia. Sono sospesi congressi, meeting ed eventi in cui è coinvolto il personale sanitario. Sospesa anche l’apertura dei musei. Vengono sospesi anche gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Rimane consentito lo sport professionistico e di atleti di categoria assoluta, ma a porte chiuse e con tutti i controlli del caso per gli atleti. Chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire.

Cosa è previsto per ristoranti, bar e negozi

Se in Lombardia e nelle altre 14 province, bar e ristoranti dovranno chiudere alle 18, nel resto d’Italia i gestori non avranno obblighi sugli orari ma dovranno far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Negli altri esercizi commerciali, il gestore dovra’ evitare assembramenti e garantire anche in questo caso la distanza di un metro tra le persone.

Cosa è previsto per scuole e università

Resta la sospensione fino al 15 marzo dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, anche regionali, master, università per anziani, e corsi svolti dalle scuole guida, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Restano sospesi viaggi d’istruzione, gemellaggi, visite guidate e uscite didattiche. 

Le regole negli ospedali

Vietato agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto. L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Smart working, congedi e ferie

Il dpcm suggerisce la modalità di lavoro agile, come lo smart working, per ogni rapporto di lavoro subordinato e raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie.

Cosa è previsto per gli istituti penitenziari

Viene garantito al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19 con controlli sui nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri, Si raccomanda di limitare i permessi e la libertà vigilata o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare.

Sospese cerimonie civili e religiose

L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

Veneti. Ecco perchè questo virus ci renderà più forti. Vinceremo anche questa battaglia.


Due giorni fa ho assistito alla cerimonia delle Ceneri in casa di un sacerdote in pensione per motivi di salute. Eravamo in tre, lui, il sacerdote, la signora che si occupa delle faccende domestiche ed io. Premetto che non sono un assiduo frequentatore di sacrestie, pur essendo credente. Ho voluto esserci quest’anno, più di ogni altra volta in cui mi sono avvicinato a questo millenario rito che separa il carnevale dalla quaresima, la voglia di scherzare e di sorridere a quella di meditare, di pensare, tirare le somme guardandoci allo specchio.”Ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai”. Una frase breve sulla quale si potrebbe scrivere un libro. Ma non oggi.

Per la prima volta nella storia della SERENISSIMA nelle chiese della Diocesi di Venezia non è stato officiato questo rito. Non era stato sospeso nemmeno durante la Peste. Giusta la decisione del Patriarca di Venezia che ha deciso la sospensione. Giusta la decisione del Governatore del Veneto Luca Zaia di sospendere il carnevale evitando che centomila persone provenienti da ogni dove si ritrovassero gomito a gomito e bocca a bocca in uno spazio relativamente ristretto come quello della Piazza più bella del mondo.

Ringraziamo il cielo di avere un Governatore che sa prendere le decisioni giuste al momento giusto, e non solo per far promuovere le Colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio dell’ Unesco o per aver portato a casa le Olimpiadi del 2026 assieme ai campionati mondiali del 2021 a Cortina, che ha gestito emergenze come l’alluvione o la tempesta Vaia con grande freddezza e capacità, Ringraziamolo anche per aver creato uno dei sistemi sanitari in Veneto che è uno dei migliori al mondo. E questo mi da l’occasione di parlare dell’emergenza del Corona Virus. Non voglio parlare di statistiche, di persone infette o guarite, di blocchi, di fake news e mascherine vendute al prezzo dello champagne o amuchina che vale più di un’oncia d’oro. La gente è stufa di leggere e di sentire SOLO parlare di questo. Il senso del mio scrivere oggi è quello di analizzare una situazione che è venuta a crearsi d quando questo virus, partito dalla Cina è arrivato nella nostra Terra, nellle nostre province, nelle nostre case.

COMBAI

E’ arrivato come un uragano inaspettato e solo grazie alla grande preparazione dei nostri medici, della protezione civile, dell’apparato sanitario sempre in ordine e ben oliato, siamo riusciti ad arginarlo e sicuramente come accadrà, a sconfiggerlo. E’ solo questione di tempo e tutto tornerà alla normalità, sul piano sanitario almeno. Quello che NON sarà facile far ritornare alla consuetudine sarà la “normalita” per i piccoli artigiani, le piccole imprese, i ristoranti, i luoghi pubblici, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici dall’Adriatico alle Dolomiti e tutte le partite IVA che dall’inizio di questa vera e propria piaga stanno soffrendo senza speranza di aiuti . Ancora di più oggi credo che i VENETI si sveglieranno con la consapevolezza che senza l’AUTONOMIA non ci sarà nessuna speranza.

Ho sofferto nel leggere che gli italiani vengono respinti alle frontiere. Ieri mi ha telefonato un amico che doveva partire per la Giordania domani. Viaggio annullato dalle autorità Giordane perchè provenienti dall’Italia. Altri Paesi “amici” discriminano addirittura gli arrivi dal VENETO. Impensabile. Abbiamo accolto il mondo intero, accettato, integrato a trecentosessanta gradi e oggi ci troviamo le porte chiuse in Francia, Austria, Croazia, Inghilterra e molti altri Paesi che ci trattano alla stregua di “untori” del virus. Il paragone che mi viene in mente è quello di un amico che si è speso in tutte le maniere per dare una mano a degli amici in difficoltà, ma quando la sorte gli rifila una “scartina” viene abbandonato da tutti e dimenticato per quello che ha fatto in passato.

Oggi, i VENETI che credono e amano la propria regione dovrebbero sentirsi più forti che mai. In questi giorni è maturata nelle coscienze una maggior consapevolezza che l’AUTONOMIA è l’unica stada da perseguire se vogliamo riconquistare quel turismo che per tutti noi è sempre stato e sarà la linfa vitale della nostra fortissima economia. Bisogna che ci liberiamo dai lacci fiscali di un governo centralista che non ci permette di usare le enormi risorse (23 miliardi di Euro l’anno) che potremmo benissimo usare per salvare i piccoli negozi di quartiere, le piccole imprese, le industrie che a fatica riescono a sopravvivere alla tassazione più alta d’Europa.

un grande leader Luca Zaia

E’ un percorso che vede di nuovo in prima linea il nostro Governatore. Luca Zaia, l’uomo che avrebbe potuto aver qualsiasi carica istituzionale nel nostro Paese, anche come Primo Ministro, ma che ha voluto rimanere in trincea, a combattere con i suoi soldati fino alla fine, perchè Zaia ama la sua Terra, il suo VENETO, le tradizioni, la gente, le sagre, il dialetto, le aziende piccole e grandi che hanno da sempre trainato l’economia del Paese. Lui non mollerà e rimarrà al suo posto per altri cinque anni, continuando un percorso “rivoluzionario” solo nel nome ma che percorre un sentiero legato alla Costituzione e alla legalità. Se AUTONOMIA dev’essere, sarà autonomia seguendo queste due strade e non attraverso colpi di testa o atti violenti. La legalità sarà quella che una volta ottenuta , non potrà più togliercela nessuno, ed è questo lo sforzo che Zaia e la sua squadra stanno cercando di portare avanti. Se il mondo tratta i Veneti come degli “untori manzoniani” noi sapremo reagire e dimostrare al mondo che con l’esempio di grande civiltà e capacità di prendere delle decisioni forti anche se impopolari, abbiamo saputo tener testa ad una nuova minaccia. Lo abbiamo fatto nei secoli. Malattie come la Peste, eventi naturali, carestie, siccità, alluvioni, due guerre, terremoti. Non sarà certo un virus a spezzare la schiena a chi si è sempre piegato alle calamità, ma non si è MAI SPEZZATO. Vinceremo anche questa battaglia, tutti insieme, in un ritrovato ORGOGLIO VENETO, e a testa alta andremo a reclamare la nostra dignità, e quel RISPETTO che oggi in molti, con la memoria corta ci stanno negando. ( pio da cin – riproduzione riservata- copyright 2020)