Italy. Living in the red zone. The Chinese lesson and how to prevent the spreading.


Today I’m leaving my italian usual newspaper’s readers to speak to my friends on the other side of the Pond. As the spreading of the COVID19 is moving West from China, to Europe, to the USA. We, in Italy have just learned that the whole Country has become since today, March the 10th a RED ZONE. What does it really means to be a RED ZONE?

LIMITED MOVEMENTS

I live just half an hour drive from Venice, to the North East. My town is small, 5300 souls. We are well located in the very middle of the VENETO REGION, on of the most industrial, and industrious regions of Italy, known as the “Locomotive” for the economic system in Italy. In two hours I could drive to the DOLOMITES to ski in the Winter, or to hike or climb in the Summer. In one hour I can be sitting on the sandy beaches of the Adriatic Sea, or visiting a FLOATING MUSEUM called VENICE in about half an hour, either by train or by car. Today, as my hometown of CODOGNE’ in the province of TREVISO becomes as any other city, town or village in the Country, a RED ZONE, I can only move by car inside my town and its city limits. If the place where I work is situated outside these limits, I must fill out a self certification paper stating that I live here but I work there. Failing to have such a piece of paper could result into a 200 Euros fine and up to three months in prison.

STOP TO PUBLIC GATHERINGS

The virus’threath has been with us in Italy now for three weeks. If one thing we have learned for sure is that : THE COVID19 spreads by the “spray” that we do not see but we produce when talking with someone. This spray is effective within one meter. FIRST RULE: Stay away from the person you are talking with at least ONE METER. Two meters (six feet) is even better. To calculate the distance aproximately, extend your arm in front of you. The person you are talking to, or sitting at your table, should be past your finger tips.

HOW TO AVOID BEING INFECTED

The VIRUS that is now killing 3 out of one hundred patients who are infected, loves to jump from one person to the other via these TWO WAYS: Your mouth, your nose, and there is a third one, less effective, YOUR EYES. It has been asserted that a person, without even thinking about it, touches her/his mouth up to four times an hour. That is the main reason why they keep telling us :WASH YOUR HANDS OFTEN AND VERY WELL (for at least 20 seconds). We shake hands, we touch food and goods at the supermarket, handrails everywhere, from train stations to buses can host the VIRUS easily up to TWELVE HOURS. So, if you move around in a large or small town, you should wash your hands as often as you can. (I use very hot water, but that is my personal choice).

That is the reason why a ZONE becomes RED. We must not give the VIRUS a place to jump to. SCHOOLS at all levels are closed (we have just entered the third week), so are public gatherings of all kinds, including sports events, discoteques and pubs, religious ceremonies,weddings, funerals, libraries, gym, swimming pools, restaurants and bar have limited openings (up to 6 PM. After that only TAKE OUT FOOD is allowed). The NAME OF THE GAME is (#IoRestoACasa) “I’m staying home”.

LESSONS FROM CHINA

Italy’s HEALTH SYSTEM provides FREE MEDICAL CARE TO ALL. In VENETO we have developed thanks to our Governor LUCA ZAIA one of the best systems in Europe. Today, we are facing one of our greatest challanges ever the COVID-19. What we know from the chinese experience is that the VIRUS has a PEAK and then it starts going down, and eventually disappear

Conte firma il decreto.Chiuse 14 province tra Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna e Marche.


LA CONFERENZA STAMPA DEL PREMIER CONTE SUL DECRETO APPENA FIRMATO

Ieri sera la bozza che girava dopo le 21 sembrava quasi uno scherzo. Una fuga di notizie che fino a tarda notte non trovava riscontro oggettivo. Nessun segnale, conferma o smentite ufficiali mentre si cercava di capire come mai una bozza abbia potuto sfuggire ad ogni controllo e sia riuscita ad arrivare prima ai social che ai sindaci, che subissati di chiamate e messaggi dai cittadini, invitavano alla calma, cercando di capire se il “decreto” fosse veramente tale o se la bozza fosse una specie di scherzo di carnevale in ritardo.

LA CONFERMA E LA FIRMA DEL DECRETO

Stamattina presto, la doccia fredda. il volto del premier CONTE su tutte le emittenti delle NEWS che annuncia la firma del decreto che di fatto blinda 14 province del PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO, EMILIA ROMAGNA, MARCHE.

SOSPENSIONI E DIVIETI

Tra le province ovviamente sono incluse TREVISO PADOVA E VENEZIA. Sara’ quindi impossibile muoversi, non sono tra PROVINCIA E PROVINCIA ma anche all’interno delle province stesse. “Se non per comprovati motivi di salute o di lavoro” . Sara’ quindi impossibile spostarsi per esempio all’interno della provincia di Treviso e di tutte le altre province che sono incluse nella zona rossa stabilita dal decreto firmato da Giuseppe Conte nella notte.

I sindaci, in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza. Sono loro, i primi cittadini a dover fare da tramite e tradurre ai loro concittadini quello che il decreto CONTE significa in termini concreti. E’ di poco fa un post del sindaco di GAIARINE Diego Zanchetta che invita i cittadini a rimanere calmi mentre, spiega, il governatore LUCA ZAIA sta cercando di negoziare con il governo alcuni ritocchi evventuali a un decreto che di fatto blinda tutti all’interno dei propri confini comunali

Diego Zanchetta ha condiviso un post.

Amministratore · AdessoComune di Gaiarine6 min

Buongiorno a tutti. Il nuovo DPCM è stato firmato; il Governatore Zaia ha fatto pervenire delle controdeduzioni in tema sanitario, nel nostro piccolo stiamo chiedendo delucidazioni in merito a diverse problematiche ulteriori per i comuni a confine. Vi invito a tenere la calma, vi aggiorno in diretta (magari, come già successo, alcune cose le si sanno prima dai media, più o meno vere, io vi aggiorno solo su cose che sono validate ovviamente). Aspettiamo di avere chiarezza su qualche punto oscuro ancora.
So di avere una comunità formata da persone serie e responsabili; tutti assieme supereremo anche questo momento, ne sono certo.
Grazie per la comprensione
Diego Zanchetta

Al di la’ di ogni considerazione, rimane il fatto (grave) che la bozza sia arrivata prima ai social che ai sindaci, creando panico e confusione tra la gente. Se il compito del giornalista e’ quello di informare,quello di chi ci governa e’ soprattutto mantenere la calma e non scatenare isterismi o paure tra i cittadini. Era andato tutto bene finora. Eravamo abituati a vedere il governatore del Veneto, Luca Zaia ogni ad ogni collegamento su Antenna Tre. Con chiarezza ci descriveva in dettaglio la situazione e ad un primo momento (due settimane fa) di incertezza su cosa realmente stesse accadendo, era subentrato un senso di tranquillita’. Ci stavamo abituando a seguire le norme che ogni giorno ci venivano ripetute, come quella di lavarsi le mani, mantenere una distanza minima di un metro, di non toccarsi naso e bocca e di evitare affollamenti non necessari.

LA DOCCIA FREDDA

Ieri sera, verso le 21 circolava la “voce” di una bozza di decreto non ancora firmata dal premier Conte (che peraltro non si e’ fatto ne vedere ne sentire fino a tarda notte per smentire o per confermare quanto stava accadendo). I sindaci subissati di messaggi e di domande da parte di cittadini che volevano sapere cosa dovevano fare, se potevano partire, rientrare, se la storia che circolava fosse piu’ o meno vera. Solo stamattina con il video che vedete all’inizio del post, il premier ha confermato le misure restrittive atte a limitare gli spostamenti all’interno delle nuove ZONE ROSSE, tra le quali la nostra provincia di TREVISO, assieme a PADOVA e VENEZIA.

“Dobbiamo aderire a queste norme, per tutelare la nostra salute, senza fare i furbi. D’ora in poi, le persone con 37.5 di febbre e’ bene che rimangano a casa e contattino il medico curante. Coloro che sono soggetti a quarantena hanno il divieto assoluto di muoversi da casa. – Ha detto CONTE- Abbiamo scelto di muoverci con fermezza. Contenere il contagio ed evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere sono le nostre priorita”

Conte: chiusi cinema e teatri in tutta Italia

“Sono sospese manifestazioni, eventi, spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, in qualsiasi luogo, pubblico o privato. È sospesa

l’apertura dei musei”.

Il divieto di spostamento in Lombardia e in 14 province

Ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e poi le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile – per fare solo due esempi – saranno limitati i movimenti, per e dall’esterno e all’interno della zona. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa. I bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro. Chiusi gli impianti sciistici. Sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Il divieto di lasciare la propria abitazione è assoluto se si è in quarantena.

Quando ci si potrà muovere

Conte ha spiegato che il divieto di spostamento non è un “assoluto”, e che “non si ferma tutto”, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute. Ma la polizia potrà fermare i cittadini e chiedere loro perché si stiano spostando in territori dove la crescita dei casi di contagio porta il governo a disporre misure mai così restrittive.

Le misure previste per tutta Italia

Nel dpcm finale ce ne sono anche alcune generalizzate per tutta Italia, tra cui lo stop a pub, discoteche, sale gioco e manifestazioni di cinema e teatro. Restano sospese fino al 15 marzo le lezioni in tutta Italia. Sono sospesi congressi, meeting ed eventi in cui è coinvolto il personale sanitario. Sospesa anche l’apertura dei musei. Vengono sospesi anche gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Rimane consentito lo sport professionistico e di atleti di categoria assoluta, ma a porte chiuse e con tutti i controlli del caso per gli atleti. Chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire.

Cosa è previsto per ristoranti, bar e negozi

Se in Lombardia e nelle altre 14 province, bar e ristoranti dovranno chiudere alle 18, nel resto d’Italia i gestori non avranno obblighi sugli orari ma dovranno far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Negli altri esercizi commerciali, il gestore dovra’ evitare assembramenti e garantire anche in questo caso la distanza di un metro tra le persone.

Cosa è previsto per scuole e università

Resta la sospensione fino al 15 marzo dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, anche regionali, master, università per anziani, e corsi svolti dalle scuole guida, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Restano sospesi viaggi d’istruzione, gemellaggi, visite guidate e uscite didattiche. 

Le regole negli ospedali

Vietato agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto. L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Smart working, congedi e ferie

Il dpcm suggerisce la modalità di lavoro agile, come lo smart working, per ogni rapporto di lavoro subordinato e raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodi di congedo ordinario o di ferie.

Cosa è previsto per gli istituti penitenziari

Viene garantito al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19 con controlli sui nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri, Si raccomanda di limitare i permessi e la libertà vigilata o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare.

Sospese cerimonie civili e religiose

L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

La nuova Peste e la Madonna della Salute


Se ha funzionato nel 1630 potrebbe funzionare ancora. Forse gli scienziati, gli atei e i non credenti potranno sorridere ma forse potrebbe essere la SOLUZIONE a questa nuova PESTILENZA che sta mettendo in ginocchio il nostro VENETO e l’TALIA INTERA. Un atto di pieta’ e di PREGHIERA alla MADONNA DELLA SALUTE per farle e farci capire che a volte da soli non ce la facciamo. Un VOTO NUOVO

Nel momento culminante dell’epidemia, in assenza di altre soluzioni, il governo della Repubblica organizzò una processione di preghiera alla Madonna, a cui partecipò per tre giorni e per tre notti tutta la popolazione superstite. Il 22 ottobre 1630 il doge fece voto solenne di erigere un tempio votivo particolarmente grandioso e solenne se la città fosse sopravvissuta al morbo.

Poche settimane dopo la processione, l’epidemia subì prima un brusco rallentamento per poi lentamente regredire fino a estinguersi definitivamente nel novembre 1631. Il bilancio finale fu stimato in quasi 47.000 morti nel solo territorio cittadino (oltre un quarto della popolazione) e quasi 100.000 nel territorio del Dogado[3]. Il governo decretò allora di ripetere ogni anno, in segno di ringraziamento, la processione in onore della Madonna denominata da allora della “Salute”.

Il governo della Repubblica mantenne fede al voto, individuando nell’area della Dogana da Mar, oggetto di recenti demolizioni, la meta del pellegrinaggio nonché la sede del nuovo tempio votivo e indicendo subito il concorso per la costruzione della nuova chiesa. Il primo pellegrinaggio di ringraziamento avvenne il 28 novembre 1631, subito dopo la fine dell’epidemia.

Il concorso venne vinto da Baldassare Longhena con il suo progetto di un tempio barocco a struttura ottagonale sormontato da un’imponente cupola, ovvero l’attuale basilica di Santa Maria della Salute, che fu consacrata il 21 novembre 1687.

La ricorrenza è particolarmente sentita dalla popolazione veneziana. È tradizione, nel giorno della festa della Salute, consumare una pietanza a base di carne, la cosiddetta “castradina”[4].

La festa della Madonna della Salute è una festa religiosa istituita dalla Repubblica Veneta nel 1630 e osservata solennemente in tutto il territorio della Serenissima fino alla sua caduta. Ha luogo il 21 novembre, giorno della Presentazione della Beata Vergine Maria, e ancor oggi si celebra spontaneamente nella città di Venezia, a Trieste e in moltissime città e paesi dell’antica Repubblica, nell’Italia, in Istria e in Dalmazia. La Serenissima infatti, per permettere alle popolazioni distanti dalla Capitale di osservare la Festa, favorì la costruzione in tutta la Repubblica di santuari dedicati alla Madonna della Salute, che sono a tutt’oggi numerosissimi, anche in piccoli paesi, e molti di questi santuari sono ancor oggi, come a Venezia, meta di pellegrinaggi il 21 novembre. A Venezia il pellegrinaggio ha come meta la basilica di Santa Maria della Salute. Durante tutta la giornata, nella basilica, tenuta aperta senza interruzione, vengono celebrate in continuazione messe e rosari, con un afflusso continuo di fedeli. Per facilitare il pellegrinaggio, viene eretto sul Canal Grande un ponte provvisorio in legno che collega la punta della Dogana con Santa Maria del Giglio[1]. Nella città di Venezia il 21 novembre è ancor oggi giorno festivo anche agli effetti civili, grazie ad una fortuita coincidenza: il giorno del Santo Patrono di Venezia, San Marco, cade il 25 aprile, in cui la Repubblica Italiana celebra la Liberazione. In questi casi la legge consente che il Comune scelga un altro giorno per usufruire della festività patronale, e il Comune di Venezia ha scelto il giorno della Madonna della Salute

Veneti. Ecco perchè questo virus ci renderà più forti. Vinceremo anche questa battaglia.


Due giorni fa ho assistito alla cerimonia delle Ceneri in casa di un sacerdote in pensione per motivi di salute. Eravamo in tre, lui, il sacerdote, la signora che si occupa delle faccende domestiche ed io. Premetto che non sono un assiduo frequentatore di sacrestie, pur essendo credente. Ho voluto esserci quest’anno, più di ogni altra volta in cui mi sono avvicinato a questo millenario rito che separa il carnevale dalla quaresima, la voglia di scherzare e di sorridere a quella di meditare, di pensare, tirare le somme guardandoci allo specchio.”Ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai”. Una frase breve sulla quale si potrebbe scrivere un libro. Ma non oggi.

Per la prima volta nella storia della SERENISSIMA nelle chiese della Diocesi di Venezia non è stato officiato questo rito. Non era stato sospeso nemmeno durante la Peste. Giusta la decisione del Patriarca di Venezia che ha deciso la sospensione. Giusta la decisione del Governatore del Veneto Luca Zaia di sospendere il carnevale evitando che centomila persone provenienti da ogni dove si ritrovassero gomito a gomito e bocca a bocca in uno spazio relativamente ristretto come quello della Piazza più bella del mondo.

Ringraziamo il cielo di avere un Governatore che sa prendere le decisioni giuste al momento giusto, e non solo per far promuovere le Colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio dell’ Unesco o per aver portato a casa le Olimpiadi del 2026 assieme ai campionati mondiali del 2021 a Cortina, che ha gestito emergenze come l’alluvione o la tempesta Vaia con grande freddezza e capacità, Ringraziamolo anche per aver creato uno dei sistemi sanitari in Veneto che è uno dei migliori al mondo. E questo mi da l’occasione di parlare dell’emergenza del Corona Virus. Non voglio parlare di statistiche, di persone infette o guarite, di blocchi, di fake news e mascherine vendute al prezzo dello champagne o amuchina che vale più di un’oncia d’oro. La gente è stufa di leggere e di sentire SOLO parlare di questo. Il senso del mio scrivere oggi è quello di analizzare una situazione che è venuta a crearsi d quando questo virus, partito dalla Cina è arrivato nella nostra Terra, nellle nostre province, nelle nostre case.

COMBAI

E’ arrivato come un uragano inaspettato e solo grazie alla grande preparazione dei nostri medici, della protezione civile, dell’apparato sanitario sempre in ordine e ben oliato, siamo riusciti ad arginarlo e sicuramente come accadrà, a sconfiggerlo. E’ solo questione di tempo e tutto tornerà alla normalità, sul piano sanitario almeno. Quello che NON sarà facile far ritornare alla consuetudine sarà la “normalita” per i piccoli artigiani, le piccole imprese, i ristoranti, i luoghi pubblici, le agenzie di viaggio, gli operatori turistici dall’Adriatico alle Dolomiti e tutte le partite IVA che dall’inizio di questa vera e propria piaga stanno soffrendo senza speranza di aiuti . Ancora di più oggi credo che i VENETI si sveglieranno con la consapevolezza che senza l’AUTONOMIA non ci sarà nessuna speranza.

Ho sofferto nel leggere che gli italiani vengono respinti alle frontiere. Ieri mi ha telefonato un amico che doveva partire per la Giordania domani. Viaggio annullato dalle autorità Giordane perchè provenienti dall’Italia. Altri Paesi “amici” discriminano addirittura gli arrivi dal VENETO. Impensabile. Abbiamo accolto il mondo intero, accettato, integrato a trecentosessanta gradi e oggi ci troviamo le porte chiuse in Francia, Austria, Croazia, Inghilterra e molti altri Paesi che ci trattano alla stregua di “untori” del virus. Il paragone che mi viene in mente è quello di un amico che si è speso in tutte le maniere per dare una mano a degli amici in difficoltà, ma quando la sorte gli rifila una “scartina” viene abbandonato da tutti e dimenticato per quello che ha fatto in passato.

Oggi, i VENETI che credono e amano la propria regione dovrebbero sentirsi più forti che mai. In questi giorni è maturata nelle coscienze una maggior consapevolezza che l’AUTONOMIA è l’unica stada da perseguire se vogliamo riconquistare quel turismo che per tutti noi è sempre stato e sarà la linfa vitale della nostra fortissima economia. Bisogna che ci liberiamo dai lacci fiscali di un governo centralista che non ci permette di usare le enormi risorse (23 miliardi di Euro l’anno) che potremmo benissimo usare per salvare i piccoli negozi di quartiere, le piccole imprese, le industrie che a fatica riescono a sopravvivere alla tassazione più alta d’Europa.

un grande leader Luca Zaia

E’ un percorso che vede di nuovo in prima linea il nostro Governatore. Luca Zaia, l’uomo che avrebbe potuto aver qualsiasi carica istituzionale nel nostro Paese, anche come Primo Ministro, ma che ha voluto rimanere in trincea, a combattere con i suoi soldati fino alla fine, perchè Zaia ama la sua Terra, il suo VENETO, le tradizioni, la gente, le sagre, il dialetto, le aziende piccole e grandi che hanno da sempre trainato l’economia del Paese. Lui non mollerà e rimarrà al suo posto per altri cinque anni, continuando un percorso “rivoluzionario” solo nel nome ma che percorre un sentiero legato alla Costituzione e alla legalità. Se AUTONOMIA dev’essere, sarà autonomia seguendo queste due strade e non attraverso colpi di testa o atti violenti. La legalità sarà quella che una volta ottenuta , non potrà più togliercela nessuno, ed è questo lo sforzo che Zaia e la sua squadra stanno cercando di portare avanti. Se il mondo tratta i Veneti come degli “untori manzoniani” noi sapremo reagire e dimostrare al mondo che con l’esempio di grande civiltà e capacità di prendere delle decisioni forti anche se impopolari, abbiamo saputo tener testa ad una nuova minaccia. Lo abbiamo fatto nei secoli. Malattie come la Peste, eventi naturali, carestie, siccità, alluvioni, due guerre, terremoti. Non sarà certo un virus a spezzare la schiena a chi si è sempre piegato alle calamità, ma non si è MAI SPEZZATO. Vinceremo anche questa battaglia, tutti insieme, in un ritrovato ORGOGLIO VENETO, e a testa alta andremo a reclamare la nostra dignità, e quel RISPETTO che oggi in molti, con la memoria corta ci stanno negando. ( pio da cin – riproduzione riservata- copyright 2020)

Corona Virus – Una settimana in casa, diversa, ma necessaria. Occasione per ..


Una domenica che sara’ ricordata quella di oggi. Fermato il Carnevale di Venezia assieme a tutte le manifestazioni pubbliche, comprese le funzioni religiose, le sfilate, le fiere (L’antica Fiera di Godega e’ stata cancellata con un comunicato stampa del comune). Niente partite di calcio in Veneto e Lombardia. Da domani niente discoteche, scuole chiuse fino al primo marzo. Qurresti gli effetti dell’allarme CORONA VIRUS dopo la morte di un anziano in provincia di Vicenza . In mattinata lo stesso Luca Zaia aveva annunciato che due anziani del Centro Storico di Venezia erano stati infettati e sono stati ricoverati urgentemente facendo pero’ scattare il piano che prevede lo stop a tutte le manifestazioni che vedono l’aggregarsi di persone, compresi i funerali. Chi morira’ in questi giorni dovra’ “accontentarsi di un funerale all’insegna della sobrieta’. Cancellate anche le Messe e le funzioni religiose

NON E’LA FINE DEL MONDO

Occasione per stare a casa. Rallentare, meditare .Si tratta solo di una settimana. “La differenza tra il virus dell’influenza e quello del CORONA e’ che quello dell’influenza lo conosciamo, abbiamo un vaccino e si tende a curare con degli antibiotici. Il Corona Virus e’ nuovo, non abbiamo un vaccino, e tende a colpire la parte piu’ bassa dei polmoni. La mortalita’ da Corona Virus e’ dell’ UNO PERCENTO. L’insidia di questo Virus e’ che puo’ contagiare molte persone (superspreader). Il contagiato deve isolarsi. Coloro che vivono con il contagiato devono isolarsi.” Ha dichiarato un emerito luminare della medicina in una popolare trasmissione televisiva

Certamente non bisognera’ sottovalutare l’emergenza. Attenti pero’ alle psicosi che non servono a niente se non a far crescere la paura. La task force messa insieme dalla Regione con a capo LUCA ZAIA e’ la sicurezza che tutto quello che sara’ possibile mettere in campo per arginare l’emergenza sara’ fatto. Siamo in buone mani . A proposito di mani, alcuni consigli per evitare il contagio. “Lavarsi le mani con cura, intersecando le dita e dando importanza a questa prastica ha dimezzato la trasmissione di altri tipi di infezioni. Sembra una banalita’ ma non lo e’. ” Ha detto un medico specializzato nella lotta alle malattie contagiose. Cerchiamo inoltre di starnutire ponendo la bocca nel vano tra il braccio e il gomito; non tra le mani. Manteniamo una distanza di almeno un metro quando parliamo con amici o sconosciuti. Evitiamo di stringerci le mani che potrebbero essere veicolo di trasmissione del virus. Questo e’ solo l’inizio di una emergenza necessaria ad arginare la possibilita’ di una espansione del contagio su tutto il territorio. Per il panico purtroppo non c’e’ antidoto, come per l’ignoranza.

Sammy Basso a Gaiarine – Racconto e fotostoria di una serata indimenticabile


Prima di consegnare ai lettori di questo mio semplice blog l’articolo che ho pubblicato oggi sul Gazzettino, riguardo alla serata con Sammy, vorrei commentare in prima persona quello che mi ha lasciato dentro l’ascoltare questo fantastico ragazzo veneto. Nei giornali, si sa, non si può raccontare in prima persona quello che si scrive. Per fortuna ci sono i Blog, questi diari personali che prescindono da regole che possono o non possono essere divise ma che vanno comunque rispettate. Di Sammy mi è piaciuta la freschezza, il suo modo di essere autoironico, di scherzare sulla vita. Riuscire a strappare delle risate e allo stesso tempo commuovere cn il suo racconto. Sempre lucido, sempre intelligente, sempre accattattivante, mai scortese o critico di qualcuno. ( a parte una frecciatina ai governi italiani che non sono capaci di gestire i migliori ricercatori del mondo e impedirne la fuga all’estero) “Un ricercatore italiano che lavora dieci ore al giorno guadagna 1200 euro al mese in Italia. Il triplo all’estero” Ha detto il papà di Sammy, presente sul palco assieme alla mamma nella seconda parte della serata.

IL RACCONTO DI SAMMY

Uno dei racconti che più mi ha colpito di Sammy ad Albina di Gaiarine è stato quello sui Nativi Americani. I Navajos vivono in Arizona e a Monument Valley ho avuto la fortuna di arrivare di notte, una notte limpida e stellata da far sembrare la Via Lattea come se fosse sabbia dorata, sparsa in un cielo nero. Sammy ha raccontato di aver trovato invece, l’unico giorno di pioggia in tutto l’anno a Monument Valley, ripagato però ,da due arcobaleni che si incrociavano nel cielo il giorno dopo.

Sammy ha raccontato di un Popolo che vive la sua vita normalmente, ben inserito nella società Americana di oggi. Un Popolo però che sa continuare ad esprimere la sua personalità predicando la Pace e non l’odio come verrebbe naturale pensare dopo quello che hanno subito dall’uomo bianco. I Nativi (non chiamateli “indiani”come nei Western) sanno esprimere la loro Spiritualità, la loro Tradizione, la loro Lingua, la loro Cultura che ancr oggi rimangono intatte nonostante tutti i tentativi di sopressione che hanno subito da chi li voleva conquistati e sterminati. Chi si avvicina al loro modo di vivere non puo non esserne affascinato. Io li ho incontrati in un momento di transizione nella mia vita, un momento difficile. Da loro ho imparato ad amare tutte le creature dell ‘Universo, perchè siamo connessi con tutto quello che ci circonda. Gli animali, gli alberi, il firmamento e le stelle, i pianeti e le rocce; tutto fa parte di un Grande Disegno Creativo. Sammy ha avuto un nome Navajo che si traduce in “Quello che deve fare ancora molta strada”. Questo mi conforta perché i Nativi sanno guardare dentro al cuore delle persone e vedono lontano. Non può che significare che Sammy resterà con noi per molto tempo e questa è una notizia meravigliosa.

Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus

Se una cosa non esiste ma serve, allora bisogna inventarla, crearla, costruirla. Dev’essere questo il pensiero che è passato in testa simultaneamente ai tre membri della famiglia Basso quando si sono resi conto che non esisteva yuna associazione italiana che ragruppasse coloro che soffrono di questa patologia scatenata in una sola dei 3 miliardi e duecento milioni di cellule di cui è composto il nostro DNA. La cellula impazzita manda segnali sbagliati e modifica la struttura del DNA. I Basso nel 2005 decidono di fondarla loro una associazione ed ecco htttp://www.progeriaitalia.org . Ma i social, nel mondo di oggi sono importanti per farsi conoscere e quindi deve esserci una pagina Facebook https://www.facebook.com/AIProSaB/ Eccola qua. E se per i più giovani ci fosse una pagina Instagram?https://www.instagram.com/sammybasso/ Questa è la sua pagina

Molte altre le storie divertenti che Sammy ha raccontato divertendo il pubblico, come quella di un museo nella cittadina di ROSWELL in New Mexico. Qui si racconta fosse caduta una nave spaziale e tutto fu messo a tacere dalle autorita’ statunitensi. Sammy non poteva mancare ad un appuntamento così importante, visto che lui è scambiato per un alieno. “C’era una specie di museo- Racconta divertito Sammy- che aveva delle sagome di alieni. Mi sono avvicinato e mi sono messo tra le statue, immobile come loro. Quando poi un’anziana signora ha iniziato a guardarmi l’ho salutata con la mano. Lei è fuggita subito spaventata, Io nel frattempo me ne sono andato via e quando è tornata continuava a dire alle sue amiche che prima li c’era un VERO ALIENO.

Piccole storie che ci fanno capire l’indole giocosa di Sammy che non perde mai il senso dell’umorismo, perché ne conosce l’importanza, sa benissimo che una risata può guarire più di cento parole.

AVATAR E’ il film preferito di Sammy

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Roswell

Dal mio articolo del 7 febbraio. Gazzettino -(riproduzione riservata)

GAIARINE Serata indimenticabile per le trecento persone che mercoledi sera si sono ritrovate ad Albina per  ascoltare in diretta la storia incredibile e meravigliosa del “‘Piccolo Grande Uomo” Sammy Basso. Coloro che hanno avuto la fortuna di partecipare all’evento, voluto dall’amministrazione  capitanata dal sindaco Diego Zanchetta, conserveranno un bel ricordo  del suo racconto, fatto in prima persona. 


Un racconto che ha spaziato attraverso temi  quali la famiglia, l’amicizia, la fede, la paura, la diversita’, la vita e la morte. Tutti trattati con la stessa delicatezza, la grande autoironia, il senso dell’umorismo di un ragazzo di ventiquattro anni, consapevole di tutto. Consapevole di essere unico e splendido nel suo modo di interpretare la vita al meglio. Raccontando cos’è  vivere la progeria,  rarissima patologia  genetica, e  riuscendo a trasmettere emozioni forti, a far sorridere e con  sue  ricercate ed intelligenti battute, ma anche e soprattutto far riflettere sui valori e  i sentimenti importanti della vita. 


Sammy ha trasmesso la  pace e la serenita’ di una persona equilibrata, felice e consapevole del suo  ruolo nell’universo. Un messaggero di valori profondi che hanno toccato la  platea che in religioso silenzio ha ascoltato i suoi racconti, il viaggio negli USA dove da sempre sognava di andare, sorattutto nelle sconfinate praterie del West.

Una passione per gli States nata dalla lettura del classico “Zanna Bianca” e perseguita negli anni ,con centinaia di libri, tutti gelosamente conservati. I video che scorrono nel grande schermo dietro le sue spalle lo mostrano ospite di personaggi come James Cameron, o trasformato nel lanciatore della prima palla da baseball all’inizio di una partita mentre seguito da una troupe del National Geographic ha percorso la mitica Route 66.


 Laureato in scienze naturali con 110 e lode ha spezzato una lancia a favore dei ricercatori italiani, i  migliori del mondo ma dimenticati forse, in casa, da governi distratti che non incentivano la loro rimanenza in patria.


 Sammy ha messo tutti  davanti ad uno specchio virtuale facendo loro capire  la bellezza dell’essere umano. Sono i valori che contano. La fede nel Cristianesimo, di cui Sammy va fiero, la famiglia che lo ha sempre supportato permettendogli di esprimere al meglio se stesso, gli amici , la vita che va vissuta adesso. “Non sappiamo quanto tempo abbiamo davanti a noi, per questo dobbiamo fare ora e subito tutto quello che possiamo esprimere come persone” 


” Per raccontare Sammy non basterebbe un libro .Di sicuro ha  lasciato un bellissimo  ricordo di se e un senso di gratitudine per gli insegnamenti che ha saputo dare, e si sono concretizzati alla fine della serata con un lungo, interminabile applauso  e una standing ovation da parte del pubblico affascinato (pio dal cin)

Conegliano. Il castello si tinge di rosa a 100 giorni dalla tappa del 23 maggio


Dall’articolo del GAZZETTINO del 21 gennaio

CONEGLIANO Sarà il rosa il colore di tendenza per la prossima primavera. Non stiamo parlando della collezione di uno dei tanti stilisti italiani ma della corsa per eccellenza, il Giro d’Italia che il 23 maggio prossimo partendo da Conegliano proseguirà per le meravigliose Colline dell’Unesco.Il Castello di Conegliano diventerà rosa. Il simbolo della città del Cima si illuminerà di rosa il 30 gennaio prossimo, esattamente a 100 giorni dall’inizio della tappa a cronometro del Giro d’Italia Conegliano Valdobbiadene:”Vista la grande importanza che avrà questa tappa, e alla visibilità mondiale dell’evento, con i membri del comitato abbiamo deciso di illuminare il simbolo della nostra città. Il castello di Conegliano in rosa sarà visibile da chilometri di distanza e rappresenterà il simbolo non solo della città ma di tutto il territorio da qui a Valdobbiadene” Ha commentato con grande soddisfazione il primo cittadino di Conegliano. Nei giorni seguenti giornali come La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della sera si sono impegnati a dare risalto a questa novità. E’ la prima volta nella storia che il castello viene “vestito” del colore che caratterizza il Giro più amato dagli italiani.

Passando per l’ormai immancabile Muro di Ca’ Del Poggio, il percorso della tappa si snoderà attraverso i 15 comuni delle Colline per poi andare a terminare a Valdobbiadene. Non una tappa qualsiasi, ma un’ importante cronometro che catalizzerà l’attenzione di milioni di telespettatori da 60 Paesi del mondo per alcune ore.Una cartolina che servirà da ulteriore veicolo ad illustrare la meraviglia e le bellezze di un territorio che finalmente è stato riscoperto e merita tutta l’attenzione che avrà. In questa ottica, il comitato di tappa sta già lavorando a idee che possano far risaltare al meglio il territorio e i singoli comuni che si trovano nel tracciato, conservando quell’unità indispensabile per la buona riuscita.Con il passare dei giorni si moltiplicheranno le iniziative che andranno ad affiancarsi a quelle già annunciate dal “motore” del comitato Andrea Vidotti, come la creazione di un logo che verrà realizzato attraverso un concorso nelle scuole, o quella lanciata dal sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese che in conferenza stampa ha lanciato la “sfida” ai suoi colleghi sindaci lungo il tracciato,, a percorrere un tratto ciascuno della tappa, per suggellare l’unità che esiste tra le genti delle Colline dell’Unesco.Anche se mancano ancora alcuni mesi, la febbre rosa sta crescendo e il castello di Conegliano sarà il primo segno dell’attenzione che tutti stanno rivolgendo a questo straordinario evento(pio dal cin)