Le persone che fanno la differenza.


Ho guidato un taxi per dieci anni a Miami. Erano gli anni Ottanta. Saturday Night Fever spopolava allora e l’America di quegli anni era diversa da oggi, non esisteva la paura del terrorismo del dopo attentato alle Torri Gemelle e l’economia era solida. La Miami di allora era una città difficile, in evoluzione e le mafie si contendevano assiduamente un territorio fertile per i traffici illeciti. Guidare un taxi allora era tanto pericoloso di giorno quanto lo era di notte. Corsi comunque il rischio, mi piaceva incontrare la gente, parlare e cercare di capire una società complessa come quella Americana attraversando le strade, imparando i loro usi e costumi. Non saprei dire con esattezza a quante persone ho dato un passaggio, sicuramente migliaia. Il tassista per molti diventa una specie di “confessore a quattro ruote”, la gente che trasportavo si sentiva di potermi parlare e confidarmi i loro problemi, le loro incertezze, gioie e dolori. A volte ridevano, scherzavano,raccontavano. Altre volte piangevano, erano tristi o rimanevano in silenzio. Questa umanità variopinta che si susseguiva nel sedile posteriore del mio taxi mi ha insegnato che pur nella loro diversità, tutte le persone sono uguali; amano, vivono, ridono, scherzano, soffrono e sperano allo stesso modo, anche se le latitudini sono diverse siamo fatti della stessa pasta “umana”.

Un taxi giallo a times square New York

Seguire con la mia fotocamera i candidati alle amministrative 2019 è stato altrettanto interessante. Alcuni li conoscevo già, altri ho imparato a conoscerli durante le serate passate nelle borgate e nelle frazioni, cercando di spiegare alla gente con parole semplici il programma. Come per i passeggeri del mio taxi giallo li ho ascoltati, una, due, dieci volte mentre si raccontavano, all’inizio con una certa timidezza, verso la fine con grande scioltezza e quella padronanza del discorso che deriva dalla consapevolezza di avere nel cuore quello che si desidera trasmettere agli altri.



La scelta di Lisa di una squadra così giovane e ben preparata è sicuramente quella giusta per dare nuova carica ed energia al mondo dei giovani che spesso negli ultimi anni si è allontanato dalla politica.

Questo ritorno dei giovani non può che essere condiviso da tutti positivamente e rappresenta l’approccio giusto a partecipare alla vita pubblica di coloro i quali hanno le idee e le risorse giuste ,per migliorare la vita e il modo di essere un piccolo ma orgoglioso paese di campagna che sa riconoscere le proprie peculiarità e vuole svilupparle a beneficio di tutti.

Il mio tentativo è quello di raccontare queste DODICI persone che hanno affiancato Lisa in queste settimane non facili ma comunque interessanti dal punto di vista umano. Oggi gli elettori sceglieranno a chi dare il loro voto ma più che all’aspetto politico di questa “faccenda elettorale” vorrei puntare i riflettori sui caratteri che contraddistinguono questi ragazzi, queste ragazze, questi uomini e queste donne che hanno deciso di rispondere alla chiamata del capitano di una nave pronta a salpare, una volta che gli elettori avranno tolti gli ormeggi. Ecco quindi la “ciurma” in ordine alfabetico.



In ordine alfabetico:

Roberto Bet: 43 anni

Forse l’unico che non ha bisogno di presentazioni essendo stato per dieci anni il sindaco di Codognè. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. Sicuramente ci ha messo il cuore e la passione. Grandissimo risultato aver portato a casa la caserma Maset che da luogo abbandonato nei decenni diventerà un centro di aggregazione socio culturale sportiva che ha già preparato una serie di programmi innovativi qualora fosse eletta, di tutto rispetto e che andranno a migliorare la qualità della vita dei Codognesi.

Anna Codognotto: 23 anni

Studentessa di giurisprudenza al quarto anno. Crede in quell’Europa “sana” che le ha permesso di studiare e lavorare attraverso borse di studio in Inghilterra.

Orgogliosa della sua appartenenza al territorio e alla famiglia di agricoltori. La sua passione (se eletta) la porterà ad occuparsi oltre che ad altre cose, di un mercato (probabilmente il venerdì) che darà spazio ai prodotti a chilometro zero dei produttori locali, in coordinamento con le PPL (Piccole Produzioni Locali) che quest’anno sono state presentate alla FESTA DELLA MELA COTOGNA per la prima volta.

Anna ha una buonissima padronanza della lingua, e quando parla in pubblico lo fa con grande scioltezza,arrivando in poco tempo al dunque, con una semplicità che farebbe invidia a qualsiasi oratore. Come tutti in questa squadra è una “pasionaria” che metterà la sua giovane età e l’esperienza decennale di una famiglia dedicata all’agricoltura a servizio della comunità con quella freschezza che garantirà il ricambio generazionale di cui ha bisogno un paese che vuole e deve crescere.

Massimo Donadel: 40 anni:.

Assicuratore. Non conoscevo Massimo fino al mese scorso. Si, sapevo che esisteva, L’ho incontrato molte volte,ma, fotografandolo ho avuto modo di conoscerlo e posso affermare che è una persona veramente in gamba con un senso dell’umorismo veramente sottile che va ad aggiungersi ad una serietà professionale e un modo di operare che lo rendono una persona veramente affidabile a 360 gradi.

Da sempre nel mondo della pallavolo, crede fermamente nello sport come veicolo di integrazione sociale e modo per far crescere le persone nello spirito di squadra tipico di chi pratica o si occupa, come ha fatto lui della dirigenza sportiva. E’ inoltre un Alpino e non serve aggiungere altro.Sappiamo tutti cosa sanno fare e come operano questi “Angeli Custodi della comunità”

Eros Furlan 58 anni

Eros, consigliere comunale nell’ultima amministrazione.(2014- 2019) Ho avuto modo di apprezzare le sue doti in questi ultimi anni. Il suo lavoro di specialista della logistica in una nota casa di produzione di vini della zona lo rende una persona concreta e con i piedi per terra, capace di prendere decisioni e di risolvere questioni e problemi in poco tempo. Grande tifoso del Milan è uno dei quattro soci fondatori del Milan Club di Codognè “Nato quando la squadra era in serie B” tende a precisare, non solo per essere un club fine a se stesso ma un polo di aggregazione sociale e di volontariato.

Attivo da sempre nella promozione dello sport è presidente dell A.C.A. Cimetta Calcio squadra di calcio amatoriale è una persona seria e affidabile di cui un’amministrazione non può fare a meno

Marijana Maskimovic 26 anni

Laurea triennale in conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali, magistrale in editoria,culture della comunicazione e della moda. Redattrice. L’ho conosciuta durante la mia esperienza di sei mesi in biblioteca. Una grinta da leonessa che si sposa bene con la sua sensibilità e la sua continua ricerca ad innovare e a migliorare i compiti che le vengono affidati. Innamorata di Codognè e della biblioteca comunale che ha contribuito a far crescere assieme a Giada, la bibliotecaria assieme alla quale hanno costruito un percorso che ha regalato ai ragazzi, ai giovani e agli anziani lettori di Codognè, il prestigio di “CITTA’ CHE LEGGE” con due gruppi di lettura e una serie di iniziative che l’hanno resa una biblioteca viva e frizzante dal punto di vista culturale e sociale.

Alessandra Marchese 20 anni:

Studentessa all’università Ca’ Foscari a Venezia facoltà Economia.

Solare, intelligente e spigliata. Persona che non spreca inutilmente le parole ma che pondera a fondo gli argomenti di cui si occupa restituendo il meglio di quanto acquisito

Ha alle spalle un percorso sportivo come giocatrice di pallavolo, la preparazione ideale per chi vuole affrontare la sfida di poter amministrare, anche senza esperienza ma con la freschezza e la grinta che viene dai suoi vent’anni. Ha lavorato presso la Cantina Sociale di Codognè durante i periodi di conferimento delle vendemmie. Una persona sensibile e con un cuore grande e disponibile a mettersi al servizio di una comunità in cui crede fermamente

Jessica Masini 30 anni:

Perito per il turismo,responsabile di marketing. Consigliere comunale e assessore alle politiche giovanili e della scuola dal 2014 al 2019. Sveglia, perspicace e agressiva al punto giusto nel modo di operare e di svolgere i compiti che le sono affidati, ottima comunicatrice è sicuramente una delle anime del CJF Music Festival. Sempre attiva e pronta ad accettare tutte le sfide di una giovane donna in carriera al servizio di una comunità in cui crede fermamente e alla quale è pronta a dedicarsi “anema e core”

Matteo Modolo 20 anni:

Operaio edile nell’impresa della famiglia. Il più giovane del gruppo di candidati a consigliere. Ha dato prova di grande maturità rispetto alla sua giovane età ed è per questo che Lisa lo ha voluto con se in questa cordata. Matteo è stato animatore dell’ ACR è parte integrante del motore che anima la sagra di Cimetta. Intravedo per lui una brillante carriera in politica qualora venisse eletto . La sua capacità oratoria è sorprendente considerata la sua giovane età. E’ questa una delle caratteristiche che ho constatato in questo gruppo di giovani che compongono la squadra.

Hanno una dialettica ed un modo di proporsi al pubblico che invoglia a risentirli, ad ascoltarli un’altra volta, perché è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi, di giovani come loro che decidono di mettersi in gioco con grande slancio e competenza, con serietà e passione.

Roberto Moras 29 anni :

Collabora nell’azienda della famiglia ed è presidente della Proloco di Codognè. Gioca nel USC Codognè ed è una persona concreta che lavora da sempre per il bene della comunità. Assieme a Lisa Tommasella e al sindaco Roberto Bet ha ritirato il mese scorso il primo premio dell’UNPLI (l’organizzazione che riunisce le Proloco della provincia di Treviso, il primo premio come MIGLIOR FESTA AUTUNNALE per la FESTA DELLA MELA COTOGNA alla quale quest’anno per la prima volta sono state inserite le PPL (Piccole Produzioni Locali) . Una filiera senza burocrazia e trasparente dal punto di vista della genuinità e della qualità, tanto che l’idea si sta esportando nelle altre regioni Italiane. Il VENETO che continua ad essere da esempio per l’Italia e per il mondo .

Graziano Rosolen 63 anni:

Non ho problemi a definirlo il “senatore” per la sua pluriennale esperienza in campo amministrativo, dove ha mosso i suoi primi passi vent’anni fa. Pensionato, consigliere comunale e assessore allo sport dal 2009 al 2019, esperto di computer è stato un tecnico telecom prima di ritirarsi. Chi lo conosce bene sa della sua disponibilità. Graziano non dice di no a nessuno se può dare una mano. Nel corso dell’ultimo icontro ha raccontato della sua prima esperienza nella protezione civile a Gemona, durante il terremoto del 1976. Ho avuto modo di vederlo operare assieme al sindaco durante l’ultima esondazione del fiume Ghebo.

E’ stato uno dei primi ad arrivare in municipio e l’ultimo ad andarsene al mattino, dopo aver trascorso la notte in bianco a coordinare le operazioni di messa in sicurezza delle persone in primis e delle proprietà minacciate dall’acqua. Graziano è un elemento dal quale un’amministrazine che vuol funzionare bene non può prescindere. Il suo ruolo e la sua esperienza saranno di aiuto a Lisa Tommasella e ai giovani che guarderanno a Graziano come una guida saggia e sicura

Roberto Tomasella 35 anni :

Laurea triennale in ingegneria civile, consigliere comunale dal 2009 al 2019. Anche Roberto è uno di coloro che all’interno del gruppo ha maturato l’esperienza amministrativa che sara’ sicuramente utile a Lisa Tommasella se verràeletta sindaco di Codognè. La sua pacatezza nasconde una grinta e un “know how” che ad un primo momento pèotrebbero sfuggire alle persone distratte. Roberto è più consono a pensare e ad agire piuttosto che perdersi in inutili ed inconcludenti chiacchiere. La sua esperienza sarà utile per tutte le opere pubbliche che sono in cantiere qualora i cittadini volessero continuare a dare a Lisa Tommasella la loro fiducia, questa volta come sindaco. Solo a Cimavilla ci sono sul tavolo delle piste ciclabili , il piano delle acque e due rotonde. Se verrà eletto, Roberto dovrà rimboccarsi le maniche da subito e sono sicuro che sia pronto per farlo.

Fabio Zuccolotto 33 anni:

La logica dell’elenco alfabetico lo vuole in questa lista e post per ultimo, ma se è vero il proverbio che recita : “Beati gli ultimi” allora può dormire sonni tranquilli. E potranno fare altrettanto i cittadini di Codognè perché, se verrà eletto Fabio saprà dimostrare tutta la forza e l’intelligenza di cui è dotato per amministrare assieme a Lisa Tommasella. Presidente dell’AVIS con una laurea triennale in architettura Fabio ha le idee chiare, e per me è stato una vera scoperta, come tutti i nuovi conoscenti di cui ho parlato in questo post.

Lisa Tommasella : 39 anni

Laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’università di Udine con 110 e lode. Diploma post laurea in management per gli amministratori locali alla Scuola di Alta Formazione Bocconi di Milano, Assessore comunale dal 2009 al 2012 . Consigliere comunale con delega alla cultura e alle associazioni dal 2012 al 2019. Consigliere provinciale dal 2011 al 2016. Consigliere provinciale con delega al bilancio, affari generali e pari opportunità dal 2016 al 2018

La Ferrari ha acceso i motori. Non lascerà lo spazio agli avversari. Come in tutte le competizioni sarà l’obiettivo finale ad essere il punto di arrivo. Lisa ha la diplomazia e la dolcezza per mettere tutti d’accordo. Non le manca sicuramente la grinta che sa tirar fuori quando si tratta di intraprendere un progetto, di assalire un bando, di concretizzare una cifra che possa essere messa al servizio di una Codognè che ama profondamente, così come ama suo marito, Roberto Bet e la sua piccola Lorenza. Una moglie, una mamma, un’amministratrice da sempre. Intelligente e perspicace. Riesce a dialogare con piccoli e grandi. Un vero LEADER che si mette in gioco per migliorare la vita culturale e sociale di Codognè, senza tralasciare le opere pubbliche, da quelle più grandi a quelle più piccole al fine di assicurare i cittadini di Codognè che la corsa continua, verso il miglioramento della vita di tutti.

Non ripeterò quello che da anni continua a scrivere ogni volta che ne ho l’occasione.. La persona giusta per guidare Codognè verso le sfide e i cambiamenti che dovrà affrontare se avrà la fiducia dei cittadini di Codognè. Un purosangue, una persona accademicamente molto preparata e con un’esperienza amministrativa che non lascia ne dubbi ne incertezze. Con un sindaco come Lisa Codognè sarà pronta a migliorare sotto tutti gli aspetti, da quello sociale a quello culturale, dall’insegnamento ai nostri figli alle infrastrutture che andranno ad essere realizzate. Adesso la parola passa ai cittadini,agli elettori che invito ad analizzare il programma elettorale che potranno visionare con calma nel giornalino comunale. UNITI PER CODOGNE‘ è il nome della lista dove basterà apporre una croce per indicare la preferenza.

Ci sarà la possibilità per gli elettori di esprimere DUE PREFERENZE. L’importante è tenere presente due cose:

La prima essenziale è che siano i nomi di UN UOMO E UNA DONNA

La seconda che vengano riportati il NOME ed il COGNOME correttamente. .

Non posso non concludere questo post invitando tutti a partecipare LUNEDI’ 13 MAGGIO alle ore 16:00 presso la ex caserma Maset dove si scriverà una PICCOLA GRANDE PAGINA NELLA STORIA DEL PAESE DELLA MELA COTGNA: la messa in POSA della PRIMA PIETRA della CASA PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Luca Zaia Il Premier che tutti vorrebbero al posto di Renzi


Luca Zaia il Governatore che potrebbe essere Premier (al posto di faccia da cool)

+Luca Zaia  è sicuramente un cavallo di razza. Uno di quei politici che nascono una volta ogni cento anni. Un leader capace di ricompattare un Veneto disunito dalla diaspora del sindaco di Verona che peccando di orgoglio si è dato una tremenda randellata sui maroni. Sperava il “cacciatore di lupi” di soffiare la sedia di governatore a +Luca Zaia ? No. Lo sapeva bene che non ci sarebbe riuscito. Quello che voleva era semplicemente rompere le uova nel paniere e trascinare nella caduta libera il grande Luca. Ha fatto male i conti. A Tosi bastava un 10% per diventare il nuovo “Casini”, la banderuola pronta a cambiare casacca a seconda dell'”appeal” della poltrona.

Lasciamo il sindaco di Verona nel suo brodo. Si potrà consolare magari telefonando a Muraro, e insieme considerare e meditare su un tradimento che +Luca Zaia  non meritava.

Luca, dicevamo, è l’unico capace di unire un centrodestra  allo sbando che cerca una nuova identità che non alberga però nelle posizioni a volte troppo radicali di un Salvini che più volte ha dimostrato di  non avere la diplomazia necessaria per conquistare i moderati non troppo felici con posizioni troppo estremiste assunte dal segretario Leghista durante una campagna elettorale che non escludeva nessun colpo basso da entrrambe gli schieramenti.

Luca potrebbe essere la vera alternativa a Renzi che ormai ha stufato con la sua arrogante maniera di imporsi si pè conquistato l’antipatia di molti, e non solo negli schieramenti del centro destra ma adirittura del suo stesso partito dove non  è visto troppo bene per il suo desiderio quasi morboso di accentrare tutti i poteri ed i meriti attorno alla sua figura.

Lo scivolone più grande dal punto di vista politico lo ha fatto prima delle elezioni, difendendo a spada tratta il candidato dei candidati, l’ineleggibile De Luca. Un boomerang che gli è costato sicuramente un’ulteriore botta di antipatia collettiva da parte degli elettori in cerca di onestà, se mai fosse possibile , nella politica che stufa e allontana la gente da corrotti e mafiosi che bazzicano come moscerini nei palazzi del potere.

Ecco cosa ha detto Berlusconi di Zaia e se anche si può riconoscere al cavaliere il suo declino politico negli ultimi anni non si può non dargli atto della sua capacità di scegliere gente che mastica bene la politica. (ad eccezion fatta per Alfano)

+Luca Zaia  potrebbe veramente rappresentare quel collante che manca per riunire il centro destra moderato a sconfiggere una sinistra che vorrebbe continuare a pigliarsi tutto, magari anche in maniera poco democratica. Le elezioni in Veneto sono un segnale forte di cambiamento. Io stesso, che ho strappato la mia tessera elettorale alcuni anni fa, completamente schifato da una politica rubacciosa e corrotta che non era e non è più quello che dovrebbe essere, la rappresentazione e la rappresentanza del volere della gente, sono andato in municipio per farmela rifare. La ragione è spiegata con il fatto che finalmente dopo tanti anni sono riuscito a votare per una persona che conosco da trent’anni (Luca) e che ho potuto conoscere ed apprezzare, e votare alcuni dei candidati nella sua lista come Sonia Brescacin vice  sindaco di San Vendemiano e Alberto Villanova, un gentleman di Pieve di Soligo con il carisma innato per la politica. Questo può e dev’essere il sistema che caratterizza ogni elezione: poter votare per chi si conosce, non per un partito che poi sceglie i suoi rappresentanti tra emeriti sconosciuti che niente hanno da condividere con chi li ha votati.

Non resta che attendere. Il Governatore più votato d’Italia si è già messo al lavoro. Sa che ha molto da fare. I problemi sono innumerevoli e in continua evoluzione. Ha bisogno di una squadra che lo aiuti nel difficile compito di mandare avanti le cose in modo semplice e determinato con la caratteristica che lo ha sempre distinto: il coraggio di innovare coniugato con una tenacia che gli viene dalla cultura contadino cristiana che arriva da secoli di sofferenze che hanno forgiato i Veneti senza poterli spezzare.

E’ bello poter di nuovo credere in un uomo politico. Luca sconfiggerà anche l’apatia di chi come me aveva scelto di fare parte di quel partito dei “non votanti”, e ritroverà nella sua leadership la  forza del grande  condottiero che in questi passati cinque anni ha dimostrato in svariate occasioni di essere.

Tosi e la maledizione del Lupo Bianco (decreta la sua morte politica)


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Leggendo questo articolo doveTosi autorizza l’uccisione dei Lupi in Lessinia (per fortuna bloccato poi dal TAR) immagino difficile che una persona sensibile possa votare per un candidato alla presidenza del Veneto che in nome di una “sicurezza dei cittadini” autorizzi che vengano abbattuti mamma papà e cinque lupetti. Ci vuole coraggio, o mancanza di sensibilità dico io. Il Lupo per i Nativi Americani è un animale sacro, il maestro di vita, colui che insegna ad amare il proprio gruppo e la famiglia.Uccidere un Lupo significa attirare la stessa sorte su di te, caro Flavio e la tua “morte” (politica s’intende) ti verrà servita in un piatto d’argento quando le tue migliori aspettative verranno deluse il 31 maggio quando i Veneti andranno a votare. Il lupo vive per il branco, ed il branco vive per ogni singolo Lupo, proprio al contrario di te caro Tosi che non hai nemmeno avuto l’umiltà di riconoscere la saggezza politica e la superiorità di capacità gestionale e di +Luca Zaia  facendogli uno sgambetto clamoroso. Hai cercato di abbattere il Lupo Alfa per prenderne il posto; qualsiasi cosa pur di conservare una bella e comoda poltrona, altro che “Amore per il Veneto ed i Veneti” Se veramente avessi amato la tua regione non avresti fatto questo subdolo tentativo di trascinare giù dalla montagna Luca e magari, secondo la tua logica un po’ incomprensibile, far vincere la sinistra con “ladylike”.
Stai tranquillo. +Luca Zaia  vincerà alla grande, e tu (lo sai già) ti porterai a casa quella risicata “percentualina” che ti servirà ad i,nserirti tra i moderati che hai combattuto per venticinque anni. “Chi di Lupo ferisce di Lupo perisce”. Vedrai, le promesse che ti hanno fatto a Roma non saranno mantenute poichè no avrai quel peso politico che “loro” si aspettavano e ti faranno fuori senza indugio. Allora ti ritroverai da solo e ripenserai a quello che hai fatto e ti sentirai male entro. Gli amici non si tradiscono Flavio. Quello che hai fatto è molto grave e consegna ai “romani” un Veneto diviso proprio quando l’unità avrebbe fatto comodo a tutti in vista del referendum sull’autonomia e di quello sull’indipendenza.

Hai dimostrato di non amare il Veneto ed i suoi abitanti. Personalmente piuttosto di votare te voterei un Siciliano. Loro almeno hanno un forte senso di lealtà e di appartenenza che sembrano non abitare dalle tue parti. Buon lavoro  Flavio e pensa a quello che hai fatto, ogni giorno quando ti guarderai allo specchio, e se alle tue spalle verai l’immagine di un Lupo ricordati di quelli che volevi far abbattere in Lessinia, e capirai forse, il perché della tua sconfitta come politico ma soprattutto di quella come Veneto.

Codognè rielegge Roberto Bet sindaco con un plebiscito (75%)


(by pio dal cin)

MAY
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Codognè rielegge Roberto Bet sindaco con un plebiscito

(by pio dal cin) Congratulazioni a Roberto Bet per la sua rielezione a sindaco di Codognè. Voglio cominciare questo breve articolo con una foto presa da Repubblica  eccola qui

Questo risultato sembra premiare il lavoro svolto durante gli ultimi cinque anni, e prescinde dai Risultati Nazionali (dati Ministero Interno) che hanno visto il PD come prima forza politica del Paese  e la “sconfitta” di +Beppe Grillo  ed il suo M5S.
 
Roberto Bet  è un sindaco Leghista; il primo del paese. La sua vittoria più che un successo della Lega Nord ma il successo che ha ottenuto per la seconda volta è sicuramente legato alla sua gestione della cosa pubblica durante un periodo molto difficile, dal 2009 ad oggi, durante il quale sarebbe stato più facile nascondersi che amministrare con delle assurde regole come ad esempio il Patto di stabilità solo per citare uno dei tanti ostacoli messi tra i piedi a chi cerca di tenere in equilibrio un paese di 5300 abitanti.
 
Roberto Bet ha saputo tenere bene le redini, in un paese non facile e che veniva da dieci anni di amministrazione della sinistra. Ha saputo soprattutto essere il “sindaco di tutti” come aveva annunciato durante la sua campagna elettorale. Certo che accontentare tutti non è possibile,ma se guardiamo il paese di Codognè in provincia di Treviso cinque anni dopo il primo insediamento del primo cittadino lo vediamo sicuramente migliorato nelle opere pubbliche, nella sua presenza sul Web (scrivendo il nome del paese ci sono circa 910.000 risultati utili) Un paese “connesso” come era stato promesso.
 

 
Un’altro pregio di Roberto è sicuramente quello di aver prestato attenzione a chiunque si sia rivolto a lui, anche da coloro che non hanno appoggiato la sua elezione.
Questo non fa che dimostrare che oggi più che a livello locale contano più i volti delle persone e le loro azioni, piuttosto che la loro appartenenza politica.
Questo dovrebbe servire da monito e da esempio a chi governa a livelli più alti, a Roma. 
Grazie Roberto e buon lavoro per i prossimi cinque anni.
 
(il campanile restaurato di Codognè)

 

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Perchè non votero’ il 25 Maggio


Il voto del 25 Maggio per le Europee accende ancora di più il dibattito politico. Il voto è un diritto/dovere del cittadino. Tuttavia io ho deciso di non votare. I sondaggi di oggi alla trasmissione politica del mattino “Agorà” dicono che il partito degli indecisi e dei non votanti sfiora il 43% .
Cosa significa non votare? Che non ho un’idea politica? Che sono un codardo e preferisco lasciare le decisioni importanti ad altri? Che non riesco a schierarmi con una o l’altra fazione?
Codognè Campanile Restaurato
IL MIO PERCORSO POLITICO
LEGA NORD
Durante le due ultime consultazioni ho votato Lega Nord. Ci credevo. Pensavo che finalmente saremmo riusciti a realizzare il sogno di un Nord Est indipendente da quella Roma ladrona che Bossi & Company andavano sbandierando ai quattro venti. La Padania, con Bossi che canta “Va Pensiero” con la mano destra sul petto.
La Padania si è sgretolata dopo che hanno scoperto che tutti, una volta che hanno accesso al Palazzo possono diventare “ladroni” e ora non resta che sperare nell’indipendenza del Veneto via consultazioni referendarie e legali, attraverso la costituzione e senza violenza. Maroni a Pontida ieri, ha annunciato che anche la Lombardia indirà “come I fratelli Veneti” un referendum per ottenere l’indipendenza del “Grande Nord” grande “Padania””Nord Est”? Come lo chiameremo adesso? Salvini ha un gran da fare a cavalcare I temi più populisti di questa campagna elettorale come “lotta all’immigrazione selvaggia” “No Euro” eccetera. Ma non era la Lega al governo conBerlusconi gli ultimi vent’anni? Cosa è stato fatto? L’ultima azione prima degli scandali che l’hanno travolta è stata quella di voler portare I ministeri al Nord. Con tutti I problemi che assillavano il Paese era quella forse l’emergenza? La Lega non avrà il mio voto.
GRILLO.
Lo confesso. Dopo averlo sentito sbraitare cose che mi sembravano giuste alle ultime politiche, ho deciso di votere per il comico genovese.
Ero convinto che veramente avrebbe fatto di tutto per cambiare le cose in Italia. Il successo insperato che ottenne mi riempì di gioia e di speranza.. Putroppo forse anche Grillo non si aspettava un successo così enorme, ed invece di rimboccarsi le maniche e trovare un accordo di governo atto a migliorare la situazione del Paese già allora disastrata, si è limitato a continuare ad ululare e a sbraitare, a condannare tutto e tutti, partendo da Papa Francesco (accusandolo di collusione con Pinochet) per proseguire con Napolitano e tutti gli altri che cercavano di sbarrargli la strada. “Diffida delle persone che urlano” è una frase che mi è rimasta impressa leggendo Desiderata di Mark Hermann.
Le frasi sui campi di concentramento, le “epurazioni” di stampo fascista e l’autorità settaria che contraddistingue il leader dei Pentastellati, mi suggerisce di star bene alla larga da questo Movimento che fa tanto baccano ma non sta portando l’Italia da nessuna parte. Grillo non avrà il mio voto.
RENZI
Credo che il Matteo abbia la volontà di cambiare le cose. Premetto che non ho mai votato a sinistra ma che ho tenuto l’ex sindaco di Firenze sotto “osservazione” Penso che la buona volontà di cambiare le cose in Italia lui l’abbia veramente; il solo problema è che forse non si è reso conto che non è ne in Gran Bretagna ne in America, dove un uomo da solo potrebbe e puo’ veramente fare la differenza. Lo fece Churchill durante la guerra. La Tatcher o lady di ferro. Blair.
In italia l’ultimo uomo che riuscì veramenta quasi da solo a cambiare le cose si chiamava De Gasperi, ma sono passati più di cinquant’anni. Impossibile oggi concepire un cambiamento radicale come quello che si propone di fare Renzi con un solo uomo che si prende tutto il credito del successo.Non succederà.
Renzi piace e non piace. Piace per la sua energia nel trasmerttere le idee. Non piace perchè se fai un po di zapping inTV non c’è momento del giorno o canale dove non ci sia il buon Matteo a sciorinare idee, a parlare come una mitragliatrice di come farà a cambiare tutto e tutti. Un’overdose di presenze e di apparizioni mediatiche che per quanto uno possa essere attratto dalla sua dialettica 2.0 alla lunga diventa un boomerang.
Il Pd che fino a pochi giorni fa era spaccato in tante anime, ri ricompatta. Perchè? Urge sconfiggere la destra. Urge un buon risultato alle Europee. Tutti sono sullo stesso treno, e sulla stessa lista; ergo “stiamo uniti finchè vinciamo, poi lo massacriamo politicamente”
Gli 80 Euro in busta non sono una boutade elettorale? Mi viene da ridere, o da piangere. “Sono solo un antipasto” ha detto il primo ministro. Come hanno già detto in tanti, sembrano più un voto di scambio che un vero aiuto alle famiglie. Se Renzi togliesse, che ne so, il bollo auto ed il canone RAI (due tasse subdole quanto asurde) avrebbe messo nelle tasche di ogni famiglia quasi 400 Euro che sarebbero stati spesi rimuovendo quel blocco che sta facendo ristagnare l’economia. Renzi è solo il buon “boy scout” che vorrebbe ma non puo’. Si accorgerà, dopo il 25 Maggioche il Senato non si farà rottamare da uno “sbarbatello” che vorrebbe suonare con la chitarra “we shall overcome”.
A Giulio Cesare fecero pagare cara la sua voglia di cambiamento. Lo stesso accadrà a Renzi (politicamente, ovvio, non fisicamente). Verrà sbranato dai suoi; non ci sarà bisogno di “aiuti” esterni.
Renzi non avra’ il mio voto.
ALFANO
Angelino and Company per quanto vogliano atteggiarsi al “nuovo” faranno sempre la figura di chi ha “tradito” il loro stesso creatore. L’Apostolo Pietro tradì Gesu’ per ben tre volte, salvo poi “piangere amaramente” come racconta nelVangelo Matteo. Pietro diventò colui che difese e divulgò la parola del suo Maestro meglio di tutti, e poi fu crocifisso per Sua volontà a testa in giu’.
Alfano non si farà crocifiggere per Berlusconi, ma l’idea che lo abbia “tradito” dopo che Silvio lo ha creato e gli ha insegnato tutto quel che c’era da sapere sulla politica, non piacerà agli Italiani.A me no di sicuro, anche se non mi piace Berlusconi. Ho visto in questi mesi apparire Formigoni in tutte le TV, con una faccia tosta che era veramente sconcertante. Sono questi gli uomini nuovi di Alfano? Formigoni? Quagliarello (che si è beccato la poltrona di ministro e di “saggio”)? Non voterò per Alfano.
Non mi piace com’è stato trattato il leader di Forza Italia. Non entro nel merito delle sue vicende giudiziarie (che conosco ben poco), ma dal punto di vista politico è stato trattato come la Maddalena, solo che non c’era Gesu’ a scrivere I peccati di chi voleva “scagliare la prima pietra” ed è stato “lapidato” da chi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”
Tante volte ho scritto che Berlusconi era finito politicamente. Non mi piaceva il Berlusconi degli ultimi anni che diceva che tutto andava bene e tutto era OK. Adesso vorrebbe fare da paladino della libertà; perchè invece di rincorrere una delle sue “passioni” (le gonnelline) non si è dato da fare per sistemare le cose che andavano male? Ha avuto vent’anni per farlo senza riuscirci, perchè dovrebbe farlo adesso?
Buona l’dea di portare le pensioni ad 800/ 1000 Euro; peccato che non ci abbia pensato in tempi meno sospetti e meno elettorali. Non voterò per Berlusconi.
CONCLUSIONE
Spero di aver reso l’idea della mia decisione al “Non Voto” Vorrei inoltre ribadire il che non credo a questa Europatroppo inginocchiata allo strapotere Tedesco. Non esiste una politica estera comune, ne è la prova la gestione dell’emergenza immigrati che lascia l’Italia in prima linea da sola a fronteggiare una sistuazione che durante l’anno viene scopata sotto il tappeto salvo poi andarla a recuperare in tempi elettorali che tanto bene fanno a derive populiste e demagogiche.
Quando ci fu l’emergenza Libica, con la caduta di Gheddafi, l’Europa ha mostrato anche troppo palesemente che ognuno degli stati membri “forti” come Germania e Francia avevano delle visiuoni discordanti in merito. Come possiamo pensare ad un‘Europa unita quando non riusciamo ad essere uniti nemmeno in Italia ? Anzi No, nemmeno inRegione, anzi no, nemmeno tra Provincie, anzi no, nemmeno tra paesi? Con tutto il rispetto per chi voleva un’Europa Unita, non ci sono le caratteristiche per portarla avanti e quest ‘Europa è troppo figlia delle banche e della Germania.
Per non parlare dell’Euro. Una moneta risultata impopolare ed inadeguata che nonpiace più, anche perchè guardando agli Stati che non l’hanno addottato, ci resta una punta d’invidia. La Gran Bretagna e la Svizzera, solo per citare due esempi non hanno subito le conseguenze della crisi mondiale che sta piegando invece noi come la Grecia o la Spagna.
Votare per l’Europa? Quale Europa? No grazie! Per l’Italia, quale Italia? Di Renzi? Di Grillo? Di Salvini? Di Alfano? Di Berlusconi? No grazie!

 

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Italian Senate’s vice prez calls black minister “Orangutan”


by pio dal cin . Codognè.Treviso.Italy.
I knew that I was living in a beautiful Country. Italy is wonderful. One of Italy’s biggest problem is that there are too many politicians.
People that are elected by the people for the people (at least this should be the reason why they are in the Parlament).

The problem with most of them, is that they make too much money, given the amount of hours they spend trying to make things better for us “pheasants”.

Yeasterday one of them, not just one of them, but the Senate’s Vice President Roberto Calderoli (see photo below) called one of the Government’s Ministers an “Orangutan” sparking a debate among the politicians on his resignment.

The Minister he adressed as “Orangutan” happens to be the very first black woman in Italian history to hold such a prestigious spot, and Calderoli has exaggerated too much being a member of the Lega Nord, a right wing party known for its anti immigration positions and bills throughout the years
Cecile Kyenge has been the target of many anti black protests since she became a member of the Letta’s government, but never before she was adressed so brutally and directly by a member of the Italian Parliament
Roberto Calderoli is not new to “boutades” like these.
In 2006 he sported a T-shirt with jokes on Allah and the Italian Embassy in Lybia was theatre of a riot that left eleven people dead
Time to stop this man. Racial attacks should not be tolerated both by the Italian Government and from the European Community